AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CONTRO UN’INDIFFERENZA TOSSICA E PERICOLOSA

Posted by ambienti su aprile 10, 2008

Deve restare lì il pozzo dei veleni? La discarica maledetta a Lo Uttaro, Caserta, è, grazie alla magistratura, chiusa da novembre, ma è un tale disastro – lo ha confermato il commissario in carica Gianni De Gennaro – che sarebbe indispensabile una veloce bonifica, invano promessa con lo stesso Protocollo d’intesa che permise, contro la logica e le leggi, di riaprire l’anno scorso il “fosso”. Perciò ora il Comitato Emergenza Rifiuti e il Comitato Cittadinicasertani hanno scritto una lettera-denuncia chiedendo interventi che per Lo Uttaro assolvano gli obblighi derivanti dalle leggi in materia ambientale e rispettino i precisi impegni assunti dallo stato e dalle amministrazioni. Destinatari della lettera il commissario governativo per l’emergenza rifiuti Gianni De Gennaro, il commissario per le bonifiche Massimo Menegozzo, il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti. Le richieste riguardano, oltre che il fosso della discarica ultima, vecchie discariche adiacenti, il confinante sito di trasferenza, il vecchio sito di stoccaggio detto “panettone”, il nuovo sito di stoccaggio incredibilmente realizzato dal Comune nel capannone ex Ucar, ancora più vicino alle abitazioni delle schifezze in area Lo Uttaro.
Un altro nodo è quello della raccolta differenziata. Il Comune di Caserta sostiene di averla già in qualche modo avviata, benché con risultati non soddisfacenti, in parte – dice il Comune – per colpa dei cittadini. A maggio doveva arrivare il resto. In realtà quello che si sta facendo, con l’ammasso nei cassoni comunali plastica/carta e umido/indifferenziato, se poteva apparire un’utile soluzione tampone in un periodo di incalzante disastro non si può considerare né una reale raccolta differenziata né, di conseguenza, un modo per risolvere in città il problema dei rifiuti in maniera seria e duratura. Intanto intorno al bando per l’affidamento del nuovo appalto di raccolta rifiuti, che dovrebbe puntare alla differenziata vera ma in termini tuttora poco chiari, nascono complicazioni. Come avevamo in parte anticipato e come ha spiegato ieri il Mattino ^.
La differenziata a Caserta è, allo stato dei fatti, solo un maldestro tentativo, o un bluff col quale il Comune sta tentando di eludere le prescrizioni di legge. Perciò il Comitato Emergenza Rifiuti e il Comitato Cittadinicasertani hanno chiesto chiarimenti e interventi alle autorità competenti. Con un’altra lettera-denuncia indirizzata al commissario per l’emergenza rifiuti, al presidente della Provincia di Caserta, all’assessore regionale all’ambiente Walter Ganapini.

 La lettera-denuncia per le bonifiche ^            La lettera-denuncia per la differenziata ^

 L’articolo del Mattino sui ritardi per la differenziata a Caserta ^

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2 Risposte to “CONTRO UN’INDIFFERENZA TOSSICA E PERICOLOSA”

  1. Churchill said

    “Il compromesso era solito significare che mezza pagnotta era meglio di niente.Tra i moderni politicanti sembra in effetti che mezza pagnotta sia meglio di una pagnotta intera”
    Gilbert Chesterton

  2. franco said

    COLPA DEI CITTADINI !!!!! (come riportato da alcuni giornali in questi giorni) Ma chi può più credere alle autoassoluzioni ed alle autodifese del comune in merito al mancato successo della raccolta differenziata sinora disorganizzata di caserta ? Chi ha seguito il dibattito anche qui sul blog, e chi è stato nei punti raccolta dei cassoni della zona sud di Caserta, si è ben reso conto del quasi certo fallimento di questa differenziata. Come era possibile che il cittadino, non abituato a differenziare, e non a conoscenza dei meccanismi di differenziazione, potesse all’improvviso diventare un esperto e suddividere l’umido dalla plastica dal metallo dalla carta dall’alluminio dal vetro ???? E se i cassoni sono solo “guardati” ma non sorvegliati dagli operai della Sace, né è controllato lo sversamento dei cittadini in quegli stessi cassoni, a differenza di quanto accade, invece, con i “volontari” delle parrocchie, è ovvio che la differenziata non abbia avuto successo. Ma come è possibile dialogare con questi amministratori, che hanno innalzato un muro di gomma, e non hanno dato risposte nè un minimo di riscontro a petizioni, lettere esposti, richieste di incontri, ma che si ergono a competenti della materia e che alla minima critica si alzano indispettiti e vanno via senza rispondere? In merito alla gara, si confermano le anomalie della procedura, e si conferma l’impossibilità di rispettare i termini previsti dalla legge o lo stesso termine del 1 maggio indicato dalla stessa amministrazione. Forse dovremmo tutti essere più presenti nei pochi momenti di aggregazione e sostenere le richieste dei comitati o delle associazioni ambientalistiche che in qualche modo si battono per dare risposte coerenti alle richieste della cittadinanza di una politica ambientale più rispettosa dell’ambiente e meno cervellotica

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