AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

LA MALEDIZIONE DE LO UTTARO

Posted by ambienti su aprile 18, 2008

L’avvocatura dello stato di Napoli ha chiesto con ricorso la revoca del provvedimento di chiusura della discarica Lo Uttaro adottato nell’agosto scorso dal Tribunale civile di Napoli e poi ribadito a novembre sulla scorta di un’approfondita perizia tecnica. La richiesta è motivata da un «difetto di giurisdizione dell’adito giudice ordinario» e per la «sopravvenuta carenza dei presupposti della cautela». Un breve articolo di Sergio Beneduce sul Mattino di giovedì 17 aprile ^ fornisce altre indicazioni.
C’è chi teme che l’iniziativa sia una premessa per la riapertura della discarica. Ma sembra più probabile che essa sia piuttosto volta a contrastare azioni risarcitorie e a dare sostegno a un principio. E si può ipotizzare che qualcuno abbia tramato nell’ombra per il dissequestro confidando erroneamente nella complicità del commissario governativo Gianni De Gennaro, come suggerisce un comunicato del Comitato Emergenza Rifiuti ^
La sentenza della Cassazione a cui il ricorso fa riferimento ^ afferma che in materia di tutela dei diritti costituzionalmente rilevanti (come il diritto alla salute) se la lesione dipende da un provvedimento della pubblica Amministrazione la competenza spetta al Giudice Amministrativo (TAR) e non al giudice ordinario (Tribunale). Cosicché i provvedimenti cautelari d’urgenza ex art. 700 cpc non sono più esperibili presso il giudice ordinario. Significa che toccherà rivolgersi al TAR per ottenere sentenze di annullamento dei provvedimenti illegittimi della pubblica amministrazione in materia di tutela della salute.
La sentenza della Cassazione è del dicembre 2007 e riguarda il caso di Serre. Definisce un chiaro indirizzo politico per sottrarre al più rapido e meno politicizzato giudice civile la competenza in materia, per trasferirla al più lento giudice amministrativo. Ma per il caso Lo Uttaro esistono varie obiezioni possibili in sede di confronto giudiziario. Inoltre è da ricordare che la discarica è attualmente ancora sotto sequestro penale. Comunque, sulla questione è di nuovo al lavoro l’avvocato Luigi Adinolfi che aveva ottenuto la chiusura dal Tribunale di Napoli.
Possibile che qualcuno, dopo due provvedimenti della magistratura, dopo le parole di fuoco nella Relazione della Commissione Parlamentare per i rifiuti ^, dopo il niet dell’ultimo commissario governativo Gianni De Gennaro ^, voglia riprovarci con Lo Uttaro?
È vero che nel Campania Monnezza Show ci sono personaggi che hanno esaurito ogni riserva di pudore. Però è anche vero che ci sono aspetti della vicenda che dovrebbero consigliare a chiunque la massima prudenza.
Non fraintendiamoci, qui siamo ragionevolmente razionalisti e non vorremmo incoraggiare oscure superstizioni. Però da un po’ ci frulla in testa un’idea. Danni per la popolazione a parte, in stretta relazione con la discarica a Lo Uttaro c’è stato un “omicidio di famiglia” alla vigilia della decisione di riaprire l’immpianto (vedi Lo Uttaro Story ^), c’è stata la serie dei commissari governativi costretti velocemente a ingloriose dimissioni dopo aver fallito il loro compito, ci sono una dozzina di persone che hanno ricevuto avvisi di garanzia, c’è l’ingegnere Antonio Limatola, ex direttore dell’Acsa Ce3 che ha gestito la discarica, sospeso dal proprio incarico per vicende di monnezza, ci sono due politici, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti e il Presidente della Provincia Sandro De Franciscis, che – dopo aver favorito la riapertura del “fosso” firmando il famoso Protocollo d’intesa ^ – anziché avanzare nelle luminose carriere che avevano sperato non hanno smesso neanche un giorno di prendere mazzate, tra contestazioni, primarie e recenti elezioni politiche. E si è dovuto rassegnare alla sconfitta un locale neoaspirante senatore PD molto in carriera ma assessore della giunta Petteruti e sostenuto dal presidente della Provincia. Insomma, ormai a noi non sembra un’opinione ma un fatto accertabile che negli ultimi tempi molti partecipanti alla riattivazione della discarica a Lo Uttaro sono stati colpiti da jella nera. E qualcuno ci vorrebbe riprovare?

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4 Risposte to “LA MALEDIZIONE DE LO UTTARO”

  1. Garbage said

    “Non ci può essere pace vera se non nel rispetto della dignità delle persone e dei popoli, dei diritti e dei doveri di ciascuno e nell’equa distribuzione di benefici ed oneri tra individui e collettività (…).
    Situazioni di oppressione e di emarginazione sono spesso all’origine di violenze e terrorismo”.
    Giovanni Paolo II

  2. ambienti said

    x Garbage
    Giovanni Paolo II si riferiva probabilmente a situazioni molto più drammatiche e socialmente più complicate da risolvere. Qui non è che la questione monnezza non sia seria e grave, ma è anche abbastanza ridicola: basterebbe mandare a casa, o in galera, qualche combriccola di incapaci e di profittatori e le soluzioni si troverebbero. Speriamo che ora lo abbia capito qualcun altro oltre che i cittadini-elettori (e non-elettori per protesta). Un segnale bello forte lo ha avuto tutta la classe politica, gli sconfitti e i vincitori. I quali dovrebbero tutti essersi resi conto che anche i cittadini meno inclini alla rivoluzione in certi casi possono stancarsi e cominciare a riempirli di pernacchie.

  3. Garbage said

    Ammettiamo che Lo Uttaro riapre (se non sbaglio manca l’ultimo anello, il 6°). Dopo aver vissuto l’esperieza sul campo dove si è notata l’assenza della popolazione dei Comuni limitrofi, oltre al menefreghismo ignobile dei politicanti nostrani (verdi, gialli, rossi, azzurri, neri) non è auspicabile che ci sia una strategia diversa da attuare x poterci difendere?
    S.E. Nogàro aspetta sempre che qualcuno del comitato si faccia vivo e solleciti un incontro presso la Curia prima che sia troppo tardi.

  4. franco said

    Ma la revoca dell’ordinanza con cui è stata disposta la chiusura di Lo Uttaro potrebbe mai comportare la riapertura della stessa doscarica dopo che il commissario De Gennaro parlava di dati falsi e di situazione allarmante? Gli avvocati che agiscono per conto di De Gennaro stanno richiedendo ciò che De Gennaro stesso ha considerato non possibile. D’altra parte il giudizio di merito non si è ancora concluso e il probabile risarcimento del danno ambientale può spaventare gli organismi governativi responsabili dell’apertura di Lo Uttaro.

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