AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for aprile 2008

VIDEOVALORIZZAZIONE DI UN PROFESSORE

Posted by ambienti su aprile 5, 2008

Prendete un professore disposto a dire meraviglie dei termovalorizzatori, frullatelo ben bene con un’amministrazione comunale del Sud – diciamo delle parti di Matera – che ha in progetto chissà che affari con la gestione dei rifiuti, metteteli in una sala dove c’è anche un giovane ingegnere esperto di nanoparticelle. L’atmosfera si farà calda e, nonostante l’avvio a regime dei controlli di polizia, il discorso del professore ci farà una figura da residuo da discaricare di ciò che ci aspetteremmo dalla scienza. Questo professor Amedeo Lancia – dell’Università di Napoli, Facoltà di Ingegneria – però ci è simpatico: quel che dice infine a voce e a gesti per un inceneritore sotto casa sua entrerà probabilmente negli annali delle polemiche sulla cosiddetta termovalorizzazione. Altro che abbattimento dei fumi. Se anziché invitarlo a tenere una conferenza pro inceneritori ai Lions di Matera lo avessero ingaggiato per uno spot ambientalista contro gli inceneritori non avrebbe potuto fare di meglio.
Il filmato è su YouTube ed’è stato realizzato e diffuso dal Meetup Matera 2 di Beppe Grillo. 

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IN RETE LA RELAZIONE FINALE SUL CICLO DEI RIFIUTI

Posted by ambienti su aprile 4, 2008

CLICCA PER SCARICARE LA RELAZIONEÈ in rete il testo in formato PDF della Relazione Finale, approvata il 27 febbraio 2008, della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. È di 304 pagine e si può scaricare attraverso il link PDF qui a fianco direttamente dal sito della Camera.
Cinquantatre sedute plenarie, oltre 200 persone ascoltate, due documenti sull’emergenza rifiuti in Campania, un convegno a Roma, una banca dati contenente 350 schede e un Archivio che custodisce 16.700 pagine che saranno rese disponibili in formato digitale. Sono questi i dati riassuntivi dell’attività svolta nella XV Legislatura dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse istituita dalla legge 20 ottobre 2006, n. 271.
A più riprese – si legge nella relazione finale, approvata il 27 febbraio 2008 -, la Commissione si è trovata «in presenza di condizioni di sostanziale paralisi degli ordinari processi decisionali». Dopo aver sottolineato la «necessità di eliminare le troppe strutture di intermediazione burocratica che hanno avuto solo l’effetto di diluire le responsabilità e aumentare a dismisura i costi», e «una volta alleggerita la trama complessiva dei soggetti», la Commissione ipotizza la costituzione di una Autorità indipendente «con una struttura molto agile e snella, utilizzando essenzialmente apparati e risorse preesistenti».
Questi alcuni dei compiti ipotizzati per l’Autorità:
– la realizzazione di verifiche approfondite sulla fattibilità e i costi, per gli utenti, dei piani di gestione dei rifiuti, ivi comprese le tariffe;
– la promozione di opportune forme di coordinamento e circolarità delle informazioni tra tutti i soggetti variamente interessati alla definizione di strategie appropriate per l’ottimale gestione del ciclo dei rifiuti;
– la prevenzione e il contrasto degli illeciti connessi alla materia dei rifiuti, ad esempio mediante l’attivazione di una banca dati in materia.
La relazione finale si sofferma poi sulle “emergenze territoriali” (Campania, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia). Altri capitoli sono dedicati ai “rifiuti speciali”, alle tecnologie disponibili ad esempio per la valorizzazione energetica dei rifiuti solidi urbani e per il compostaggio, e all'”impatto sanitario dei rifiuti”.

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QUANTO PUZZA QUESTO PIANO

Posted by ambienti su aprile 3, 2008

differenziata1.jpg“L’EX UCAR E IL PANETTONE VE LI DOVETE TENERE!”
A UN INCONTRO DI CITTADINI SULLA DIFFERENZIATA
L’ASSESSORE ALL’ECOLOGIA DEL ROSSO TENTA UNO SHOW
MA IL SUO SPROLOQUIO NON HA MOLTO SUCCESSO

Un vero piano operativo per la differenziata a Caserta non esiste ^. Lo ha confermato ieri l’assessore comunale all’ecologia Luigi Del Rosso, nel corso di un incontro alla parrocchia Nostra Signora di Lourdes, al rione Acquaviva, tra cittadini interessati a fare il punto sulla situazione rifiuti. Erano presenti diversi volontari del centro per la raccolta differenziata attivo presso la parrocchia ^. All’assessore la mancanza di un piano non sembra importante: “Le indicazioni sono nel bando di gara per l’appalto del servizio – ha dichiarato – e il piano completo lo farà la ditta vincitrice della gara, che avrà sicuramente competenza in materia”.
Non può non suonare strano un simile ragionamento ai cittadini preoccupati per il futuro dei rifiuti. Una logica normale – seguita in genere da altre amministrazioni – vorrebbe che il comune stabilisse obiettivi e modi ai quali poi la ditta incaricata dovrebbe adeguarsi. Ma qui siamo a Caserta, la città in cui il dirigente tecnicamente competente della materia presente in comune ha preferito – di fronte ai vaneggiamenti degli amministratori politici – fare le valige ed emigrare. Chi valuterà le proposte dei partecipanti alla gara? Con quali criteri? Su questo il mistero resta fitto. Come resta poco chiaro – niente ne dice il sito del Comune ^ – il motivo del rinvio di dieci giorni per l’avvio di esame delle proposte. Si sa solo che al momento ci sono in gara due ditte. Una è la Sa.Ba srl di Ercolano, l’altra, quella considerata più probabile vincitrice, è la Ati, associazione di imprese a cui aderisce la Sace, che attualmente ha, tra molte polemiche, la gestione in proroga del servizio raccolta rifiuti a Caserta e che fa capo all’imprenditore casertano Mario Pagano, arrestato proprio ieri (vedi articolo su Casertac’è ^) con l’accusa di truffa per finanziamenti pubblici ex 488 ottenuti dalla sua azienda per la lavorazione dei rifiuti Le Calorie ^, collocata in zona Lo Uttaro. Niente di rassicurante per i cittadini.

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IL COMPOSTAGGIO A CASERTA: UNA PATACCA AVVELENATA

Posted by ambienti su aprile 2, 2008

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di Giuseppe Messina – Legambiente

Caserta – Non chiamiamoli impianti di compostaggio ma più correttamente (e tecnicamente) inceneritori. Nella proposta della regione Campania (vedasi il sito ufficiale della Regione Campania “la regione informa”), si è conclamata la realizzazione di ben 30 impianti di compostaggio (vedere a riguardo anche la “mappa 30 siti di compostaggio”). E’ falso. Sono previsti, infatti, solamente 21 impianti di compostaggio, per un non meglio precisato quantitativo, di cui un impianto di compostaggio (per 6 linee di compostaggio in completamento) a Giffoni Vallepiana. Gli altri 9 impianti, invece, sono 4 destinati a selezione di multi materiale secco o RAEE e 5 destinati a produzione di biogas (nessuno in provincia di Napoli), questi ultimi per una capacità complessiva annua di ben 145.000 tonnellate.
Caserta brilla, come al solito, per ignoranza, malafede e voglia distruttiva. Sono stati previsti in tutta la provincia 4 impianti di cui 2 nella città capoluogo. I due in provincia sono effettivamente di compostaggio (Gricignano d’Aversa e Unione Comuni Appia), mentre quelli destinati per Caserta (evidentemente su richiesta locale) sono veri e propri inceneritori di rifiuti. Infatti essi, anziché trasformare la sostanza organica in compost (ossia ammendanti o fertilizzanti per i terreni agricoli), prevedono che la parte volatile (ossia quella più leggera) venga trasformata in biogas (lo stesso meccanismo che avviene in discarica) da avviare a combustione con produzione di energia elettrica (oltre a emissioni gassose, ecc. ecc.) lasciando buona parte (circa il 60% per essere ottimisti) dei rifiuti da smaltire in discarica o da incenerire.
Quanto descritto rappresenta, come al solito, un incenerimento delle coscienze oltre che dei rifiuti. I soliti nostri, mascherando il tutto dietro l’emergenza ma incuneandosi in un non meglio precisato capitolo “trattamento dei rifiuti organici”, tentano di far entrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta (Società Calorie docet), con il silenzio assenso di tutte le forze politiche e istituzionali presenti ad ogni livello.

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QUANTO COSTA LA DIOSSINA

Posted by ambienti su aprile 2, 2008

mozzarelle2.jpgdi Pasquale Costagliola

La crisi della zootecnia campana viene da lontano. Gli ultimi avvenimenti sullo scenario internazionale sono il seguito di uno psicodramma che si protrae da molti anni. Oggi, complice la sponda mediatica internazionale, l’affaire diossina è stato traslato sul mercato cinese e coreano. Ricordate lo spazzatour dei giornalisti stranieri venuti pure a Lo Uttaro e le minacce ottuse di Bertolaso, per il quale i panni sporchi si lavano in famiglia. Da allora è stato un crescendo, dal Newsweek al Financial Times, passando per Le Monde. Siamo finiti nelle cronache mondiali con le nostre miserie. Era inevitabile che nel villaggio globale si spargesse la voce della munnezza campana e della diossina. D’altra parte nascondere l’immondizia sotto il tappeto dell’ipocrisia era un gioco fin troppo vecchio, un silenzio degli innocenti. Le nostre campagne sono un inferno post industriale che nessuna ragione di patria o realpolitik ci potrà far ignorare. Solo con questo clamore mediatico forse succederà qualcosa, visto che le nostre voci sono troppo flebili per scalfire la fortezza dell’indifferenza organizzata del potere. A quanti lamentano la crisi della filiera casearia e addossano la colpa alle denunce dobbiamo indicare la necessità di uscire realmente dal disastro ambientale. Non si può pensare di continuare a coltivare ortaggi accanto a bidoni di sostanze tossiche o allevare bufali su campi contaminati. L’Italia stessa non può pensare di scrollarsi di dosso un bubbone di tale portata con faciloneria. Tutto il paese perderà in PIL, in occupazione ed in credibilità se non si farà qualcosa. A quanto pare la vita e la salute valgono meno dell’interesse economico e solo con la minaccia di perdita di quote di mercato la gente si muove. Ed allora scusate ma vengano le crisi risolutrici per il redde rationem.

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