AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CASERTA NON ESISTE / 1

Posted by ambienti su maggio 15, 2008

Per il malefico periodo – sette mesi – in cui è rimasta aperta la discarica maledetta a Lo Uttaro, Caserta, la stampa “napolicentrica” (quasi tutta quella che informa sulla Campania) ha scritto che l’impianto era “a basso impatto ambientale” e che si trovava genericamente “nel casertano”. Senza spiegare – se non qualcuno alla fine, quando sono intervenuti provvedimenti gravi della magistratura – che la discarica era piena di fetida monnezza “tal quale” e di rifiuti pericolosi nascosti lì ad avvelenare aria, terra ed acqua nel raggio di chilometri, senza notare che a pochi passi dal “fosso” c’erano quartieri urbani abitati da decine di migliaia di persone improvvisamente deportate in un incubo.
Ora, mentre monta una nuova crisi, qualcuno dice la peggiore, la stampa continua a equivocare su Caserta e la sua provincia, come se si trattasse di un luogo immaginario adattabile di volta in volta a questo o a quell’altro scenario di Monnezzopoli. Per la verità questo atteggiamento appare in piena sintonia con posizioni ricorrenti delle amministrazioni del Comune e, ancora di più, della Provincia di Caserta, le quali per la questione rifiuti preferiscono spesso fare finta che Caserta non esista, che si tratti quasi di una fastidiosa formalità di cui ogni tanto tenere conto per giustificare l’esistenza di un certo numero di poltrone e di prebende politiche, per poter mettere in piedi una certa quantità di “affari”.
Ma se la realtà di Caserta evapora in queste pratiche dell’informazione creativa e della politica di aria fritta, molta gente a Caserta continua ad abitarci davvero. Persone in carne ed ossa, dotate di occhi, di naso e di molte preoccupazioni per il proprio ambiente e la propria salute. Dovremo regalare qualche cartina di Caserta e dei suoi dintorni ai giornalisti che non abitano qui?
Nel seguente articolo apparso oggi su la Repubblica, non solo lo stoccaggio nel comune di San Tammaro – che è quello in località Maruzzella – viene collocato nel Sannio, anzichè dove si trova davvero, tra Capua e Caserta, ma è scritto addirittura che l’utilizzazione del sito avrebbbe provocato nel Sannio una protesta animata dalla signora Sandra Lonardo Mastella.
Ad Ambienti risulta che: lo stoccaggio di San Tammaro si trova al suo solito posto, che negli ultimi giorni è stato semiclandestinamente utilizzato per sversamenti di rifiuti (dal Commissariato, ma evitando di informare l’opinione pubblica), che la signora Sandra Lonardo – sempre molto attenta a difendere i propri stretti interessi territoriali/elettorali, tra Ceppaloni e paraggi – della provincia di Caserta non si è mai preoccupata molto se non per deplorevoli faccende clientelari. Per la monnezza invece è solo venuta a raccontarci indecorose frottole quando infuriava Lo Uttaro ^.

la Repubblica Napoli, 15-05-2008
Allarme di De Gennaro “Servono altre discariche”
(siglato o.l.)
Cinquemila tonnellate a Napoli, quarantamila in tutta la Campania. Quarantamila tonnellate di immondizia nelle strade. «Non ci sono nuovi rischi per la salute» assicura Donato Greco, inviato del governo per l´emergenza rifiuti, ma il dramma avvolge città e regione e il commissario Gianni De Gennaro, rientrato dal vertice con Berlusconi, avvisa che “solo le discariche possono scongiurare la crisi”. Una disperata corsa contro il tempo segnata dall´apertura di un sito provvisorio per lo stoccaggio di ecoballe a San Tammaro, nel Sannio, dall´invio di 400 tonnellate in Germania e dallo smaltimento di altre 400 tonnellate nei Cdr di Caivano e Giugliano. Il resto è tutto per strada. Un sito provvisorio che già scatena la protesta del Sannio: martedì il presidente della Provincia Aniello Cimitile e Sandra Lonardo hanno detto “no ai rifiuti di Napoli”.
Si annuncia un week-end terrificante e dal Commissariato guidato da Gianni De Gennaro parte un altro sos: «Il venir meno della disponibilità dei due siti di stoccaggio provvisorio di Pianodardine e di Coda di Volpe ha determinato l´impossibilità di depositare le balle prodotte dagli impianti di Cdr e la conseguente riduzione della capacità di raccolta dei rifiuti che negli ultimi giorni si è attestata intorno al 50 per cento della produzione giornaliera». Da qui la corsa a San Tammaro che nel comunicato non è nominato ma definito solo genericamente «un sito di stoccaggio provvisorio alternativo per assicurare la ripresa del funzionamento degli impianti di Cdr e la regolarità della raccolta quotidiana mentre si sta provvedendo alla individuazione e realizzazione di altri siti». Martedì sono inoltre arrivate le prime autorizzazioni dalla Germania per proseguire la partenza dei treni mentre l´Abruzzo ha fermato a partire dalla mezzanotte di ieri il conferimento dei rifiuti provenienti da Napoli.
Campania sommersa dai rifiuti mentre scatta il primo arresto per gli scontri e le manifestazioni contro la discarica irpina a Savignano. Il leader del movimento ambientalista, Anselmo La Manna, è agli arresti domiciliari con le accuse della Procura di Ariano di sequestro di persona, interruzione di pubblico servizio, violenza e minacce a pubblico ufficiale. È lui secondo l´accusa uno degli artefici della protesta che il 2 aprile degenerò in un blocco stradale e nell´aggressione di una poliziotta della scientifica che stava filmando la manifestazione. Il giorno successivo La Manna rimase ferito negli scontri con le forze dell´ordine al termine di una marcia di protesta.

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Una Risposta to “CASERTA NON ESISTE / 1”

  1. Furio said

    “Raccapricciante” viene definita oggi dai commentatori la situazione di Napoli e della sua munnezza. Entrano nuovi aggettivi, cambiano le parole, ma l’unico spiraglio di soluzione immediata sapete qual’è? Maruzzella, il sito di stoccaggio. Sapete dove sta Maruzzella? “Nel casertano”, guarda caso.

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