AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 1 giugno 2008

PARLIAMO DELLA DISCARICA

Posted by ambienti su giugno 1, 2008

ASSEMBLEA 2 GIUGNO ALLE 21
NEL SALONE DELLA PARROCCHIA ALLA ROTONDA DI SAN NICOLA LA STRADA

 INFORMATEVI SU LO UTTARO 2, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

volantino informativo dei comitati
in formato PDF, si può scaricare, stampare e diffondere ^

CON LO UTTARO 2 LA GRANDE PUZZA E I SUOI EFFETTI VELENOSI TORNERANNO A COLPIRE PEGGIO CHE MAI GLI ABITANTI DI CASERTA, SAN NICOLA LA STRADA, MADDALONI, SAN MARCO EVANGELISTA

Dopo essere stato l’artefice dell’apertura di Lo Uttaro, insieme a Petteruti e a De Franciscis, Bertolaso ora ci riprova con Lo Uttaro 2: la Cava Mastroianni, già inquinata dai veleni di Lo Uttaro 1.
Questa nuova discarica a cielo aperto, quattro volte più grande di Lo Uttaro 1 diffonderà la sua puzza insopportabile per almeno altri tre anni, in attesa dei previsti inceneritori sparsi un po’ per tutta la Campania. Saranno altri anni di sofferenza per l’intera popolazione della zona: appena …. 200.000 abitanti che non avranno altre alternative che la fuga o morire tappati in casa ….

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PRESIDIO LO UTTARO 2 – 1/06/2008

Posted by ambienti su giugno 1, 2008

Dalle 17 alle 19.30 presidio alla cava Mastroianni dove B&B vogliono piazzare la discarica Lo Uttaro 2.
Per arrivare percorrere la via Appia antica tra San Nicola la Strada e  Maddaloni, davanti all’ingresso della cava c’è una fila di pini. E’ alle spalle dello Uttaro 1.
Per informazioni: 3338619118

Domani 2 giugno alle 21 riunione nel salone della Parrocchia alla rotonda di San Nicola La Strada.

Ma vogliamo trascurare Lo Uttaro 1? Anche oggi una gita al Mar(cio) di Caserta. Il percolato gorgoglia, in alto a sinistra si vedono le nuvolettte di biogas, tutto quello che dovrebbe essere captato per evitare disastri ulteriori. Quant’è la puzza non ve lo diciamo, tanto tra un po’ vi tornerà a domicilio più vispa che mai se B&B riusciranno a fare Lo Uttaro 2, proprio qui al confine.

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SULLE SCOPERTE DI GANAPINI INTERVIENE MESSINA

Posted by ambienti su giugno 1, 2008

PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DI OSCURI INTERESSI

di Giuseppe Messina – Legambiente

Le “scoperte” dell’assessore regionale all’Ambiente Ganapini sul nostro territorio, in ordine a strutture, macchinari e attrezzature esistenti che se messe in funzione avrebbero fatto rientrare la cosiddetta emergenza rifiuti ^ , dimostra inequivocabilmente due cose: la struttura commissariale, è stata eterodiretta da forze che avevano e hanno interessi diversi da quelli di superare la crisi dei rifiuti e il decreto del governo va nella direzione di quegli oscuri interessi.
La programmata discarica Lo Uttaro 2, alla cava Mastroianni, è inutile e dannosa.
Occorre subito:
1) mettere in funzione l’impianto di compostaggio di San Tammaro e sottrarre la frazione umida dai rifiuti urbani, vero pericolo sanitario (lo diciamo inutilmente da 14 anni);
2) rimettere in funzione le vasche a Parco Saurino e bloccare i lavori di allargamento a Ferrandelle ed eliminare dall’elenco definitivamente il sito Torrione e la stessa Ferrandelle;
3) Mettere gli impianti di CDR in condizione di operare al massimo (così come chiesto, senza esito, già due mesi fa dall’assessore Ganapini) magari con l’intervento del genio militare. Con questi impianti in funzione l’emergenza si rivelerebbe solo uno strumento per i mediatori finanziari, per fare affari alla luce del sole e con la piena legittimazione del governo e fuori da ogni regola.
Occorre, infine, che il comune di Caserta e i grandi comuni di Terra di Lavoro (Marcianise, Aversa, Maddaloni e Santa Maria Capua Vetere) attuino la raccolta differenziata. L’inerzia e il boicottaggio della differenziata e lo sversamento illecito dei rifiuti industriali, provenienti in prevalenza dal nord del paese, costituiscono la vera emergenza di questa regione.
Non sussistono le condizioni per un sottosegretariato all’emergenza rifiuti in Campania. Abbiamo solo bisogno di legalità e competenze. Che la regione e le province si riapproprino delle loro responsabilità con autentico spirito di servizio e del bene comune, ma con il consenso e la condivisione dei cittadini e del mondo ambientalista (vedi forum regionale).
Su questa vicenda, grave sotto ogni profilo, siamo certi che la magistratura farà chiarezza.
Da ultimo tra le tante scelleratezze del decreto legge che stravolge l’ambiente, si chiede di conoscere quale bilancio di massa abbia evidenziato la necessità di un altro inceneritore quando a regime (raccolta differenziata, impianti CDR ottimizzati con impianti di digestione anaerobica, impianti di compostaggio, ecc.) il solo impianto di Salerno o una sola linea di quello di Acerra sarebbe sufficiente alle esigenze a regime dell’intera regione. Tutto ciò, naturalmente, qualora non si volessero utilizzare i cementifici (come prescrivono la legge e il buon senso) che annullerebbero, di fatto, di un ulteriore inceneritore sul nostro territorio.
L’unico compito plausibile di un Commissariato sarebbe operare per le bonifiche del territorio e per restituire all’agricoltura i terreni più fertili al mondo sottratti da un’emergenza inventata e da un mancato controllo del territorio che ha consentito alla camorra di inquinare con rifiuti industriali i terreni agricoli, rendendo impossibile la nostra quotidianità. La questione della legalità è emergenza vera, ma la classe politica, tutta intera, sembra non occuparsene.
Ancora un’occasione persa dal presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis. Se la Provincia avesse elaborato il piano rifiuti, così come si era impegnata a fare l’11 novembre 2006 con la sottoscrizione del protocollo d’intesa, oggi non saremmo a questo.
Caserta, 1 giugno 2008

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LE SCOPERTE DI GANAPINI

Posted by ambienti su giugno 1, 2008

Walter GanapiniSono parecchie le domande inquietanti suscitate dalle scoperte e dalle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini dopo la sua ispezione di ieri nella provincia di Caserta. Da ricordare che Ganapini per ora è sul campo l’unico tecnico qualificato, ha risolto a Milano un problema dei rifiuti che si avviava a diventare drammatico come quello campano. Ora, se ha visto giusto Ganapini, come mai gli ultimi commissari non si erano accorti che tra impianti e attrezzature esisteva qualche via concreta per rimediare, certo temporaneamente, ma sostanziosamente, al problema dei rifiuti senza provocare altri disastri e nuovi legittimi scontenti e allarmi nella popolazione? È stata bestiale incompetenza? O le ragioni bisogna ancora cercarle in un banditesco intrico di interessi che – come ipotizzano le indagini della magistratura – si è sviluppato al’ombra del Commissariato per i rifiuti? Domande che sono particolarmente preoccupanti in relazione al periodo di Bertolaso I, ora richiamato al comando come uomo della provvidenza dal governo Berlusconi.
Di seguito una sintesi delle dichiarazioni di Ganapini, al prossimo post un intervento sulle “scoperte” di Ganapini, autore Giuseppe Messina del comitato scientifico di Legambiente ^, tra i maggiori animatori del movimento casertano composto da varie associazioni che si battono per soluzioni vere e non avvelenatrici al problema dei rifiuti.

RIFIUTI/ DISCARICA ABBANDONATA PUO’ CONTENERE IMMONDIZIA CAMPANIA

Scoperta una discarica abbandonata, può contenere l’immondizia di tutta la Campania per sei mesi. “Si poteva evitare l’emergenza di febbraio. Sono esterrefatto”. L’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini, è sconvolto dopo dopo quanto trovato a Parco Saurino, a Santa Maria la Fossa, in provincia di Caserta.
Ai microfoni del Giornale Radio Rai denuncia: “Credo che occorrerà risalire alla catena di coloro che non potevano non essere a conoscenza dell’esistenza di questa struttura pagata dal commissariato nel 2003. Certamente è una discarica che può contenere tutti i rifiuti della Campania per sei mesi senza fare nulla altro”. E secondo lei se fosse stata utilizzata non crede si sarebbero scatenate le solite proteste dei cittadini? “Credo proprio di no perché il paese più vicino è a oltre tre chilometri”.
Che altro ha scoperto in questo suo sopralluogo nella provincia di Caserta? “Di fianco a questa discarica, scoperta casualmente, ero andato perché mi avevano riferito di voci secondo le quali in quel luogo avrei trovato, come ho trovato, otto vagli mobili dei setacci su rimorchio, con i quali possiamo pulire tutta la sostanza organica che è ferma negli impianti cosiddetti cdr della Campania e rimetterli in pieno funzionamento. Si tratta di macchinari tedeschi, dei primi anni del 2000, di un valore di miliardi delle vecchie lire”.

vedi anche
un’intervista video a Ganapini ^
l’articolo sul Mattino Nuovo scandalo, discarica mai utilizzata di Daniela De Crescenzo ^
un intervento di Giuseppe Messina di Legambiente sulle scoperte di Ganapini ^

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QUESTO BARBARO DECRETO

Posted by ambienti su giugno 1, 2008

NEW! sul tema anche:
LA VANDALIZZAZIONE DELLO STATO DEMOCRATICO ^
un commento al Decreto sui rifiuti
di Alberto Lucarelli, ordinario di diritto pubblico – Università di Napoli Federico II

L’EUROPA OBIETTA SULLE DEROGHE.
MA IN REALTA’ A CHE SERVONO?
A TRASFORMARE LA CAMPANIA
IN PATTUMIERA PER SEMPRE?

Può considerarsi al livello della civiltà politica e giuridica europea un paese che dovendo affrontare un problema – sia pure drammatico – coglie l’occasione per cancellare o “sospendere” norme essenziali poste a tutela dei diritti dei cittadini, dell’ambiente, della salute pubblica? A questo quesito dovrà in pratica rispondere la Commissione europea alla quale venerdì 27 scorso i tecnici italiani hanno illustrato il decreto sui rifiuti del governo Berlusconi ^.
Che la faccenda sia spinosa lo confermano le prime indiscrezioni in arrivo da Bruxelles riportate dal sito di Valori, rivista di Banca Etica, che sabato ha scritto: «La Direzione Generale Ambiente della Commissione europea ha bocciato, nella serata di venerdì, il decreto rifiuti approvato dal Consiglio dei ministri a Napoli il 21 maggio scorso. Secondo i funzionari della Direzione generale Ambiente, il provvedimento risulta in contrasto con la normativa comunitaria in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti». (vedi qui tutto l’articolo ^).
Il ministro italiano delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, smentisce: «Non mi risulta nessuna bocciatura sostanziale sul decreto – dichiara. – Da parte di Bruxelles c’è grande comprensione ed è stata manifestata durante la mia ultima visita. Io sono un inguaribile ottimista». Però è una smentita che non significa molto. Non è facile in questo caso distinguere tra “sostanza” e occasionali “accessori”. Furbescamente il decreto ha tentato di celare in indicazioni di deroghe e in sigle lo stravolgimento di norme della nostra Costituzione e di regole a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini condivise da tutte le moderne nazioni europee.
Il responsabile dell’ufficio legislativo del Dipartimento della Protezione Civile, Giacomo Aiello, ha dichiarato: «Da parte della commissione ci sono state osservazioni, ma soprattutto la condivisione della gravità della situazione». Pia Bucella, direttrice della direzione generale Ambiente della Commissione europea, ha detto: «Non è vero che abbiamo preso decisioni o espresso un giudizio, non vedo come avremmo potuto farlo, visto che il decreto dovrà essere esaminato».
Però una prima discussione c’è stata ed è stata fitta di contestazioni ai relatori italiani. Le obiezioni riguarderebbero in particolare l’articolo 9, sulle deroghe relative alla valutazione di impatto ambientale per i siti che saranno adibiti a discariche, e l’articolo 18, che prevede un elenco di deroghe alla normativa vigente in materia ambientale, igienico-sanitaria, di prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica e beni culturali.

Leggi il seguito di questo post »

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PER LA TRASPARENZA E L’AMBIENTE

Posted by ambienti su giugno 1, 2008

A Santa Maria Capua Vetere, Caserta, un coordinamento di associazioni dei cittadini sarà in Piazza Bovio oggi 1 giugno e domani, da mattina a sera, per la raccolta di firme necessaria alla presentazione di 3 proposte di delibere del Consiglio Comunale di iniziativa popolare.
Le tre proposte riguardano la trasparenza di atti amministrativi, la raccolta differenziata dei rifiuti, gli accertamenti sanitari ambientali.
Di seguito in sintesi le proposte di deibere avanzate a norma dell’art.34 dello statuto della città.
 

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