AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 4 giugno 2008

FONDI PER AZIONE TAR

Posted by ambienti su giugno 4, 2008

Il tuo contributo per scongiurare la riapertura di Lo Uttaro

Il nuovo decreto legge sull’emergenza rifiuti varato dal governo contiene una norma che potrebbe far riaprire la discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro.
Questa norma prevede che se il TAR non conferma l’ordinanza di chiusura della discarica entro il 23 giugno oltre all’apertura della cava Mastroianni avremo anche la riapertura della Mastropietro.
Per impedire questa ulteriore beffa i cittadini che avevano ottenuto la chiusura della discarica devono presentare un ricorso che costerà altri 1.500 euro di sole spese (l’avvocato non percepirà alcun onorario).
Se hai a cuore il destino di questa città e vuoi impedire questo ennesimo scempio dai anche tu il tuo contributo per pagare le spese del ricorso.

ComER -Comitato Emergenza Rifiuti
Per info:  presidi, riunioni, telefonare a 333/4006582, mandare un messaggio a
ambientimail ^

volantino da scaricare, riprodurre e diffondere ^

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DISCARICHE, UN DOCUMENTO AL CONSIGLIO COMUNALE

Posted by ambienti su giugno 4, 2008

PER PETTERUTI L’OPZIONE RIFIUTI ZERO
È EVITARE DI PARLARE DI DISCARICHE
NEL CORSO DEL CONSIGLIO COMUNALE.
MA DAI CITTADINI GLI ARRIVA UN DOCUMENTO
CON PRECISE DENUNCE E RICHIESTE.
ORA CI FARÀ SAPERE QUALCOSA?
 

A Caserta il problema discariche è quasi sparito. Un vero miracolo. È avvenuto in consiglio comunale dopo che nei vuoti proclami del presidente della Provincia Sandro De Franciscis. Dobbiamo ringraziare ancora il nostro sindaco Nicodemo Petteruti detto anche, in ricordo della sua impresa maggiore, Petteluttaro? Nell’ordine del giorno del consiglio riunito stamattina l’affare monnezza non era primario. E l’altra volta non se n’era parlato perché Petteluttaro era a Napoli per la riunione dei sindaci con Bertolaso. Si continuerà a dormire? O a gestire una questione grave quella de Lo Uttaro 2 senza alcuna trasparenza, come se i cittadini non esistessero?
Ci sarebbe poi il disastro che si aggrava a Lo Uttaro 1. Se prima era “una bomba ecologica”, come ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti Roberto Barbieri, ora la bomba sta esplodendo, lentamente ma pur sempre pericolosamente, liberando percolato e biogas che nessuno si cura di controllare, con frammenti delle membrane “di protezione” del terreno che galleggiano su un fetido e ribollente mare di veleni. Le immagini ormai da qualche giorno girano per tv, giornali e web locali.
Su quale pianeta vive il sindaco? La questione non lo riguarda? Eppure Lo Uttaro si trova nel territorio comunale e lì è in corso l’ennesimo e più grave disastro ambientale e sanitario: sta avvenendo tutto quello che temevamo e che ci avevano detto che non sarebbe mai avvenuto. Se non si provvederà a un’immediata bonifica, ci toccherà subire un rischio sempre maggiore di micidiali effetti sulla nostra salute. Perché vi vuole imbrogliare chi cerca di rassicurarvi ripetendo che con le discariche a norma non ci sono rischi. Per il semplice motivo che le discariche in Campania in generale NON sono a norma. In particolare Lo Uttaro 1 è oltre ogni norma e oltre ogni peggiore aspettativa.
Perciò il Comitato Emergenza Rifiuti, come centro di raccordo delle associazioni per l’ambiente nella provincia di Caserta, ha consegnato stamattina al sindaco Petteruti un documento con considerazioni e richieste importanti per tutti i cittadini del territorio casertano.

 qui il testo completo del documento ^

qui un comunicato del Comitato Emergenza Rifiuti ^

qui un comunicato del Comitato Cittadini Casertani ^

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FRONTE UNITO A SAN NICOLA

Posted by ambienti su giugno 4, 2008

IL SINDACO PASCARIELLO E TUTTO IL CONSIGLIO COMUNALE
CON I CITTADINI E CON IL COMITATO EMERGENZA RIFIUTI

Non aprire una nuova discarica nella cava Mastroianni, in un luogo già altamente inquinato, troppo vicino alle case e troppo vicino al costruendo policlinico, ed effettuare al più presto la bonifica di tutta la zona Lo Uttaro. Queste le richieste del consiglio comunale di San Nicola la Strada sottoscritte all’unanimità nella seduta del 3 giugno in un documento da inviare a tutte le autorità, dai sindaci interessati al presidente della Provincia, al sottosegretario Bertolaso, alla Regione, alla Presidenza del Consiglio, a tutti i parlamentari casertani e, su richiesta del consigliere Russo Spena, alla Commissione europea per l’ambiente.
Alla fine della discussione in consiglio comunale, sull’argomento discarica ha preso la parola il sindaco Angelo Pascariello. Ha ammesso l’errore di essersi fidato delle istituzioni responsabili del famigerato Protocollo d’intesa dell’11 novembre 2006, che avrebbe dovuto portare nella zona Lo Uttaro non solo la discarica ma anche una bonifica generale. Ha detto che in buona fede ha creduto nei patti sottoscritti dal’allora commissario Guido Bertolaso, dal sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, dal presidente dela Provincia Sandro De Franciscis, e che poi si è dovuto ricredere perché “nulla di quei patti è stato rispettato tranne l’apertura della discarica”.
Il sindaco Pascariello – che il 26 maggio scorso sulla questione aveva già preso posizione con una lettera aperta ^ – si è di nuovo dichiarato tassativamente contrario all’apertura della discarica nella cava Mastroianni. Ha precisato che si è già rivolto all’avvocato Luigi Adinolfi per fare ricorso al Tar, che è pronto a scendere in piazza a fianco dei cittadini nella manifestazione prevista per domenica 15 giugno, che è favorevole, insieme a tutto il consiglio comunale, a sostenere economicamente il Comitato Emergenza Rifiuti nell’azione legale contro il dissequestro de Lo Uttaro. Pascariello ha anche detto di aver interpellato per il ricorso al Tar i sindaci di Caserta, Maddaloni e San Marco Evangelista, ma di non aver avuto finora alcuna risposta.€
Anche al sindaco Pascariello è stata consegnata una copia del documento per la soluzione del problema rifiuti sittoscritto dalle associazioni per l’ambiente della provincia di Caserta ^,

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LA LEGGENDA DI BERTOLASO

Posted by ambienti su giugno 4, 2008

di Pasquale Costagliola

C’è un ideologia’della munnezza dietro l’offensiva bertolasiana. Una concezione trinariciuta che accomuna destra e sinistra. D’altra parte quando Prodi era al governo ed investì Bertolaso del potere commissariale molti esponenti dell’attuale maggioranza si mostrarono favorevoli alle scelte del commissario malgrado il governo di segno opposto. Alcuni onorevoli forza italioti come Martusciello in Campania arrivarono ad approvare la scelta della discarica Lo Uttaro, anche se il personaggio all’epoca non ebbe grande spazio mediatico. E altri soggetti dell’attuale Pdl, come Gasparri, espressero pieno apprezzamento a Bertolaso la cui missione, nella vulgata centro destrorsa, era stata tarpata da Pecoraro Scanio. Grande paradosso quello di attribuire la colpa dello sfacelo campano al solo verde Pecoraro Scanio. Chi conosce la realtà vera potrà convenire che i verdi in Campania non hanno contato granché, nel bene e nel male. Quindi chiamare in causa questi esponenti politici del centrosinistra ha certo un senso per quanto siano stati acquiescenti al malaffare di Bassolino, ma non li si può usare come comodo capro espiatorio.
La leggenda della destra vuole un Bertolaso pronto a salvare Napoli e la regione contro i comitati, i verdi, gli ambientalisti, la camorra, e quant’altro gli ha ostacolato la vittoria. L’uomo dal maglioncino blu stava riuscendo a salvarci malgrado noi, malgrado i giudici fastidiosi come mosche, malgrado le regole e le norme, ma fu sabotato dalla politica. È questa la piattaforma ideologica di vari personaggi. Da Casini, il quale continua a rimuginare come un automa “bisogna togliere i rifiuti dalla strada e arrestare chi lo impedisce”, a Veltroni che da mandato dall’opposizione al grande commissario. Questa visione rozza e semplificata dell’ideologia della munnezza è praticata e diffusa dai giornali e dalle televisioni, agganciando anche parte dell’opinione pubblica campana frastornata dalla crisi.
Molti non conoscono i risvolti della questione, non capiscono di segreti dei rifiuti, di malversazioni delle strutture commissariali. Di contro ogni tanto affiora il volto marcio degli addetti ai lavori, così come capita in questi giorni, grazie alle inchieste della magistratura. Per fortuna periodicamente l’affondo della giustizia arriva a toccare questi interessi incancreniti ed è allora che bisogna giocare di rimessa.
Occorre ribaltare il teorema Bertolaso. Mostrare che la crisi è indotta dal sistema di potere, dalle strutture commissariali, dagli enti locali, dai partiti che strumentalizzano la camorra ai loro fini. Un quadro criminale che si inserisce in un ottica colonialista. Le discariche previste dal decreto B&B non potrebbero essere realizzate in nessuna altra parte dell’Italia. L’assoluta mancanza di sicurezza, il pressappochismo, la frode istituzionalizzata sono l’evidente segno di disprezzo per la nostra dignità di esseri umani e di comunità. C’è un evidente azzeramento di ogni legalità sul nostro territorio da parte del sistema di potere che da sempre si avvale di una “manovalanza” malavitosa locale corroborata da una mafia di colletti bianchi nostrana impegnata a speculare sulla pelle delle persone.
La militarizzazione dell’emergenza avrebbe un senso se venissero introdotte pene più severe, con arresti immediati e controlli del territorio per i criminali che continuano a sversare rifiuti, se i comuni inadempienti per la differenziata fossero commissariati, se le ditte in odore di camorra venissero liquidate, se si imponessero regole alle industrie ed al commercio oltre che ai cittadini inadempienti. Tutto questo non succede e va denunciato ad alta voce, come vanno smascherati quanti servono non la comunità ma interessi perversi.

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CONTRAFFAZIONI DI STATO

Posted by ambienti su giugno 4, 2008

Altro che “località Torrione”, come ora hanno scritto sulle carte. Il decreto Berlusconi-Bertolaso per giunta è un deliberato falso. Lo sapevano benissimo che la cava Mastroianni era a Lo Uttaro, che era la prosecuzione della discarica alla cava Mastropietro, puzzolente, velenosa, proibita, sequestrata, definita “una bomba chimica” ^ dal presidente della Commissione parlamentare per il ciclo dei rifiuti e le attività illecite ad esso connesse. E indicata in una relazione della stessa Commissione come “tristemente emblematica di inefficienza collusiva”, con l’approvazione del gruppo di Forza Italia capeggiato dall’onorevole Paolo Russo, tuttora parlamentare.
Ora c’è chi ha provato a cambiare le carte in tavola scrivendo “Torrione” invece che “Lo Uttaro”. Per schivare il rischio di un immediato scandalo. Qualcuno ha preferito evitare che la stampa potesse stabilire subito un nesso e avrà pensato che tanto i casertani sono lenti a capire e a reagire, visti anche i valenti “rappresentanti del popolo” che localmente si ritrovano.

Che Bertolaso – il principale ispiratore del “Decreto rifiuti” – dovesse conoscere bene la località e la situazione appare provato anche dai cartelli ancora visibili (fino al 31 maggio) accanto ai pozzi di controllo alla cava Mastroianni, risalenti al novembre 2006, a quando era commissario Bertolaso I e si era da poco firmato il Protocollo d’intesa presentato ai cittadini come una “sofferenza” limitata e provvisoria. Ma allora probabilmente Bertolaso stava già meditando di regalare ai casertani un destino puzzolente e avvelenato per chissà quanti anni, sufficienti per condannarli a malattie o costringerli alla fuga. Contando sulla complicità del sindaco Nicodemo Petteruti e del presidente della Provincia Sandro De Franciscis.
Nella citata relazione della Commissione parlamentare ^ a proposito de Lo Uttaro è anche scritto:
«Spesso, ed a ragione, si pone l’accento sul vulnus che comportamenti come quelli sopra descritti finiscono con l’arrecare alla credibilità di cui le istituzioni, nel loro complesso, devono godere per adottare tutte quelle scelte cha la tutela del bene comune richiede.
Ma vi è un ulteriore aspetto di questa ferita, sovente poco curato: la perdita di fiducia interna alle istituzioni stesse.
Ed infatti, non vi è dubbio che il venir meno dell’affidabilità degli organi di valutazione e controllo, necessaria per dare autorevolezza tecnico-scientifica agli interventi legislativi e di amministrazione attiva, introduce una pericolosa divaricazione all’interno delle istituzioni. Con effetti tanto più devastanti ove si constati che scelte legislative, così invasive per le comunità locali, sono intervenute a valle di procedimenti viziati da false rappresentazioni della realtà indotte proprio da quegli organi cui è affidato il compito di veicolare una descrizione dei fatti immune da ogni contraffazione».

Ora le “scelte invasive” le si vuole imporre militarmente come norma e le “contraffazioni” le fa direttamente il governo.

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