AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

LA LEGGENDA DI BERTOLASO

Posted by ambienti su giugno 4, 2008

di Pasquale Costagliola

C’è un ideologia’della munnezza dietro l’offensiva bertolasiana. Una concezione trinariciuta che accomuna destra e sinistra. D’altra parte quando Prodi era al governo ed investì Bertolaso del potere commissariale molti esponenti dell’attuale maggioranza si mostrarono favorevoli alle scelte del commissario malgrado il governo di segno opposto. Alcuni onorevoli forza italioti come Martusciello in Campania arrivarono ad approvare la scelta della discarica Lo Uttaro, anche se il personaggio all’epoca non ebbe grande spazio mediatico. E altri soggetti dell’attuale Pdl, come Gasparri, espressero pieno apprezzamento a Bertolaso la cui missione, nella vulgata centro destrorsa, era stata tarpata da Pecoraro Scanio. Grande paradosso quello di attribuire la colpa dello sfacelo campano al solo verde Pecoraro Scanio. Chi conosce la realtà vera potrà convenire che i verdi in Campania non hanno contato granché, nel bene e nel male. Quindi chiamare in causa questi esponenti politici del centrosinistra ha certo un senso per quanto siano stati acquiescenti al malaffare di Bassolino, ma non li si può usare come comodo capro espiatorio.
La leggenda della destra vuole un Bertolaso pronto a salvare Napoli e la regione contro i comitati, i verdi, gli ambientalisti, la camorra, e quant’altro gli ha ostacolato la vittoria. L’uomo dal maglioncino blu stava riuscendo a salvarci malgrado noi, malgrado i giudici fastidiosi come mosche, malgrado le regole e le norme, ma fu sabotato dalla politica. È questa la piattaforma ideologica di vari personaggi. Da Casini, il quale continua a rimuginare come un automa “bisogna togliere i rifiuti dalla strada e arrestare chi lo impedisce”, a Veltroni che da mandato dall’opposizione al grande commissario. Questa visione rozza e semplificata dell’ideologia della munnezza è praticata e diffusa dai giornali e dalle televisioni, agganciando anche parte dell’opinione pubblica campana frastornata dalla crisi.
Molti non conoscono i risvolti della questione, non capiscono di segreti dei rifiuti, di malversazioni delle strutture commissariali. Di contro ogni tanto affiora il volto marcio degli addetti ai lavori, così come capita in questi giorni, grazie alle inchieste della magistratura. Per fortuna periodicamente l’affondo della giustizia arriva a toccare questi interessi incancreniti ed è allora che bisogna giocare di rimessa.
Occorre ribaltare il teorema Bertolaso. Mostrare che la crisi è indotta dal sistema di potere, dalle strutture commissariali, dagli enti locali, dai partiti che strumentalizzano la camorra ai loro fini. Un quadro criminale che si inserisce in un ottica colonialista. Le discariche previste dal decreto B&B non potrebbero essere realizzate in nessuna altra parte dell’Italia. L’assoluta mancanza di sicurezza, il pressappochismo, la frode istituzionalizzata sono l’evidente segno di disprezzo per la nostra dignità di esseri umani e di comunità. C’è un evidente azzeramento di ogni legalità sul nostro territorio da parte del sistema di potere che da sempre si avvale di una “manovalanza” malavitosa locale corroborata da una mafia di colletti bianchi nostrana impegnata a speculare sulla pelle delle persone.
La militarizzazione dell’emergenza avrebbe un senso se venissero introdotte pene più severe, con arresti immediati e controlli del territorio per i criminali che continuano a sversare rifiuti, se i comuni inadempienti per la differenziata fossero commissariati, se le ditte in odore di camorra venissero liquidate, se si imponessero regole alle industrie ed al commercio oltre che ai cittadini inadempienti. Tutto questo non succede e va denunciato ad alta voce, come vanno smascherati quanti servono non la comunità ma interessi perversi.

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Una Risposta to “LA LEGGENDA DI BERTOLASO”

  1. Linus said

    Parole sante.
    Siamo colonizzati.
    Il tuo splendido articolo mette in risalto il vero nostro problema: la questione meridionale.
    Siamo ancora una terra da sfruttare e conquistare.
    Dove sono i nostri intellettuali meridionali?
    Mario Orfeo: perchè vendi la tua terra e il tuo sangue come l’ultimo dei pennaruli?

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