AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

ALTRO RINVIO ALL’UDIENZA PER LO UTTARO

Posted by ambienti su giugno 17, 2008

BERTOLASO CI RIPROVA SEMPRE CON CASERTA
VUOLE RIMETTERE LE MANI SU LO UTTARO 1
MA ALL’UDIENZA DI IERI A NAPOLI
ANCORA UN NIENTE DI FATTO
PER QUESTA VICENDA INGARBUGLIATA

NEW! INTANTO L’AVVOCATURA DELLO STATO FA SAPERE CHE SECONDO IL COMMISSARIATO E IL GOVERNO ITALIANO IL COMUNE DI SAN NICOLA LA STRADA, A DUE PASSI DA LO UTTARO, TRA LE ZONE IN CUI SONO STATI PEGGIORI GLI EFFETTI DELLA GRANDE PUZZA, “NON È AL CONFINE” E PERCIO’ NON È COMPETENTE A INTERVENIRE E A DIFENDERE LA SALUTE DEI PROPRI CITTADINI.
 
una nota di Giovanna Maietta – Comitato Cittadinicasertani
La vicenda della discarica di lo Uttaro è tornata nell’aula del tribunale civile di Napoli, ma senza esito. Doveva tenersi lunedì 16 l’udienza per decidere la revoca della sentenza emessa del giudice monocratico Fausta Como che lo scorso anno, dopo il ricorso presentato dall’avvocato Luigi Adinolfi, legale rappresentante del Comitato Emergenza rifiuti e dei cittadini del villaggio Saint Gobain, si era pronunciata interrompendo l’attività della discarica. Ma l’udienza di merito è stata di nuovo rinviata fino a quando il giudice non scioglierà la riserva sul vizio procedurale.

Nella notifica della istanza di revoca l’avvocatura dello Stato, che rappresenta il commissariato di governo, controparte dei cittadini ricorrenti, ha adottato una procedura alquanto anomala. Allo studio Adinolfi non sono state notificate tutte le istanze ma ne è arrivata solo una. Quindi ora la giudice dovrà prima sciogliere la riserva procedurale e poi pronunciarsi sul difetto costituzionale sollevato dal legale casertano. Una strana e paradossale storia quella che ha riguardato questo ricorso appellato alla procedura d’urgenza ex art. 700 c.p.c., che rappresenta solo un aspetto della vicenda di Lo Uttaro. Il ricorso si avviò nella sezione staccata del tribunale civile di Caserta, dove la giudice Giovanna Ascione si dichiarò territorialmente incompetente. Ripresentato a Napoli, approdò finalmente alla prima sentenza con ben sette motivazioni che decretavano la chiusura della discarica Lo Uttaro. Al successivo reclamo presentato dall’avvocatura dello stato il collegio dei giudici napoletani ha confermato la sentenza del giudice monocratico Fausta Como.
A fine aprile 2008 l’avvocatura dello Stato ha chiesto la revoca del ricorso, per trasferimento di competenza in materia di danno alla salute pubblica dal tribunale civile a quello amministrativo. Poco prima dell’udienza, fissata per il 5 maggio, viene fuori una nota di Guido Bertolaso che, in qualità di capo della protezione civile, e non più di Commissario per l’emergenza rifiuti, invia mandato agli avvocati dello stato per intraprendere l’azione di revoca. Emerge quasi un conflitto di competenza o ruoli tra Bertolaso e il commissario in carica Gianni De Gennaro. La stessa avvocatura dello stato il 5 maggio chiede il rinvio dell’udienza per poter valutare se c’è ancora interesse da parte del Commissario di governo De Gennaro a chiedere la revoca della sentenza.
Il quadro si è ingarbugliato ulteriormente quando nell’udienza di oggi i legali del Commissariato hanno presentato una nota che De Gennaro inviò il 2 maggio al Commissario liquidatore Sottile. Nella nota si affermava che l’utilizzo della discarica a lo Uttaro non era compatibile con i tempi dell’emergenza. Una motivazione alquanto debole, visto che lo stesso De Gennaro qualche mese prima, e dopo le verifiche effettuate, aveva affermato che la discarica a lo Uttaro non si poteva aprire perché interessata dai rifiuti pericolosi, da cui doveva essere bonificata, e trasmetteva gli atti alla Procura della Repubblica.
Quel che è certo è che se questo gioco delle parti dovesse concludersi con una nuova apertura di discarica a Lo Uttaro per Caserta si prospetterebe una devastazione completa e sempre meno riparabile.
Giovanna Maietta

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5 Risposte to “ALTRO RINVIO ALL’UDIENZA PER LO UTTARO”

  1. Gaetano said

    Ritengo che la notizia fatta circolare sulle testate giornalistiche del blocco dei rifiuti radioattivi operato dall’esercito e destinati alla discarica di Savignano Irpino, è pubblicità di Governo, ovvero hanno voluto influenzare l’opinione pubblica facendo intendere che l’attenzione è alta. Probabilmente quei camion non contenevano rifiuti radioattivi, controlli non ci sono e mai ci saranno, ma tutti si sentiranno più tranquilli perché c’è l’esercito che sorveglia.
    Un altro inganno di Stato.

  2. ambienti said

    Purtroppo l’inganno è prima ed è ancora peggiore, dura da anni e tutti ne erano al corrente. Finché è stato possibile hanno fatto finta di niente, ora che qualcuno ha svelato clamorosamente quel che c’è dentro i cosiddetti “rifiuti urbani” della regione, cercano di metterci qualche pezza e di far finta di controllare.
    La questione l’abbiamo segnalata da tempo. Vedi:
    https://ambienti.wordpress.com/testi/la-chimica-dei-rifiuti-campani/
    Nel testo non si parla specificamente di rifiuti radioattivi, ma si spiega quello che succede e che può riguardare sostanze di ogni tipo.
    L’unico sistema per evitare questi disastri sarebbe dare subito un vero impulso alla differenziata. Se differenzi non ci sono più cassonetti e automezzi attraverso i quali liberarsi dei veleni, tutto deve essere smaltito secondo regole. E questo la dice lunga su chi è che si oppone alla raccolta differenziata.

  3. franco said

    Ma questo rinvio ulteriore non comporta che all’improvviso ci vediamo riaperto la discarica, in base al decreto ultimo sui rifiuti, che sospende tutte le precedenti iniziative giudiziarie cautelari, quali ad esempio la chiusura de lo Uttaro 1 ?

  4. Lav said

    Vorrei presentere un conto per risarcimento danni per questo anno e due mesi in cui ho sofferto di ansie, di paure, di nausea e di mal di stomaco, di caldo e di soffocamento per la puzza orrenda. Sono stata costretta a tenere sbarrate le finestre di giorno e di notte anche in piena estate, ho dovuto rinunciare alla mia amatissima terrazza. La notte spesso non sono riuscita a dormire, svegliata dal fetore che penetrava in casa nonostante le imposte chiuse. Ho impiegato tanto, troppo, del mio tempo per seguire questa sporca faccenda de Lo Uttaro e dei rifiuti a Caserta. Mi sono sentita colpita dai soprusi, ho visto l’illegalità trionfare, mi sono sentita depressa e sconfitta per avere scelto di venire a vivere qui, in un luogo che appariva verde e ameno. Ormai sento di vivere in un ambiente ostile, mi sento in trappola. Cosa ci aspetterà adesso? Un nuovo orrore. Nuove ansie, nuove rabbie, nuovi stress già mi stanno attanagliando, da quando è uscita questa nuova assurdità. Un’altra schifosa, lurida, puzzolente,maledetta discarica a due passi da casa. Quale cazzo di ristoro potrebbe ripagarmi di questo ultimo anno di orrori?

  5. The Boss said

    x Franco
    Gli aspetti giuridici sono, come al solito, un po’ complicati. Per chi ha interesse e pazienza provo a spiegare. L’avvocato Adinolfi ha avuto mandato ieri sera dagli interessati per presentare al TAR Lazio l’istanza di “riconferma” dell’ordinanza di chiusura di Lo Uttaro disposta in conseguenza dell’azione ex art. 700. Quest’istanza va presentata entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto e su di essa il TAR dovrebbe decidere entro 30 giorni, se non lo facesse il provvedimento avrebbe una conferma con efficacia retroattiva.
    Lo stesso avvocato ha sottolineato che un’istanza di riconferma di un provvedimento cautelare civile (peraltro già confermato in sede collegiale a novembre) non si è mai sentita prima. Si tratta di un’assoluta novità in campo procedurale, tanto più che va presentata ad un giudice diverso, quello del TAR anzichè quello del tribunale civile.
    In più, per la stessa ordinanza di chiusura l’Avvocatura dello stato aveva, su richiesta di Bertolaso, presentato istanza di revoca, basandosi sulla sentenza della Cassazione che attribuiva la giurisdizione nella materia della pianificazione del territorio al giudice amministrativo, ovvero al TAR.
    Dopo l’udienza fissata al 5 maggio, l’Avvocatura aveva richiesto il rinvio per verificare se sussisteva l’interesse del Commissariato alla revoca. Ieri l’Avvocatura ha confermato l’interesse del Commissariato alla revoca e il giudice avrebbe dovuto dichiarare il difetto di giurisdizione in base al nuovo decreto 90. Ma, visto l’interesse dell’Avvocatura alla revoca, l’Avvocato Adinolfi aveva intenzione di chiedere, prima che il giudice dichiarasse il difetto di giurisdizione (in parole povere la sua incompetenza), di sollevare la questione di legittimità costituzionale del decreto nella parte in cui attribuisce la giurisdizione esclusiva al TAR impedendo che possano essere richiesti al giudice civile provvedimenti cautelari ex art. 700. Però il giudice si è riservato di decidere su una questione procedurale (un difetto di notifica) rinviando l’udienza nella quale porre la questione di legittimità o eventualmente dichiarare il proprio difetto di giurisdizione.
    Quanto al sequestro cautelare penale, lo dovrebbe confermare la Procura di Napoli entro 20 giorni dal trasferimento degli atti da parte da Santa Maria Capua Vetere. Qui sul piano giudiziario non c’è da intervenire: l’avvocato ci ha chiarito che l’esame del provvedimento è automatico da parte della Procura di Napoli senza che sia necessario, e previsto, presentare richiesta.

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