AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

TRUCCHI CHE BRUCIANO

Posted by ambienti su luglio 1, 2008

Le polemiche sui cosiddetti “termovalorizzatori” in Campania continuano a divampare. Per ora si bruciano chiacchiere, che a ben guardare risultano spesso anch’esse fuori norma e in deroga alle leggi oltre che al buon senso. Infatti il termine “termovalorizzatore” è un’invenzione per indorare l’aerosol di fumi tossici e nanopolveri che ci aspetta e farlo sembrare la promessa di un luminoso futuro. E per giustificare la rapina del Cip 6: un contributo che tutti paghiamo con la bolletta Enel per finanziare il funzionamento degli inceneritori, in contrasto con le direttive europee e con la logica applicata in tutti i paesi civilizzati. Nei quali apparirebbe ormai assurdo ogni tentativo di finanziare con incentivi pubblici “ecologici” fonti accertate di inquinamento rendendole così “soluzioni convenienti” per aziende che mirano a crearsi rendite sicure a spese della comunità. Facendo diventare di conseguenza meno convenienti la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali, questi si sistemi davvero “ecologici”. Capito il trucco?
In realtà anche in Italia si dovrebbe dire impianti di incenerimento, cioè inceneritori. Lo sostengono gli “estremisti dell’ambientalismo”? No. Oltre che un uso linguistico-concettuale internazionale, lo stabilisce una legge dello Stato italiano fondamentale per la materia. Il Decreto Legislativo 11 maggio 2005, n. 133, Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 163 del 15 luglio 2005 – Supplemento Ordinario n. 122. Dove all’articolo 2, comma 1 punto d si legge:

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
………………..
d) impianto di incenerimento: qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di rifiuti ai fini dello smaltimento, con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. Sono compresi in questa definizione l’incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti, nonche’ altri processi di trattamento termico, quali ad esempio la pirolisi, la gassificazione ed il processo al plasma, a condizione che le sostanze risultanti dal trattamento siano successivamente incenerite. La definizione include il sito e l’intero impianto di incenerimento, compresi le linee di incenerimento, la ricezione dei rifiuti in ingresso allo stabilimento e lo stoccaggio, le installazioni di pretrattamento in loco, i sistemi di alimentazione dei rifiuti, del combustibile ausiliario e dell’aria di combustione, i generatori di calore, le apparecchiature di trattamento, movimentazione e stoccaggio in loco delle acque reflue e dei rifiuti risultanti dal processo di incenerimento, le apparecchiature di trattamento degli effluenti gassosi, i camini, i dispositivi ed i sistemi di controllo delle varie operazioni e di registrazione e monitoraggio delle condizioni di incenerimento;

il testo completo del Decreto Legislativo 11 maggio 2005, n. 133 ^

Advertisements

4 Risposte to “TRUCCHI CHE BRUCIANO”

  1. Furio said

    Avranno capito tutti anche questo adesso? Inceneritori, si chiamano, non termovalorizzatori, un termine che però esprime bene il concetto che incenerendo rifiuti si valorizzano soprattutto i capitali delle imprese invischiate nell’affare.

  2. Cafone said

    Ultime novità: dice Berlusconi che se la differenziata funzionerà così bene come a Massalubrense – dove in un anno si è raggiunto l’82/100- si potrà ridurre il numero dei termovalorizzatori (inceneritori) in Campania. Indovinate quale non verrà costruito?

  3. Massimiliano R. said

    Sul Mattino di oggi si legge che l’inceneritore di Brescia sarebbe già stato venduto alla Campania cosi come dice il ricercatore del CNR Ennio Italico Noviello. Se così fosse, visto che quello di Acerra è quasi completato, quello di Napoli ancora tutto da decidere, potrebbe andare a finire, guarda caso, a Santa Maria la Fossa. Non fa una piega. Nascerà uno scandalo per questo vergognoso megaimbroglio di stato, o tutto va bene ormai?

  4. Grr said

    GR1 Rai ore 7: “Il termovalorizzatore di Acerra salverà la Campania?”. Ma da che? Dalla monnezza per strada? E chi salverà la Campania dal “termovalorizzatore”? Anzi dai “termovalorizzatori”?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: