AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

COMUNI RICICLONI 2008

Posted by ambienti su luglio 10, 2008

Il dossier completo Comuni Ricicloni 2008
PDF scaricabile ^

Cittadini campani riottosi contro la differenziata, come piace credere a Bertolaso II, il sottosegretario che ci manda volontari e psicologi per “convertirci” ^ ? Non sembra proprio stando ai risultati di Comuni Ricicloni 2008, manifestazione di Legambiente, giunta alla quindicesima edizione, per la quale oggi sono stati assegnati a Roma i riconoscimenti. Al primo posto c’è Costigliole D’Asti, in Piemonte, circa 6.000 abitanti, qualificatosi primo Comune Riciclone 2008. Tra le regioni e in valore assoluto vince la Lombardia, con 364 comuni virtuosi, davanti al Veneto, con 326, e al Piemonte. Analizzando i dati, è il Veneto complessivamente a svettare in cima, con la maggiore percentuale dei comuni ricicloni, il 56%. Al sud è la Campania a guidare la classifica con 39 comuni, Bellizzi (SA) al primo posto, seguito da Montecorvino Rovella (SA) e Mercato San Severino (SA). Per la provincia di Napoli non c’è nessun comune, per quella di Caserta c’è solo Francolise, diversi ce ne sono invece nelle province di Avellino e di Benevento.
Non è possibile sostenere seriamente che i cittadini campani sono negati geneticamente o culturalmente per la raccolta differenziata dei rifiuti. L’impegno del battaglione di psicologi forse potrebbe tornare utile solo se concentrato su alcuni pubblici amministratori e su qualche governante. Per i normali cittadini l’ipotesi ragionevole è che molti di loro siano rimasti intrappolati in un progetto affaristico sui rifiuti che a tutt’altri sistemi mirava e continua a mirare. Come sembra confermato dall’esultanza con cui nel mondo degli “affari” – rigorosamente separato da quello degli interessi dei cittadini – c’è chi accoglie come buon segno per la Impregilo l’approvazione definitiva del decreto-legge sui rifiuti ^ e la promessa per la Campania di 4 inceneritori, che se si volesse incrementare davvero la differenziata sarebbero eccessivi.


Tornando alla classifica di Legambiente, i 1081 comuni classificati hanno dovuto centrare l’obiettivo del 40% di raccolta differenziata nell’anno 2007. A eccezione dei comuni del Nord al di sotto dei 10.000 abitanti, ai quali la giuria ha imposto il superamento della soglia del 55%.
Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, al nord vince Verbania, seguita da Belluno e Asti. Al centro Lucca è l’unico capoluogo di provincia ad essere riciclone (43,43% di raccolta differenziata). Al Sud nessun capoluogo di provincia supera il 40% di raccolta differenziata.
Tra le grandi città nessuna è riciclona: anche Torino (unica classificata nel 2007) viene esclusa, fermandosi al 38,8% di RD. Nessuna traccia di Milano che, nonostante una provincia assai virtuosa, resta al 33,7% di RD.
Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha affermato: “Nel Meridione d’Italia non si parte da zero, basti pensare alle sempre più numerose esperienze dei Comuni ricicloni della Campania e della Sardegna, dove si raggiungono percentuali pari a quelle del Settentrione. Sul fronte della riduzione sarà necessario intervenire con politiche nazionali sull’intero ciclo di produzione dei beni e sul settore della distribuzione e diffondere a livello locale le buone pratiche già messe in atto in diverse parti d’Italia. Solo così il nostro Paese potrà imboccare una volta per tutte la via di una corretta gestione dei propri rifiuti”.
Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente, ha spiegato: “Con la premiazione di Comuni Ricicloni vogliamo ribadire l’importanza della raccolta differenziata anche per far fronte ai cambiamenti climatici. Per questo chiediamo ai cittadini di prendere 8 piccoli impegni individuali, li proponiamo sul sito internet www.stopthefever.org . Se sommiamo il risultato di questi semplici gesti quotidiani, come il riciclo di giornali e lattine, ciascuno di noi può sottrarre allo smaltimento in discarica il 40% dei rifiuti prodotti in un anno: si tratta di circa 200 kg di spazzatura, pari a 200 kg di CO2 che non vengono immessi in atmosfera”.

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