AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

IL FARDELLO DELL’EX FIBE

Posted by ambienti su luglio 16, 2008

SUL PASSAGGIO DEGLI IMPIANTI ALLE PROVINCE
DICHIARAZIONE CONGIUNTA DEI PRESIDENTI:
“INACCETTABILE LA NOMINA DEI COMMISSARI AD ACTA”

Oddio, questa volta Sandro De Franciscis ha ragione, sia pure in un coretto di lamentazioni intonato con gli altri presidenti delle Province campane. In effetti lui,responabile per Caserta, lo aveva previsto – il 13 novembre 2007 – che ci sarebbe voluto “uno sforzo corale a livello territoriale”. Anche se del piano di cui allora farfugliava “per il ciclo integrato dei rifiuti che poggi sul potenziamento della differenziata” ancora non si vede neanche una larva.
Ora finalmente sembra che De Franciscis cominci a capirlo, pur con un ritardo da irrimediabile ciuccione, che “il tema (rifiuti) continua ad essere trattato senza una visione complessiva ed organica” e che le fregature fin qui inflitte ai cittadini campani minacciano di travolgere ogni logica politica e amministrativa, di mettere ko persino uno come lui che per poteggere la propria carriera politica si era prodigato in collaborazionismo.
Le dichiarazioni di De Franciscis su Lo Uttaro “a basso impatto ambientale” le conserviamo tutte, anche se lui le ha fatte sparire dal suo blog nel sito della Provincia di Caserta, anzi ha fatto sparire il blog. Attraverso il quale ancora il 15 giugno dell’anno scorso proclamava: “Uscendo dall’incontro con il presidente del Consiglio, sempre stamane, Bertolaso ha ricordato come il territorio della nostra provincia costituisca l’unica eccezione positiva all’interno di un quadro fortemente critico. Mi piace condividere questo giudizio con tutti i casertani che hanno compreso fino in fondo lo spirito che ha spinto questa Amministrazione e quella del Comune capoluogo a ricercare dialogo e confronto con i vari livelli dello Stato interessati dalla gestione dell’emergenza …” e altre balle così. Questo appena una decina di giorni dopo segrete “crisi” ^ di cui non voleva farci sapere niente. Ma la puzza la sentivamo, eccome se la sentivamo.
Qui il comunicato congiunto dei presidenti delle Province sulla questione impianti ex FIBE:

A seguito dell’incontro di martedì 15 luglio a Palazzo Salerno a Napoli tra rappresentanti del sottosegretario all’Emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, della struttura commissariale, l’assessore regionale all’Ambiente, Walter Ganapini, e gli assessori all’Ambiente delle Province Campane, i presidenti delle Province di Caserta, Sandro De Franciscis, di Napoli, Dino Di Palma, di Salerno, Angelo Villani, e di Benevento, Aniello Cimitile, hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:
«Sul trasferimento degli impianti ex Fibe alle Province abbiamo illustrato oggi, attraverso i nostri assessori, le osservazioni tese ad emendare l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 giugno. Ordinanza che riteniamo ambigua sulle modalità del trasferimento e sulle risorse cui attingere per il funzionamento degli impianti e a garanzia dei livelli occupazionali e che attribuisce alle Province la paradossale funzione di controllore e controllato.

«Il nostro senso di responsabilità e di collaborazione, confermato anche con l’avvento del nuovo Governo nazionale e ribadito negli incontri delle passate settimane con il sottosegretario Bertolaso, è stato invece mortificato dall’annuncio, dato stamane, dell’imminente nomina dei commissari ad acta con il compito di gestire la transizione rispetto alla presa in gestione degli ex Cdr fino al ritorno ai poteri ordinari delle Province.
«Tutto questo è da ritenersi inaccettabile. Inaccettabile in quanto con le nostre Amministrazioni non abbiamo mai cercato di fuggire dalle responsabilità, chiedendo a più riprese di poter esercitare in toto quelle funzioni che in altre parti d’Italia sono da sempre delegate alle Province in materia di ciclo dei rifiuti. Quella che registriamo oggi, invece, è la conferma che il tema continua ad essere trattato senza una visione complessiva ed organica.
«Il rifiuto da noi opposto alla presa in gestione dei Cdr, fonte di altri scandali proprio sulle modalità di gestione e peraltro dichiaratamente fuori dalle norme, è stato sin dal primo momento motivato dall’impossibilità di far fronte a tale ruolo senza adeguate garanzie. È del tutto palese, invece, e i fatti di queste ultime ore lo dimostrano, il tentativo di scaricare sulle Province, Enti locali e contribuenti della Campania, la pesante eredità lasciata da 14 anni di gestione commissariale dell’emergenza ed il conto finale di una serie interminabile di sprechi ed episodi di malcostume che hanno fatto della Campania un ‘caso’ unico al mondo. Adesso, come già rilevato, il conto finale è servito alle Province. Con il rischio di ridurle in bancarotta e di far pesare sui cittadini la mancata erogazione di servizi e far ricadere sulle loro tasche i costi di una emergenza che anche alla luce di quanto si ipotizza appare davvero infinita».

3 Risposte to “IL FARDELLO DELL’EX FIBE”

  1. furio said

    Non vi lamentate, non vi lamentate gente: “Risolta l’emergenza rifiuti”, e pure con 5 giorni di anticipo, non più il 23, ma il 18 luglio l’emergenza rifiuti verrà ufficialmente dichiarata chiusa da Superman. Ma che parlate a fà, esperti e scienziati, Chi “conosce la merda ar tasto” ve lo dimostra. Bastava dirlo che l’emergenza rifiuti finiva e quella finiva. Punto. (notizia dal Corriere della sera, vedi Lo Uttaro Google News).
    Pronto l’annuncio Decisivi i treni per la Germania, le discariche e due cave segrete al Sud
    Il ritorno a Napoli di Berlusconi:
    «È finita l’emergenza rifiuti»
    Venerdì consiglio dei ministri in città. Il comitato di Chiaiano occupa il Duomo

  2. Antonio said

    De Franciscis? W il Santo Patrono!

  3. Massimiliano R said

    Con tutti i guai infiniti che si preannunciano vorrei saper come certi Personaggi si permettono di fare simili dichiarazioni (“l’emergenza rifiuti è finita”) senza rispetto per i disagi, le paure, le sofferenze, i danni che tanti cittadini hanno subito e subiscono tuttora. Queste turlupinature sono offensive per l’intelligenza che molte persone hanno ancora, purtroppo per il signor Capo del Governo, ben funzionante. Cosa è risolto? Cosa è concluso? Non si vedono ancora vere soluzioni, significative, serie, adeguate alla tutela della salubrità dell’ambiente e quindi della salute dei cittadini. Tanta munnezza è sparita, ingoiata dai fossi di mezza Italia, spedita con i treni oltrefrontiera, imballata in attesa della realizzazione del grande imbroglio-inceneritore, tanta è ancora schiaffata e dispersa ovunque. Questa sarebbe la fine dell’emergenza?

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