AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CASERTA, UN VELENO DOPO L’ALTRO

Posted by ambienti su luglio 18, 2008

Nel giorno del trionfo berlusconiano sui rifiuti di Napoli (per chi ci crede), si scoprono ancora rifiuti tossici dal Nord trasferiti dalla camorra nella provincia di Caserta. E ancora a bloccarli ha provveduto un’operazione, Terra Promessa 2, delle Polizia di Stato e della Guardia di Finanza che sono, con i Carabinieri e la magistratura, i soli argini su cui possiamo contare per non fare sprofondare questa regione, e in particolare questa provincia, nei veleni.
Non riusciamo a ricordare un solo caso recente – ma se ce li segnalate ci farà piacere – in cui un’azione contro questi traffici sia stata realizzata per iniziativa di organi di controllo locali (uffici comunali e provinciali con relativi corpi di polizia) che pure dovrebbero avere una conoscenza particolare del territorio e delle sue situazioni. Il cocktail di rifiuti urbani e di rifiuti tossici configura scenari simili a quelli prospettati dalla magistratura per la discarica Lo Uttaro. Ai quali è difficile che siano estranei – quanto meno per omissione di verifiche – gli apparati pubblici di controllo.

qui l’articolo su Casertacè
“Terra Promessa 2”, Ruperti: siamo arrivati ai colletti bianchi ^

Intanto è arrivata alla fase due, con ventotto denunce, l’inchiesta per l’ipotesi di truffa sulla società casertana Le Calorie spa che operava nel settore del recupero e riciclo di rifiuti solidi urbani.

qui l’articolo su Casertacè
Truffa “Le Calorie”: 28 denunce, 37 milioni di contributi statali ed europei percepiti indebitamente ^

Si può ricordare che poco più di un anno fa l’esperienza de Le Calorie veniva indicata da alcuni nostri amministratori locali come un possibile “modello” per “dopo Lo Uttaro”. Addirittura venne organizzato sul tema un convegno. Al quale, visto che era un convegno con pubblici amministratori in prima fila a parlare di rifiuti, e di progetti da realizzare con contributi di soldi pubblici, andò a curiosare anche Ambienti. E già allora sentimmo che la faccenda puzzava, raccontandolo in:

Qualcosa che puzza ^

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