AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

NIENTE PIÙ BACINI

Posted by ambienti su luglio 30, 2008

Ci sono state di recente polemiche sui consorzi di bacino campani per la gestione dei rifiuti, in molti casi carrozzoni inefficienti ed economicamente dissestati, in particolare nella provincia di Caserta dove per qualcuno di essi sono stati segnalati dalle forze dell’ordine e dalla magistratura coinvolgimenti in attività criminali. All’addossamento di oneri e personale dei consorzi alle Province, in un primo momento prospettato dal governo Berlusconi, i presidenti degli enti provinciali si erano ribellati. Oggi il Dipartimento della Protezione Civile, organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri retto dal sottosegretario Guido Bertolaso, ha diffuso il comunicato che segue. La creazione di un Consorzio Unico per Napoli e Caserta, che era stata già annunciata, potrebbe essere una conferma della strategia già puzzolentemente nota di continuare a usare Caserta come immondezzaio di Napoli.

DEFINITIVAMENTE SCIOLTI I CONSORZI DI BACINO DI NAPOLI E CASERTA
Il gestore del Consorzio Unico Alberto Stancanelli, nominato dal Sottosegretario di stato Guido Bertolaso, ha provveduto, nei giorni scorsi, a sciogliere i consorzi dei bacini delle province di Napoli e Caserta, e a nominare al posto dei presidenti dei consigli d’amministrazione e dei commissari straordinari, sei responsabili delle articolazioni territoriali del Consorzio Unico.
L’organizzazione del Consorzio Unico in ambito territoriale risponde alla logica della razionalizzazione delle risorse e della facilitazione del passaggio alle società provinciali.
In virtù dei criteri di efficienza, programmazione e razionalizzazione, che animano l’operato del Consorzio Unico, si provvederà entro sessanta giorni, alla predisposizione del piano industriale per la definizione delle specifiche competenze in materia di raccolta differenziata, con l’obiettivo di una riduzione immediata dei costi di gestione e di una migliore funzionalità.
Per l’ambito territoriale degli ex consorzi CE1 e CE3 è stato nominato il Prefetto Domenico Bagnato, Commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Calabria fino al settembre 2006; per l’ex consorzio CE2 il Generale di Divisione della Guardia di Finanza Roberto Mantini, già vice direttore operativo D.I.A., e per l’ex consorzio CE4 il Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri Antonio Reho, già Comandante del Nucleo Operativo Ecologico presso il Ministero dell’Ambiente.
Il Dott. Battista Aquino, dirigente dello Stato, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria n°4 della Regione Calabria negli anni 2005-07, è il responsabile per le aree degli ex consorzi Na2 e NA4; il Generale di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza Lucio Macchia, già Comandante Servizio Centrale Investigazioni sulla Criminalità Organizzata, si occuperà dell’ex consorzio NA5; mentre il Prefetto Francesco Forleo, già Commissario del consorzio di bacino NA3, opererà sugli ex consorzi NA1 e NA3.
Con lo scioglimento dei 9 consorzi sono cessati gli incarichi di 5 presidenti, 16 consiglieri, 4 commissari, 4 subcommissari, 24 componenti del collegio dei revisori, 8 direttori generali. Entro sessanta giorni, inoltre, cesseranno automaticamente i rapporti contrattuali di tutti i consulenti dei disciolti consorzi.

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7 Risposte to “NIENTE PIÙ BACINI”

  1. Cafone said

    “Ambito territoriale” si va bene, ma un ambito è Napoli ed un altro è Caserta. Questa unificazione per “razionalizzare le risorse” è fortemente sospetta e probabilmente ingiusta e sempre a favore di Napoli. Chi dovrebbe difenderci da eventuali altre scelte scellerate?

  2. squadra64 said

    Ricordiamoci che tale conclusione è stata quasi pilotata da una politica che effettivamente poteva essere gravosa per un bilancio economico a carico dello stato. Non prendiamocela sempre con la classe più debole. Anche se gli operai addetti sono poco considerati e spesso etichettizzati come “socialmente inutili”, portano il peso dell’incertezza lavorativa, ormai demoralizzati ed abbandonati dalle promesse fallite di ogni responsabile, che invano cercava giustificazioni, per ridare la dignità perduta.
    E’ vero, hanno percepito lo stipendio nonostante il mancato lavoro, ma costretti in una convivenza sudicia in locali luridi, spesso con accessi privati inguardabili , tra insetti, sporcizia e senza nemmeno posti a sedere. Comunque sei ore di lunghe attese, e nel buio assoluto si dialogava per spezzare la monotonia ma lo scoramento era così mortificante che quasi sempre si preferiva un serio silenzio.

  3. dipendente napoli 1 said

    Stiamo pagando il furto di tanti politici di sinistra e di destra !!! Stamo pagando sulla nostra pelle il regime di una classe politica che in tanti anni si sono spartiti milioni di euro. Dico classe politica perchè con documenti alla mano la pappatoia è stata alla portata di tutti …

  4. operatori NA4 said

    siamo del consorzio na4, fino a qualche tempo fa operavamo sui comuni della provincia Napoli sfruttando i doppi turni, poi tutto ad un tratto si è fermato …. questo non riusciamo a capire, è da tempo che ci poniamo questa domanda, fateci capire ….

  5. carmine said

    Mi pongo una domanda. E i lavoratori che fino apoco tempo fa hanno risolto i problemi dei comuni che futuro avranno?

    • ambienti said

      Modifica Commento ‹ AMBIENTI — WordPress
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      Questo aspettiamo che che lo spieghino meglio il capo del Governo, Berlusconi, il quale ha emesso i vari decreti per la “fine dell’emergenza”, e il suo sotttosegretario Bertolaso.
      Molti lavoratori dovrebbero essere riassorbiti nelle nuove gestioni. Ma la nostra impressione è che si voglia fare un repulisti – di competenze acquisite e di persone – per permettere ai nuovi padroni della monnezza di gestire l’affare con il massimo profitto economico. Che non necessariamente significherà maggiore efficienza e che difficilmente potrà corrispondere all’interesse delle popolazioni locali.
      Certo un po’ di pulizia e di razionalizzazione apparivano necessarie, visto com’è andata in Campania con i rifiuti per oltre 15 anni. Ma per come si stanno mettendo le cose è probabile che le maggiori punizioni toccheranno a quelli che hanno meno responsabilità: i lavoratori che hanno cercato di fare del loro meglio nonostante le molte difficoltà, i cittadini che per i rifiuti hanno pagato e pagheranno tasse o tariffe sempre più alte.
      Non dimentichiamo che la maggiore responsabilità del disastro dei rifiuti è stata del “commissariato di governo” e dei suoi vertici, da Bassolino a Bertolaso. E lì restano tutti ai loro posti, anche quando dalle inchieste della magistratura emergono fatti gravi.

    • ambienti said

      Informa sulle dimensioni del problema dei lavoratori del settore questo articolo apparso oggi sul Corriere del Mezzogiorno:

      http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/5-gennaio-2010/rifiuti-strada-consorzi-scioperanoe-asia-accusa-napoletani-indisciplinati-1602245906788.shtml

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