AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

STIAMO ATTENTI

Posted by ambienti su ottobre 15, 2008

La questione rifiuti in Campania è ancora grave, nonostante i proclami di Berlusconi. Intanto si avanza verso nuovi e definitivi disastri per la nostra terra e la nostra salute. Il Comitato Emergenza Rifiuti invita i cittadini a riflettere su quel che sta accadendo, a restare vigili, a partecipare alle scelte sull’ambiente, sul futuro della regione.

Un documento
del Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta

La necessità di ulteriori iniziative per la difesa dell’ambiente a Caserta e in provincia ha il suo fondamento nel silenzio ormai tombale sulle discariche casertane, in particolare sulla discarica denominata “Cava Mastroianni – loc. Torrione”, che non fa presagire nulla di buono. Le ultime rilevazioni del pentito Gaetano Vassallo sulle decisioni della camorra in tema ambientale, in particolare sulla decisione dell’apertura di un inceneritore a S. Maria La Fossa, chissà come in linea con i programmi governativi, non possono passare inosservate. Dove sono le istituzioni nazionali, regionali e locali quando si decide del futuro ambientale di una regione e quindi delle localizzazione degli impianti di rifiuti nel proprio territorio? E che significa assumere le responsabilità del governo del territorio se poi non si riesce a dire una parola sulle scelte, prese da altri livelli o addirittura dalla camorra, relative a quello stesso territorio ?
Abbiamo sempre sostenuto che l’emergenza, così come ci è stata propinata, non è mai esistita, ma è stata in qualche modo “cavalcata” dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni, sia nazionali che regionali, e ciò per imporre scelte contrarie agli interessi della collettività, come l’imposizione delle logiche “commissariali” prima e l’aumento a dismisura di discariche e di inceneritori poi. Senza in ogni caso riuscire a definire un razionale ciclo dei rifiuti che partisse dalla lotta agli sprechi e tentasse di imporre la logica del riuso e del riciclo.
In particolare con il quinto inceneritore in Campania, è chiaro a tutti, meno che ai nostri rappresentanti territoriali, che la nostra regione non sarà altro che lo sversatoio ufficiale del Sud e delle regioni circostanti: l’ha pure detto apertamente Berlusconi a margine dell’ennesima seduta di governo a Napoli!
In questo modo le colpe di aver dovuto sopportare i danni causati dalle discariche abusive e illegali saranno ricompensate dalla scelta della Campania come territorio dove sversare di tutto, zona di serie B, abitata da cittadini sporchi, fetenti e criminali! Riteniamo la cosiddetta “emergenza” sia stata creata e governata artificiosamente, e venga perpetuata, allo scopo di raggiungere questo obiettivo, almeno nelle intenzioni dei nostri governanti.


Ciò che conta per la pubblica opinione è che Napoli, o anche solo Piazza Plebiscito e la Riviera di Chiaia, siano pulite, senza più sacchetti di monnezza per strada. Poco importa se la stessa monnezza è stata nascosta sotto il tappeto o che nelle province confinanti, in particolare in quelle di Caserta ed Avellino, l’aria diventa sempre di più irrespirabile. Poco importa se l’aumento di gravi malattie procede di pari passo con l’apertura di nuove discariche, abusive o legali.
È impressionante in tutto questo il silenzio compiaciuto e compiacente dell’opposizione, che non ha trovato modo di obiettare alcunché sulle nuove disposizioni introdotte dal decreto legge 90 e poi legge 123, forse perché si sentiva in qualche modo colpevole dei ritardi e delle omissioni nel campo della politica ambientale in Campania. Qui poco interessa la ricerca dei “colpevoli” di una tossica vicenda che dura da quattordici anni e più : qui deve interessare in primo luogo la tutela del territorio e della salute dei casertani e dei campani tutti.
È in quest’ottica che va contestato il decreto 90, poi legge 123. Innazitutto perché è un decreto calato dall’alto che non coinvolge la popolazione o quanto meno le istituzioni territoriali. Poi perché la sua attuazione piena comporterà lo stravolgimento di ogni ipotesi di riqualificazione del territorio campano, in particolare casertano, e di qualunque ipotesi di bonifica, pur decisa o programmata, dei siti già gravemente inquinati.
Come è possibile non capire che costruire dieci o undici discariche nuove e ben quattro o cinque inceneritori nella stessa regione Campania, ai primi posti per densità di popolazione tra le regioni italiane, comporterà l’impossibilità di uno sviluppo ambientale sostenibile e di uno sviluppo turistico per l’intera regione? Quale zona infatti resterà priva di effetti nocivi per la salute dei cittadini e potrà progettare o pianificare una riqualificazione ambientale richiamando il turismo nazionale ed internazionale? E che fine hanno fatto e faranno i progetti di recupero ambientale e di bonifiche dei siti già adibiti a discariche, se nello stesso sito, o nelle immediate vicinanze, come per Lo Uttaro, verranno costruite altre discariche ?
Senza contare lo stravolgimento di tutte le regole della democrazia avvenuto con il decreto 90, ad iniziare dalla militarizzazione dei siti, come se stessimo in piena guerra, per passare poi alla costituzione di organi giurisdizionali separati ed autonomi, in perfetto sfregio alle regole costituzionali, e per arrivare infine alla assimilazione dei rifiuti speciali e pericolosi ai rifiuti urbani, con grave pericolo per la salute pubblica e in violazione di ogni già esistente regola comunitaria.
Su tali questioni avrebbero il dovere di cominciare a rispondere alle legittime aspettative della popolazione e della collettività del territorio in primo luogo le istituzioni comunali e sovracomunali come la Provincia e la Regione. Senza infingimenti o false ipocrisie, senza cercare per forza la mediazione tra tutti gli (enormi) interessi in campo, senza andare troppo alla ricerca della piena “competenza” delle proprie azioni od anche delle proprie scelte: è qui che si vede se le “autorità” territoriali sono davvero capaci di autorevolezza o se sono solo interessate ai piccoli giochi della politica e del politichese o a qualcosa di peggio.
Solo con il coinvolgimento di tutta la popolazione e di tutti i cittadini interessati al proprio futuro, alla propria salute, alla salute dei propri figli, si potrà evitare, per quanto possibile, di trovarci di nuovo tra qualche anno nella stessa “emergenza rifiuti” di ieri e di oggi, con una ulteriore discarica a Caserta e con il territorio comunale, provinciale e regionale ancora più gravemente avvelenato.

Comitato Emergenza Rifiuti

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5 Risposte to “STIAMO ATTENTI”

  1. Marco said

    Concordo pienamente con il documento del Comitato Emergenza Rifiuti.
    Detto questo c’è una difficoltà di fondo nel mantenere da parte dei cittadini un controllo seppur minimo del territorio.
    In effetti le istituzioni, anche quelle locali, sono sempre state sorde alle richieste delle popolazioni locali e questo naturalmente genera una comprensibile sfiducia nella gente.
    C’è un lavoro importante da svolgere ed è quello di far capire alla popolazione che l’apertura di una discarica non è un problema che impatta solo la località dove viene aperta ma tutta la regione per l’impatto sulle falde acquifere.
    C’è da far capire che l’avviamento di un inceneritore ha impatti su aree incredibilmente vaste ed i cibi prodotti in quelle aree viaggeranno sulle tavole di mezza Italia.
    Oltre a questo c’è bisogno di forme di protesta eclatanti, che non siano le solite manifestazioni, ma qualcosa che vada a toccare direttamente il portafoglio di chi ci comanda.
    Per esempio si potrebbe cominciare a propagandare un serio boicottaggio a livello regionale di tutti i centri commerciali (causa di enorme spreco di imballaggi).

  2. mido59 said

    salve,
    per conoscere un’altra realtà che in questo momento sta lottando contro l’ipotesi di una discarica:
    http://andrettaweb.wordpress.com/

    michele D’Onghia

  3. Liliana da Caserta said

    Ci risiamo! Perché questa mattina la Puzza infernale, schifosa, devastante ha di nuovo invaso la zona Saint Gobain-Acquaviva? Quale nuova diavoleria sta accadendo? Mentre qui non si vede nessun annunciato addetto SA-BA a portarci i materiali per la differenziata, siamo tornati indietro, agli antichi odori. Non ne sentivamo la mancanza.

  4. Fedele said

    Tanti auguri all’assessore Del Rosso che per il suo compleanno ha pensato bene di offrirci una scorpacciata di puzza nauseabonda. Certo così molti avranno rivolto un pensiero a lui e ai suoi colleghi!

  5. Liliana da Caserta said

    Ormai mi sono stancata da un pezzo di questa storia, ma non voglio mollare. Segnalo perciò che anche questa mattina la Puzza incombe sulla zona dove abito. Non sarà mica la Ricicla Molisana? O sarà il capannone Ucar?

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