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Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 17 ottobre 2008

SARÀ

Posted by ambienti su ottobre 17, 2008

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PAGATECI IL DANNO

Posted by ambienti su ottobre 17, 2008

Legambiente ^ annuncia oggi una nuova iniziativa con un comunicato stampa. Anche con un appello a tutti gli avvocati, gli ingegneri ambientali e ai tecnici, della Campania e non, che intendono impegnarsi nell’azione collettiva di risarcimento dei danni provocati dai traffici illeciti di rifiuti. Per aderire, segnalare, contribuire all’iniziativa, l’Osservatorio nazionale ambiente e legalità e Legambiente Campania hanno messo a disposizione due numeri di telefono (0686268372 e 081261890), attivi dalle 10,30 alle 18,00, dal lunedì al venerdì, ed è stato attivato un gruppo di avvocati e di volontari che cureranno la raccolta delle adesioni e l’avvio delle procedure previste per la costituzione in giudizio, come parte civile.

Parte la campagna di Legambiente
per un’azione legale collettiva contro l’ecomafia in Campania

Circa 65mila tir carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia per sversare ben un milione e 300mila tonnellate di rifiuti nella sola discarica Schiavi di Giugliano, una delle otto discariche, poste tra le province di Napoli e Caserta, per anni gestite in nome e per conto dei Casalesi da Gaetano Vassallo,  oggi  collaboratore di giustizia. Un fotogramma questo per inquadrare 14 anni di mattanza in Campania dove si è realizzato uno tra i più gravi disastri ambientali, economici e sociali che il nostro Paese abbia mai visto. Con “Pagateci il danno”, Legambiente si schiera in prima linea con tutti coloro che negli anni hanno dovuto subire gli effetti dei traffici illeciti delle ecomafie, soprattutto nel settore dei rifiuti, nonostante molte delle operazioni illegali fossero note alle istituzioni e precisamente denunciate nei dossier sull’ecomafia realizzati da Legambiente sin dal 1994.
Una grande azione legale, corale e organizzata, per dare voce a tutte le persone che hanno subito danni morali, biologici ed economici a causa dei traffici illeciti dei rifiuti che hanno avvelenato i terreni, le acque, l’aria, gli animali e i cittadini della Campania. Una grande mobilitazione civile contro ogni forma di criminalità ambientale; un invito alla società civile affinché contribuisca con la propria adesione alla riuscita della prima vera azione collettiva contro chi ha deliberatamente devastato un territorio e danneggiato, in alcuni casi irrimediabilmente, l’ambiente e l’economia ma soprattutto la salute dei cittadini abitanti delle aree inquinate.
Le recenti dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo, hanno ora riavviato le inchieste sul disastro ambientale ripartendo da ciò che Legambiente aveva denunciato 14 anni fa, e cioè che la Campania era diventata la grande pattumiera d’Italia, che c’era in atto un patto scellerato tra politici, imprenditori, funzionari pubblici, faccendieri e camorristi, per gestire la torta dei rifiuti urbani e industriali. Cave, terreni agricoli, fiumi, torrenti si stavano velocemente riempiendo di veleni d’ogni tipo, sotto gli occhi di tutti.

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IL PIANO GANAPINI

Posted by ambienti su ottobre 17, 2008

Il “piano Ganapini” per la soluzione del problema rifiuti in Campania, approvato mercoledì 15 ottobre dalla giunta regionale, sta provocando contrasti. L’assessore Walter Ganapini dice che di inceneritori ne basterebbero due, non i 4 o 5 previsti dal governo. E questo è solo un aspetto  della differenza di vedute. Bassolino prova a minimizzare per non guastarsi con Berlusconi e per procedere nel personale autoriciclo politico, ma in realtà la contrapposizione di strategie è forte. Come ha rilevato la stampa (vedi qui gli articoli apparsi sul Mattino ^) e com’è possibile verificare leggendo di seguito le “linee programmatiche” del “piano Ganapini”. Per giunta la Commissione Europea ha in programma approfondimenti sulla denuncia di violazioni al diritto comunitario presentata dal comitato dei cittadini di Acerra contrari al locale inceneritore.
Il governo con la legge n.123/2008 ^ ha puntato innanzitutto sull’incenerimento e sulla prospettiva di trasformare l’intera Campania in una grandiosa industria dei rifiuti, com’è apparso confermato da Berlusconi quando ha parlato della possibilità di destinare a un inceneritore campano anche materiale proveniente da altre regioni. Quest’industria sarebbe molto costosa per i cittadini campani, in termini di denaro e di salute, e molto lucrosa per i gestori privati degli impianti grazie alla sovvenzione governativa del CIP6 e ad altri eventuali “contributi” .  Ganapini ha tentato di tener conto dell’ambiente, della salute, del risparmio per la collettività, puntando sulla raccolta differenziata e, tra l’altro, sul pieno recupero di impianti esistenti e finora utilizzati male o per niente. Qualche obiezione è ancora possibile, ma tra le due impostazioni c’è un abisso.
Di seguito la parte introduttiva e un passaggio significativo del “piano Ganapini” che si può scaricare completo da qui in formato ppt ^ (da sfogliare con Impress di Open Office, gratis in rete ^ , o con PowerPoint di Microsoft Office).

Linee programmatiche 2008-2013 per la gestione dei rifiuti urbani

Il contesto
Pende sul nostro Paese una gravosa procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea relativamente alla ‘emergenza rifiuti’ in Campania.
Nel caso in cui dall’emergenza non si uscisse con un sistema operativo integrato a regime, coerente con la normativa europea, la sanzione potrebbe tradursi in un grave danno economico a carico del Paese.
Un percorso condiviso verso un obiettivo comune
• Una forte voglia di riscatto caratterizza il sistema sociale, economico ed istituzionale campano rispetto alla drammatica crisi dell’inverno 2007-2008;
• a tale reazione occorre fare corrispondere l’elaborazione di un programma moderno in senso europeo, da condividere in un percorso di validazione ed attuazione che coinvolga l’intera società campana , come previsto dalla Carta di Aalborg.
Per uscire dall’emergenza
La Regione Campania intende:
• promuovere l’autosufficienza dei diversi territori provinciali nella gestione integrata del ciclo dei RU;
generalizzare la buona pratica di RD “porta a porta”;
• garantire adeguata ed efficiente capacità impiantistica nel rigoroso rispetto della gerarchia europea (riduzione all’origine di quantità e pericolosità dei rifiuti; massimizzazione del riciclo di materia, a partire dalla sostanza organica; ottimizzazione del recupero energetico della frazione combustibile;
• minimizzazione del conferimento a discarica dei flussi residui);
• riciclare a regime tra 500.000 e ca. 900.000 t/a di materiali nelle diverse filiere di riciclaggio, privilegiando le industrie di settore operanti sul territorio regionale in funzione del rendimento di RD;
• conferire a recupero energetico presso utenze industriali esistenti (cementerie, centrali termoelettriche, ecc…) o a combustione in impianti dedicati (inceneritori, gassificatori) tra ca. 1,3 Mt/a e 600.000 t/a di combustibile derivato dai rifiuti (CDR) in funzione del rendimento conseguito dalla RD;
• conferire a recupero agronomico produttivo o a bonifica di suoli contaminati circa 500.000 t/a di rifiuti organici da RD e/o selezione fisico-meccanica dei RUR.
………. ………. ……….
L’inceneritore a gara in Salerno, 2/3 della capacità di progetto dell’inceneritore di Acerra e la richiesta di conferimento ufficiale avanzata dalle tre cementerie campane soddisfano il fabbisogno di incenerimento e/o gassificazione prevedibile già con una RD al 20%.
E’ stata inoltre proposta la realizzazione di un inceneritore a servizio della città di Napoli. Una apposita Conferenza dei Servizi ha indicato come sito preferito quello del depuratore di Napoli-Est; Mancano, ad oggi, indicazioni sulla taglia di impianto, mentre per il suo finanziamento, si è fatto riferimento alla formula del Project-Financing.
Il Piano nazionale prevede anche un inceneritore a Santa Maria La Fossa, a proposito del quale sono però in corso approfondimenti da parte della competente Autorità Giudiziaria.
il comparto “incenerimento”, così come quello, successivamente trattato, delle “discariche” è oggi totalmente demandato ai poteri del Commissariato.

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