AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for novembre 2008

A LUCCA INCENERITORE CON IL TRUCCO

Posted by ambienti su novembre 28, 2008

La Campania si riempirà di inceneritori dotati delle “migliori tecnologie”. Ma ecco come poi vanno in realtà le cose quando si bruciano i rifiuti.
I risultati delle analisi sulle emissioni dell’inceneritore del Pollino, vicino Lucca, sarebbero stati ‘taroccati’. E’ questa l’ipotesi investigativa della magistratura lucchese a seguito della denuncia del colosso francese ‘Veolia’ che ha rilevato l’impianto dalla ‘Termomeccanica’. Un hard disk e’ ora al vaglio della magistratura che cerca prove a confermare l’ipotesi del software truccato. La vicenda alimenta nuove polemiche su un tema caldo, quello degli inceneritori che gia’ nel recente passato ha provocato vere e proprie rivolte come nel caso di Acerra. Intanto, gli abitanti della zona, che gia’ sospettavano e denunciavano da tempo i danni prodotti dal precedente inceneritore in funzione fino al 1988, ora sono preoccupati per gli effetti delle emissioni che sarebbero state fuori controllo. Nell’inchiesta di Mario Sanna per RaiNews 24 le testimonianze di tutti i protagonisti.

clicca sulla foto per vedere l’ inchiesta di Mario Sanna su RaiNews 24 ^
bisogna avere installato Windows Media Player o un altro lettore di file wmv

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LE CENERI DI GREENPEACE

Posted by ambienti su novembre 27, 2008

I COMITATI DI PARCO CERASOLA-CENTURANO E DI SAN BENEDETTO
SCRIVONO ALL’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE WALTER GANAPINI:
BRUCIARE RIFIUTI NEI CEMENTIFICI DI CASERTA SARÀ UN DISASTRO
 

greenciner2La questione delle cave e dei cementifici a Caserta e a Maddaloni è ormai annosa e raccapricciante. Qualcuno l’ha mai tenuto il conto di quante sono state intorno a questi impianti, collocati a pochi metri dalle case, le malattie polmonari, tumori compresi? Figuriamoci se qualche autorità si è preoccupata di verificare. Ma gli abitanti qualche idea se la sono fatta e da anni protestano. Anche i meno versati in scienze ambientali, perché lì in certi giorni basta aprire un po’ una finestra per vedere le stanze invase da polvere e fumo. E per chi sta un po’ più in là è spesso sempre quella la fonte di persistenti puzze di bruciato.
Ora sembrava che si stesse per arrivare a una soluzione perché l’area in cui si trovano cave e cementifici era stata dichiarata, nero su bianco, “zona altamente critica” e per gli impianti si aspettava il definitivo sfratto. Ma è arrivato il cavaliere verde Walter Ganapini, assessore regionale all’Ambiente ed ex presidente di Greenpeace, a stabilire che dentro quei cementifici – per giunta obsoleti e sgangherati, perciò molto più inquinanti che se fossero nuovi ed efficienti – si possono bruciare rifiuti. Anzi che regalare questo nuovo disastro ai casertani è una soluzione per smaltire i rifiuti “a basso impatto ambientale”. Vi ricorda niente la definizione? Fu usata anche da Bertolaso e da qualche suo compare quando aprendo la discarica Lo Uttaro cominciarono a trasformare Caserta nella prima linea assoluta di un nuovo avvelenamento ambientale. Imperdonabile. Ma per Bertolaso si può pensare che la sua scelta fu orientata da ignoranza, da arrogante incompetenza. Non può essere in alcun modo una giustificazione per un uomo con così grandi responsabilità, tuttavia si scorge una logica. Ganapini no: lui per polveri, fumi e veleni che escono dai camini degli inceneritori appariva un esperto riverito persino in ambito internazionale. Finora però non si è neanche degnato di rispondere a chi da Caserta gli ha chiesto di venire a dare un occhiata ai cementifici. Ha preferito invece cominciare a incenerire anche la propria reputazione.
Ma se un assessore regionale all’Ambiente pensa di poter fare a meno della reputazione ( non sarebbe l’unico, avete visto che succede in Lazio? ^ ) i casertani pensano di non poter fare a meno della salute. Perciò i comitati di Parco Cerasola-Centurano e di San Clemente, guidati da Giovanna Maietta e Giovanni Murgia, hanno mandato a Ganapini una lettera aperta per contestare il prossimo disastro dei cementifici trasformati in inceneritori. Lettera in cui tra l’altro è scritto:
“Noi siamo testimoni della competitività dei nostri cementifici, sia dal punto di vista strutturale, sia logistico, sia per come lavorano e possiamo dirle con certezza, visto che Lei paragona questi impianti a quelli della Germania, che se stessero in Germania li avrebbero demoliti. Cementifici obsoleti che insistono in centri abitati e operano senza controllo e manutenzione, sono questi i motivi della già alta capacità competitiva che Lei vuole ulteriormente incentivare regalando finanziamenti nazionali (CIP6) per l’energia alternativa. Noi siamo testimoni di come l’ente regione, compreso il suo assessorato, non ritiene di effettuare i controlli delle polveri sottili che respiriamo. Noi siamo testimoni di anni di soprusi che hanno lasciato il segno sulle nostre vite e sui luoghi dove viviamo. Noi siamo testimoni del rumore (inquinamento acustico) emesso da impianti arrugginiti per la mancata manutenzione, di come non vengono sostituiti i filtri, del fumo dei forni e del continuo propagarsi delle polveri. Per questi motivi l’avevamo invitata a recarsi nelle frazioni casertane. Da Lei ci saremmo aspettati valutazioni ponderate con la constatazione dei fatti. Ma quel che oggi la giunta regionale approva non ci meraviglia visto che già ieri approvava (anche col Suo voto favorevole) una proroga indiscriminata a tutte le attività estrattive comprese le nostre. La coerenza e la vivacità degli assessori regionali nel favorire i cavaioli e i cementieri lascia intendere una volontà politica di unire alla filiera del cemento quella dei rifiuti. Del resto cave e rifiuti già rappresentano una soluzione all’emergenza, mancavano i cementifici per completarne lo smaltimento”.

  • Vai al testo completo della lettera ^

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SULLA PELLE DI UNA BAMBINA

Posted by ambienti su novembre 26, 2008

L’ANTEPRIMA CASERTANA SARÀ ANCHE UN NUOVO RITO
PER SEGNARE LA RICONVERSIONE ALL’AMBIENTALISMO
DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DE FRANCISCIS?
CERCHIAMO DI CAPIRE COME VA A FINIRE IL FILM

bambina2La bambina deve prendere aria è il titolo del film documentario di Barbara Rossi Prudente che si proietta stasera, mercoledì 26 novembre, al Cineclub Vittoria di Casagiove, Caserta, alle 20.30, nell’ambito degli appuntamenti del Suessola Film Festival ^ . La serata è promossa dall’ ISDE – Associazione Medici per l’ambiente di Caserta.
Il documentario si propone come spaccato sull’emergenza rifiuti in Campania, sul disagio e sulle emozioni della gente che, toccata dall’immondizia, non è più la stessa. È il racconto di una madre alla sua bambina con una voce che lungo il film si fa corale raccogliendo esperienze ed emozioni di madri, padri, giovani, bambini.
L’opera segna anche il ritorno alla sua città dell’autrice casertana Barbara Rossi Prudente dopo i successi scritti per la tv, da Elisa di Rivombrosa a Carabinieri a Le stagioni del cuore. La Rossi Prudente è tornata per raccontare una delle emergenze più gravi della sua terra e lo ha fatto in modo completamente indipendente, creando una casa di produzione con la quale si è autoprodotto il documentario.
A seguito della proiezione sono previsti un incontro con l’autrice e relativo dibattito con ospiti. Ha promesso di portare “un saluto” il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis, che dovrebbe arrivare accompagnato da Giuseppe Moretta, assessore provinciale a Politiche Culturali e Grandi Eventi.
Dopo l’intervento alla riunione casertana del Forum Campania Rifiuti ^ , il “saluto” di De Franciscis sarà un nuovo rito per segnare la riconversione del presidente all’ambientalismo? Da tener presente che prossimamente ci saranno, in vari luoghi della provincia, scadenze politico-elettorali. E sono in vista le europee. È ragionevole pensare che De Franciscis e il suo partito, il PD, vogliano evitare di prendere le stesse mazzate subìte dal locale centrosinistra alle ultime politiche, esito determinato in buona arte dall’ignavia e dalla complicità  dei politici locali nelle disastrose strategie per i rifiuti del commissariato e del governo. Per intenderci, a partire dalla beffa avvelenata della discarica Lo Uttaro definita dalla propaganda politica nazionale e locale, De Franciscis compreso,  “costantemente sotto controllo” e “a basso impatto ambientale”.
Se De Franciscis ora vuole tentare di “recuperare il consenso” – come lui stesso ha francamente dichiarato in occasione del Forum – con azioni dalla parte dei tanti cittadini giustamente allarmati e arrabbiati per l’ambiente, sta solo provando a fare il suo mestiere un po’ meglio di come non lo abbia fatto negli ultimi due anni. Però per giudicare dei suoi tentativi ci piacerebbe almeno cominciare a capire come va a finire il film: non La bambina deve prendere aria  – per questo basterà trovarsi al Cineclub Vittoria – ma il film delle molte e gravi decisioni che vanno prese in fretta sulle questioni dell’ambiente e dei rifiuti a Caserta e nella sua provincia.

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PETTELUTTARO’S FANS CLUB

Posted by ambienti su novembre 25, 2008

rose_pettAlla storia della città di Caserta Nicodemo Petteruti rischia di passare come il sindaco della Grande Puzza ^ . Lui che come ingegnere si vanta d’essere consapevole dei problemi del territorio, lui che l’11 novembre di un paio d’anni fa  decise di sottoscrivere il famigerato Protocollo d’intesa ^ per la riapertura della discarica velenosa Lo Uttaro, entrando nella leggenda con il nome di Petteluttaro ^. Con quel Protocollo si avviò un ben noto disastro – oggi documentato dalla magistratura ^ , dal Parlamento ^ , in libri-inchiesta ^ – e si spalancarono le porte alla minaccia di trasformare Caserta e dintorni in un’immondezzaio perpetuo, visto che a Bertolaso l’appetito vien mangiando e che nella recente legge 123 ^ è prevista l’apertura dell’adiacente Lo Uttaro 2, nella cava Mastroiianni in località Torrione. Sempre lì a due passi da migliaia di case e – guarda un po’ – anche da quel famoso Policlinico in costruzione ^ per il quale ora il sindaco sembra preoccuparsi tanto. Sorridendo attraverso un canale tv, beato a farsi capziosamente propaganda, come se niente fossero le lunghe e maligne nausee provocate ai suoi concittadini.
Ora Petteluttaro vuole diventare l’eroe delle cave. Addirittura promette che una cava la trasformerà in teatro con energia “pulita”, fotovoltaica. Non ci dice chi vorrebbe poi mettere a dirigere quel teatro. Forse per ora pensa che sia meglio evitare, visto che per il Comunale già circola qualche malumore, come ha raccontato casertac’è  ^ .
Badateci, non c’è grandioso progetto fantasticato da Petteluttaro che non offra la possibilità di una moltiplicazione di affari e di clientele. Finisce sempre all’ultimo posto la necessità di assicurare ai cittadini condizioni e servizi normalmente efficienti, per una normale vita quotidiana, per esempio senza puzze, per esempio con un buon servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, per esempio controllando l’adeguatezza di licenze e impianti di certi vandalici locali pubblici che gettano interi condomini nella disperazione, per esempio creando qualche marciapiede in più per le vie di Caserta ed evitando che i pochi marciapiedi esistenti qualcuno se li rubi.
Intendiamoci, che Petteluttaro ora abbia deciso di farsi paladino della delocalizzazione delle cave di Caserta non può che farci piacere. E il filmato introduttivo realizzato da I fatti di Napoli  (nel primo dei video qui sotto) è istruttivo. Ah, se solo Petteluttaro non prendesse proprio in considerazione l’ipotesi di tirare avanti con le cave fino al 2010, che potrebbe avallare la perversione di una “temporanea” destinazione dei connessi cementifici all’incenerimento dei rifiuti! E se inoltre ci fornisse qualche elemento per poter prendere lui più sul serio! Innnanzitutto in riferimento al problema gravissimo dello smaltimento dei rifiuti, ma anche, per esempio, alla bizzarria di certi nuovi edifici sorti in città (regolari? tollerati?) e all’organizzazione dei servizi di trasporto urbano. Nell’attesa, segnaliamo in Ambienti due video (dalla trasmissione del 7 novembre de I fatti di Napoli ^) che faranno la gioia di tutti i fan del nostro sindaco.

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APPUNTAMENTO PER SAN NICOLA LA STRADA

Posted by ambienti su novembre 24, 2008

san_nicola_la_strada_mappaSan Nicola La Strada è un comune confinante con Caserta tra quelli più colpiti agli effetti micidiali de Lo Uttaro, discarica avvelenata addosso alle case che andrebbe bonificata con urgenza e per la quale invece la recente legge 123 avrebbe previsto in pratica un raddoppio con la creazione de Lo Uttaro 2 nell’adiacente cava Mastroianni. Come se non bastasse a San Nicola il servizio di raccolta dei rifiuti urbani da anni funziona male, provocando ai cittadini, che pure pagano una tariffa salatissima, gravi problemi e situazioni di vera e propria calamità. Da notare che i cittadini di San Nicola sono ben sensibilizzati alla questione rifiuti e perciò – come hanno più volte fatto presente al Comune – favorevoli a un massiccio incremento della raccolta differenziata. Però è tale il groviglio di interessi contrastanti, di accordi contrattuali pregressi, di inadempienze da più lati, di disordini di finanza e di pagamenti (per l’Unione Calatia di cui San Nicola fa parte), che non si riesce a venirne fuori. Altro che fine dell’emergenza rifiuti.
Perciò il ComEr ha invitato i sannicolesi a un nuovo appuntamento oggi in Comune.

Il Comitato Emergenza Rifiuti invita i cittadini a partecipare stasera alle 18 al Consiglio Comunale di San Nicola La Strada.
Nella seduta l’amministrazione comunale dovrà rispondere all’interrogazione del consigliere Celiento sull’argomento raccolta differenziata che veramente è a livelli pessimi, appena il 13,7 %.
Vogliamo chiedere a gran forza al sindaco Angelo Pascariello di estendere la raccolta porta a porta a tutto il territorio comunale, e di uscire dall’unione dei comuni Calatia che procura ai cittadini sannicolesi solo aggravi di spese e crisi nella raccolta, come in questi giorni per uno sciopero causato dal mancato pagamento alla ditta Jacta da parte del comune di Maddaloni. I cittadini di San Nicola si trovano a pagare profumatamente la TIA, fanno sacrifici immensi per trasportare i rifiuti presso le stazioni ecologiche, in questi giorni trasformate in vere e proprie discariche, e si trovano lo stesso montagne di immondizia per strada.
Vogliamo sapere dal sindaco che fine ha fatto il progetto riguardante l’isola ecologica e quando i cittadini virtuosi potranno veder riconosciuto il loro impegno a differenziare con un corrispondente abbassamento della tariffa sui rifiuti.
Cerchiamo di essere in molti stasera e facciamo sentire da chi governa il nostro sfortunato comune.
Antonio, per il ComEr

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IL LATO OSCURO DEL COMMISSARIATO

Posted by ambienti su novembre 23, 2008

monster04TOMMASO SODANO COMMENTA UN’INCHIESTA DELL’ESPRESSO: «IL GOVERNO RINNOVA GLI APPALTI A DITTE IN ODORE DI CAMORRA»
Tommaso Sodano, responsabile nazionale del Dipartimento Ambiente Prc, nella scorsa legislatura è stato presidente della Commissione Ambiente del Senato e ha fatto parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. E’ stato tra le personalità più impegnate a svelare il malaffare che si è nascosto all’ombra dei lunghi anni di emergenza rifiuti in Campania e della gestione commissariale. Sodano ha commentato con un comunicato l’articolo Rifiuti senza fine apparso sull’ultimo numero de L’Espresso a firma di Claudio Pappaianni ^ , che rivela tra l’altro come già circa 10 mila ecoballe sono state stoccate nell’area militare di Persano.
«Nel ciclo dei rifiuti – osserva Sodano – lavorano indisturbate anche aziende poco pulite. Si usa il pugno di ferro con le popolazioni che protestano, ma si lascia che ditte in odore di camorra continuino a lavorare indisturbate, rinnovando loro i contratti con il placet del Governo. L’inchiesta del settimanale getta un’ombra inquietante sulla situazione dei rifiuti in Campania e sul modo in cui l’emergenza è stata gestita nonostante i proclami di Berlusconi e Bertolaso, i costi sono lievitati e le imprese in odore di camorra continuano indisturbate, con appalti e subappalti, a gestire segmenti importanti della filiera, a dispetto del dispiegamento di esercito e di poliziotti».
« Credo che non sia più rinviabile – continua Sodano – il tema della fine della gestione commissariale e del rientro nei poteri ordinari, per poter avere un controllo democratico e una assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni locali, a partire dalla Regione Campania».

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SULLA VIA DI ROMA

Posted by ambienti su novembre 23, 2008

Un’emergenza rifiuti e un commissariamento, la raccolta differenziata col freno tirato, imbrogliacci e speculazione nella gestione del sistema di smaltimento, ambiente inquinatissimo, proteste dei cittadini e richiami dell’Ue … Campania? No, Lazio e soprattutto Roma. Anche se finora se n’è parlato un po’ di meno perché chi ha organizzato il disastro è stato un po’ più bravo a nascondere problemi e monnezza sotto il tappeto. Ma stasera Report ^ di Milena Gabanelli punta l’obiettivo sulla discarica romana di Malagrotta, un’altra Disneyland della catastrofe ambientale alla quale la lobby politico-imprenditoriale dei gestori di rifiuti ora ha deciso di aggiungere micidiali ma lucrosi (il solito Cip 6) impianti di incenerimento.

malagrottaStasera alle 21.30 su Ritre per Report va in onda L’ORO DI ROMA di Paolo Mondani

La storia potrà comunque essere istruttiva per chi vuol capire le logiche della gestione dei rifiuti in Italia. Per i campani ci sarà da meditare su qualcos’altro. Anche il Lazio è in crisi, quanto c’entra questo con l’evidente sovradimensionamento degli impianti per stoccaggio e smaltimento ufficialmente previsti in Campania dal governo Berlusconi ?  In particolare per il territorio di Caserta, nonostante sia già tra i più tartassati dai rifiuti ufficiali e clandestini, sono in programma impianti giganteschi. Il territorio di Caserta si trova tra Napoli e Roma …

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MA COS’È QUESTO FORUM?

Posted by ambienti su novembre 20, 2008

forumIeri, nella riunione a Caserta del Forum Rifiuti della Campania ^ , finalmente un ente politico-amministrativo casertano, la Provincia, si è trovato d’accordo con comitati e associazioni ambientalistiche nel denunciare il disastro del territorio e nel contestare ulteriori programmi calati dall’alto – in questo caso le Linee programmatiche 2008-2013 per la gestione dei rifiuti urbani ^ elaborate dall’assessorato di Walter Ganapini, approvate dalla giunta regionale, prossimamente sottoposte al consiglio – che minacciano di provocare ulteriori e definitive devastazioni. I temi più caldi sono stati, come al solito, discariche, inceneritori, differenziata e riciclo, bonifiche. È stata sottolineata l’enorme sproporzione tra il numero di impianti previsti e le reali esigenze del territorio. Così la provincia di Caserta rischierà di diventare ufficialmente il più grande immondezzaio d’Italia e probabilmente dell’Occidente. Senza contare l’idea delirante di sbuffare diossine e nanopolveri a distanza ravvicinatissima sulla popolazione, da due cementifici già fuorilegge frettolosamente trasformati in inceneritori per rifiuti ^ . Sono inoltre emersi nella discussione i gravi problemi conseguenti al progetto di addossare alle Province, e perciò ai cittadini, la dissestata eredità dei consorzi di bacino. E sono stati presentati articolati documenti che prospettano concrete soluzioni alternative a quelle contestate.
La beffa è che questi accorati discorsi potrebbero restare chiacchiere al vento. Il coordinatore del Forum Regionale Guido Viale ha tenuto a sottolineare che il Forum “non è riconosciuto” e “non è rappresentativo”, che bisognerà trovare “una forma giuridica” per far valere le sue ragioni, le ragioni dei cittadini. Secondo noi sulla questione Viale ha le idee un po’ confuse, o si vuole prestare ad equivoci organizzati dall’alto come le leggi truffa e le Linee programmatiche. Non dovrebbe considerarsi rappresentativo un consesso al quale hanno partecipato il maggiore ente politico territoriale, i comitati e le associazioni che hanno dimostrato, nel corso delle loro lotte, di saper interpretare le preoccupazioni di una grande quantità di persone, i sindaci di comuni particolarmente sotto pressione per l’emergenza, la Coldiretti in rappresentanza della categoria nel complesso più massiciamente e variamente colpita dalla crisi campana dei rifiuti?  Al prossimo appuntamento proveremo a far trovare a Viale anche una banda musicale, chissà che così l’evento non gli sembri più solenne e “rappresentativo” e che non si ricreda.
Viale si attiene a un’interpretazione delle prescrizioni di democrazia per le scelte ambientali secondo la quale le norme che regolano la partecipazione dei cittadini prevederebbero l'”ascolto” ma non, da parte dei decisori, comportamenti consoni e conseguenti a quanto ascoltato. Il pasticcio è che questa interpretazione debolissima delle prescrizioni tende a convalidare scelte antidemocratiche e truffaldine. Evidentemente i legislatori, per casi speciali che coinvolgono interessi primari dei cittadini, e innanzitutto quello alla salute, hanno pensato alla necessità di un supplemento di partecipazione, ovvero a un “ascolto” ragionato ed efficace. Come quando si dice che un giudice decide dopo aver “ascoltato le parti”. Sarebbe ben strano se un giudice dopo aver “ascoltato” un processo potesse decidere senza tener conto del processo stesso. Sarebbe la fine della giustizia.  E così ora, se l’ascolto dei partecipanti al Forum restasse sterile, sarebbe la fine della democrazia.
Il rinomato ambientalista Viale e l’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini (lui ambientalista ora un po’ appannato, o affumicato) dovrebbero sempre far valere un’interpretazione forte e seria delle prescrizioni di “ascolto”, in particolare di quelle della comunità europea. Altrimenti il ruolo di coordinatore del Forum che ha Viale rischia di diventare quello di un animatore incaricato di tener buoni i cittadini bambini mentre i “grandi” decidono davvero. E di un Ganapini che vorrebbe venire a fare in piccolo e più sgangheratamente il mestiere della Fibe addosso ai quartieri di Caserta e Maddaloni, non sentivamo il bisogno.

• Qui il video della riunione a Caserta,  nel sito del Forum Rifiuti ^

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SOLO PER GIUSTIZIA

Posted by ambienti su novembre 19, 2008

cantonebookA Caserta si presenta il libro del giudice anticamorra Raffaele Cantone Solo per giustizia, edito da Mondadori, giovedì 20 Novembre alle 18.30 nella libreria Mondadori a corso Trieste.
Interverrà l’autore e parteciperanno alla discussione Ernesto Aghina, giudice del tribunale di Napoli, e Gianni Molinari, responsabile della redazione casertana del quotidiano Il Mattino.

• Un articolo di Roberto Saviano su Raffaele Cantone e il suo libro ^

NEW • Un articolo di Raffaele Cantone sui nodi
Impresa-Camorra in Campania,
dall’ultimo numero della rivista Mezzogiorno Europa ^

contribuisce tra l’altro a spiegare parte del sistema
dei servizi per lo smaltimento dei rifiuti nella regione

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GANAPINI, LASCIACI RESPIRARE

Posted by ambienti su novembre 17, 2008

Sulle Linee programmatiche 2008-2013 per la gestione dei rifiuti urbani ^ approvate dalla Regione Campania – delle quali si discuterà nella riunione provinciale a Caserta del Forum Rifiuti Campania, mercoledì 19 ^ – esiste da Caserta già una posizione netta. Quella dei comitati di Parco Cerasola-Centurano e di San Clemente che si oppongono contestando all’assessore all’ambiente Walter Ganapini, il maggiore artefice delle Linee, una scarsa conoscenza del territorio casertano e delle leggi. Al centro della contestazione i cementifici Moccia e Cementir che nel piano – dov’è prevista la conversione di cementifici in provincia di Caserta – si direbbero candidati a diventare inceneritori di rifiuti. I cittadini e i comitati che li rappresentano chiedono: come si fa a prevedere di trasformare in inceneritori due cementifici che sono già mostri ambientali per i quali andrebbe attuata velocemente la delocalizzazione?
I suddetti comitati si sono formalmente rivolti all’ assessorato regionale all’Ambiente, e per conoscenza al Tribunale di Napoli, sezione reati ambientali, per diffidare “la Regione Campania dall’autorizzare con qualsiasi atto le ditte Cementi Moccia spa e Cementir srl rispettivamente operanti nei comuni di Caserta e Maddaloni, aree altamente urbanizzate, ad incenerire nei cementifici qualsiasi tipologia di rifiuti finora prodotti nella regione Campania e dagli impianti di CDR”.

• Qui il testo completo della diffida ^

NEW – Nel corso di una riunione di coordinamento delle associazioni per l’ambiente casertane, nella sede di Italia Nostra la sera di lunedì 17 novembre, tutte le rappresentanze presenti hanno condiviso la posizione sui cementifici epressa dai comitati Parco Cerasola -Centurano e San Clemente.

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VELENI LOMBARDI

Posted by ambienti su novembre 16, 2008

Non è che ci possa consolare sapere che nella dinamica e avanzata Lombardia lo schifo dei rifiuti pericolosi e tossici è in sintonia con quello della Campania. Però può servire a capire dove sono i veri nodi. Altro che inciviltà delle “popolazioni” campane. Qui c’è una categoria di cosiddetti imprenditori, ugualmente delinquente a Nord e a Sud, camorristi di ruolo o solo nella logica dei comportamenti, che, pur di massimizzare il profitto economico, ha poche esitazioni nel provocare disastri ambientali perenni e anche mortali. Complice una casta di governanti inetti che fa proclami demagogici e bugiardi ma non punta a risolvere i veri problemi della maggioranza dei cittadini onesti.
Questi traffici di veleni sono ormai diventati in molte zone d’Italia la prima causa di pericolo per la salute e la vita dei cittadini. Uno stato che non sa perseguire il fine primario di tutelare la vita dei suoi cittadini perde ogni legittimità. Questo secondo la moderna scienza politica e secondo una percezione che va diffondendosi sempre di più tra gli italiani.

IL CORRIERE DELLA SERA 16/11/2008
Le motivazioni della sentenza in 250 pagine
Milano, rifiuti tossici come in Gomorra
«Carico i fusti, fumano e puzzano»
L’inchiesta in Lombardia si è chiusa con 18 condanne. Le intercettazioni choc: «Facciamo 12 milioni al giorno»

MILANO — È nello specchietto retrovisore che l’autista del Tir scorge una scia di fumo che si sta sprigionando dalla sua cisterna di rifiuti in finta regola. Autista: «Ma c’è una balla che fuma qua…! Vieni qua a vedere dove sto caricando le balle… », urla al telefono al padrone della ditta di trasporti, che prova a tranquillizzarlo. Trasportatore: «Eh, mi è inutile veni’ a guardare, già lo so…». Autista: «Io non la carico!». Trasportatore: «Mettila da parte… e dopo glielo dici pure, ma intanto arriva sempre ‘sta roba…».

• Leggi tutto l’articolo sul Corriere della sera on line ^

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FORUM NELLA TEMPESTA

Posted by ambienti su novembre 16, 2008

RIUNIONE A CASERTA

camion-di-rifiuti-in-zona-lo-uttaro-081116bIl Forum Rifiuti Campania ^ sta tenendo sedute nelle varie province della regione. La prossima è prevista a Caserta mercoledì 19 novembre, alle 16, nell’Auditorium Provinciale in via Ceccano.
Il Forum sarebbe, secondo il programma dichiarato, “una struttura di carattere consultivo, nata su iniziativa dell’Assessore all’Ambiente della Regione Campania allo scopo di promuovere il processo di riappropriazione della gestione dei rifiuti da parte del governo del territorio e degli organismi cui esso compete, attraverso la partecipazione della società civile, delle istanze di base e delle rappresentanze istituzionali, secondo i principi della convenzione di Aarhus”.
Peccato che ora il Forum, avviato nello scorso maggio, stia correndo il rischio di essere utilizzato come foglia di fico per coprire le vergogne del Piano Rifiuti elaborato dalla Regione Campania, del quale l’assessore all’Ambiente Walter Ganapini ha diffuso le Linee programmatiche 2008-20013 ^ . Le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia hanno già manifestato il loro allarme ^ . Su molti punti di questo piano la maggior parte dei comitati dei cittadini non può essere d’accordo. A Caserta, per esempio, sull’uso degli inceneritori, sulla localizzazione di alcuni impianti e sulla prevista possibilità di utilizzare come inceneritori cementifici che, per tecnologia e collocazione, sono già pericolosi mostri ambientali.
Nella provincia di Caserta tra discariche clandestine e ufficiali, “fuochi” e casi di disastrosa gestione della raccollta dei normali rifiuti urbani, c’è uno stato di degrado dell’ambiente che va oltre ogni possibilità di immaginazione. Nel capoluogo c’è il bubbone della discarica Lo Uttaro e di tutta l’area circostante ancora grondante percolato e puzza, c’è la minaccia di una nuova discarica folle a due passi dalle case, c’è a un soffio di distanza Acerra con il suo inceneritore di prossima inaugurazione, ci sono addosso a un popoloso quartiere i cementifici probabilmente candidati a bruciare rifiuti, non c’è ancora la raccolta differenziata dei rifiuti urbani che avrebbe potuto un po’ alleggerire la situazione immediata ed eliminare i cumuli di immondizia che continuano a formarsi nelle strade. Eppure il territorio di Caserta, città e provincia, continua ad apparire l’obiettivo preferito dal sottosegretario Bertolaso, dal governo e, chissà, forse ora anche da Ganapini, per i programmi di sversamento e di connessi impianti inquinanti.
Per la riunione provinciale del Forum a Caserta è facile prevedere altre discussioni accese oltre quelle già avviate da alcuni interventi come quello di Giuseppe Messina ^, impegnatissimo esperto di rifiuti, componente del comitato scientifico di Legambiente, che dall’ex presidente di Greenpeace Walter Ganapini appare molto deluso.
Resoconti e materiali del Forum, polemiche comprese, si trovano al sito Forum Rifiuti Campania che si raggiunge cliccando qui ^ .

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TERRA BRUCIATA, IN TV UN AGGIORNAMENTO

Posted by ambienti su novembre 16, 2008

Nel corso della nuova puntata di REPORT ^ su Raitre, in onda domenica 16 novembre alle 21.30, per la rubrica Com’e’ andata a finire? andra’ in onda TERRA BRUCIATA 2, aggiornamento sulla situazione rifiuti in Campania all’inchiesta, trasmessa il 9 marzo scorso, condotta da Bernardo Iovene ^ che dalla sua esperienza tra i rifiuti campani ha ricavato il recente libro Campania infelix ^ .
La redazione di Report ha anticipato: «Il 18 luglio scorso Berlusconi annuncia: in 58 giorni abbiamo ripulito Napoli e riportato la Campania in occidente. Ma e’ possibile fare tutto in meno di due mesi? Si, perche’ qualcuno aveva firmato a marzo il decreto che autorizzava l’apertura delle due discariche. E non si chiamava Berlusconi. A fine agosto siamo andati a vedere se tutto e’ pulito come viene raccontato, siamo andati anche in provincia e ci siamo ritornati di nuovo due settimane fa».
L’inchiesta principale di Report è dedicata questa settimana al MARE NOSTRUM ed è firmata da Sabrina Giannini. Un filo conduttore è la domanda: “L’Italia e’ un paese circondato dal mare perché importa il 70 per cento del pesce che consuma?”. L’inchiesta mostra come ciò è la conseguenza di una fallimentare gestione del mare che per due decenni ha consentito uno sfruttamento delle risorse oltre ogni limite. Che ha tollerato e tollera numerose forme di illegalita’: bracconaggio travestito da pesca sportiva, pesca indiscriminata praticata a ridosso della costa che non permette ai pesci di raggiungere l’eta’ della riproduzione, norme e cavilli che consentono da anni l’uso di reti proibite. Il fatto e’- racconta l’inchiesta –  che in tutto il mondo il pesce e’ in esaurimento e intere economie stanno pian piano collassando. Ma tutto questo avviene lontano dalle nostre tavole, dove il pesce continua ad essere un cibo a buon mercato, e per questo ne consumiamo molto. Nessun cartellino del prezzo o nessun menu’ pero’ riporta il ”costo”, molto piu’ elevato di quel che crediamo.

REPLICHE DA DOMANI SU RAISAT EXTRA (vedere qui gli orari ^) . Il SERVIZIO DI AGGIORNAMENTO DI IOVENE E’ BREVE MA MOLTO SUCCOSO. MOSTRA IN SINTESI IMPORTANTI RETROSCENA DELLA BERLUSCONIANA SOLUZIONE DELL’EMERGENZA RIFIUTI. IN PRIMO LUOGO CHE SAREMMO AL PUNTO DI GENNAIO/FEBBRAIO 2008 SE PRODI-DE GENNARO NON AVESSERO AVVIATO L’APERTURA DI 2 DISCARICHE. POI CHE PER LE BONIFICHE SIAMO A ZERO, O A MENO DI ZERO, VISTO CHE PARECCHIE DECISE SONO STATE BLOCCATE PERCHE’ SONO FINITI I SOLDI. E CI SONO STRADE LUNGO LE QUALI REGOLARMENTE I DELINQUENTI CONTINUANO A SVERSARE RIFIUTI PERICOLOSI, MENTRE I “FUOCHI” CONTINUANO A BRUCIARE.

NEW • ECCO QUI IL LINK DIRETTO ALL’AGGIORNAMENTO VIDEO ^

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ALTRI RIMEDI “MOMENTANEI”

Posted by ambienti su novembre 14, 2008

L’emergenza rifiuti sarebbe finita, come ha proclamato ancora una volta Berlusconi ieri a Napoli? Però il sottosegretario Bertolaso, che è anche un medico, continua a prescriverci in fretta e furia rimedi improvvisati e “momentanei” . Non pillole di saggezza ma massicce dosi di monnezza sfusa e percolatosa. Che per alcune zone della Campania possono significare l’avvelenamento eterno.

FERRANDELLE, IPOTESI AMPLIAMENTO
San Tammaro, Caserta – Il sito di Ferrandelle oramai è al limite. 400mila tonnellate, ecco perchè si fa sempre più spazio l’ipotesi di un ampliamento dell’invaso, almeno fin quando non sarà operativo l’insediamento di San Tammaro. Il sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso sta prendendo seriamente in considerazione questa soluzione alternativa che, seppur momentanea, andrebbe a risolvere parzialmente il problema del conferimento dei rifiuti.

• Leggi l’articolo di Stefano De Vito su Interno 18 ^

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IL TEATRO DEGLI ARRESTI

Posted by ambienti su novembre 14, 2008

prisonContinuano ad arrivare notizie di arresti di pirati dei rifiuti. Ieri quattro cinesi sono stati sorpresi dai carabinieri della compagnia di Nola mentre scaricavano 40 quintali di robaccia sotto la carreggiata della Tav a San Gennaro Vesuviano, nel napoletano. Sono finiti in manette per violazione dell’art.6 del decreto-legge 172 ^. Il capintesta sembra che fosse certo Zhang Li’, 48 anni, titolare di un laboratorio tessile clandestino a San Gennaro. Gli 80 sacchi scaricati dal quartetto contenevano materiale di scarto della lavorazione di capi di abbigliamento (stoffe di vario genere, pellami, cellophane, plastica e carta) classificabile come rifiuto speciale. I carabinieri, guidati dal capitano Gianluca Piasentin, hanno inoltre rilevato nel laboratorio: sfruttamento di manodopera clandestina, violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, gravi carenze igienico-sanitarie.
Com’è possibile che si facciano certe scoperte solo in questi giorni? I responsabili dei controlli, in particolare quelli degli enti territoriali – vigili urbani, addetti delle polizie provinciali – per i rifiuti ormai da un pezzo avevano il dovere di sapere. In realtà spesso sapevano, oppure erano, sono, tutti incapaci. Perché hanno usato tanto di rado gli strumenti di legge che già esistevano ^ per intervenire?
I comuni cittadini quando hanno visto e intuito qualcosa hanno solo potuto fare qualche denuncia caduta spesso nel vuoto. Da scoraggiarsi, a volte da avere paura.
Per capire quant’è grave nell’emergenza rifiuti la questione del “sommerso”, spesso intrecciato alla criminalità organizzata, alla camorra, può essere utile il chiarissimo scritto di Antonio Pastena su La chimica dei rifiuti campani ^. Pastena  era riuscito, da scienziato, a rendersi ben conto della situazione, ma la sua denuncia, come tante altre, era stata inutile.
Le autorità politiche, locali e statali, hanno preferito far finta di niente, non affrontare seriamente gli sporchi nodi dei rapporti tra l’emergenza rifiuti e le attività produttive del “sommerso” campano. Come se certi agglomerati di materiali strani e di tossicità, ai bordi delle strade, nei cassonetti, nelle discariche, si potessero spiegare solo con i normali rifiuti domestici.
Bisognerà vedere se ora gli arresti serviranno solo per uno show propagandistico, per nascondere i nuovi errori di Bertolaso e del governo, o se si comincerà davvero ad affrontare il problema dell’imprenditoria clandestina. Al momento sembra soprattutto teatro: le notizie più clamorose sulle operazioni in corso hanno riguardato qualche fesso incivile, qualche operaio, qualche rom, qualche cinese, quasi tutti dei disperati.
Ancora non s’è sentito dell’arresto di qualche boss-imprenditore. Perché a ben vedere la cattura dell’ “imprenditore cinese”, nella notizia sopra, si direbbe una mezza bufala. Sarà un delinquente, d’accordo. Ma per chi lavorava? E’ il prestanome di qualcuno? In quale rete piazzava la sua merce? Se non si accerta questo, passata la bufera qualcun altro ricomincerà poco più in là.
Il privato ignorante, che abbandona un materasso o uno scaldabagno, lo si poteva dissuadere con una multa salata – lo avrebbero permesso le norme già esistenti –  tanto meglio se poi gli si indicava un’isola ecologica dove andare a scaricare la prossima volta. Per gli altri, per quelli con i furgoni pieni di avanzi del “sommerso”, è una storia diversa: lì si tratta di “affari”. Che putroppo potrebbero trovare la via per incanalarsi verso gli annunciati inceneritori, facendo poi uscire dalle ciminiere sostanze ancora più tossiche di quelle prevedibili. Come a volte sono riusciti a finire, per vie traverse, dentro discariche “ufficiali”.
Dopotutto nei primi anni novanta fu un boss della camorra a esortare i suoi uomini: “Cari guaglioni, se voi costringete quei contadini a vendermi i terreni, io costruisco un inceneritore col quale brucio tutti i rifiuti. È questo il business del futuro, credete a me che ne capisco”. Come è scritto nelle carte della magistratura, secondo le testimonianze di un collaboratore di giustizia, e come ha ricordato Paolo Chiariello nel suo libro Monnezzopoli ^.

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QUANTE STORIE COSÌ

Posted by ambienti su novembre 13, 2008

Facciamo subito le bonifiche a Lo Uttaro? O accanto a quella bomba chimica ^ voluta a Caserta da Bertolaso I ci apriamo, sempre a due passi dalle case di tanta gente, un altra discarica, nella cava Mastroianni, com’è previsto dalla legge 123 ^ dettata in buona parte al governo Berlusconi da Bertolaso II? Prima che si decida è il caso di leggere questo scritto di Antonio Menna. Lui parla di Giugliano in particolare, ma purtroppo il discorso, lo sappiamo, vale anche per altre zone della Campania. Riportiamo la prima parte del racconto, il seguito si trova ad antomenna.blogspot.com ^ , un blog che vale la pena di tenere d’occhio.

La mappa è tratta dal Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità di Giugno 2005

Ida era mia zia. Una di quelle zie che friggono tutto e ti danno sempre da mangiare. Una zia-mamma. Aveva una salumeria e portava addosso un profumo di pane fresco.
Anche Pacifico era mio zio. Era fedele al suo nome. Mite. Un’ombra. L’ho visto poco.
Un altro zio era Salvatore, minuto falegname che aveva le mani callose e una timidezza serena. Ho visto poco anche lui.
Il signor Giovanni, invece l’ho visto una volta sola: era il papà di una cara amica e mi diede la sensazione di un uomo protettivo e forte. Un po’ come il dottor Vincenzo, che ho avuto di fronte nei banchi del Consiglio comunale dieci anni fa. Di Rifondazione io, di An lui. Scontri belli, di contenuti. Sorrisi complici. Il rispetto per chi ha ancora un valore.
Ida, Pacifico, Salvatore, Giovanni, Vincenzo hanno due cose in comune.
La prima è che, in un modo o in un altro, hanno incrociato la mia strada.
La seconda è che sono morti in questi giorni di tumore. In pochi mesi. Hanno scoperto la scimmia rancida da un mal di pancia. “Mi sento disturbato, ho dolore allo stomaco, non mi va di mangiare oggi”.
Tre settimane dopo erano sotto terra.
Ci sono emozioni private in queste vicende: ricordi, parole, fotografie. Poi ci sono emozioni più allargate: la paura che potrebbe capitare ad altri, l’orrore di vedersi consumati in un lampo. Poi c’è una suggestione di tutti: il tumore nell’area a nord di Napoli. Fegato e polmoni, i peggiori. Ci sono studi che dimostrano che in alcune zone della Campania, negli anni scorsi, il cancro è esploso come un’epidemia.

• Il testo completo si può leggere ad antomenna.blogspot.com ^

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EDILIZIA ALLA CASERTANA

Posted by ambienti su novembre 13, 2008

Abbandono dei rifiuti, primi arresti a Caserta
Manette per due operai di 35 e 31 anni che stavano scaricando materiale edile ai bordi di una strada

• Leggi su Interno 18 ^

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STOP ALL’EX UCAR. FACCIAMO UN BILANCIO?

Posted by ambienti su novembre 12, 2008

Quando ritiene di poter dare un annuncio trionfale l’assessore all’Ambiente del Comune di Caserta Luigi Del Rosso non bada al senso del ridicolo, tanto meno ai fatti. Lo conferma un breve articolo apparso oggi sul Mattino – Caserta (con la sigla da.vo.) ^ evidentemente conforme (troppo) alla fonte Assessorato, con tanto di “garanzie” di Del Rosso. Il titolo dell’articolo annuncia: Rifiuti, azzerato il mini-sito di trasferenza della Graphitec (che sarebbe la stessa cosa dell’ex Ucar ^ ). Nel testo si comincia col leggere che “la struttura”, il capannone per lo stoccaggio, “era stata data in comodato d’uso gratuito all’amministrazione comunale lo scorso mese di gennaio per un anno”. Falso. La bugia serve a nascondere il fatto che l’amministrazione comunale si trova già ben oltre il tempo massimo annunciato dal sindaco Nicodemo Petteruti, che era di sei mesi ^ . Erano forse intervenuti nuovi accordi tra il privato proprietario e il Comune? Ma i cittadini – come al solito per atti rilevanti di questa amministrazione – non ne sapevano niente. E non ne sanno molto di più, maledetta puzza a parte per chi abita lì a due passi, sull’utilità e sugli effetti della “scatoletta” (così il sindaco definì lo stoccaggio) inventata da Petteruti & Del Rosso.
L’articolo del Mattino ci dice che per svuotare il capannone è stato necessario anche l’impiego dell’esercito e che i rifiuti sono stati trasferiti “in maggior misura” nei siti di Ferrandelle e Maruzzella. Noi, vedendo i camion dell’esercito sulla via de Lo Uttaro e la crescita della collina del vecchio sito di trasferenza adiacente alla discarica e al “panettone” – ognuno può andare a verificare – ci siamo fatti un’altra idea. O da dove arrivano i nuovi rifiuti nella trasferenza?
C’era bisogno di una simile triangolazione? Per ricominciare con i vecchi percorsi a Lo Uttaro e nuove ondate di vecchie puzze? Vorremmo che qualcuno ce lo spiegasse. E che ci dicesse chi ha tratto vantaggio dall’operazione Graphitec, o ex Ucar, che è costata penitenze a molti casertani e un improbo lavoro all’esercito, con annessi ulteriori costi economici sempre a carico dei cittadini. E a spese di chi si farà ora la bonifica del capannone e del terreno circostante? Bonifica che, comunque, andava fatta, a carico del privato proprietario, perché – lo ricordiamo – il sito era già inquinato da atttività industriali prima della strana decisione di farne un deposito temporaneo di rifiuti.

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