AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

IL VIALE DELL’ADDIO

Posted by ambienti su gennaio 9, 2009

IL COORDINATORE DEL FORUM RIFIUTI CAMPANIA LASCIA
BERTOLASO NELLA PROVINCIA DI CASERTA RADDOPPIA

Non staremo a ricostruire qui la sempre più ingarbugliata vicenda del Forum Rifiuti Campania. Ce ne siamo occupati specificamente in occasione di una sessione casertana ^ e per il resto c’è un’ampia documentazione in rete (vedi forumcampania.net ^). Ma riportiamo la lettera d’addio al Forum da poco diffusa dal suo coordinatore Guido Viale perchè ci sembra che lo scritto avverta in modo ben argomentato e chiaro, soprattutto nella parte iniziale, sul fatto che la crisi dei rifiuti in Campania è tutt’altro che in via di soluzione.
Aggiungiamo un’osservazione che Viale da Napoli non fa ma che per la provincia di Caserta ci appare importante: nel quadro sempre più problematico della gestione della crisi, il sottosegretario Guido Bertolaso continua ad usare la nostra provincia come zona franca nella quale combinare quello che gli salta in mente, derogando persino a una legge da lui stesso voluta ^ con l’attivazione in tutta fretta di una discarica non prevista a San Tammaro ^. Proprio ieri abbiamo appreso dal Mattino che ora a San Tammaro “la struttura commissariale – dopo le ricognizioni esperite dai tecnici nelle scorse settimane – ha intenzione di realizzare uno dei più grandi complessi per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti in Campania” (vedi l’articolo completo ^). Gira e rigira, quando è alle strette e dovrebbe inventarsi qualcosa per tentare di rimediare ai propri difetti di competenza ed errori di strategia,  il burocrate Bertolaso torna su una via che già conosce e che ritiene politicamente più “facile”, mira di nuovo a Caserta e alla sua provincia, come ha fatto in passato per Lo Uttaro e per Ferrandelle. Non dimentichiamolo.

La lettera di Guido Viale

Nel corso degli ultimi due mesi a Chiaiano si sono succedute tre ditte di appalto (le prime due sono state “dimesse” dalla magistratura) ed è stato scoperto l’amianto. Ciononostante sembra che la discarica stia per aprire lo stesso. La discarica di Savignano ha cominciato a smottare e quella di Sant’Arcangelo traballa. Sono iniziati i sondaggi geologici sul Formicoso (che potrebbe diventare la più grande discarica d’Europa dopo la chiusura di Malagrotta) ed è stata occupata militarmente l’area della discarica di Terzigno. Se Chiaiano o Terzigno non apriranno entro breve, tra pochi mesi la Campania si ritroverà di nuovo i rifiuti per strada. Per questo il Sottosegretario di Stato ha incaricato alcune ditte di presentargli dei piani per la riattivazione degli impianti di CDR, annullando con ciò quanto disposto dal DL 90. Pare però che non lo si possa fare – notizia che mette in forse anche i risultati del nostro dibattito interno, oltre che le indicazioni delle Linee programmatiche – perché dentro questi impianti si troverebbero ormai accumulati oltre due milioni di ecoballe o di rifiuti impaccati e smuoverli – oltre al fatto che non si sa dove portarli – richiederebbe troppo tempo e costerebbe troppo. Inoltre, è stata fatta e vinta la gara per l’inceneritore di Salerno, con un unico concorrente, a cui difficilmente lo faranno fare e si dovrà ricominciare da capo; è stata ulteriormente rimandata l’apertura dell’inceneritore di Acerra, che per ora funziona a gasolio; è saltata in aria l’auto del sindaco di Grazzanise che vuole costruire un impianto di compostaggio su un terreno sequestrato alla famiglia Schiavone; sono venute alla luce le ipoteche che questa famiglia aveva già posto su uno (uno soltanto?) degli inceneritori. Infine è stato sbloccato il progetto di costruzione di una piattaforma per il trattamento dei rifiuti speciali di tutta la Campania; è stata estesa la RD porta a porta a ulteriori 60.000 abitanti di Napoli (con che risultati non si sa), mentre sono stati raggiunti ottimi risultati nella RD di Salerno; è stato fatto un decreto che impone ai sindaci l’affidamento dei servizi di RD in 7 giorni, minacciando di nuovo il commissariamento a chi non l’avesse fatto (ma i consorzi, sciolti il 31.03.2008 e prorogati fino al 30.11.08 sono ancora in piedi e nessun comune è stato finora commissariato). E stato prorogato per altri sei mesi, nonostante l’impegno in contrario, il commissario alle bonifiche che da anni blocca qualsiasi intervento in materia. Poi si è svolta, ed ha avuto un notevole successo, la settimana europea per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.

Su tutti questi argomenti, e altri ancora che qui non annoto, il FORUM Rifiuti Campania è riuscito a non dire una sola parola. Si è “occupato” invece della differenza tra la carta di Aalborg e la convenzione di Aarhus sulla partecipazione ai processi decisionali – senza peraltro promuovere alcun approfondimento, e nemmeno una semplice discussione di chiarimento su questi documenti – contestando prima la legittimità stessa di una consultazione sulle Linee programmatiche della Giunta regionale, poi la legittimità dei FORUM provinciali, che hanno visto la partecipazione di oltre 400 nuovi soggetti in rappresentanza di altrettante realtà associative e istituzionali (Comuni, Consorzi, Imprese , CCIAA, sindacati, associazioni, comitati, ecc.), poi si è autolegittimato approvando il proprio statuto. La bozza di questo statuto è stata elaborata durante l’estate dal prof. Alberto Lucarelli, Ordinario di diritto pubblico all’Università Federico II di Napoli e Presidente del Comitato scientifico dell’Assise di Palazzo Marigliano, il quale da mesi viveva all’estero e non era stato informato – da chi rappresenta all’interno del FORUM l’associazione da lui presieduta; l’ho dovuto informare io – dei lavori svolti e delle contrapposizioni insorte all’interno del FORUM, che sono invece, per quanto mi è dato di capire, la materia che uno statuto dovrebbe regolare e dirimere (e che chi redige uno statuto dovrebbe per lo meno conoscere). La bozza elaborata dal prof. Lucarelli, peraltro, è stata tenuta in un cassetto per due mesi da chi avrebbe dovuto promuoverne la discussione ed è poi stata sottoposta in gran fretta a una votazione in un’assemblea plenaria del FORUM, senza alcuna relazione o lavoro preliminare che ne illustrasse i punti controversi – stupisce che un giurista abbia potuto avallare una procedura del genere – con un esito che, senza migliorarla, ne ha comunque completamente stravolto l’impianto iniziale. Approvato lo statuto del FORUM, si è proceduto a eleggere i suoi nuovi organismi dirigenti, distribuendo le cariche tra i pochi presenti e qualche assente non consenziente; e tenendo in assoluto non cale il fatto che due delle sue tre componenti, i Comuni e le rappresentanza imprenditoriali, che avevano partecipato in gran numero ai delegittimati FORUM provinciali, si erano da tempo allontanati, o erano stati emarginati dal tenore della discussione, da ogni forma di partecipazione alla vita o alle risse del FORUM “regionale”.
In queste condizioni, l’assemblea cosiddetta regionale del FORUM è stata riconvocata per ben cinque volte di seguito, dato che i suoi corpi intermedi – le commissioni – o le sue supposte articolazioni territoriali – i FORUM provinciali – sono andati deserti o non sono nemmeno stati riconvocati. Eppure è dal ’68 che si sa che le assemblee generali, senza articolazioni interne e momenti di elaborazione, sono solo palestre di demagogia.
Quello che pomposamente continua a chiamarsi FORUM Rifiuti Campania è da tempo ridotto una riunione tra amici affiliati ad alcuni comitati del coordinamento Flegreo e della provincia di Caserta, che si scambiano messaggi sul suo sito web e su altri siti su cui sono tracimate le stesse polemiche, senza più alcun riferimento ai temi, agli obiettivi o alle forme delle iniziative da prendere.
A questo proposito mi corre l’obbligo di ricordare che il FORUM Rifiuti Campania è nato con un forte avallo dell’Assise di Palazzo Marigliano: alla riunioni preparatorie, promosse per garantirgli un sostegno, aveva partecipato una decina tra le più eminenti teste dell’Università Federico II. Poi non si sono fatte più vive e alcuni hanno dichiarato di non aver mai saputo più niente di quello che si faceva o discuteva nel FORUM. Però la maggior parte delle azioni di delegittimazione del FORUM, compresi un comunicato a firma di Nicola Capone, segretario dell’Assise, e di Alberto Lucarelli, Presidente del Comitato Scientifico della stessa, la bozza di Statuto, la grottesca procedura della sua “approvazione” e la spartizione delle cariche tra i pochi ancora presenti al termine di un’estenuante assemblea sono state condotte sotto la copertura della sigla dell’Assise. Penso che Nicola Capone si debba far carico al più presto di aprire una discussione nei “piani alti” dell’Assise su quanto è successo.
Aggiungo due ulteriori notazioni: nel frattempo è andata in crisi la Giunta di Napoli, rischia di andarci quella regionale ed entrambe hanno ulteriormente contribuito al discredito di tutto il ceto politico regionale e nazionale (di destra e di sinistra). Si è aperto un vuoto di potere in cui un FORUM funzionate avrebbe avuto ampio spazio per far sentire la sua voce, rivendicare e guadagnare autorevolezza: e non solo in tema di rifiuti. Invece è arrivato a queste scadenze distrutto. E’ stata persa un’occasione irripetibile.
Altrettanto deplorevole è stato il fatto che il FORUM non abbia saputo approfittare dell’esplosione del movimento degli studenti – la cosiddetta “onda” – ma anche di quello, nelle scuole, dei genitori e degli insegnanti per portare le tematiche proprie del FORUM in un ambiente sociale tanto vasto e ricettivo. Lo hanno fatto, si sostinene – alcuni comitati. Bene, ma non è la stessa cosa, e non ha la stessa incidenza.
Per chi, nel corso dell’anno appena concluso, ha lavorato alla costruzione del FORUM, e innanzitutto per me, che ho avuto la responsabilità del suo coordinamento, credo che non ci possa essere evidenza più chiara di una sconfitta totale. Ritengo comunque che il senso del ridicolo dovrebbe indurre i superstiti protagonisti di questa vicenda a soprassedere alle ultime decisioni e a porsi nello stato d’animo di chi, eventualmente, deve ricominciare tutto da capo: non da zero ma da sotto zero, per rimediare al discredito in cui polemiche assurde e senza scopo hanno gettato l’attività del FORUM. Solo su queste basi ritengo possibile una continuità tra il lavoro, positivo e produttivo, che abbiano svolto nei primi sei mesi di vita del FORUM e una sua possibile ripresa.
Il disastro perpetrato non può comunque esimerci da una riflessione sulle responsabilità che ciascuno di noi ne porta, anche perché questa è la condizione indispensabile per non sprecare il lavoro che comunque è stato fatto. Quella che segue è la mia personale riflessione sull’argomento.
La responsabilità maggiore del disastro pesa ovviamente sul sottoscritto, che ha avuto la responsabilità del coordinamento del FORUM per oltre sei mesi. Oltre ai limiti personali, su cui non mi dilungo (ma tutti gli altri sono ovviamente invitati a farlo), ha pesato indubbiamente sui risultati la mia scarsa o nulla conoscenza del tessuto sociale e culturale della Campania (l’estraneità all’ambiente in cui si opera può essere un vantaggio relativo in una fase iniziale, ma si trasforma presto in un handicap) e la mia impossibilità e indisponibilità a una permanenza continuativa a Napoli, che mi ha impedito un contatto più diretto con molte delle organizzazioni che hanno partecipato al FORUM: soprattutto quei contatti informali spesso indispensabili per dissipare gli equivoci.
In secondo luogo, il FORUM, come organismo di consultazione, ha sofferto della indisponibilità al dialogo, o anche solo all’incontro, di tutti i suoi principali interlocutori: pur invitati, hanno rifiutato di incontrare il FORUM, o anche solo di rendere disponibili dei dati, il sottosegretario Bertolaso, il commissario alle bonifiche Menegozzo, il generale Giannini, il sindaco di Napoli. Il Presidente della Giunta Regionale è stato informato dell’esistenza e delle finalità del FORUM solo su mia iniziativa.
Ma anche l’Assessore regionale all’Ambiente Ganapini, che pure ha fortemente voluto l’istituzione del FORUM, si è completamente disinteressato delle sue vicende e ha più volte rifiutato di partecipare a incontri a cui era stato invitato. Questo ha svuotato un organismo nato come strumento di consultazione – e, se del caso, di contestazione – di gran parte della sua ragion d’essere.
In terzo luogo il FORUM ha registrato un forte squilibrio tra le sue componenti interne, che fin dalle prime sedute sono state identificate in tre raggruppamenti (imprese, istituzioni e associazioni), tutti e tre indispensabili al suo funzionamento.
La partecipazione della imprese è stata spesso “nominale”, con la vistosa eccezione del direttore di Coldiretti che si è impegnato come nessun altro per far vivere e lavorare il FORUM. E’ stato comunque un successo per il FORUM aver garantito sia la continuità e la qualità di questa partecipazione – che in altre esperienze del genere è venuta invece meno – sia un impegno anche sul piano della proposta: per le bonifiche; per la produzione e la valorizzazione del compost; per la riattivazione dei CDR (oltre che un dichiarato interesse per l’esperienza di Vedelago); per l’attivazione della piattaforma per il trattamento dei rifiuti speciali della regione; per la promozione di impresa nel settore dalla valorizzazione dei materiali recuperati dal flusso dei rifiuti; per la costruzione e l’attivazione di impianti per il recupero degli inerti da demolizione: tutti spunti lasciati poi cadere dall’infuriare delle polemiche sulle Linee programmatiche esplose nel FORUM.
La partecipazione delle istituzioni – Province, sindaci e municipalità – è stata significativa nella fase iniziale e si è andata attenuando, fino ad annullarsi nell’ultimo periodo. La massiccia partecipazione di sindaci e assessori ai FORUM provinciali ha però reso evidente che erano il FORUM regionale, e soprattutto le sue assemblee generali, a essere strumenti inadeguati a promuoverne l’impegno, mentre contesti più prossimi alle problematiche di ciascuno hanno permesso loro di mettere a fuoco una serie di problemi di cui il FORUM regionale non si è nemmeno mai occupato: tra questi i difficili rapporti con i consorzi, mai in realtà sciolti, le problematiche relative agli affidamenti, gli esuberi di manodopera, il contenzioso economico con il commissariato, i costi stratosferici del compostaggio, la mancanza di politiche di prevenzione, le modalità di RD. La partecipazione delle Università e quella del sistema sanitario è stata invece nulla, anche e soprattutto per insufficienze nostre.
La partecipazione delle associazioni ambientaliste e dei comitati – e soprattutto di quelli aderenti al coordinamento Flegreo – è stata invece maggioritaria fin dall’inizio: non solo nel dibattito generale ma anche, da quando sono state costituite, nei lavori delle commissioni: tanto che in breve tempo ne è stata affidata loro l’intera gestione, insieme a quella del sito web; anche per accelerare lo sganciamento del FORUM dalla tutela dell’Assessorato che ne aveva promosso la costituzione.
Questo squilibrio è stato verosimilmente letale per il FORUM: ha dato ad alcuni comitati l’impressione di esserne i padroni e di poterne disporre a piacimento, trasferendo al suo interno polemiche, posizioni e anche e soprattutto stili di discussione maturati al loro interno, ma assolutamente incompatibili con quelli di organismi con composizione, storie, finalità, interessi del tutto differenti. La disinvoltura con cui pochi esponenti di alcuni comitati si sono autolegittimati come FORUM, pretendendo di dettar legge a tutti gli organismi che avrebbero dovuto partecipare, e non partecipavano più, alle sue riunioni (in una delle tante versioni dello statuto del prof. Lucarelli i FORUM provinciali venivano addirittura declassati a “commissioni territoriali” del FORUM regionale, ovvero di un’”assemblea generale” ormai ridotta a una ventina di persone!) ne è forse la manifestazione più evidente.
E’ mancato però a tutti noi, e non solo ai “comitati”, la capacità e forse il tempo di riflettere sulle potenzialità di uno strumento come il FORUM in una situazione di crisi delle istituzioni e dei meccanismi di governo della società come quella che l’emergenza rifiuti della Campania aveva reso evidente, ma che è destinata a ripetersi e a riproporsi in forme sempre più acute in molti altri campi.
E’ mancata la consapevolezza che in una situazione di vuoto di potere, o di esercizio sempre più illegittimo di esso, non bastano i proclami e le dichiarazioni di principio: occorre lavorare per mobilitare le risorse – innanzitutto quelle cognitive: le conoscenze che ciascuno ha del proprio contesto e del proprio ambiente; ma anche quelle politiche, che nascono da una conflittualità mirata e ben indirizzata; e poi quelle economiche e tecnologiche (per chi ne dispone) – che i meccanismi istituzionali e il funzionamento “ordinario” del mercato non sono più in grado di attivare. Su questo punto mi permetto di allegare a questo commiato un articolo di prossima (forse) pubblicazione, in cui cerco di spiegare che cosa il FORUM avrebbe dovuto cercare di diventare e non è stato in grado nemmeno di cominciare a fare.
Con stima inalterata per l’impegno che tutti voi avete profuso nel FORUM, buon anno,
Guido Viale

2 Risposte to “IL VIALE DELL’ADDIO”

  1. gianni said

    Come sono riuscito a capire dalla sua lettera di commiato, a questo punto non ci resta che rassegnarsi a logiche di potere e di facciata quasi a farci capire che non ci sono possibilità di risolvere la situazione dei rifiuti, finchè la classe politica amministrativa ed i rispettivi cittadini di questa regione non riescono a prendere realmente coscienza del problema ambientale che incombe pericolosamente su tutti noi.
    Come si può uscire da questo grosso problema se neanche lei, consulente ambientale e scrittore, può far cambiare idea sulle scelte delle persone che sono preposte alla risoluzione del problema senza pensare in primo luogo alla salute dei cittadini?

  2. ambienti said

    X Gianni
    Non scoraggiamoci. Viale ci ha messo le competenze che sicuramente ha e la buona volontà, ma lui stesso infine ammette di non aver capito alcune dinamiche dei comitati campani. Cerchiamo ora di capirle noi e di regolarle meglio. Quel che nella lettera ci sembra poco discutibile è la diagnosi degli effetti reali, e accertabili da tutti, della soluzione partorita da B&B.
    Viale può mollare e tornarsene a casa, per chi sta qui mollare significherebbe quasi sempre rassegnarsi a restare in casa propria e con la propria famiglia in mezzo ai veleni.
    E’ inutile che Bertolaso si Berlusconi si illudano: in situazioni come questa le dichiarazioni trionfalistiche alla lunga non servono a niente. Per ognuno che si rassegnerà ce ne saranno probabilmente dieci o cento che cominceranno a capire. E su questo sarebbe meglio se non si facessero stupide illusioni neanche le forze che sono all’opposizione dell’attuale governo nazionale e che in Campania continuano a gestire amministrazioni e affari pubblici. Sulll’affare dei rifiuti si schianterà qualunque forza politica tenterà di ricorrere ad altri trucchetti, ad altre bugie.

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