AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CASERTA, IL FLOP DEL PORTA A PORTA

Posted by ambienti su febbraio 5, 2009

comerlogoComER – Comitato Emergenza Rifiuti

IL PUNTO SULLA RACCOLTA RIFIUTI A CASERTA.
IL SISTEMA DI “PORTA A PORTA” È ANCORA INEFFICIENTE.
VOGLIAMO COLLABORARE E FACCIAMO QUALCHE PROPOSTA.

 

Il signore le Lo Uttaro, Guido Bertolaso, è indagato con gli altri dell’inchiesta Rompiballe. Forse verranno definitivamente a galla anche i segreti della “nostra” discarica, il principale dei quali ai cittadini casertani era già noto “a naso”: l’impianto spacciato come “a basso impatto ambientale” da Bertolaso I era con evidenza un disastro per la scelta di localizzazione e per gli andazzi di gestione. Nonostante questo la legge di B&B ha indicato proprio lì accanto, in cava Mastroianni, una nuova discarica, Lo Uttaro 2. Una scelta della quale i nostri inaffidabili e ineffabili amministratori locali non si preoccupano più di tanto, sostenendo che si tratta di un’ipotesi “superata”. Sarà, ma intanto nessuno dal governo l’ha smentita e Bertolaso annaspa alla ricerca di soluzioni quali che siano, purché permettano di prendere in giro i cittadini italiani, ed europei, affermando che il problema dei rifiuti in Campania – soprattutto a Napoli, che nei media si vede di più – è risolto.
Usando un’incosciente benevolenza “istituzionale” verso gli sporchi ed evidenti trucchi del commissariato (quale stessero combinando non lo si sapeva bene, ma l’effetto della Grande puzza lo sentivamo tutti) gli amministratori casertani a lungo hanno nutrito l’illusione di poter rimandare a tempo indeterminato la soluzione di problemi locali di gestione dei rifiuti, a cominciare dall’avvio della raccolta differenziata. Raccolta differenziata che è partita in modo pù volte ritardato, disorganizzato, riluttante, tale da creare ai cittadini parecchi problemi.
Ora il Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta in un comunicato fa il punto sulla questione, presenta alcune proposte, chiede al Comune un tavolo istituzionale con la partecipazione delle associazioni ambientalistiche e dai rappresentanti dei condomini, offre collaborazione per trovare soluzioni.

Il testo del comunicato ComER:
Oggi si è saputo che la società a cui il Comune di Caserta ha affidato la gestione della raccolta rifiuti, la Saba, per il momento non è in regola con la certificazione antimafia. Speriamo che si tratti solo di una disfunzione burocratica. Ma in ogni caso viene spontaneo chiedersi, di nuovo, cosa combinino l’amministrazione e gli uffici comunali che, pur dopo infiniti rinvii, non sono stati in grado né di attivare un servizio adeguato né di mettersi in regola con la documentazione preliminare.
Il Comitato Emergenza Rifiuti è seriamente preoccupato dell’andamento del servizio di raccolta “porta a porta” del Comune di Caserta, la cui inefficienza è sotto gli occhi di tutti, come dimostrano le continue critiche sia da parte della stampa, sia da parte della cittadinanza.
Nonostante dieci mesi di continui, trionfalistici annunci dell’assessore all’Ambiente Luigi Del Rosso e Company sull’avvio della raccolta differenziata in città, poi puntualmente smentiti dai fatti, abbiamo atteso pazientemente la partenza effettiva del nuovo sistema di raccolta prima di intervenire. Abbiamo voluto dare modo all’Amministrazione ed alla ditta incaricata di organizzarsi al meglio ed evitare critiche prima di renderci conto delle effettive disfunzioni del sistema di raccolta.

Oggi, però, ad oltre un mese dall’inizio della differenziata, non possiamo esimerci dall’intervenire nel merito del problema, soprattutto perché come Comitato e come cittadini abbiamo più volte denunciato l’amministrazione comunale per il mancato e ritardato avvio della raccolta ed abbiamo in più occasioni spinto, assieme ad altre forze sociali, come le parrocchie, affinché prendesse vita finalmente il “porta a porta”.
È necessario dare una risposta rapida ed efficace alle proteste e ai ricorsi dei cittadini, al fine di scongiurare lo stallo nel nuovo sistema di raccolta e il ritorno al disorganizzato e sciagurato sistema precedente. Non vogliamo correre il rischio di rivedere quegli orribili enormi cassoni collocati soprattutto in periferie densamente abitate, quei cassonetti stracolmi di rifiuti indifferenziati in ogni strada cittadina, i sacchetti dell’immondizia abbandonati “casualmente” dove capita.
L’esasperante ordinanza comunale (n. 40 del 18 dicembre scorso) che ha finalmente segnato l’avvio della raccolta differenziata ha determinato il sorgere di una serie di problemi tra i quali elenchiamo i più evidenti:
Le difficoltà di spostamento dei cassonetti dall’interno dei parchi condominiali all’esterno e viceversa, che stano comportando notevoli problemi agli amministratori di condominio, con aggravio di spese per i cittadini;
Il posizionamento esterno in molti parchi, che comporta la possibilità che i cassonetti siano riempiti di rifiuti indifferenziati da passanti o da cittadini incuranti delle regole della società civile, e che rende inutile la differenziazione;
La mancanza di distribuzione capillare dei kit e delle buste predisposte da parte del gestore del servizio, la Saba. Il materiale non è stato ancora assegnato a tutti i parchi o è stato assegnato in maniera palesemente insufficiente;
Gli orari di conferimento, troppo diversificati tra di loro, in quanto alcuni rifiuti devono essere conferito e ritirati in mattinata, alcuni in tarda sera e di notte. Ciò crea confusione tra i cittadini;
Il numero verde sempre intasato o che invita a formare un ulteriore numero, a cui non risponde mai nessuno;
Le difficoltà di conferimento dei rifiuti ingombranti, con cittadini che aspettano dal mese di dicembre di poterli affidare alla ditta incaricata del ritiro.
Quelli qui indicati sono solo di alcuni dei problemi riscontrati nel primo mese del servizio e che risultano i più urgenti da risolvere, almeno in questa fase. Inoltre ancora non si comprende quale sia la destinazione finale dei rifiuti differenziati, né si comprende l’impatto di tale sistema sulle tasche dei cittadini.
Chiediamo che l’amministrazione si attivi per risolvere i problemi e che chiarisca ai cittadini dubbi e perplessità.
Perciò riteniamo che l’amministrazione debba creare un apposito organismo, un tavolo istituzionale che affianchi il lavoro degli uffici e della ditta incaricata. Tale organismo deve essere composto dalle associazioni ambientalistiche presenti sul territorio, dai rappresentanti delle associazioni di amministratori di condomini, da altre forze interessate alla risoluzione dei problemi indicati. La partecipazione di questi soggetti potrà dare un contributo pratico al miglioramento dell’attuale sistema di raccolta.
Il Comer si dichiara pronto a collaborare e mettere le proprie energie a disposizione del bene della collettività. Si auspica che almeno in questa occasione gli amministratori interessati cerchino il dialogo con la cittadinanza, senza arroccarsi nelle proprie stanze.
ComER, Caserta 5 febbraio 2009

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Una Risposta to “CASERTA, IL FLOP DEL PORTA A PORTA”

  1. Bollettino della puzza said

    Perché quando sono entrata nel mio soggiorno l’ho trovato invaso dalla ben nota schifosa puzza? Era lieve ma è bastato aprire la finestra e fuori è tremenda. A Caserta zona Acquaviva, alle 14 e 30 di venerdì 6 febbraio. Che altro c…. è successo?

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