AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

LA VIA DELLE CAVE

Posted by ambienti su febbraio 5, 2009

Che respiriamo oggi? Cosa respireremo domani? A Caserta e dintorni se a qualcuno non bastano i danni da rifiuti ci sono anche quelli di cave e cementifici addosso alle case. In città in particolare i comitati civici di Parco Cerasola-Centurano e di San Clemente si stanno battendo contro prossimi e annunciatissimi scempi ambientali in questo settore. E oggi hanno  varato una nuova iniziativa di cui danno notizia nel comunicato che segue.

I Comitati civici di Parco Cerasola – Centurano e di San Clemente hanno protocollato al Tribunale penale di Santa Maria Capua Vetere una memoria che illustra la situazione ultima delle cave e cementifici di Caserta e Maddaloni. La relazione sottoposta all’attenzione del PM Donato Ceglie parte dal 6 novembre scorso, data di entrata in vigore della legge regionale di proroga delle attività estrattive e ricomposizione ambientale.
Allo stato attuale le attività di cava non dovrebbero assolutamente proseguire. Il ricorso del governo alla legge di proroga conferma una gravissima omissione, la mancata valutazione degli impatti ambientali. Nel territorio casertano per questa inadempienza si dovrebbe provvedere all’immediato blocco di tutte le attività estrattive e di cementifici, anche quelle della cosiddetta ricomposizione ambientale.
Il governo nel ricorso avverso alla legge di proroga afferma che la VIA è obbligatoria non solo per l’attività estrattiva ma anche per la ricomposizione ambientale. In effetti la ricomposizione ambientale prevede anche un attività estrattiva con rimodellatura dei gradoni al fine di ricostruire la montagna.
Il genio civile di Caserta con l’escamotage dei piani di dismissione e della ricomposizione ambientale ha approvato alle ditte Moccia e Fran.ca grossi quantitativi di materiale da cavare. La ditta Moccia è stata autorizzata dal 27 luglio scorso ad estrarre circa 1.600.000 mc di materiale. L’approvazione del progetto di dismissione è stato rilasciata nonostante non ci sia più un titolo autorizzatorio, e ai sensi del PRAE, e per la legge di proroga all’esclusiva ricomposizione, e per la sospensione della legge di proroga per l’eccezione di legittimità costituzionale. Ma a parte le imprescindibile concessioni, per poter autorizzare tale attività è obbligatorio la valutazione di impatto ambientale, elemento fondamentale per consentire o meno di continuare a distruggere un territorio altamente critico in cui è venuta a mancare la sostenibilità ambientale.
La recidività della Regione nell’omettere alla richiesta di VIA è ormai provata, per lo stesso motivo il tribunale amministrativo della Campania ritenne di annullare il piano cave. Ci aspettiamo un intervento incisivo della Magistratura inquirente, unico organo istituzionale che ha saputo stroncare i numerosi abusi al territorio e alla popolazione.
Giovanna Maietta

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