AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

QUELLA CAVA COL TABÙ

Posted by ambienti su febbraio 5, 2009

A Maddaloni conferenza informativa sulla CEMENTIR giovedì 5 febbraio alle 18,30, presso la parrocchia di Via Napoli. È organizzata dai tre comitati civici di Maddaloni per affrontare i temi di: inquinamento acustico, delle polveri, delle emissioni, di bonifiche ambientali, dei progetti di ristoro, di compensazione, e dei lavoratori impegnati.

Saranno relatori: i consiglieri regionali A.Polverino e G. Oliviero, l’assessore provinciale all’Ambiente L. Esposito, un rappresentante della presidenza del consiglio di MDL, N. D’Angerio di Legambiente, per i comitati G. Maietta.

Il comunicato congiunto dei comitati Per la Vivibilità di Maddaloni – Per la Salute Pubblica di via Sauda – Foro Boario:
La CEMENTIR: un problema tabù – La città di Maddaloni e i colli tifatini, a livello ambientale, ricadono in zona definita altamente critica (ZAC). Per motivi ambientali e per diversi altri vincoli di natura tecnica, in queste aree non è concesso di avviare nuove attività estrattive.
A distanza di mesi, la nostra amministrazione è ancora indecisa se acconsentire o meno alla richiesta di ampliamento avanzata da Cementir.
Ai comitati l’arduo compito di fare da apripista nella speranza che la nostra amministrazione sappia fare le opportune valutazioni nell’esclusivo interesse della popolazione.
Troppo spesso le grosse novità a Maddaloni ce le siamo ritrovate tra capo e collo, e quasi sempre le abbiamo subìte senza poterle ne discutere ne rifiutare.
Poiché eventuali accordi proposti da Cementir potrebbero cambiare per sempre, non solo l’aspetto estetico della nostra città ma anche le nostre abitudini (secondo una proposta CEMENTIR chiara solo a pochi intimi), noi tutti abbiamo il dovere di sentirci preoccupati, e di approfondire l’argomento.
La legge (241/90) vuole che il cittadino venga preventivamente informato e consultato, quantomeno nelle grandi occasioni, circa i suoi interessi e su quanto gli sta per capitare onde poter esercitare il proprio diritto ad esprimere il suo parere.
Maddaloni sta per cambiare nel dialogo e nella conoscenza, non perderti questi momenti.

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2 Risposte to “QUELLA CAVA COL TABÙ”

  1. Marco said

    Scusate la mia ignoranza:
    Ma non è passata una legge regionale per cui le cave site nella “ZAC”, nello specifico la CEMENTIR e la MOCCIA (se non sbaglio), non possono più effettuare lavori di estrazione ma solo eventualmente lavori di riqualificazione delle colline Tifatine?
    Come è possibile che adesso si discute come fermare il prossimo scempio della CEMENTIR? Ma la legge in Campania vale o è un optional?

    Un’altra domanda:
    Cosa si sa del provvedimento passato sempre alla regione in base al quale i cementifici possono bruciare rifiuti?
    Qualcuno mi sa dire se tra Maddaloni e Caserta i cementifici hanno cominciato questa sana attività? Io ogni tanto vedo dei bei pennacchi di fumo uscire dai camini ma cosa stanno bruciando?

  2. The Boss said

    A Marco per capire la questione può essere utile la lettera di Giovanna Maietta di diffida alla Regione Campania sull’utilizzo dei cementifici come inceneritori pubblicata da questo stesso sito.

    https://ambienti.wordpress.com/testi/per-le-linee-programmatiche-diffida-alla-regione/

    Sul piano normativo nulla è cambiato da allora. Le linee programmatiche della Regione Campania (che in contrasto con la stessa legge 90/2008 prevedono la possibilità di incenerire CDR nei cementifici campani) non sono state modificate. Entro il 31 gennaio le Province avrebbero dovuto presentare le proprie osservazioni a quelle linee. Non sappiamo se la Provincia di Caserta, che pure, per bocca dell’Assessore all’Ambiente, ha dichiarato di essere contraria a tale utilizzo, le abbia effettivamente formalizzate. Quelle linee devono costituire il fondamento del nuovo piano regionale rifiuti. Ma servono soprattutto, al momento, a consentire all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione comunitaria per la mancata soluzione del problema rifiuti in Campania. Di certo se le premesse sono queste non possiamo stare tranquilli.

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