AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

INCENERIRE È UN PESSIMO AFFARE

Posted by ambienti su febbraio 6, 2009

LO HA SPIEGATO ALLA COMMISSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE DELLA CAMERA
IL GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO ANTONIO CATRICALÀ.
SULLE DISTORSIONI DEL CIP6 HA TENUTO UN DISCORSO SERIO E CORAGGIOSO,
ORA DOVREBBE FARSI UN’IDEA PIÙ PRECISA DELLA CRISI DEI RIFIUTI IN CAMPANIA

Antonio Catricalà

Tutti lì a raccontarci le meraviglie degli inceneritori che mangiano rifiuti e per prodigio, bruciando bruciando, cacano energia conveniente, luce e riscaldamento a volontà, acqua calda per farvi il pediluvio gratis anche tre volte al giorno. Un grande affare, tanti problemi risolti con le stesse fiammate. Dentro quei forni non ci si potrà mettere a cuocere la pizza? E basta con le citazioni di ricerche scientifiche compiute in paesi un po’ più del nostro attenti all’ambiente per dimostrare che gli inceneritori hanno effetti devastanti sulla salute. La sindaca di Napoli Rosa Russo Jervolino qualche mese fa si è persino recata in pellegrinaggio a Brescia per istruirsi sul miracolo dell’inceneritore. Se è un miracolo che ci salverà, come può far male?
Tutte fesserie. Malattie a parte, ieri il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà, è andato a spiegare alla Commissione delle Attività Produttive della Camera che il cosiddetto CIP6, la sovvenzione statale assegnata agli inceneritori perché gli impianti siano remunerativi per i gestori, non solo ha un costo esagerato per i cittadini (paghiamo tutti nella bolletta elettrica) ma è usato impropriamente e ha sul mercato un effetto distorsivo. Tra l’altro è un freno a ricerche e iniziative tecnologicamente più avanzate e più convenienti per la produzione di energia. Per farla in breve: il CIP6 applicato fuori dal suo stretto ambito, che riguarderebbe le energie davvero rinnovabili come l’eolica o la solare, è un pessimo affare per gli italiani. Tranne – aggiungiamo noi – che per i pochi che ci si arricchiscono. Non per niente un inceneritore tutto suo lo voleva anche la camorra, a Santa Maria La Fossa, Caserta, come emerge con sempre maggiore evidenza dalle indagini del pool anticamorra della procura di Napoli ^.
Prudentemente il garante Catricalà ha concluso la sua audizione dichiarando: “L’emergenza rifiuti ha imposto l’adozione di interventi efficaci che possono richiedere la specifica finalizzazione degli incentivi”. Dove subito c’è da osservare che dice “possono”, non “devono”. Sapendo come il garante misura le parole sembra di veder emergere un dubbio e un richiamo. Insomma: risolvere l’emergenza d’accordo, ma non approfittatevene.
Ancora nessuno deve aver trovata l’occasione di spiegare al garante che gli inceneritori in Campania non sono tanto la soluzione quanto la causa del disastro. È per nutrire l’impianto-mostro progettato dalla Fibe ad Acerra che si sono continuate ad accumulare velenose ecoballe dove prima c’erano frutteti a distesa tra i più belli d’Italia. Per non riparlare del resto, discariche e annessi. In Campania l’ossessione dell’inceneritore e la corte dei miracoli del commissariato, creatasi nell’attesa, hanno a lungo frenato l’avvio di pratiche, come la raccolta differenziata e il riciclo, più efficienti e meno danose per lo smaltimento dei rifiuti. 
Sono da apprezzare la serietà, l’intelligenza e il coraggio del discorso di Catricalà. Di coraggio ce ne voleva per cominciare a fissare qualche paletto – anche con opportuni richiami alle norme comunitarie – alla lobby tasversale degli inceneritoristi italiani che va dagli amici di Berlusconi a quelli di Bersani.
Catricalà fa venire voglia di dargli una mano, il che non capita spesso con le ultime leve di personaggi pubblici in Italia. Ci piacerebbe aiutarlo a formarsi un’idea più precisa del rapporto tra inceneritori ed emergenza rifiuti in Campania. Innanzitutto consigliandogli di leggere il libro Ecoballe di Paolo Rabitti ^ che spiega bene la faccenda. È un libro un po’ complicato, dentro ci sono termini scientifici e cifre per dimostrare con fondamenti la tesi. Non trascina a immediate emozioni come Gomorra. Può avere un effetto egualmente sconvolgente, ma esige prima ragionamenti. Questo garante sembra saper valutare i buoni ragionamenti.

Il testo completo dell’audizione del garante Antonio Catricalà
in materia di energie rinnovabili e assimilate – PDF scaricabile  ^

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: