AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for marzo 2009

CASERTA, IL MERITO DELLA DIFFERENZIATA

Posted by ambienti su marzo 31, 2009

Il Comune di Caserta starebbe cercando di darsi qualche mossa per migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti, dopo anni di inerzia, dopo il pasticcio del bando per l’assegnazione dell’appalto, dopo i molteplici rinvii e l’evidente disorganizzazione dell’avvio. Ora diffonde proclami per attribuirsi il grande merito di star facendo quello che ha il dovere di fare e che verosimilmente non avrebbe mai fatto senza le proteste dei cittadini e le minacce di commissariamento. Ci va bene anche così, a patto che non ci raccontino altre frottole. Verificheremo. E invitiamo i lettori del blog a segnalarci problemi e disfunzioni.

Ecco il comunicato sula differenziata diffuso ieri dal Comune di Caserta
Raccolta differenziata: a febbraio raggiunta la quota 39%
Da gennaio ad oggi elevate 115 contravvenzioni

L’Ufficio Ecologia del Comune di Caserta ha reso noto gli ultimi dati relativi alle percentuali di raccolta differenziata realizzate nel corso dello scorso mese di febbraio. Il dato si è attestato al 39%, confermando così il trend di crescita fatto rilevare rispetto a gennaio (28%) e a dicembre 2008 (12,4%). Nel contempo l’Ufficio tecnico ha comunicato anche di avere inoltrato due contestazioni alla ditta SA.BA. per disservizi evidenziati: il primo per un ammontare di 84.000 euro, il secondo per 317.517 euro. E ancora in tema di controlli effettuati dalla Polizia Municipale sul rispetto dell’ordinanza sindacale che ha avviato il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani, il Nucleo di Polizia Ambientale ha reso noto di avere elevato dall’inizio del mese di gennaio ad oggi 115 verbali per inosservanze varie, così ripartiti: 102 per abbandono incontrollato di rifiuti, 13 per posizionamento dei contenitori sulla strada pubblica e comunque fuori dagli spazi consentiti. In quest’ultimo caso sono stati sanzionati gli amministratori dei condomini interessati. Opportuno a questo riguardo ricordare che il controllo del territorio avviene con l’impiego di due pattuglie che – in abiti civili e a bordo di auto civetta – operano rispettivamente dalle 7.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 21.00.
Intanto l’assessore all’Ecologia Luigi Del Rosso ha convocato per giovedì 2 aprile p.v. i Dirigenti scolastici e quelli di tutti gli Enti Pubblici che insistono sul territorio comunale per esaminare ad un tavolo congiunto eventuali problematiche relative ai rifiuti: “Ritengo sia indispensabile un incontro – spiega l’assessore – dal momento che abbiamo notato che molte strutture pubbliche della nostra città non effettuano in modo adeguato la raccolta differenziata. Mi preme capire le motivazioni della mancata osservanza dell’ordinanza del dicembre dello scorso anno in modo da poter intervenire in maniera sollecita ed adeguata”.

qui il commento sul quotidiano on line CASERTACE ^

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RISCHIO ATOMICO? SOLO PER POCHE CENTINAIA D’ANNI

Posted by ambienti su marzo 31, 2009

RIFIUTI RADIOATTIVI ALLA CENTRALE DEL GARIGLIANO
PER IL DEPOSITO LA SOGIN CHIARISCE IL PROGETTO
MA NON SVANISCONO PREOCCUPAZIONI E POLEMICHE

Per il deposito di rifiuti radioattivi da costruirsi presso la centrale del Garigliano, a Sessa Aurunca, arrivano chiarimenti dalla SO.G.I.N. Attraverso un articolo di Matteo Cislaghi su e-gazzette.  Cislaghi ha chiesto ragguagli alla società di stato che ha emesso il bando per la costruzione del deposito e l’ufficio stampa della SO.G.I.N. ha risposto: “Tali rifiuti provengono esclusivamente dalle attività pregresse e da quelle in corso nella centrale. La struttura garantirà lo stoccaggio di questi rifiuti in maggiori condizioni di sicurezza, fino al loro definitivo trasferimento al deposito nazionale”. Sempre da e-gazzette apprendiamo che, secondo il progetto, l’impianto sorgerà nell’area della centrale dismessa, vicino alla stazione elettrica. Sarà, grosso modo, un cassone in cemento armato alto circa sette metri, lungo 45 e largo 26. Sarà impermeabilizzato, dotato di un sistema di monitoraggio radiologico della contaminazione dell’aria e conterrà rifiuti radioattivi di seconda categoria, quelli “a media attività”, come spiegano dalla SO.G.I.N., “il cui tempo di decadimento radioattivo varia da qualche decina fino ad alcune centinaia di anni”.
Leggendo l’articolo c’è da tener presente che le dichiarazioni dell’ufficio stampa della SO.G.I.N. possono certo illustrare l’attuale progetto industriale ma non hanno alcun valore di impegno sul piano giuridico-politico, ovvero su possibili sviluppi e sull’effettiva durata e destinazione del deposito. Lo stesso Cislaghi, autore dell’articolo, osserva che il deposito nazionale non è stato ancora individuato e fa una panoramica sulle preoccupazioni e sulle polemiche suscitate dal progetto.

leggi tutto l’articolo su e-gazzette
Ecco i dettagli del deposito atomico che la Sogin costruisce a Sessa Aurunca ^

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RADIAZIONI LOCALI

Posted by ambienti su marzo 30, 2009

A SESSA AURUNCA UN DEPOSITO DI RIFIUTI RADIOATTIVI
PREVISTO PRESSO LA VECCHIA CENTRALE DEL GARIGLIANO
L’AVVISO DI BANDO APPARSO SULLA GAZZETTA UFFICIALE

L’avete visto ieri sera il programma della Gabanelli dedicato al nucleare? Sembra che in Italia ci sia ancora un po’ di tempo per decidere. O no? Perché s’è parlato soprattutto del nucleare che potrebbe venire, ma intanto abbiamo da amministrare l’eredità di quello che c’è stato. E dove tenerle le scorie che nessuno vuole se non in questa già avvelenatissima provincia di Caserta? Sembra già deciso. Il 13 marzo scorso la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato un bando della SO.G.I.N. per la realizzazione di un deposito “temporaneo” di materiali radioattivi nel comune di Sessa Aurunca, presso la ex centrale elettronucleare del Garigliano. La SO.G.I.N.  è la Società Gestione Impianti Nucleari che dipende dal Tesoro e si occupa, per ora, di manutenzione e smantellamenti delle vecchie centrali.
Al Garigliano, presso l’impianto nucleare italiano dove c’è stato il maggior numero di incidenti, nel periodo di attività tra il 1963 e il 1982, si è deciso di stoccare rifiuti radioattivi chissà fino a quando, chissà quanti. In una zona a grave rischio idrogeologico. Difficile immaginare un posto meno indicato. Lì dovrebbero esserci già circa 2.500 metri cubi di scorie che dovevano essere rimosse in concomitanza con il totale smantellamento della centrale e con il ripristino ambientale dell’area, da concludersi entro il 2016.
Che significa il bando della SO.G.I.N.? Si riferisce all’ordinanza firmata nel 2006 dal generale Carlo Jean, commissario delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari, che aveva disposto la costruzione di un deposito temporaneo per i rifiuti radioattivi presenti? Ma dopo quasi tre anni di quella decisione molto discutibile non s’è fatto niente, figuriamoci quanti anni potrebbero poi passare per smobilitare il sito “temporaneo”. O significa che ci sono nuovi problemi gravi da fronteggiare d’urgenza? O si è deciso di accentrare a Sessa Aurunca anche materiali provenienti da altri luoghi? Sono varie le ipotesi possibili, visto che la “grande stampa” sulla questione è stata un po’ distratta, solo notiziole qui e lì. Le informazioni scarseggiano.
Con il referendum del 1987 gli italiani hanno detto di non volere il nucleare. Può darsi che il governo abbia perciò deciso di non far sapere troppo agli italiani che cosa sta combinando nel settore. Così sarà più semplice permettere a qualcuno di arricchirsi sottoponendo la popolazione a “rischi accettabili”, cioè – come ha spiegato Report – a una crescita in percentuale non vistosa, perché senza controlli, di malati e morti.

l’avviso in Gazzetta Ufficiale del bando
per la realizzazione dello uno stoccaggio di rifiuti radioattivi a Sessa Aurunca ^

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IL NUCLEARE A REPORT

Posted by ambienti su marzo 29, 2009

SU RAITRE DOMENICA ALLE 21.30
UN RINASCIMENTO COME DICE IL GOVERNO
O RISCHIAMO UN MEDIOEVO PROSSIMO VENTURO
CON QUALCHE GRANDE PESTE DA RADIAZIONI?
Il mese scorso l’Italia ha firmato con Sarkozy un accordo sulla nostra nuova stagione nucleare. Cosa c’è nell’accordo? E quanto può considerarsi davvero conveniente produrre energia con con centrali nucleari?
Al tema è dedicata la puntata di stasera di Report ^ , il programma giornalistico di Milena Gabanelli su Raitre. Titolo:  Il grande inganno, inchiesta di Michele Buono e Piero Riccardi.
Alla fine si tratta solo di riscaldare acqua per far girare delle turbine che devono produrre elettricità. Ma non è che è esagerato mettere in moto una reazione nucleare per fare l’acqua calda? È pericoloso? Conviene  realmente? Si può fare diversamente? La Storia comincia nel 1953 e le intenzioni erano ottime: atomi per la pace – diceva Eisenhower – sottrarre  l’atomo al controllo militare e usarlo per fare l’elettricità. Andò tutto bene per molti anni, poi successe quello che non doveva succedere: gli incidenti. Sellafield, Three Miles Islands, Chernobyl. E fu così che cominciò un lento declino del sistema. Nel 2002 l’ultima punta massima di produzione elettronucleare. Nel mondo i reattori sono 436: 8 in meno rispetto al 2002. Stanno invecchiando e nessuno si affretta a rimpiazzarli. Dal 1979 negli Usa non sono state più costruite centrali nucleari. Bush aveva promesso un rilancio dell’elettronucleare ma non se ne fece niente: l’investimento troppo rischioso per le banche e i soldi pubblici in giro ce ne sono pochi per via della crisi. Barak Obama taglia gli incentivi all’atomo e punta su rinnovabili e efficienza energetica. Stessa cosa fa la Germania dove una legge del 2002 stabilisce che non si costruiscono più centrali  e i reattori esistenti  man mano che giungono a fine vita si spengono. Intanto però si devono ancora fare i conti con le scorie. Di quanto costi poi il nucleare in termini di salute delle persone sembra meglio non parlarne. L’azione dell’Oms è blindata da un accordo del 1959 con L’AIEA (Organizzazione internazionale per l’energia atomica) che a sua volta dipende  dal Consiglio di sicurezza dell’ Onu:  in poche parole quello che sappiamo degli effetti del nucleare sulla nostra salute dipende dagli interessi dell’industria atomica. E la Francia con 58 reattori? Non è per niente indipendente per quanto riguarda l’energia e i problemi sul territorio sono tanti. Ma l’industria nucleare – francese, americana – è sempre in piedi e preme da tutte le parti per costruire. In Italia si sta parlando di rinascimento nucleare, ci siamo affidati ai francesi perche ci hanno detto che le loro centrali sono le più sicure, è vero? E poi quando saranno terminate la nostra bolletta elettrica sarà veramente più bassa?
Previste repliche su Raisat Extra canale 121 piattaforma Sky lunedì 30/03 alle 10.00 e alle 21.00, giovedì 2/04 alle 16.45, venerdì 3/04 alle 24.00

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EROI DELLE ECOBALLE? I MAGISTRATI PROTESTANO

Posted by ambienti su marzo 28, 2009

 
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel suo discorso per l’inaugurazione dell’inceneritore di Acerra ha detto che gli uomini di Impregilo in Campania “sono stati veri eroi”, qualcuno ha cercato di ostacolarli ma “hanno tenuto duro”. Si riferiva alle persone della società che, oltre ad aver costruito l’inceneritore, esercitando in pratica, attraverso consociate, il monopolio dello smaltimento dei rifiuti in Campania, ha riempito la regione di ecoballe ed è attualmente sotto processo per frode. L’associazione nazionale magistrati ha protestato. Come racconta questo articolo su Repubblica.it

“Berlusconi ci ha delegittimati, più mezzi o si fa il gioco dei clan”

L´Associazione nazionale magistrati attacca il premier dopo la stoccata sul caso Impregilo. Morello: “Volevamo solo far rispettare la legge”
di Roberto Fucillo

«Spiace davvero, desta vivo sconcerto il fatto che ad ogni occasione si tenti di delegittimare il nostro operato». I magistrati non gradiscono. Accusati da Berlusconi e Bertolaso di aver messo solo bastoni fra le ruote, replicano per bocca di Tullio Morello, presidente della giunta napoletana dell´Anm. «Ci sono procedimenti ancora in corso, e stupisce che anche questi, come la nostra immagine, vengano delegittimati. Non è in discussione il termovalorizzatore. Come cittadini siamo contenti che i problemi vengano risolti, ma non spetta a noi, né a nessun altro, stabilire chi è un eroe. Ci penserà la storia, semmai». Insomma Berlusconi è andato oltre il limite nel definire eroi quelli della Impregilo, che resta comunque nel registro di un procedimento in corso.

leggi tutto l’articolo su la Repubblica Napoli on line ^

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CIBO E DIOSSINA, LA CAMPANIA È UN DOLCE PAESE

Posted by ambienti su marzo 28, 2009


LA DIOSSINA GIÀ INTOSSICAVA ACERRA
CI MANCAVA SOLO L’INCENERITORE
ALMENO NON FATECELA MANGIARE!

di Giampiero Angeli *

* L’autore, colonnello dell’esercito, abita a  Calstelvolturno, in provincia di Caserta, ed è ormai un esperto di inquinamento ambientale in Campania. Collabora regolarmente con il gruppo delle Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno che si occupa di veleni nell’ambiente e di rifiuti. L’interesse per la questione è nato nel colonnello Angeli qualche anno fa, leggendo che in Campania continuamente venivano sequestrate aziende agricole per la presenza di diossina nei latticini, nei foraggi, negli animali da allevamento. Da militare Angeli sapeva degli effetti devastanti della diossina, che viene in genere diffusa da impianti industriali ma è stata anche usata come arma da guerra, per esempio dagli americani che in Vietnam sparsero milioni di litri di “agente Orange”, defoliante alla diossina che doveva servire a stanare i guerriglieri nascosti nelle foreste ed ebbe effetti micidiali non solo sulla popolazione “nemica” ma sugli stessi soldati americani. Il colonnello decise di sottoporsi a un’analisi per stabilire il dosaggio di diossina nel proprio sangue. Il laboratorio stabilì che, pur non essendo Angeli soggetto a un’intossicazione acuta, la quantità di diossina nel suo corpo era più che doppia rispetto a quanto viene ritenuto normale negli Stati Uniti, dalla USA Agency for Toxic Subtances and Disease Registry, in zone molto più industrializzate della Campania.

La Campania è un dolce paese in cui l’impossibile diventa possibile, anzi probabile ….
Sanno ormai anche i sassi che nelle province di Napoli e Caserta prima la camorra poi le pubbliche amministrazioni hanno sversato di tutto: dai rifiuti tossici a quelli industriali, dai rifiuti solidi urbani ai rifiuti solidi urbani che, dopo l’intervento delle organizzazioni criminali, sono diventati rifiuti tossici urbani.
I “Regi Lagni”, antico canale di drenaggio che attraversa mezza Campania, da decenni in massima categoria di rischio ambientale, sversa direttamente in mare milioni di colibatteri fecali ed inquinanti di ogni genere perchè questo canale viene utilizzato dalla camorra per lo smaltimento di sostanze tossiche e dalle pubbliche amministrazioni per liberarsi dei liquami fognari non trattati e del percolato, proveniente dalle discariche e dai depositi di “ecoballe” .
La foce dei “Regi Lagni” impesta, da Cuma a Mondragone, la costa che, da decenni, non è balneabile. E da decenni gli arenili vengono ugualmente assegnati a vari concessionari che strappati i divieti di balneazione, utilizzano le spiagge per la balneazione.
Ad Acerra, unico comune della nostra regione dichiarato in emergenza ambientale per la presenza di diossina dal governo Prodi , è stato inaugurato uno straordinario inceneritore. Gli inceneritori sono di varie tipologie a seconda dei materiali che devono bruciare; l’inceneritore di Acerra, invece, può bruciare tutto, non in funzione di particolari specifiche tecniche ma in base ad un dettato legislativo.
Le nostre campagne, fertilizzate con tutte queste schifezze ed irrigate con acqua inquinata variamente dalle stesse schifezze, portano sulle nostre tavole altre schifezze che lentamente ci avvelenano.
La parte meridionale della provincia di Caserta e la nord-orientale di quella di Napoli presentano eccessi di mortalità per tumore e malformazioni neonatali. Studi epidemiologici sull’argomento hanno “scoperto” che queste aree coincidono con quelle maggiormente colpite dall’ecomafia, ma sono giunti a conclusioni contraddittorie e quindi praticamente inutili.
Atti giudiziari hanno dimostrato la presenza di migliaia di sostanze velenose nel nostro territorio, ma niente è stato fatto dal punto di vista tossicologico: non si conoscono i valori tossici per l’uomo di ogni singola sostanza, figuriamoci per le loro associazioni.
Questo disastro ambientale, riconosciuto già dal decreto Ronchi nel 1997,è stato inquadrato, ai fini della bonifica, in sei grandi aree definite”siti contaminati di interesse nazionale”. Dopo più di dieci anni e il solito impiego spropositato di fondi pubblici, siamo ancora al censimento ed alla caratterizzazione dei luoghi. Dove si è potuto effettuare qualche sporadica bonifica, si è immediatamente riprodotta la situazione precedente a causa della mancanza di controllo del territorio.
Quando ero giovane, tanti anni fa, la frase proverbiale sul volere “la moglie ubriaca e la botte piena”, veniva usata per indicare una cosa chiaramente impossibile. Nei tristi giorni che stiamo vivendo, bisogna riconoscere ai governi di destra e di sinistra che si sono succeduti a livello nazionale e locale, di essere riusciti in questa improbabile impresa. Il segreto di tale successo consiste nel più assoluto disprezzo della vita umana, in quanto priva di valore economico.
Mi auguro che questa mia invettiva contro il mal governo possa colpire qualche coscienza eccellente: se si vuole trasformare la Campania in un polo di trattamento industriale dei rifiuti e se non si riesce ad avere il controllo del territorio, almeno si impedisca la coltivazione e l’allevamento nelle aree a maggior rischio.
Lo spaventoso deficit della sanità regionale dovrebbe dimostrare che la politica della “moglie ubriaca e della botte piena”, alle lunghe, non paga!

Inquinamento di Campania, di Giampiero Angeli
scaricabile, in formato presentazione ppt ^

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L’INCENERITORE? ALTRO CHE AVANGUARDIA

Posted by ambienti su marzo 28, 2009

Tommaso Sodano, esponente di Rifondazione Comunista, è nato 50 anni fa a Pomigliano d’Arco, cittàdina in provincia di Napoli vicinissima ad Acerra. Sodano è laureato in Scienze Agrarie e nel corso del suo lungo impegno politico ha sempre dedicato molte energie ai problemi dell’ambiente. Dal 2001 fino alla passata legislatura è stato senatore. È particolarmente importante il lavoro che ha svolto nella Commissione di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata e in quella sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, dove è riuscito a portare alla luce le gravi responsabilità nella gestione dell’intero ciclo dei rifiuti in Campania. Il nome di Sodano è associato alla storia del movimento di dissenso sull’inceneritore di Acerra inaugurato giovedì 26 marzo scorso. Sodano sa bene che cos’è l’inceneritore perché ha potuto esaminare tutta la documentazione e, grazie ai suoi studi, è stato in grado di valutare scientificamente i prevedibili effetti dell’impianto sul territorio. E’ stato presente anche alla manifestazione di giovedì ad Acerra contro l’inaugurazione, a titolo personale, visto che nessun partito ha ritenuto di partecipare alla protesta.
Sodano ha espresso il suo punto di vista sull’avvio dell’inceneritore di Acerra e sulla situazione rifiuti in Campania in un’intervista di ieri all’agenzia di stampa ilvelino.it ^.

Le proteste non sono servite?
Innanzitutto le proteste degli anni scorsi portarono a 27 adeguamenti dell’impianto facendo sì che si riducesse l’impatto ambientale. Ora sono preoccupato per un’altra cosa …
Cosa?
Che c’è stata un’inaugurazione violando la legge.
Quale legge scusi?
In quell’impianto si poteva bruciare cdr di qualità invece adesso si brucia anche il tal quale. Erano previste 27 prescrizioni alle quali ottemperare ma con l’ultimo decreto, gli inceneritori sono equiparati a zone militari e quindi non possiamo controllare.
In primis Bertolaso ha garantito che la struttura è all’avanguardia.
Quella struttura era di avanguardia anche nel 2004 poi si scoprì che così non era. Il gioco dell’avanguardia lo sentiamo da anni.
Ammetterà però che i rifiuti non sono più per le strade di Napoli?
Diciamo non come un anno fa. Ma se volete vi porto in giro per la provincia di Napoli e poi parliamo … quella di Berlusconi è stata un’operazione mediatica, forse tra qualche anno scopriremo la verità su quella drammatica emergenza.
Con le discariche individuate, il meccanismo di raccolta funziona però.
Le discariche di oggi erano state individuate già dal governo Prodi che per le mille contraddizioni che aveva al suo interno non è riuscito a risolvere il problema.
Insomma secondo lei la situazione è solo nascosta e non risolta?
Intendiamoci, non sono così sciocco da vedere che non ci sono miglioramenti ma distinguiamo l’emergenza vista come rifiuti per strada da quella strutturale.
È stato messo in moto il circolo dello smaltimento?
No perché manca la raccolta differenziata inadeguata a Napoli: superiamo di poco il 10 per cento. In alcuni quartieri va meglio in altri peggio.
Stringerebbe la mano a Berlusconi per aver avviato il termovalorizzatore in pochi mesi?
Ma ci mancherebbe altro. La struttura non andava realizzata in quel posto. Su quel territorio l’inquinamento è a livelli pazzeschi grazie anche all’ex Montefibre. Adesso mi domando: perché non si parla più di ecoballe?
Perché?
Semplice, è la stessa monnezza del periodo di emergenza, solo che non se ne parla più e si brucia come tal quale. Ecco. Secondo loro il problema così è risolto.

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UN SINDACO PER L’ETERNIT-À

Posted by ambienti su marzo 27, 2009

Si era dimesso qualche mese fa Nicodemo Petteruti, sindaco PD di Caserta. Ma era solo la finta di un sindaco per finta, ovvero di un politico, diciamo così, che ha condotto la sua città ai peggiori esiti della crisi dei rifiuti e del disastro finanziario. Senza che tuttora appaiano imboccate credibili vie d’uscita. Per l’ambiente Petteruti non ha mantenuto nessuna delle grandi promesse proclamate in campagna elettorale e che gli avevano fatto guadagnare parecchi voti. Molti di quelli che lo hanno votato si darebbero la testa al muro per avergli concesso fiducia. Le dimissioni poi le ha ritirate entro i termini previsti dalla legge.  Sono state solo una prova di forza con la sua combriccola politicante. Lui, che non perde occasione per illustrare i “trionfi” della propria amministrazione, desidera essere sindaco per l’eternit-à. Come conferma la storia in questo articolo del Corriere del Mezzogiorno.

Trovato eternit e materiale di demolizione
Discarica nel cimitero di Caserta
denunciato il sindaco Petteruti
Il Noe mette i sigilli a seimila metri quadrati
Nell’area comunale solo addetti autorizzati

leggi l’articolo sul Corriere del Mezzogiorno ^

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LETTERA SULLO SHOW DI ACERRA

Posted by ambienti su marzo 27, 2009

Giuseppe Messina di Legambiente, sempre impegnato in prima linea per l’ambiente e la legalità, in particolare nel territorio casertano e in Campania, dopo l’inaugurazione del’inceneritore scrive una “Lettera aperta alla società civile”.
La parata per l’inaugurazione di Acerra ha fatto prevalere un’idea di sviluppo e di paese secondo gli appetiti di una classe dirigente sconsiderata e furba. Sono stati esaltati malfattori e sono stati colpevolizzati i cittadini che non sono d’accordo su imbrogli e disastri. Il politici di centrodestra e di centrosinistra ribaltano la verità e si preoccupano solo delle prossime elezioni. Chi nella società civile si è impegnato per un presente e per un futuro vivibili rischia l’isolamento. Molta gente per l’inceneritore sembra più soddisfatta che preoccupata come dovrebbe. È forse il tempo di riflettere e di cambiare.

leggi il testo al sito di Giuseppe Messina ^

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UN BRUCIANTE INGANNO

Posted by ambienti su marzo 27, 2009

NUOVA ORDINANZA PER I RIFIUTI
AD ACERRA ARRIVERÀ DI TUTTO

Dispiegando ogni potenza dei mezzi di comunicazione Berlusconi e Bertolaso ci hanno detto che per l’attività dell’inceneritore di Acerra la salute dei cittadini verrà tutelata con il rispetto di tutte le norme. Quali norme? Chi ha visto il video clandestino delle prove diffuso via You Tube ^ ha avuto ulteriori seri dubbi. Ciò che finisce dentro il bruciatore sembra monnezza mista un po’ frullata e frollata, nella migliore delle ipotesi ciò che col nome di “tritovagliato”, anche confezionato in “ecoballe”, è  uscito per anni dagli impianti che avrebbero dovuto produrre CDR. Nel frullato può esserci di tutto. Altro che monitoraggio e sicurezza. Qui si procederà a tentoni in uno sgangherato esperimento che potrebbe avere come effetto un vertiginoso aumento dei veleni emessi nell’ambiente. Oltre ogni possibile previsione, giacché non esistono impianti di dimensioni così grandi gestiti con simili criteri, o, per capirci meglio, con una simile assenza di criteri. Perché non è vero – come pure ha tentato di sostenere qualche ciarlatano – che qualunque cosa si brucerà gli effetti saranno uguali. Non è vero per quello che andrà nell’aria e non è vero per le tossiche ceneri residue (peso circa un terzo del materiale originario) che poi si dovranno comunque seppellire in discarica chissà dove.
Però, in definitiva, che saranno rispettate le norme, almeno quelle dell’Italia berlusconiana, forse è vero. A tempo a tempo. Secondo uno stile che si sta sempre più consolidando nella gestione governativa dell’emergenza rifiuti (e non solo), pensato l’inganno è bastato inventare norme che lo rendessero praticabile senza rischi giudiziari. Non si sa mai, a qualche carabiniere o a qualche magistrato potrebbe venire il capriccio di andare a curiosare in quel che avviene nell’inceneritore, per fare rispettare la legge e difendere la nostra salute. E agli eventuali richiami europei il premier potrà sempre provare a replicare raccontando qualche barzelletta. Tanto le possibili sanzioni sono multe che pagherebbero i cittadini.
Sulla Gazzetta Ufficiale n.70 del 25-3-2009 è apparsa una nuova Ordinanza governativa, la n. 3748, in cui si legge tra l’altro:
“Si provvede al conferimento (dei rifiuti) , per l’esecuzione delle operazioni autorizzate, presso il predetto termovalorizzatore, dei rifiuti imballati e non imballati, provenienti dagli impianti di selezione e trattamento di cui all’art. 6, comma 1, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, ed ovunque stoccati, e prescindendo dalla qualifica di destinazione gia’ attribuita ai rifiuti stessi, prodotti dalla data di risoluzione dei contratti con le societa’ ex affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti in Campania disposta dall’art. 1, comma 1, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245″.
E più avanti:
Il conferimento dei rifiuti di cui al comma 1 del presente articolo, e’ eseguito, in termini di stretta funzionalita’ rispetto all’esercizio dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra ed in osservanza delle prescrizioni di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3745/2009, previo compimento di attivita’ di caratterizzazione, da eseguirsi anche in sito a cura della competente Agenzia regionale protezione ambiente della Campania, limitatamente ai rifiuti prodotti, imballati e non imballati, dalla data di risoluzione dei contratti con le societa’ ex affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti in Campania disposta dall’art. 1, comma 1, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, e fino alla data di entrata in vigore del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90″.
Si potrebbe sottilizzare su qualche ambiguità linguistica forse intenzionale. Che significa, per esempio, che la caratterizzazione può eseguirsi “in sito”? In quale sito? Quello originario di stoccaggio o quello finale dell’inceneritore? Il materiale inadatto e pericoloso sarebbe molto meglio se non ci entrasse proprio nell’area dell’inceneritore. Ma chi volete che sia tanto pignolo, visto l’andazzo?

qui il testo completo dell’Ordinanza n. 3748/2009 ^

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PER L’INCENERITORE ECOBALLE E NUOVE BALLE

Posted by ambienti su marzo 26, 2009

balloonbOGGI AVVIATO L’IMPIANTO DI ACERRA
PROPAGANDA NEL DISCORSO DI INAUGURAZIONE
CHI CREDE A QUEL CHE DICE BERTOLASO?
IL CARDINALE SEPE NON PARTECIPA ALLO SHOW

Per bruciare le ecoballe ad Acerra senza provocare troppi allarmi arrivano nuove balle. Nel discorso ufficiale per l’inaugurazione dell’inceneritore Bertolaso ha detto che l’impianto è dotato di “una tecnologia modernissima”. Questo non era vero fino a pochi mesi fa, in base ai progetti, e nessuno ci ha spiegato come sia avvenuto il miracolo. Bertolaso ha detto che l’inceneritore “non brucerà il tal quale, perché le ecoballe saranno selezionate”. Vuol dire che l’impianto non brucerà il CDR, com’era previsto nel piano originario, e invece brucerà davvero le ecoballe, con effetti inquinanti molto più gravi, mentre non è per niente chiaro secondo quali criteri e con quali sistemi potrano essere “selezionate”. Bertolaso ha detto, tra l’altro, che grazie all’inceneritore diminuirà il ricorso alle discariche e ci sarà per i cittadini campani “la diminuzione della tassa sui rifiuti”. Fate i conti con la prossima bolletta TARSU e capirete meglio quanto il personaggio è credibile.
Alla fine del discorso anche i ringraziamenti al cardinale di Napoli Crescenzio Sepe “che non è qui per impegni personali pregressi”. Figuriamoci. Se Sepe avesse partecipato, dopo che il vescovo di Acerra Don Giovanni Rinaldi aveva rifiutato di benedire l’impianto, ritenendolo dannoso per la vita umana, in Campania avremmo auto due Chiese cattoliche separate.

la  notizia del discorso di Bertolaso su ILNOLANO.IT
che sta dedicando all’ inaugurazione puntuali cronache ^

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ACERRA BLACK DAY

Posted by ambienti su marzo 26, 2009

Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
Comer  – Comitato Emergenza Rifiuti Caserta  

26 MARZO, CONCENTRAZIONE DEI COMITATI CIVICI CAMPANI AD ACERRA ALLE 10 IN PIAZZA CASTELLO. OGGI BERTOLASO & BERLUSCONI INAUGURANO L’INCENERITORE. È UN GIORNO NERO PER LE PROSPETTIVE DI SALUTE DEI CITTADINI DI ACERRA E DELLA CAMPANIA. PERCIÒ I MANIFESTANTI PORTERANNO UN SEGNO DI LUTTO.

I comitati civici da anni invocano la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali, e individuano nella politica di incenerimento la vera causa dell’emergenza rifiuti che da anni affligge la Campania. Essendo invece stati destinati i rifiuti all’incenerimento, al fine di trarne profitto economico tramite i finanziamenti pubblici (cip6), la raccolta differenziata non è mai stata portata avanti con la dovuta serietà e fermezza da parte delle amministrazioni. Questo ha comportato un grave danno per tutte le comunità, con la nascita di svariate discariche (Serre, Chiaiano, Lo Uttaro, Giugliano, Savignano, S. Arcangelo, Parapoti, ecc…) in cui sono andati a finire i rifiuti indifferenziati, tra cui sono stati occultati spesso anche rifiuti tossici. Se la politica della raccolta differenziata, del riciclo e della riduzione, fosse stata seguita dalle amministrazioni ciò non sarebbe accaduto.
Nonostante ripetuti convegni, manifestazioni e proposte alternative all’incenerimento espresse in questi anni dai comitati civici, che hanno indicato esempi di trattamento dei rifiuti sostenibili sotto il profilo economico e ambientale, come l’impianto di riciclo Vedelago, le amministrazioni locali e nazionali si sono sempre mostrate sorde – se non ostili – alle proposte della società civile.
Oggi più che mai è necessario un piano Rifiuti Zero per la Campania senza discariche di tal quale, e la messa al bando degli impianti di incenerimento, dannosi per la salute umana e per l’ambiente.
Il ComER partecipa alla manifestazione ed esprime appoggio e solidarietà al vescovo di Acerra Don Giovanni Rinaldi che con realismo e devozione per la vita umana si è rifiutato di benedire l’inceneritore.

PERCHÉ GLI INCENERITORI DI RIFIUTI SONO PERICOLOSI
concetti essenziali, in formato PDF scaricabile^

per altro materiale sul tema scorri la sezione TESTI ^

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ACERRA, 400 INVITATI ALLA GRIGLIATA DI B&B

Posted by ambienti su marzo 25, 2009

Berlusconi & Bertolaso hanno invitato 400 persone ad Acerra per l’inaugurazione dell’inceneritore. Forse di più, ma sugli altri potrebbe esserci il segreto di stato. B&B se ne vogliono “vedere bene”, come si dice a Napoli. Cercano una giornata di autoglorificazione. O tentano di nascondere con i festeggiamenti i tanti problemi che non riescono a sbrogliare? Dal centro di Napoli c’è chi ha ricominciato a lamentarsi – con lettera alla sindaca Iervolino e foto annesse – perché la città torna ad essere sporca (su Il Mattino^) .
Ad Acerra per il pranzo degli ospiti non è stato ufficialmente annunciato un menù. Manderanno via gli invitati senza arrosto dopo aver fatto loro vedere il fumo? Comunque, per evitare equivoci, non è prevista una grigliata gastronomica. Basterà e avanzerà quella del tritovagliato bruciato nel nuovo impianto.
A B&B ha provocato un certo disappunto Don Giovanni Rinaldi, vescovo di Acerra, che l’invito alla festa non lo ha accettato. I due campioni dei rifiuti, senza perdersi d’animo, si sono rivolti ai superiori: hanno convocato il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. E se avesse rifiutato anche lui? A quali più alti gradi si sarebbero appellati il premier e il suo sottosegretario? Al Vaticano? Ancora più su?
Il cardinale Sepe, perciò, probabilmente ad Acerra presenzierà. Per placare gli animi, che in questo caso somiglia molto all’addormentare le coscienze. La Chiesa è ferma e compatta nel difendere tutta la natura creata e ogni alito di vita. Molto coerente. Ma di fronte all’inceneritore le posizioni si complicano in modo preoccupante. Il problema teologico sarebbe: in che rapporto sono la natura creata e l’alito della vita con gli aliti velenosi e le micidiali nanopolveri che usciranno dalle ciminiere industriali di Acerra? Nella Chiesa Campana avremo lo scisma della munnezza?
Gli acerrani appaiono in generale confusi e malinconicamente rassegnati. All’inaugurazione dell’inceneritore, ma non a respirare ciò che diventerà l’aria di qui. Da anni ad Acerra non si sentivano tra la gente, in privato, tanti progetti di andare via per sempre. Soprattutto da quando, nelle ultime ore, si è saputo che Andrea Gerlando, il secondo pastore morto per tumore da inquinamento ad Acerra, un anno fa, aveva il corpo impregnato di diossina e di altri “veleni vecchi” locali ^ .
Pubblicamente sono previste due manifestazioni di protesta. Una oggi, organizzata dal movimento campano Rifiuti Zero, corteo in partenza alle 16.30 da piazza Duomo di Acerra. Una domani, con presidio in piazza Castello a partire dalle 10 . Per dire le ragioni del no, a voce e per iscritto, con insegnanti, avvocati, medici. In sintonia con le manifestazioni organizzate dall’associazione nazionale Diritto al Futuro ^ nelle piazze di varie città italiane, dal 26 al 29 marzo, per denunciare la truffa del sussidio CIP6 concesso ai gestori degli inceneritori. Un “affare” in contrasto con la Direttiva 2001/77 dell’Unione Europea che esclude la possibilità di sovvenzionare con i “certificati verdi” fonti energetiche non rinnovabili e per niente “pulite”.
Un fronte battagliero è quello dei medici che non ci stanno ad assistere e a tentare di rimediare in silenzio agli effetti dell’inceneritore sulla salute pubblica. Loro lo sanno quello che potrà accadere ai nostri corpi con l’aerosol di Acerra. Hanno preso posizione i Medici per l’Ambiente, con un intervento del vicepresidente Gaetano Rivezzi ^ , e in un articolo oggi su la Repubblica edizione Napoli la giornalista Conchita Sannino ha raccolto l’appello di Felicetta Parisi, neonatologa all´ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. “Si capisca – ha detto la dottoressa Parisi – che i miei colleghi medici hanno il dovere di scendere in campo. Così, domani, i loro figli e i loro nipoti non gli diranno: cosa avete fatto. Dobbiamo dire no a questa bomba ecologica. Che va ad aggravare una strage che è già in corso. Tra poche ore si riunisce l´Ordine dei Medici di Napoli per dire la sua. Sono mobilitati alle 16.30 di oggi. Usciremo con il camice bianco e il nastrino nero”.

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CON L’INCENERITORE DANNI AL DNA

Posted by ambienti su marzo 25, 2009

A monitorare l’inceneritore di Acerra i medici dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente Bertolaso non li ha voluti. Probabilmente lo avrebbe messo in imbarazzo dare spiegazioni a colleghi o ex colleghi (Bertolaso è anche medico) sui benefici effetti di quell’impianto in un territorio per giunta già pesantemente colpito dall’inquinamento. Alla vigilia dell’inaugurazione, i medici dell’Associazione, sezione italiana dell’ISDE (International Society of Doctors for the Environment), ritengono che i rischi siano gravi. Li ricorda qui brevemente il dottor Gaetano Rivezzi, pediatra dello staff per l’assistenza neonatale nell’ospedale San Sebastiano di Caserta, che interviene in qualità di vicepresidente per il Sud Italia di Medici per l’Ambiente.

VELENI NELL’ORGANISMO DAL MEGAIMPIANTO DI ACERRA

di Gaetano Rivezzi – medico pediatra, vicepresidente di ISDE Italia ^

Impegnati per la tutela dell’ Ambiente e della Salute, riteniamo che la costruzione e la prossima accensione del megaimpianto di incenerimento di Acerra rappresenta un grave atto di irresponsabilità scientifica e sanitaria e un molto discutibile intervento industriale. Le nostre neomamme e i loro figli subiranno un molto probabile danno di salute irreversibile con l’accumulo degli invisibili contaminanti ambientali che si produrranno dall’incenerimento di ogni tipo di materiale, anche di plastiche, gomme, assemblaggio di sostanze chimiche.più o meno pericolose che si accumulano nel nostro organismo producendo danni al DNA.
Studi scientifici, documentati e resi evidenti anche dal nostro comitato scientifico dell’International Society Doctors for Environment, dimostrano il pericolo che l’ incenerimento industriale di questo livello arreca alla salute. Il controllo ambientale in questi anni è mancato, a volte è stato nascosto, oppure sottovalutato, nonostante i 15.000 animali abbattuti nel territorio Acerra-Nola-Caserta perché avvelenati da diossina nel 2003. E nonostante il rilievo nelle erbe e nei terreni di furani, pcb e diossine e metalli pesanti, come si vede dalle mappe dell’ Arpac, e il riscontro di Diossina e PCB diossino-simili nel latte di 100 donne di Caserta e Napoli. Le corrette modalità di funzionamento dell’impianto, e soprattutto il monitoraggio di salute che si prevede, non sono state ben illustrate, non consentendo ad esempio alla nostra associazione scientifica di partecipare alla fase di controllo.
Le innumerevoli risorse economiche impegnate in questa scellerata gestione – si tratta di 1,5 miliardi di Euro di soldi pubblici! – dovevano essere spese per il benessere e la salute dei cittadini della Campania, evitandoci l’umiliazione della spazzatura e la patologia ambientale che sta crescendo nella nostra popolazione con un netto aumento di malattie endocrine e tumorali.

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VERSO L’ACERRA BLACK DAY

Posted by ambienti su marzo 24, 2009

Berlusconi & Bertolaso hanno fretta, frettissima. Berlusconi domani già sarà a Napoli e andrà a dare un’occhiata ad Acerra. Lo ha scritto  l’agenzia videocomunicazioni ^ :

BERLUSCONI ANTICIPA L’ARRIVO A NAPOLI: DOMANI SOPRALLUOGO AD ACERRA
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, anticiperà la sua visita a Napoli. Il Premier giungerà in città domani nelle prime ore del pomeriggio e, poco dopo, affettuerà un sopralluogo nell’area del termovalorizzatore di Acerra, impianto che verrà ufficialmente inaugurato giovedì mattina. Sempre giovedì, prima di recarsi ad Acerra, Berlusconi incontrerà una delegazione di lavoratori Fiat impegnati nella vertenza in Campania. Non è ancora definito il programma preciso della visita del Presidente del Consiglio in città che, in ogni caso, avrà come quartier generale l’hotel Vesuvio.

Intanto ad Acerra si prepara il “funerale della salute”
ACERRA – La Federazione Assocampaniafelix parteciperà alle manifestazioni indette il 25 (ore 16) e 26 marzo (ore 10) ad Acerra per protestare contro l’inaugurazione dell’inceneritore e lo fa organizzando il ‘Funerale della Salute’, insieme ai Medici per l’Ambiente e alle altre organizzazioni di associazioni e comitati. “Riteniamo,” ha dichiarato Gennaro Esposito, medico ambientalista e delegato della Federazione per l’area nolana “che bruciare rifiuti tal quale per legge è un crimine contro l’umanità, in quanto è stato dimostrato scientificamente che nelle popolazioni che vivono intorno ad un’inceneritore aumenta la mortalità per alcune patologie come il cancro e non esistono filtri sufficienti per trattenere diossine, metalli pesanti e nanoparticelle spigionate dalla combustione di tali rifiuti commisti”.          leggi tutto l’articolo su ilnolano.it ^

Il vescovo di Acerra, Don Giovanni Rinaldi, annuncia: “Non benedirò inceneritore”
ACERRA – “Mi hanno chiesto di benedire l’inceneritore in occasione dell’inaugurazione del 26, ma non me la sento”. Questa la decisione di Don Giovanni Rinaldi, Vescovo di Acerra, all’indomani della condivisione del suo pensiero con i fedeli, prima della benedizione della messa celebrata domenica nella cattedrale. Il Nolano.it ha incontrato Sua Eccellenza questa mattina. “La mia scelta è frutto di una decisione presa in accordo con l’intero Consiglio Episcopale, col quale mi sono confrontato – ha dichiarato Rinaldi – In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto – ha proseguito – perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire”.          leggi tutto l’articolo su ilnolano.it ^

Da Nola interviene Don Aniello Tortora : “La salute della gente è sacrificata al totem del profitto economico”
Giovedì 26 marzo sarà inaugurato l’inceneritore di Acerra. Sarà il secondo in Italia (su 50) e, in progress, quando arriverà a pieno regime, sarà capace di smaltire 200/300 tonnellate di rifiuti al giorno. Non tocca certo a me, né alla Chiesa, dare soluzioni o indicazioni tecniche ai problemi. Tocca alla politica e agli esperti. Ma quando è in gioco la salvaguardia dell’ambiente, la salute della gente, la dignità delle persone, il pericolo del saccheggio di un territorio svenduto per speculazioni economiche, in una parola, quando non si persegue il “Bene Comune”, la Chiesa ha il diritto-dovere di intervenire sul piano etico-valoriale.          leggi tutto l’articolo su ilmediano.it ^

Mentre si propaga in tutta Italia la protesta contro la sovvenzione CIP6 che rende l’incenerimento di rifiuti molto “conveniente” (per chi gestisce gli impianti)
ACERRA – Si preannuncia lungo ed impegnativo il week end programmato dal fronte del no all’inceneritore: dal 26 al 29 marzo, Diritto al Futuro sarà nelle piazze di 40 città italiane per denunciare la “truffa dei cip 6” e i cosiddetti certificati verdi, utilizzati in Italia per finanziare gli inceneritori di rifiuti al posto delle energie pulite, nonostante l’Unione Europea abbia bandito questa pratica. La mobilitazione nazionale avrà inizio proprio il 26 marzo, in concomitanza con l’inaugurazione dell’impianto di Acerra.          leggi tutto l’articolo su ilnolano.it ^

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NATI PER FARE DANNI

Posted by ambienti su marzo 23, 2009

Dove s’era mai vista prima una pretesa associazione “ecologista” di cittadini come “Fare Ambiente” tutta a favore di inceneritori e di impianti nucleari? Che bisogno c’era, visto che i progetti per questi impianti sono ben sostenuti da centri di potere economico e politico? È ridicolo. Le associazioni di cittadini per l’ambiente hanno un senso come mezzi di autotutela, per esprimere esigenze spesso trascurate, o avversate, nei centri di potere e di decisione. Invece – e qui c’è poco da ridere – “Fare Ambiente” ha evidentemente l’obiettivo di persuadere, dissuadere e contrastare in modo pretestuoso chi si preoccupa del proprio ambiente e della propria salute. Farà propaganda a vantaggio di lobby economiche e di politici affini. Eventualmente con i soldi di noi tutti.
Questi “ambientalisti del fare”, nati per fare danni, ora hanno un riconoscimento ufficiale dal governo. Il che significherà probabilmente sostegni e finanziamenti pubblici per intralciare l’attività delle vere associazioni per l’ambiente.

COMUNICATO sulla Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21-3-2009
Individuazione di un’associazione di protezione ambientale ai sensi dell’articolo 13 legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni.
Con decreto ministeriale 27 febbraio 2009 l’associazione denominata «Fare Ambiente Med (Movimento ecologista democratico-liberale)», con sede legale in Napoli via S. Gregorio Armeno n. 35, e sede operativa in Roma, via Nazionale n. 243, e’ individuata tra le associazioni di protezione ambientale.

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A BERTOLASO IL POTERE, ALLE PROVINCE SPESE E DISASTRI

Posted by ambienti su marzo 23, 2009

NEW 26/3/2009 – ORDINANZA SOSPESA!

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 marzo 2009, n. 3746

vai al testo dell’Ordinanza ^

Il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – voluto dal sottosegretario Guido Bertolaso – per la gestione dei rifiuti in Campania commissaria gli enti locali provinciali, li obbliga all’assunzione di circa 24 mila dipendenti dei Consorzi di bonifica, li obbliga alla sola gestione delle discariche. Senza che sia stato fornito un quadro economico e patrimoniale dei Consorzi stessi, elemento essenziale per definire il complesso delle attività e delle passività che ciascuna Provincia dovrà affrontare.
L’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini aveva provato a mediare tra Province e Governo, ma ha fatto cilecca.

NEW 26/3/2009
L’Ordinanza n. 3746 è sospesa.
Il Sottosegretario di Stato all’emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, ha inviato stamani (con nota prot. 10884) una lettera alle cinque Province della Regione in merito alla contestata Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3746 con la quale in sostanza ne congela l’efficacia in attesa di concordarne le modifiche.
Nel documento si legge: “All’esito dell’incontro tenutosi il 24 marzo 2009 presso la Regione Campania, e al fine di consentire le necessarie verifiche anche in termini di possibile parziale modificazione di talune disposizioni della OPCM n. 3746, stanti anche le richieste regionali in tal senso, non si procederà al momento alla nomina dei commissari ad acta. Firmato: Guido Bertolaso”.
L’Ordinanza era stata variamente contestata dalla Province Campane per gli enormi problemi che creava riguardo alla gestione dei rifiuti. Il Sottosegretariato aveva convocata una apposita riunione per ridiscuterne il contenuto e cercare una soluzione condivisa con gli enti territoriali.

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I VELENI DELLA CAMPANIA AL TEMPO DI BERLUSCONI

Posted by ambienti su marzo 23, 2009

“Berlusconi tutte le volte che è venuto a Napoli non si è mai allontanato dal centro della città e, soprattutto nel primo periodo in cui veniva, il centro di Napoli veniva ripulito apposta. Questo lo possono confermare tutti i napoletani. Berlusconi della situazione critica dei rifiuti che c’è nelle province di Napoli, ma soprattutto in quella di Caserta, non ha la minima idea”.

L’intervista realizzata da Daniele Martinelli di IDV Staff ad Alessandro De Pascale, giornalista del settimanale Left che sta seguendo la questione rifiuti in Campania.
Dal sito Italia dei Valori ^

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