AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

L’INCENERITORE È UN BUCO NERO

Posted by ambienti su marzo 9, 2009

Il Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretto dal capitano Pietro Rajola Pescarini, ha effettuato questa notte il sequestro dei due termovalorizzatori dell’ impianto di Colleferro e proceduto all’arresto di 13 persone con l’accusa di associazione per traffico illecito di rifiuti e truffa allo stato. A conclusione di un’indagine intitolata “Black Hole”, “Buco Nero”.
A finire in manette la dirigenza del consorzio che gestisce l’impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell’Ama per i ciclo dei rifiuti. Secondo quanto si apprende da fonti investigative a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando “tutte le norme previste”. Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell’Arma, arrivava “di nascosto” dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi.
L’indagine “Black Hole” ha rilevato anche “il condizionamento nei confronti di dipendenti ed operai, anche attraverso pretestuose contestazioni disciplinari e sospensioni lavorative, al fine di evitare la collaborazione degli stessi con l’autorità giudiziaria”. Tra i reati emersi: l’organizzazione del conferimento di rifiuti urbani non differenziati ai termovalorizzatori, classificati come Cdr; falsificazione e predisposizione di certificati di analisi sulla natura dei rifiuti; l’ottenimento fraudolento di incentivi statali in campo energetico. Nella gestione dei termovalorizzatori sono stati distrutti o occultati certificati ed analisi e alterati i dati dei valori fuori limite.

Gli inceneritori di rifiuti fanno male all’ambiente e alla salute. Lo dicono innumerevoli ricerche scientifiche ed è impossibile smentirle. I paladini dell’incenerimento potranno al massimo cercare di imbrogliarvi sostenendo che un inceneritore fa male come qualche decina di automobili. Per sostenere questo, però, bisogna sorvolare su tutte le sostanze dannose emesse da un inceneritore, in particolare le micidiali nanoparticelle, che al momento non vengono bloccate da filtri, neanche con le più aggiornate tecnologie ^. E bisogna presupporre che un inceneritore funzioni in condizioni ideali per caratteristiche del’impianto, manutenzione, qualità dei materiali bruciati. Condizioni “ideali”, appunto, che restano nel mondo delle idee. Scendendo terra terra, nel mondo reale dove viviamo e respiriamo, le cose vanno spesso molto diversamente.
Chi garantisce i controlli? Che succede in caso di errori? Applicare tutte le procedure, le cautele e i controlli miranti a un funzionamento ideale ha, tra l’altro, i suoi costi. E gli inceneritori non sono opere di beneficenza, come pure qualcuno vorrebbe farvi credere nel farvi pagare il contributo CIP6 con la bolletta dell’energia elettrica. Gli inceneritori di rifiuti sono impianti industriali volti a fini di lucro, anche se di una strana industria impegnata a produrre veleni per tutti e ceneri tossiche che poi è ulteriormente pericoloso smaltire. Perciò è improbabile che un inceneritore reale funzioni in condizioni “ideali”. Ed è invece probabile – soprattutto in Italia dove i rifiuti sono divenuti l’affare d’oro della delinquenza organizzata e non – che funzionino male, con un accrescimento vertigioso dei danni per l’ambiente e per la nostra salute.
Come può funzionare un inceneritore reale ce lo spiegano, di tanto in tanto, i verbali dei carabinieri. Ultimo caso oggi a Colleferro, a due passi da Roma. E a Colleferro non è la prima volta che intervengono i carabinieri del NOE. Come a dire: l’inceneritore si bruciacchia il pelo ma non perde il vizio.

3 Risposte to “L’INCENERITORE È UN BUCO NERO”

  1. Antonio said

    E questo a Colleferro! Dobbiamo parlare di Acerra? Dove tutto già è sbagliato in partenza tecnicamente. E le commissioni di controllo poi? Costituite da membri del ministero che devono tenere i risultati blindati e nascosti al pubblico dopo rilievi fatti ogni tre mesi. Altro che tempo reale, altro che trasparenza! Altro che Vienna e Copenhagen! Simm’en Italy, paisà!

  2. RB said

    E’ una vergogna. Comunque e sempre abbasso gli inceneritori!

  3. ambarabà said

    C’è Coppola e Coppola
    Ricordate l’attrazione fatale variamente manifestata verso gli inceneritori dalla casertana Cristiana Coppola, vicepresidente per il Mezzogiorno e presidente per la Campania di Confindustria? Ebbene, quando si dice Coppola non sempre è necessario turarsi il naso. L’operazione Black Hole di Colleferro è stata anche l’occasione per far venire alla ribalta una Valentina Coppola, responsabile locale dell’associazione per i diritti del cittadino Codici, sezione Ambiente, che ha dichiarato: “Gli abitanti di Colleferro non ripongono più fiducia nelle istituzioni: il territorio, già vessato dall’inquinamento ambientale e delle acque del fiume Sacco, ha subìto un’ulteriore ferita per la cattiva gestione dei termovalorizzatori. Ricordo che più volte sono comparsi cartelli a Colleferro, asserenti la perfetta idoneità del cdr bruciato egli impianti locali, ed ecco puntuale la smentita…”.

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