AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

QUANTA INCOERENZA IN QUESTA ORDINANZA

Posted by ambienti su marzo 10, 2009

Qualcuno è riuscito a leggersi tutta l’ordinanza n. 3745 ^ per l’avvio dell’inceneritore di Acerra? Sorbirsela fino in fondo non è semplice, non perché i concetti siano difficili ma perché si tratta spesso di enunciazioni che si contraddicono l’una con l’altra. Un guazzabuglio. Come osserva il nostro Franco – che ha provato ad analizzarla – l’effetto potrebbe essere comico se non minacciasse di essere tragico. L’intento è, molto probabilmente, di provare ancora a confondere le idee ai cittadini campani, alla comunità europea, a quel che resta in questo paese della libera informazione. Per giunta abbiamo verificato che l’Osservatorio istituito e regolato da Bertolaso con il decreto n. 29 del 12/02/09 ^ dovrà agire, in pratica, avvolto nel segreto. Sarà che si parla di Acerra, ma le intenzioni di B&B per i rifiuti campani spesso a noi sembrano proprio segreti di Pulcinella, purtroppo molto pericolosi per la nostra salute e per il futuro di tutta la Campania.
Ecco le considerazioni di Franco sull’ordinanza n. 3745 e sul decreto n. 29.

L’ultima gemma, per ora, del governo Berlusconi relativamente al ciclo dei rifiuti in Campania riguarda l’inceneritore di Acerra. È l’ordinanza n. 3745 del 5 marzo 2009. Con essa il governo Berlusconi autorizza l’avvio “provvisorio” dell’inceneritore, nonostante il mancato completamento dell’impianto sia dal punto di vista funzionale sia dal punto di vista delle opere di controllo delle emissioni e di monitoraggio. Tutto come sempre sul presupposto dell’urgenza (“somma urgenza” si legge nel testo) e sempre per superare la fase emergenziale. Ma Berlusconi a luglio dello scorso anno non aveva proclamato a mezzo mondo che, grazie al suo intervento, l’emergenza era finita? Comunque, per superare un’emergenza ne apriamo un’altra, destinata a durare non si sa fino a quando. Altri 6 mesi? Altri 15 anni? Fino ad allora i cittadini di Acerra e confinanti si dovranno sorbire tutte le emissioni inquinanti, certe e incerte, senza poter sapere a che cosa di sicuro vanno incontro.
Le premesse del decreto sono anche illuminanti circa la volontà del governo di derogare, ancora una volta, dalle leggi nazionali ed europee per dare avvio all’inceneritore, pur nella consapevolezza di trovarsi di fronte un impianto per molti aspetti fatiscente – soprattutto e irrimediabilmente nella concezione – e non funzionante. Già nelle prime righe si legge: “In deroga al parere della commissione di valutazione di impatto ambientale del 9 febbraio 2005 (e ciò grazie al mai abbastanza detestato D.L. 90/2006, n.dr.) è autorizzato il trattamento dei rifiuti codici: CER 19.05.01; 19.05.03, 19.12.12; 19.12.10; 20.03.01; e 20.03.99″. Ciò significa che, pur richiedendo il parere ad un’apposita commissione, in cui sono presenti tutte le parti interessate, ed il cui studio potrebbe in qualche modo garantire la popolazione, al primo parere negativo il governo sovverte le regole, con la forza e l’autorità di cui dispone, e dichiara che il parere non avrà efficacia. A parte i costi a questo punto inutili dei lavori della commissione, ci si rende conto che siamo al trionfo della barbarie rispetto ai princìpi di legalità e di civiltà che dovrebbero valere nel XXI secolo in un moderno paese della fantomatica moderna società occidentale ?
Il capoverso successivo fonda l’avvio dell’esercizio del termovalorizzatore sul parere della stessa Commissione di valutazione di impatto ambientale e – udite udite – “sulla consultazione già intervenuta con la popolazione residente”. A parte che la commissione, evidentemente, come rilevato nel comma precedente, non ha dato un parere favorevole a fare quanto ora si farà, e pertanto è stata necessaria un’apposita deroga per avviare il funzionamento, poi in quale modo è stata sentita la popolazione interessata o della zona? In vista del prossimo avvio non risulta alcuna consultazione ufficiale e pubblica della popolazione, pertanto si tratta di un’altra bugia. O con la popolazione c’è stata una consultazione “segreta”? Ognuno può rendersi conto che si tratta di un’assurdità.

È stato solo stabilito, con decreto del sottosegretario n. 29 del 12/02/09, che dovrà funzionare un “Osservatorio ambientale sul termovalorizzatore di Acerra”. Anche il detto decreto è pieno di incoerenze e di inganni. Il presidente nominato, professor Vincenzo Coccolo, già direttore dell’ARPA Piemonte, negli ultimi anni è stato collaboratore con disparati incarichi del Dipartimento della protezione civile, perciò è legato a Bertolaso. Nell’Osservatorio c’è un solo rappresentante del Comune di Acerra, uno della Regione, uno della Provincia di Napoli, nessuno della Provincia di Caserta che, per banali ragioni geografiche, non sarà meno interessata di quella di Napoli dagli effetti dell’inceneritore. Ovviamente non c’è alcun rappresentante di associazioni per l’ambiente. Sarà una farsa. Non intendiamo qui mettere in dubbio le capacità dei singoli componenti dell’Osservatorio. Il fatto è che riuniti tutti insieme potranno fare molto poco per tenere efficacemente sotto controllo la situazione, tanto meno potranno tenere informata la popolazione, contrariamente a quanto annunciato in una premessa del decreto stesso, dov’è dichiarato che è “necessario garantire la più ampia informazione nei confronti della popolazione relativamente all’esercizio dell’impianto del termovalorizzatore di Acerra”.
Per capire come probabilmente funzionerà l’Osservatorio consideriamo qui solo un paio di punti del metodo prescritto dal decreto. All’articolo 1 è detto che “Nell’assolvimento dei propri compiti, i componenti dell’Osservatorio si attengono ai princìpi di indipendenza, imparzialità e riservatezza ed evitano qualsiasi situazione che possa dar luogo a conflitti di interesse, anche solo potenziali, né utilizzano o diffondono informazioni riservate di cui siano venuti a conoscenza per l’assolvimento el proprio compito”. Vale a dire che quando qualcuno di loro si accorgerà che qualcosa va storto non potrà esprimere pubblicamente posizioni diverse da quelle che il presidente – e attraverso di lui il sottosegretario Bertolaso – riterrà più adeguate alla situazione. Altrimenti potrebbe scattare un’accusa di “conflitto di interessi”, magari per fiancheggiamento di “fondamentalisti dell’ambiente” (definizione appena rispolverata da Berlusconi per indicare i cittadini contrari ai disastri ambientali che lui sta preparando). Per giunta i commissari non potranno fiatare con nessuno dei “segreti” dell’inceneritore. Altro che informazione alla popolazione.
Sembra di capire, leggendo il resto, che potremo contare al massimo su una “relazione trimestrale”, che dovrà passare al vaglio della struttura del sottosegretario “per la successiva divulgazione”. Insomma, quest’Osservatorio non appare altro che un congegno studiato – e pure male – per eludere la normativa europea in materia ^ e raggirare i cittadini.
Torniamo ora all’ordinanza n. 3745. Un ulteriore passaggio conferma i finanziamenti per l’incenerimento di rifiuti permessi da questo governo e dal precedente: si legge infatti che spettano per l’impianto di Acerra i famigerati incentivi CIP6, anche in questo caso “in deroga” alle norme di legge, e comunque in aggiunta alle norme di legge. Quindi in base alla legge esistente sui finanziamenti consentiti si prendono, quando serve, gli incentivi “legali”, in più si prendono anche quelli “illegali”, cioè non previsti dalla legge. Questo è lo stato del diritto nel nostro Stato di diritto!
Come si è già accennato, si giustifica il tutto con il solito refrain della necessità e dell’urgenza: oggi bisogna superare la situazione ambientale emergenziale e a causa della “somma urgenza” viene messo in funzione un impianto che da circa dieci anni si cerca di costruire e di far funzionare sotto la spinta dell’urgenza per superare un’emergenza che dura ormai da quindici anni! Evidentemente c’è molta confusione.
Nel quadro ambiguo delineato dall’ordinanza c’è infine un passaggio comico benché anche tragico: “Ravvisata la necessità di porre in essere ogni iniziativa utile per la verifica del funzionamento dell’impianto e della rete di monitoraggio della qualità dell’aria …”. Ma come, ora avete finito di dire che, in via provvisoria, in deroga alle norme ed in deroga ai pareri della commissione VIA, l’impianto deve comunque entrare in funzione, e nello stesso momento dite che vi interessa verificare il funzionamento dell’impianto e monitorare l’aria? Ma se ciò fosse stato vero non avreste permesso il funzionamento improvviso ed improvvido dell’impianto non completato e senza la verifica preventiva della pericolosità per la salute della popolazione circostante.
La conclusione dell’ordinanza non può che essere molto tortuosa: “E’ disposto l’avvio provvisorio dell’impianto di Acerra, in termini di somma urgenza, fermo restando l’obbligo di provvedere all’integrazione del sistema di controllo delle emissioni dell’impianto, entro il termine di completamento delle operazioni di collaudo, mediante l’installazione di un sistema di monitoraggio in continuo del mercurio, di un sistema di prelievo continuo di microinquinanti organici e di un ulteriore sistema di monitoraggio delle emissioni al camino”. Mentre l’avvio è immediato, il conseguente obbligo di integrazione del sistema di controllo, da effettuarsi entro il termine delle operazioni di collaudo, è posticipato rispetto all’avvio. Perciò prima si avvia e poi si collauda. E i pericoli per la salute pubblica? E i pericoli per la salute e la sicurezza dei lavoratori impegnati nelle operazioni di esercizio dell’impianto ?
Ancora contraddizioni nelle righe finali: vengono puntigliosamente elencate tutte le attività di verifica da effettuarsi in gran parte prima dell’avvio dell’impianto, solo che in questo caso viene esplicitamente indicata la data entro cui la valutazione deve essere terminata: il 6 marzo 2009. L’ordinanza è datata 5 marzo 2009. Bastava un giorno per fare tante verifiche? E allora perché le deroghe? La confusione aumenta.
Per ora non temete e fate finta che vada tutto bene. Se poi c’è qualcosa che non va, avremo tempo per avvertire le conseguenze sulla nostra pelle.

Una Risposta to “QUANTA INCOERENZA IN QUESTA ORDINANZA”

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