AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

TACI! RADIOBERTOLASO TI PARLA

Posted by ambienti su marzo 11, 2009

È sorprendente per i cittadini campani la grande faccia tosta con cui il sottosegretario Guido Bertolaso si erge a maestro delle questioni ambientali in Italia e a difensore del bene pubblico. Lunedì scorso, 9 marzo, nel corso di una trasmissione pomeridiana di Radio Uno ha commentato il sequestro degli inceneritori di Colleferro dichiarando: “Sono strutture molto delicate, che presuppongono un’attenzione, un senso di responsabilità e un’etica della gestione della cosa pubblica che forse non tutti hanno”. E ha aggiunto: “Uno dei massimi responsabili della realizzazione di questo impianto, se non ricordo male, è già sotto inchiesta da due o tre anni per tangenti e per tutta una serie di irregolarità commesse durante la costruzione della struttura, che ha poi avuto una vita molto tribolata con commissariamenti e infine con quello che è accaduto oggi”. Però il sottosegretario Bertolaso ha mancato di ricordare i tribolamenti dell’inceneritore di Acerra, di precisare che lui stesso è sotto inchiesta per l’affare Rompiballe, che la discarica a Lo Uttaro, Caserta, da lui voluta, e da lui definita a basso impatto ambientale, è sotto sequestro giudiziario per vari e pericolosi illeciti che vi sono stati rilevati. E Bertolaso non può certo sostenere che non ne sapeva niente. Che a Lo Uttaro la situazione fosse drammatica gli era stato detto chiaro e tondo dalle associazioni per l’ambiente a Caserta, sulla base di un’ampia documentazione, quando lui aveva deciso di riaprire la discarica.
A che gioco gioca il sottosegretario? Si direbbe che stia sfruttando il degrado della vita pubblica e della classe politica in Italia per consolidare la propria posizione di massimo burocrate. In pratica per non dare conto a nessuno di ciò che fa. Il governo che gli ha assegnato l’incarico per il grave problema dei rifiuti segue, paradossalmente, le sue istruzioni, permettendogli di decidere leggi e decreti. Questo, in aggiunta al modo in cui Bertolaso manipola i media con le sue dichiarazioni, sta diventando una minaccia non solo per le questioni ambientali ma per l’insieme della democrazia in Italia.
Bertolaso si sente evidentemente superiore alla maggioranza dei cittadini, si sente superiore alla maggior parte dei politici, per non parlare della magistratura, della quale, con le disposizioni di legge che ha dettato, ha provveduto a neutralizzare molti specifici poteri in materia di rifiuti e di ambiente. Ma nessuna fase temporanea di emergenza dovrebbe rendere ammissibile un simile potere di stravolgimento permanente delle istituzioni e delle leggi, oltre che dell’ambiente. E chi e in base a che deciderà quanto devono durare questa emergenza e questo potere? E’ stata annunciata per l’ennesima volta la conclusione del commissariamento, tra pochi mesi, ma fin qui lo sviluppo degli eventi può suscitare molti dubbi su un’effettiva conclusione. E, in ogni caso, chi rimedierà ai disastri che ancora si stanno combinando? Anche chi è convinto che il sottosegretario Bertolaso stia agendo per il meglio farebbe bene a chiedersi: “E se stesse sbagliando? Chi sarebbe più in grado di fermarlo e di rimediare ai suoi errori?”.

La questione dell’emergenza rifiuti in Campania, trasformata da Bertolaso in una guerra a volte evidentemente personalistica – vedi il conflitto col ministero per l’Ambiente di Bertolaso I – sta determinando la formazione di un corpo separato dello stato gestito con criteri autoritari, con scarsissimi ed elusivi confronti pubblici. Per agire su questioni che nella comunità europea – di cui anche l’Italia dovrebbe fare parte – sono state ritenute della massima importanza per la vita dei cittadini e sono state perciò regolate con normative speciali, che prescrivono particolari e dirette forme di ascolto e di consultazione delle popolazioni interessate. Ma Bertolaso è superiore alle norme, le ignora o le fa riscrivere tutte le volte che può. Quando si tratta di norme europee, che non può facilmene modificare, in quanto non può contare su un governo complice, nelle dichiarazioni pubbliche sostiene di rispettarle scrupolosamente, ma continua a fare a modo suo.
Probabilmente Bertolaso conta sullo strapotere mediatico del governo, accresciuto per la questione rifiuti da un regime di guerra che lui stesso ha contribuito decisivamente a creare. Difficilmente possono spiegarsi in altro modo gli annunci fatti lunedì da Bertolaso a Radio Uno a proposito dei controlli ambientali previsti ad Acerra. Ha assicurato “la massima trasparenza” e ha detto che “nella piazza di Acerra verrà messo un pannello dove in tempo reale verranno indicate quelle che sono le sostanze che una volta bruciata la spazzatura possono essere liberate nell’area”. Il sottosegretario ha un’idea di fino a dove possono arrivare gli effetti del megainceneritore che ha deciso di avviare? E chi fornirà e verificherà i dati? In ogni caso gli acerrani e i campani, per la maggior parte, al momento non sanno niente del giocattolo radioannunciato, ed è invece per loro disponibile un decreto che regola un “Osservatorio ambientale sul termovalorizzatore di Acerra” ^ pressoché segreto, senza alcuna previsione di informazioni continue e attendibili per tutta la popolazione interessata.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: