AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

RINVIO PER LA CEMENTIR

Posted by ambienti su marzo 21, 2009

A Caserta e nell’adiacente Maddaloni gli abitanti di vari quartieri continuano a chiedersi se nei prossimi anni intorno a casa loro potranno respirare aria o dovranno continuare a respirare polvere. La conferenza dei servizi svoltasi ieri a Caserta ha esaminato il progetto Cementir per l’ulteriore utilizzo di una cava in zona soggetta a numerosi vincoli ambientali e ha fissato due date per ulteriori discussioni: il 31 marzo per l’eventuale approvazione del programma di ricomposizione ambientale, il 16 aprile per decidere sulla proroga dell’attività di estrazione. Le associazioni per l’ambiente in territorio casertano hanno chiesto il blocco del progetto ^ . Ora la decisione dipenderebbe dall’interpretazione di un articolo del piano cave regionale. Secondo il Genio Civile il progetto Cementir va bocciato, ma c’è il rischio che cali dall’alto una diversa interpretazione della norma.

leggi su Interno 18 ^

7 Risposte to “RINVIO PER LA CEMENTIR”

  1. danilo said

    A proposito di Cementir, è domenica 22/03 e sono le ore 11:00 ed è da questa mattina alle 8:00 che dall’inceneritore esce una quantità enorme di fumo denso che con la bassa pressione si vede che sta facendo un tappo di fumo lungo centinaia di metri da Maddaloni fino ad arrivare a San Nicola. Possibile che nessuna autorità si chieda che sta succedendo nei cementifici, visto che è visibile da km di distanza? Non è che già ci stiano bruciando quei maledetti rifiuti che quella m…. di Ganapini ha detto? Ci stanno avvelenando lentamente.

  2. grazia said

    Seguo molto spesso il Vs. sito. Vorrei un consiglio, se possibile, perché visto tutto quello che leggo ho le idee confuse e sono molto spaventata. Devo comprare o affittare casa a Caserta o dintorni. In pianura c’è il cementificio e quant’altro, sulle colline ci sono i ripetitori della televisione … Su quale zona mi devo orientare per stare (sempre relativamente, s’intende) più tranquilla?
    Datemi qualche consiglio, ne ho proprio bisogno! Grazie mille.
    Grazia
    post scriptum: anche la zona a nord di caserta è inquinata per la presenza del garigliano (con i resti della famosa centrale) … oppure no?!

  3. RB said

    Oggi ho scoperto l’esistenza degli “ambientalisti del fare”. L’avvocato casertano Francesco Della Corte è il rappresentante campano di “Fare ambiente”. E’ un grande sostenitore del nucleare, del governo-monnezzaro, di Bertolaso “che ha sempre svolto un egregio lavoro”, dei “termovalorizzatori”, di qualunque cosa faccia sparire il problema-rifiuti e magari anche le associazioni ambientaliste storiche che, secondo lui, “a furia di dire no hanno irrimediabilmente danneggiato l’ambiente”. Chissà cosa pensa Della Corte, ad esempio, di quanto sta avvenendo alla Cementir. Come si dice, eravamo scarsi …

  4. Giovanna Maietta said

    X Danilo
    Abbiamo girato la tua segnalazione a Giovanna Maietta, presidente del Comitato Parco Cerasola Centurano, esperta e capofila della lotta contro le cave e i cementifici a Caserta. Lei ha risposto così:

    Solo ora leggo il tuo messaggio, purtroppo in ritardo, proverò a chiedere a rappresentanti dei Comitati Maddalonesi che abitano nelle vicinanze della Cementir se hanno visto. Dal controllo effettuato dalla polizia provinciale due settimane fa, agli atti non risulta che si siano inceneriti rifiuti. Ma come tutti sappiamo non sempre gli atti rappresentano la realtà, considera che proprio circa due domeniche fa alcuni cittadini di San Clemente hanno segnalato in ingresso al cementificio Moccia un camion carico di ecoballe e pneumatici, ma non essendo riusciti a fotografarlo non abbiamo prove da sottoporre alle autorità addette al controllo che sono anche carabinieri, polizia di Stato e vigili ambientali.
    Devi però sapere che abbiamo provato in molti modi a coinvolgere nell’immediato le forze dell’ordine che, dopo il solito scaricabarile se ne sono lavate le mani. Probabilmente il fumo nero che hai visto indica che hanno bruciato qualcosa che ha fatto saltare i filtri. Ti dico, inoltre che una folta documentazione fotografica è stata costantemente depositata con puntuali aggiornamenti alla Procura della Repubblica di Santa Maria C.V.
    Qualsiasi tentativo da parte nostra di spingere a un controllo o sopralluogo di verifica nei cementifici si vanifica a causa della voluta assenza degli organi preposti. Tutto questo ti viene riferito semplicemente per esporti la realtà dei fatti e farti capire quanto sia consolidato il potere degli imprenditori del cemento, ma ciò non vuol dire che ci arrenderemo. Stiamo preparando una proposta di legge regionale ad iniziativa popolare per imporre la chiusura di cave e cementifici e l’impossibilità di svolgere attività estrattiva, realizzazione di impianti di termodistruzione e industrie insalubri di prima classe in una area perimetrata e inclusa nella stessa proposta di legge.
    Ti invito a segnalare altre situazioni analoghe anche contattandoci al 333-8619118
    Giovanna Maietta

  5. ambienti said

    X Grazia
    Non ti preoccupare per le tue facoltà mentali. Oggi tra chi deve vivere qui solo gli stupidi non sono confusi e spaventati per l’ambiente. Perciò, francamente, non ci sembra un buon momento per fare progetti personali di vita a Caserta. Attualmente ci sono molti che avendoli fatti anni addietro, quando la situazione non si era palesemente rivelata tanto disastrosa, ora se ne sono dovuti pentire amaramente e si sentono in trappola. Non è questione di questa o quell’altra zona. Il fatto è che qui è del tutto mancata, e continua a mancare, una strategia di politica ambientale. E per i controlli sono pressoché nulle le capacità, come è apparentemente scarsa la voglia, da parte di Comune e Provincia. Per capire basti pensare al Policlinico che si sta costruendo a poca distanza da due cementifici e da una discarica pericolosa (sotto sequestro giudiziario) che andrebbe bonificata e accanto alla quale una legge dell’attuale governo ha invece previsto di creare una nuova discarica.
    Se proprio si è costretti ad abitare a Caserta sono ovviamente da evitare le zone in cui gli abitanti negli ultimi anni hanno dovuto subire maggiormente i disagi della situazione generale e dove niente si è definitivamente risolto. Per la discarica Lo Uttaro è sconsigliabile la zona San Nicola – Saint Gobain – Quartiere Acquaviva. Qui i rischi non cesseranno finché non si farà la bonifica e finché non verrà modificata la legge che prevede una nuova discarica alla cava Mastroianni. Da tener presente, comunque, che Caserta è una città piccola e che i danni di una discarica mal decisa e mal gestita, o di qualunque altra fonte di inquinamento al margine dell’abitato, non arrivano solo dove si avvertono gli effetti immediati. Dovrebbe essere stata istruttiva per tutti l’esperienza dell’estate 2007, con la Grande Puzza che finì con l’invadere ogni quartiere. Altre zone da evitare sono quelle prossime a cave, cementifici e altri impianti che, come la Ricicla Molisana, provocano costantemente disagi, e preoccupazioni per la salute, ai residenti.
    Oggi prima di scegliere dove abitare, soprattutto se si acquista una casa, conviene fare sopralluoghi, informarsi con chi abita in zona, fare qualche ricerca in Internet sul contesto ambientale. Il discorso non vale solo per Caserta, però qui, in città e nella provincia, stiamo più inguaiati appunto perché manca una strategia e sono spesso assenti – a volte per complicità – i controlli delle amministrazioni locali. Questo ha permesso l’estendersi delle attività illegali della camorra, che, nonostante l’impegno di magistratura e forze dell’ordine, probabilmente non sono ancora state tutte svelate, e permetterà probabilmente in futuro altre scelte arbitrarie e assurde sul piano ufficiale. Perciò, oltre quello che si sa, potrebbero arrivare altre brutte sorprese.
    Vuol dire che a Caserta si devono fermare tutte le attività di compravendita immobiliare? In verità sono già abbastanza ferme: basta vedere i cartelli di “Vendesi” che si moltiplicano in alcune zone, i nuovi edifici non completati o rimasti semideserti sul confine di San Nicola la Strada. E c’è questa situazione da parecchi mesi prima dell’esplosione della crisi economica globale.
    La nostra idea è che i cittadini abitanti e in cerca di casa, insieme agli imprenditori del settore immobiliare, e non solo, dovrebbero reagire di più, organizzarsi meglio per pretendere dalle amministrazioni locali e dal governo scelte per l’ambiente chiare, sensate, coerenti, condivise con la popolazione. Solo così si potrà sperare di fermare la distruzione del futuro qui attualmente in corso. Finché non si vedranno queste scelte, il privato intenzionato ad acquistare una casa – magari impegnando i risparmi di una vita o accollandosi mutui per decenni – farà bene ad essere molto prudente e probabilmente farà meglio ad attendere.

  6. grazia said

    Grazie Ambienti!
    Certo che è forte la rabbia e il senso di impotenza! Siamo all’inferno! Si può sperare solo in un risveglio molto più ampio delle coscienze … farò girare su Facebook, spero lo facciano anche gli alri che leggono questo blog, anche se sarà solo una goccia nel mare.

  7. ambienti said

    X Grazia
    Forse è meglio non confondere i momentanei e inevitabili scoraggiamenti con il senso di impotenza. In fondo qualcosa abbiamo ottenuto. Due anni fa la maggior parte dei casertani si beveva la favola della discarica “a basso impatto ambientale”, oggi molti sanno che cos’è Lo Uttaro e sono meno disposti a farsi prendere in giro, per questo e per altro. Abbiamo sbugiardato un’intera classe politica locale con effetti che si sono visti alle elezioni e che continuano. Bertolaso è sotto inchiesta, anche se sulla faccenda molti media glissano, alcuni giornali la relegano in trafiletti nelle pagine di cronaca locale. Noi continuiamo con la comunicazione e le denunce. Finora con l’emergenza rifiuti in Campania aveva funzionato il trucco di mettere a lucido il centro di Napoli per dare l’illusione che era superata. Ora ci sono giornalisti che hanno fatto buone inchieste e hanno scritto libri raccontando come davvero stanno le cose. Dei problemi degli impianti per rifiuti a Caserta e nella sua provincia si è parlato recentemente nei telegiornali RAI nazionali. Certo la strada può non essere breve, ma far circolare sempre il dissenso verso chi sta devastando il nostro spazio vitale è importante. E per fortuna possiamo usare, come dici tu, la rete. L’effetto del dissenso non è detto che debba essere solo tipo gocce nel mare, può diventare tipo fiocchi di neve: sembrano impalbabili e a un certo punto diventano una valanga che travolge ogni ostacolo. Nella storia è successo spesso. Speriamo che qui non succeda troppo tardi.

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