AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

L’INCENERITORE? ALTRO CHE AVANGUARDIA

Posted by ambienti su marzo 28, 2009

Tommaso Sodano, esponente di Rifondazione Comunista, è nato 50 anni fa a Pomigliano d’Arco, cittàdina in provincia di Napoli vicinissima ad Acerra. Sodano è laureato in Scienze Agrarie e nel corso del suo lungo impegno politico ha sempre dedicato molte energie ai problemi dell’ambiente. Dal 2001 fino alla passata legislatura è stato senatore. È particolarmente importante il lavoro che ha svolto nella Commissione di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata e in quella sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, dove è riuscito a portare alla luce le gravi responsabilità nella gestione dell’intero ciclo dei rifiuti in Campania. Il nome di Sodano è associato alla storia del movimento di dissenso sull’inceneritore di Acerra inaugurato giovedì 26 marzo scorso. Sodano sa bene che cos’è l’inceneritore perché ha potuto esaminare tutta la documentazione e, grazie ai suoi studi, è stato in grado di valutare scientificamente i prevedibili effetti dell’impianto sul territorio. E’ stato presente anche alla manifestazione di giovedì ad Acerra contro l’inaugurazione, a titolo personale, visto che nessun partito ha ritenuto di partecipare alla protesta.
Sodano ha espresso il suo punto di vista sull’avvio dell’inceneritore di Acerra e sulla situazione rifiuti in Campania in un’intervista di ieri all’agenzia di stampa ilvelino.it ^.

Le proteste non sono servite?
Innanzitutto le proteste degli anni scorsi portarono a 27 adeguamenti dell’impianto facendo sì che si riducesse l’impatto ambientale. Ora sono preoccupato per un’altra cosa …
Cosa?
Che c’è stata un’inaugurazione violando la legge.
Quale legge scusi?
In quell’impianto si poteva bruciare cdr di qualità invece adesso si brucia anche il tal quale. Erano previste 27 prescrizioni alle quali ottemperare ma con l’ultimo decreto, gli inceneritori sono equiparati a zone militari e quindi non possiamo controllare.
In primis Bertolaso ha garantito che la struttura è all’avanguardia.
Quella struttura era di avanguardia anche nel 2004 poi si scoprì che così non era. Il gioco dell’avanguardia lo sentiamo da anni.
Ammetterà però che i rifiuti non sono più per le strade di Napoli?
Diciamo non come un anno fa. Ma se volete vi porto in giro per la provincia di Napoli e poi parliamo … quella di Berlusconi è stata un’operazione mediatica, forse tra qualche anno scopriremo la verità su quella drammatica emergenza.
Con le discariche individuate, il meccanismo di raccolta funziona però.
Le discariche di oggi erano state individuate già dal governo Prodi che per le mille contraddizioni che aveva al suo interno non è riuscito a risolvere il problema.
Insomma secondo lei la situazione è solo nascosta e non risolta?
Intendiamoci, non sono così sciocco da vedere che non ci sono miglioramenti ma distinguiamo l’emergenza vista come rifiuti per strada da quella strutturale.
È stato messo in moto il circolo dello smaltimento?
No perché manca la raccolta differenziata inadeguata a Napoli: superiamo di poco il 10 per cento. In alcuni quartieri va meglio in altri peggio.
Stringerebbe la mano a Berlusconi per aver avviato il termovalorizzatore in pochi mesi?
Ma ci mancherebbe altro. La struttura non andava realizzata in quel posto. Su quel territorio l’inquinamento è a livelli pazzeschi grazie anche all’ex Montefibre. Adesso mi domando: perché non si parla più di ecoballe?
Perché?
Semplice, è la stessa monnezza del periodo di emergenza, solo che non se ne parla più e si brucia come tal quale. Ecco. Secondo loro il problema così è risolto.

3 Risposte to “L’INCENERITORE? ALTRO CHE AVANGUARDIA”

  1. Furio said

    Si diceva dell’inceneritore di Acerra che era antiquato già nel progetto, si diceva che la struttura sprofondava nella mota di Pantano, si diceva delle famose 27 modifiche … il grande miracolo ha riparato a tutto: in dieci mesi ecco qua un impianto modello, all’avanguardia, solido e destinato ad essere acceso per sempre. Chi ci crede?

  2. Maddy said

    Sempre a proposito dell’inceneritore di Acerra, ho sentito parlare di ristori per la popolazione, di oltre 3 milioni di euro (l’anno?). Ma perché tanti risarcimenti se continuano a ripetere che è perfetto e a bassissimo impatto ambientale, e inquina come 3 automobili. Cosa si tenta di risarcire? Forse qualcosa che non si può acquistare a nessun prezzo? Cosa si vuole comprare?

  3. Antonio said

    Ho letto attraverso Lo Uttaro google news “L’inceneritore e l’acqua santa del vescovo” su La stampa. Non ci sarebbero da sprecare parole per commentare un simile articolo. Ma tra le porcherie scritte c’è un concetto che fa rizzare i capelli, del genere “Avanti Vesuvio!”. Il giornalista sembra pensare che siccome si tratta di “popolazioni non esenti da infiltrazioni camorristiche” allora si possono ammazzare tutti. E attacca il vescovo di Acerra (ma avrebbe dovuto prendersela anche con il cardinale di Napoli perché non c’è andato neanche lui) che si è permesso di non allinearsi al consenso omologato e si è permesso di schierarsi “con il suo gregge”. Non potrebbe essere che questo vescovo abbia una coscienza e non sia allettato da premi politici e in denaro? Non potrebbe essere che sul piano tecnico, scientifico e medico sia più informato e conosca meglio le realtà del suo territorio rispetto all’ultimo disinformato trombone di turno che pontifica da La Stampa di Torino? Il quale trombone ci sta suggerendo che oltre ai cittadini che protestano sono camorristi anche il vescovo (e il cardinale).

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