AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for aprile 2009

IL PROCESSO INVISIBILE

Posted by ambienti su aprile 28, 2009

Comunicato stampa CO.RE.RI ^
Coordinamento Regionale Rifiuti

C’è un processo che si sta celebrando in questi giorni a Napoli, nell’aula bunker di Poggioreale, per tentare di stabilire la verità, almeno quella giudiziaria, su quanto è accaduto in Campania negli ultimi 15 anni di “emergenza rifiuti”. E’ un processo importante, che dovrebbe accertare le responsabilità di politici, amministratori e imprenditori che in questi anni hanno determinato, o anche solo consentito, che Napoli e la Campania sprofondassero sotto migliaia di tonnellate di rifiuti e le fertili campagne dell’entroterra venissero invase da discariche più o meno “illegittime” e da milioni di ecoballe putrescenti.
Forse è la più grande truffa della storia del nostro paese.
Eppure solo uno sparuto gruppuscolo di giornalisti sta documentando la fase dibattimentale di un processo che vede coinvolti gli ex vertici di FIBE – Impregilo, la società che avrebbe dovuto gestire i rifiuti in Campania in questi anni, il governatore della Campania Antonio Bassolino e altre 27 persone.
Manca tutta o quasi l’informazione che conta. Probabilmente impegnata nelle veline di palazzo, a “rassicurare” il popolo campano che, dopo che il centro di Napoli è stato ripulito, l’emergenza è finita e che l’inceneritore di Acerra è bello, inquina poco e funziona a pieno ritmo.
Ma la verità è un’altra. Ed è compito dei giornalisti raccontarla.
E allora, come CO.RE.Ri. Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, rivolgiamo un appello a tutti i giornalisti campani.
Domani mercoledì 29 aprile, alle ore 9.30 nell’aula bunker del carcere di Poggioreale riprende l’udienza del Processo FIBE Bassolino con la testimonianza del consulente della Procura della Repubblica Ing, Paolo Rabitti che sta ricostruendo l’intera vicenda dell’appalto FIBE. Si tratta di un passaggio fondamentale di tutto l’iter processuale, dal quale potrebbero scaturire gli elementi di prova necessari ad accertare le responsabilità. Noi ci saremo perché ci aspettiamo che sia fatta finalmente giustizia ma è necessario che ci siate anche voi perché i cittadini italiani, e campani in particolare, hanno il diritto di sapere cosa è accaduto in questi 15 anni e di chi sono le responsabilità.

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BIOMASSE PERICOLOSE

Posted by ambienti su aprile 28, 2009

Glielo avevamo detto che le centrali a biomasse fatte “per forza” potevano provocare danni  … E ancora non sappiamo bene che cosa stanno e non stanno combinando nell’inceneritore di Acerra. Questa volta “arravogliandosi” da soli, senza alcuna responsabilità addossabile al “partito del no”. Peccato che lì i magistrati li abbiano diffidati dal mettere il naso. Quello per ora è territorio protetto del regime della monnezza. Fino a quando?

Centrale a biomasse
Finisce in manette Capobianco pretoriano di De Franciscis

L’ex assessore è stato arrestato assieme ad altre ventidue persone tra cui funzionari della regione e del Genio civile
CASERTA – La bufera è scoppiata alle prime luci dell’alba quando le macchine della guardia di Finanza hanno cominciato a solcare le strade del casertano e del napoletano. Arrestato e messo ai domiciliari Franco Capobianco, ex assessore della disciolta giunta de Franciscis, esponente del Pd (è stato sospeso dal partito) che è finito in manette assieme a Eugenio di Santo, un consulente dell’assessorato alle attività produttive che abita a Sant’Arpino e che anche lui è legato al Pd. L’inchiesta dei sostituti procuratori sammaritani (l’ordinanza è composta da 180 pagine) riguarda la costruzione di una centrale a biomasse a Pignataro. L’ordinanza parla di tangenti, pressioni e intimidazioni.

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CHI BRUCIA CHE

Posted by ambienti su aprile 28, 2009

da L’Unità del 28 aprile 2009 
 
L’ultima Beffa del premier. L’inceneritore spento

di Natalia Lombardo
Silvio Berlusconi ieri mattina di nuovo a Napoli: «Il termovalorizzatore di Acerra funziona benissimo, l’inquinamento è vicino allo zero». Accanto a lui il generale Giannini, vice del commissario Bertolaso per l’emergenza rifiuti in Campania: «Ci vorranno mesi di collaudo» data la complessità dell’impianto che «ha bisogno del suo rodaggio».
E i collaudi, comunque, partiranno da giugno.
Ma la visita a sorpresa di Berlusconi a Napoli (per dimostrare che, nonostante il terremoto, non dimentica la monnezza) è stata contestata proprio da due abruzzesi, mentre il premier vantava il «quattordicesimo briefing» davanti alla Prefettura. «Non devi venire in Abruzzo. Ci stai rovinando» hanno urlato i due trentenni che sono stati subito identificati dalla Digos solo per aver gridato. Berlusconi è andato via, per volare al brindisi del quarantenne Piersilvio a Portofino.
Il termovalorizzatore di Acerra, comunque, non è ancora in funzione dal 26 marzo, giorno dell’inaugurazione a suon di fanfare, quando Berlusconi ha schiacciato davanti alle telecamere (e ai maxischermi per sbeffeggiare i servizi di Annozero sui rifiuti) il vistoso bottone rosso dell’accensione. Nella tabella di marcia della Protezione civile (www.emergenzarifiuticampania.it) s’informa che «entro giugno il funzionamento sarà a pieno ritmo e avranno inizio i collaudi» (il 26 marzo Bertolaso ai cittadini: «Oggi entra in funzione il termovalorizzatore»). Ieri a Napoli c’era anche il sottosegretario, e il premier ha annunciato le nuove mosse, allarmato dall’estate in arrivo e dalla raccolta differenziata a rilento: appalti per «altri quattro termovalorizzatori in Campania», la discarica di Terzigno aperta a fine maggio, e nuove norme contro i graffitari e chi sporca le strade.
Il no dei cittadini
Il Comitato contro l’inceneritore di Acerra già il 27 marzo ha denunciato la «finta accensione» dell’impianto, che gli abitanti ritengono «dannoso per la salute e neppure così utile: non ci sono rifiuti per le strade nonostante Acerra non sia in funzione», spiega l’avvocato Tommaso Esposito, del comitato di Acerra e rappresentante di «Rifiuti zero».
Di camion pieni di spazzatura gli abitanti non ne vedono passare. E basta guardare sul sito le foto scattate dalle webcam per scoprire l’impianto deserto, l’assenza di operai, delle stesse «ecoballe» o del cosiddetto «cdr», perché al momento non avviene il processo che lo crea. «Vedrete che Acerra non sarà in funzione prima del dicembre 2009, data di consegna dell’impianto che deve produrre energia elettrica dal trattamento rifiuti», spiega Esposito, perché il 26 marzo è stato firmato anche un protocollo d’intesa con un gestore di energia, «col ripristino del Cip6 – il 7% della bolletta destinato alle energie rinnovabili – vedrete che troveranno il gestore, e lì partirà il vero affare, perché si autorizzerà a bruciare tutto».

E il presidente di Legambiente in Campania, Michele Buonomo, lancia un allarme: “In autunno torneranno i rifiuti nelle strade. L’emergenza non è superata ma è stata solo risolta momentaneamente la fase critica, senza misure strutturali”.
Clicca per leggere e scaricare in pdf la pagina dell’Unità con l’intervista a Buonomo ^

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TERRA NOSTRA DENUNCIA

Posted by ambienti su aprile 28, 2009

di Pasquale Costagliola – Terra Nostra ^

Caserta è circondata da discariche selvagge ove è stato e ove continua a sversarsi di tutto, da San Clemente a Puccianiello passando per Centurano. Questi cumuli di residui sono delle vere e proprie esche per gli incendi dell’estate. Un fenomeno di contaminazione dei suoli e dell’aria pericolosissimo sottaciuto ed ignorato dalle autorità. Una caratteristica odiosa del paese dei fuochi che è oramai la provincia di Caserta. A via Madonna del Carmine tra Centurano e Tredici vi è un sito pericoloso costituito da un enorme deposito di ingombranti, macerie dell’edilizia e altro. Questo deposito immondo di rifiuti è stato monitorato da Terra Nostra, più volte denunciato al comune, alla guardia forestale, all’autorità di Bertolaso senza sortire alcun effetto. Sabato 18 marzo è stata inaugurata la stagione degli incendi. I rifiuti di via Madonna del Carmine sono stati bruciati con fumo di diossina misto a metalli pesanti, sparso per la frazione. Sono in corso evidentemente le prove di ordinaria follia mista alla generale incapacità. Abbiamo chiamato 113, vigili del fuoco ma nessuno si è mosso, solo la provvidenziale pioggia primaverile ha spento il fuoco lento ma insistente che minacciava di attaccare gli altri cumuli.
La Saba ha l’obbligo per convenzione di bonificare queste aree mentre il comune dovrebbe sorvegliarle, i vigili del fuoco dobrebbero spegnere le fiamme. Nessuno fa il proprio compito sul nostro territorio ed il numero di telefono di Bertolaso da tempo ha smesso ogni ricezione. Siamo evidentemente in presenza di un altro call center mangia soldi sulla nostra emergenza. Una crisi che non è certo finita ma con la quale conviviamo ogni giorno e che s’appresta a diventare drammatica con l’estate. Terra Nostra contnuerà a denunciare quanti non interverranno per sgombrare, bonificare via Madonna del Carmine. Presenteremo una denuncia per attentato alla salute pubblica, visto che le omissioni sono ampie e conclamate.

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IL FUTURO È QUI

Posted by ambienti su aprile 2, 2009

Avete sentito del progetto new towns con cui il governo punta a costruire, come ieri ha annunciato Silvio Berlusconi,  “per ogni capoluogo di provincia un insediamento urbanistico” con cui venire incontro soprattutto alle “esigenze dei giovani”? Non pensate che siano solo balle. Almeno per la provincia di Caserta si fa sul serio e si tratta ecoballe. Come si può desumere da questo articolo apparso martedì scorso sul quotidiano Il Roma. Ci era sfuggito perché a Caserta il Roma non viene diffuso, ma poi ci è stato segnalato dalla Rassegna Stampa Emergenza Ambientale di Peacelink ^ e abbiamo collegato subito.

Santa Maria la Fossa: una discarica per le ceneri del futuro termovalorizzatore e altri due siti
A CASERTA LA “CITTADELLA DEI RIFIUTI”
Scelto un territorio quanto più lontano possibile dall’abitato . Sono ancora incerte sia la data della partenza del programma che quella della consegna
di Mariano Rotondo – Il Roma 31/03/2009

NAPOLI. Una vasta area della Campania completamente dedicata all’immondizia. Un territorio in cui sorgerà uno dei cinque termovalorizzatori previsti dal Governo, ma anche un ampio sito in cui ospitare le ecoballe, oltre ad uno sversatoio per il “tal quale’ ed una discarica per raccogliere le ceneri prodotte dall’incenerimento. Una vera e propria “cittadella dei rifiuti” che vedrà la luce a Santa Maria la Fossa nel Comune di Terra di Lavoro in cui è stata già individuata una zona in cui allocare l’impianto per la distruzione degli stock. Un grande progetto insomma, che balena da qualche tempo nella mente dei tecnici del sottosegretariato all’emergenza e che di recente sembra aver posto le basi per essere definitivamente sviluppato. In tal senso tuttavia sono ancora incerte sia la data della partenza del programma così come quella della consegna ma nelle intenzioni di Palazzo Salerno quella della località nel Casertano dovrà essere la ciliegina sulla torta da regalare alla regione una volta fuoriusciti definitivamente da possibili rigurgiti dell’urgenza. Per questi motivi infatti è stato scelto un territorio quanto più lontano possibile dall’abitato, contrade ‘verdi’ in cui un giorno sarà possibile ottimizzare il lavoro finora compiuto dall’unità di crisi. A Santa Maria la Fossa detto “in soldoni”, non mancherà nulla o quasi nel campo dello smaltimento dei rifiuti con un complesso che secondo quanto emerso funzionerà attraverso una sorta di catena di montaggio. Il primo atto quindi sarà di trasportare tutta la spazzatura impacchettata situata nei siti provvisori dell’Esercito di Persano in provincia di Salerno ed anche di Taverna del Re a Giugliano. Balle che saranno dunque sistemate in attesa di essere annientate dal forno distante in linea d’aria appena poche centinaia di metri. Allo stesso tempo si scaricherà in un apposito sversatoio anche il “tal quale” ma la novità forse più importante è quella relativa alla realizzazione di un invaso in cui depositare le ceneri, quei residui dell’incenerimento che ad oggi da Acerra vanno a finire fuori dalla Campania. Se adesso infatti i costi del trasporto e dello smaltimento non sono affatto esorbitanti per il futuro i conti lieviteranno in virtù del funzionamento di ben cinque dispositivi (Acerra, Napoli Salerno la stessa Santa Maria la Fossa) ed uno ancora da localizzare. Un’emorragia a cui si è dunque pensato di mettere un freno prima che si possa materialmente consumare, allestendo accanto al sito che accoglierà la lavorazione degli impianti pure una megadiscarica che diventerà la più capiente dell’intera Campania. Santa Maria la Fossa infatti inghiottirà svariati milioni di tonnellate di “monnezza” trasformandosi nel punto cruciale dei rifiuti in un territorio che per troppi anni ha subito mortificazioni e abusi.

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ISTRUTTIVO RIEPILOGO

Posted by ambienti su aprile 1, 2009

Oggi la Repubblica Napoli propone una sintetica ricostruzione della vicenda dei rifiuti in Campania. Il giornalista Roberto Fuccillo si rifà al libro Ecoballe di Paolo Rabitti – più volte citato in Ambienti ^ – che in pratica offre al lettore anche lo schema dell’impianto accusatorio della magistratura napoletana contro Impregilo e Bassolino. Il libro e l’articolo possono aiutare a capire perché siamo ancora tanto indietro con la differenziata, perché ad Acerra ci voleva un inceneritore tanto grande, perché in Campania dovremo respirare tanti veleni. E perché i magistrati che stanno lavorando per la legalità, nell’interesse dei cittadini, hanno protestato per la definizione di “eroi” assegnata dal premier Silvio Berlusconi agli artefici della lunga, tortuosa e torbida vicenda dell’inceneritore. Finché il rocesso non sarà concluso non potremo dire chi sono i veri resoponsabili di quello che la popolazione campana ha dovuto e dovrà ancora subire, ma assolvere definendoli addirittura “eroi” gli imputati di reati tanto gravi significa sovvertire le istituzioni.

L´appalto dello scandalo: una gara contestata e l´altalena dei prezzi
Radiografia di una truffa
Più inceneritori, niente differenziata: storia di un business
di Roberto Fuccillo – Stria di presidenti e commissari, di banche e balle, di eroi e guastatori. La spazzatura è sparita dalle strade, il termovalorizzatore ha aperto i battenti e lo Stato è tornato. Tutti contenti. Ma il conflitto sorto intorno alla Procura e ai processi ancora in corso ricorda che c´è ancora un nodo da sciogliere. Riguarda la vecchia dirigenza Impregilo e non gli eroi cantati da Berlusconi ad Acerra, ma vede ancora la nascita del termovalorizzatore sotto giudizio.
È una storia che inizia undici anni fa. È il 1998: la Regione guidata all´epoca dal centrodestra di Antonio Rastrelli lavora a un nuovo ciclo di smaltimento rifiuti. A giugno partono il bando e i capitolati d´appalto. E, come sostiene l´ormai celebre perizia del professor Paolo Rabitti, cha fa da cicerone all´intera inchiesta successiva, è da lì che iniziano i guai.

leggi l’articolo completo e altri connessi ^

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LA DIFFERENZIATA LA VOGLIAMO TRASPARENTE

Posted by ambienti su aprile 1, 2009

differenziata1

NEW      APPUNTAMENTO AGGIORNATO
Mettere insieme tutti gli interessati istituzionali è stato più complicato del previsto. Sindaco e amministratori hanno accettato l’invito a un confronto con i cittadini, ma hanno detto che in quel giorno e in via Cavour per loro era proprio impossibile. Per evitare altre elusioni i cittadini autoconvocati hanno concordato una nuova data rinviando così l’assemblea pubblica, già prevista per il giorno 8, al giorno 18 aprile, alle 17,00 nel Teatro della Parrocchia Maria SS. Del Carmine e San Giovanni Bosco in via dei Ginepri, Parco degli Aranci.

A CASERTA I COMITATI DECIDONO UN’ASSEMBLEA
SULLA SITUAZIONE DI RIFIUTI E DIFFERENZIATA
INVITATI IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE

Per la raccolta differenziata a Caserta arriva la risposta dei cittadini ai proclami autocelebrativi del Comune. I comitati autoconvocati dei vari quartieri hanno indetto un’assemblea plenaria e pubblica. Sono invitati il sindaco Nicodemo Petteruti e gli amministratori, per provare a spiegar loro che cos’è che proprio continua a non funzionare e per chiedere modifiche e miglioramenti al sistema di raccolta. Sarà gradita la presenza di tutti i rappresentanti politici interessati a risolvere i problemi dei servizi in città.
Le chiacchiere dal palazzo comunale per annunciare che a Caserta la differenziata va bene e il problema rifiuti è risolto, o quasi, sono in contrasto con l’esperienza quotidiana di molte persone. E poi c’è la TARSU: sta arrivando con mazzate sempre più pesanti su cittadini che negli ultimi anni non hanno mai avuto il bene di veder funzionare efficacemente un servizio per il quale pagano molto di più che la maggior parte degli altri cittadini italiani. Dove finiscono tanti soldi? Come mai il Comune ha avuto qualche difficoltà a rispettare le scadenze di pagamento con la Saba, la società che gestisce il servizio?
I comitati chiedono un tavolo di confronto continuo con l’amministrazione per la verifica del servizio e delle reali percentuali di differenziata. Comitati e associazioni per l’ambiente stanno mettendo a punto un ragionato e documentato elenco di contestazioni e di proposte.

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