AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CHI BRUCIA CHE

Posted by ambienti su aprile 28, 2009

da L’Unità del 28 aprile 2009 
 
L’ultima Beffa del premier. L’inceneritore spento

di Natalia Lombardo
Silvio Berlusconi ieri mattina di nuovo a Napoli: «Il termovalorizzatore di Acerra funziona benissimo, l’inquinamento è vicino allo zero». Accanto a lui il generale Giannini, vice del commissario Bertolaso per l’emergenza rifiuti in Campania: «Ci vorranno mesi di collaudo» data la complessità dell’impianto che «ha bisogno del suo rodaggio».
E i collaudi, comunque, partiranno da giugno.
Ma la visita a sorpresa di Berlusconi a Napoli (per dimostrare che, nonostante il terremoto, non dimentica la monnezza) è stata contestata proprio da due abruzzesi, mentre il premier vantava il «quattordicesimo briefing» davanti alla Prefettura. «Non devi venire in Abruzzo. Ci stai rovinando» hanno urlato i due trentenni che sono stati subito identificati dalla Digos solo per aver gridato. Berlusconi è andato via, per volare al brindisi del quarantenne Piersilvio a Portofino.
Il termovalorizzatore di Acerra, comunque, non è ancora in funzione dal 26 marzo, giorno dell’inaugurazione a suon di fanfare, quando Berlusconi ha schiacciato davanti alle telecamere (e ai maxischermi per sbeffeggiare i servizi di Annozero sui rifiuti) il vistoso bottone rosso dell’accensione. Nella tabella di marcia della Protezione civile (www.emergenzarifiuticampania.it) s’informa che «entro giugno il funzionamento sarà a pieno ritmo e avranno inizio i collaudi» (il 26 marzo Bertolaso ai cittadini: «Oggi entra in funzione il termovalorizzatore»). Ieri a Napoli c’era anche il sottosegretario, e il premier ha annunciato le nuove mosse, allarmato dall’estate in arrivo e dalla raccolta differenziata a rilento: appalti per «altri quattro termovalorizzatori in Campania», la discarica di Terzigno aperta a fine maggio, e nuove norme contro i graffitari e chi sporca le strade.
Il no dei cittadini
Il Comitato contro l’inceneritore di Acerra già il 27 marzo ha denunciato la «finta accensione» dell’impianto, che gli abitanti ritengono «dannoso per la salute e neppure così utile: non ci sono rifiuti per le strade nonostante Acerra non sia in funzione», spiega l’avvocato Tommaso Esposito, del comitato di Acerra e rappresentante di «Rifiuti zero».
Di camion pieni di spazzatura gli abitanti non ne vedono passare. E basta guardare sul sito le foto scattate dalle webcam per scoprire l’impianto deserto, l’assenza di operai, delle stesse «ecoballe» o del cosiddetto «cdr», perché al momento non avviene il processo che lo crea. «Vedrete che Acerra non sarà in funzione prima del dicembre 2009, data di consegna dell’impianto che deve produrre energia elettrica dal trattamento rifiuti», spiega Esposito, perché il 26 marzo è stato firmato anche un protocollo d’intesa con un gestore di energia, «col ripristino del Cip6 – il 7% della bolletta destinato alle energie rinnovabili – vedrete che troveranno il gestore, e lì partirà il vero affare, perché si autorizzerà a bruciare tutto».

E il presidente di Legambiente in Campania, Michele Buonomo, lancia un allarme: “In autunno torneranno i rifiuti nelle strade. L’emergenza non è superata ma è stata solo risolta momentaneamente la fase critica, senza misure strutturali”.
Clicca per leggere e scaricare in pdf la pagina dell’Unità con l’intervista a Buonomo ^

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5 Risposte to “CHI BRUCIA CHE”

  1. maurizio said

    http://www.agenziami.it/articolo/3544/Rifiuti%2BBerlusconi%2Bcontestato%2Bal%2Btermine%2Bdi%2Bun%2Bvertice%2Bin%2Bprefettura%2Ba%2BNapoli/

  2. maurizio said

    Berlusconi da quando ha dato una accelerazione alla messa a punto e avvio del termovalorizzatore va ripetendo che l’impianto inquinerebbe quanto due, tre automobili di media cilindrata. Una dichiarazione ripetuta costantemente dal premier che trova adesso un’argomentata contestazione via web. Pio Russo Krauss, responsabile del settore Educazione sanitaria e ambientale Asl Napoli 1Centro, ha mandato in questi giorni su numerose newsletter una acuta osservazione sull’argomento. Il sito web dell’Ispra, l`Istituto del ministero dell’Ambiente, dicastero guidato da Stefania Prestigiacomo, spiega in tabella le emissioni di un’auto euro 3, di cilindrata 1400-2000, in ambiente urbano (quando si usano le marce basse che inquinano di più). Sul sito del Commissariato Rifiuti della Campania, affidato a Guido Bertolaso, con il vicario Franco Giannini, si trovano i valori massimi di emissione (mg/mc di fumi) che la Fibe-Impregilo garantisce per l´inceneritore di Acerra. Manca su questo sito istituzionale il dato sulla CO2 emessa, ricavabile però da Wikipedia. Moltiplicando i dati forniti dalla Fibe per i metri cubi di fumo emessi in un anno e paragonando il risultato alle emissioni di un’auto di media cilindrata (euro 3) con quelle dell´inceneritore di Acerra, si appura che il termovalorizzatore inquina non come tre auto ma come 115.702 auto per quanto riguarda la CO2, come 61.000 auto per quanto riguarda gli ossidi di azoto, come 27.000 auto per quanto riguarda le polveri e come 562 per quanto riguarda il monossido di carbonio. Questi dati giustificherebbero la decisione governativa di lasciare un’area cuscinetto intorno al termovalorizzatore interdetta alle attività agricole. Pio Russo Krauss, nella sua mail fatta girare su informali liste, si domanda come mai una tale sensazionalista considerazione, ripetuta dal premier numerose volte, venga dagli organi di stampa rilanciata altrettanto numerose volte senza che nessuno intraprenda gli opportuni riscontri.

  3. Marco said

    Stamattina Caserta sembra Baghdad …. il cielo è striato di nuvole nere …. sembra l’inferno.
    Prendo il treno per andare a Napoli e scorgo in direzione di Caserta sud un incendio di proporzioni enormi.
    Possiamo anche preoccuparci dell’inceneritore, ma a questo punto è evidente che il problema reale della nostra terra sono gli incendi dolosi di rifiuti tossici dispersi per le campagne.
    Sono esasperato, chi verificherà il danno prodotto stamattina??
    Le nuvole di fumo arrivavano fino a Santa Maria …. coprivano il cielo fino a Parco Cerasola …. uno scempio su un’area di decine di chilometri quadrati.
    Aiuto!!

  4. ambienti said

    PER L’INNCENDIO AVVISTATO STAMATTINA DA MARCO LA NOTIZIA E’ QUESTA:
    CASERTACE Incendio alle porte di Caserta: fiamme all’interporto
    Una nube di fumo ha sovrastato il capoluogo. Quasi certamente doloso l’incendio. Il fatto in prossimità degli ex stabilimenti EcoRec e Cubex …
    per legere il resto:
    http://www.casertace.it/home.asp?ultime_news_id=5073

  5. maurizio said

    Qui Maurizio propone una risposta al’intervento di Anno Zero sull’inceneritore di Acerra firmata da Elena Vellusi e già variamente diffusa in rete. Elena Vellusi è aderente del CO.Re.Ri ma le sue considerazioni sono a titolo personale.

    Lettera aperta ad AnnoZero
    I nostri timori che alla fine la puntata di giovedì scorso potesse avere, ancora una volta, un taglio non solo inceneritorista, ma di più, mistificatore nei confronti dell’intricata vicenda dell’inceneritore di Acerra, si sono puntualmente rivelati fondati.

    1 maggio 2009 – Elena Vellusi, aderente al Coordinamento Regionale Rifiuti Campania (Co.Re.ri.)
    Caro Santoro, cara redazione di Annozero,
    come vedete, i nostri timori che alla fine la puntata di giovedì scorso potesse avere, ancora una volta, un taglio non solo inceneritorista, ma di più, mistificatore nei confronti dell’intricata vicenda dell’inceneritore di Acerra, si sono puntualmente rivelati fondati.
    Per noi non è questione di essere a favore o contro gli inceneritori; siamo sempre ben lieti di confrontare le nostre idee (ovviamente contrarie) con quelle di chi la pensa in maniera opposta (a patto, ovviamente, che sia in buona fede e non portatore di interesse!).
    Ma qui, miei cari, non si trattava di inceneritori in generale. Qui si trattava di Acerra. E Acerra è tutta un’altra storia.
    E noi questa storia la conosciamo bene, e non certo per averla appresa dalla cosiddetta “libera informazione” di questo paese, di cui voi, a quanto pare, fate parte a pieno titolo. L’abbiamo studiata a fondo. E la viviamo da anni sulla nostra pelle. E siamo dei semplici cittadini attivi.
    In ogni caso, ancora una volta, mettendo da parte la sfiducia che ci pervade quando parliamo con la “libera informazione” (e, credo, ne abbiamo ben donde, data l’esperienza negativa che quotidianamente facciamo), ci siamo resi disponibili a parlare con voi, a darvi le notizie fresche che avevamo (poche, come si conviene a cittadini di un territorio militarizzato) e che voi ci chiedevate, ma anche, soprattutto, tutte le altre informazioni di carattere, per così dire, generale sull’intera faccenda, per ricostruire il quadro e aiutarvi ad indagare e denunciare, finalmente con chiarezza, le ragioni di ieri, di oggi e, purtroppo per noi e per i nostri figli, del nostro compromesso futuro.
    E qui abbiamo sbagliato.
    Perché ci siamo resi conto subito che a voi, di quello che vi raccontavamo e segnalavamo, non interessava nulla.
    Non vi interessava occuparvi di un impianto illegale, nato da una gara d’appalto truccata e da un progetto criminalmente sbagliato, al solo scopo di lucrare miliardi di lire (e oggi milioni di euro), attraverso l’illegale meccanismo dei CIP6, senza riguardo alcuno per la salute dei cittadini della Campania e per la tutela dell’ambiente in cui vivono (per maggiori info, tra gli altri, ECOBALLE dell’ing. P. Rabitti, ed. Aliberti), alimentando nell’attesa una falsa emergenza onnivora che, senza tale strategia inceneritorista, avrebbe potuto tranquillamente non verificarsi mai.
    Non vi interessava il fatto che, per la sola ipotesi di esistere, quell’impianto ha impedito di raggiungere a tutt’oggi qualunque ragionevole quota di raccolta differenziata, malgrado l’enorme buona volontà e capacità dei cittadini di questa regione e a dispetto delle false dichiarazioni d’intenti del Magnifico Premier e del nostro inutile assessore all’ambiente Walter Ganapini.
    Non vi interessava approfondire il fatto che a gestire attualmente l’impianto ci siano gli “eroi” di Berlusconi, quell’Impregilo che, truccando la gara, ha potuto tranquillamente ed impunemente devastare il nostro territorio inondandolo di milioni di ecoballe (a proposito, Impregilo, quella dell’ospedale de L’Aquila, del Mugello prosciugato, delle gallerie all’amianto, della diga di Chixoy nel lontano Guatemala e altri crimini ambientali in giro per il mondo, del futuro “Ponte delle meraviglie”… dove c’è Impregilo c’è casa… vi dice niente, cari “giornalisti”? digitare “crimini di Impregilo nel mondo”. Ma di chi sarà, poi, la proprietà di questa Impregilo? Bah!!!). Questo in attesa di poter “bruciare” le ecoballe nel mostro, cosa che, tra l’altro, stando all’ordinanza ultima del 18 marzo, potrà a breve tranquillamente avvenire, malgrado quello che dichiara Del Giudice.
    Non vi interessava che per il solo fatto di aver premuto l’enorme bottone, ai suddetti “eroi” (oggi sotto processo) siano stati sbloccati il 40% circa dei fondi congelati in attesa della consegna dell’impianto.
    Non vi interessava che l’impianto fosse stato “acceso” senza alcuna autorizzazione (a tutt’oggi!), senza parere VIA favorevole (senza averlo adeguato alle famose, per noi, 27 prescrizioni, che fine avranno fatto?) e di conseguenza senza alcuna Autorizzazione Integrata Ambientale, ma con due ordinanze, del 5 e del 18 marzo, che ne avviano l’esercizio nelle more del collaudo, per “carattere di somma urgenza” (come al solito), non in “deroga” bensì in spregio a tutte le normative italiane ed europee vigenti in materia, autorizzandosi, inoltre, a bruciare “qualunque cosa” (ma voi quelle ordinanze le avrete lette senz’altro, vero?). Peraltro senza alcun monitoraggio e controllo delle emissioni.
    Non vi interessava che in questo territorio devastato non potesse, per motivi di inquinamento ambientale da diossina, essere realizzato alcun impianto in assenza di una radicale bonifica (mai realizzata). D’altra parte, lo avete detto, i rifiuti tossici che ancora oggi appestano “tutta” la nostra regione sono una responsabilità dei cittadini, al più della camorra…non sia mai detto “industrie del nord”…! (a proposito, Dina, il tuo pezzo era l’unica cosa decente, ma forse in un’altra trasmissione, in un’altra vita…)
    Non vi interessava che per imporre questa scelta, e in generale la strategia inceneritorista in Campania, sia stato militarizzato un pezzo d’Italia, annichilito il dissenso e sospesi i diritti civili di qualche milione di cittadini… per colpa di quei “quattro gatti” dei “comitati”!
    Acerra è fulgido esempio di come si fanno le cose in questo paese, come si impongono con la forza ai territori strategie scellerate, al di fuori di qualunque legalità, violando ogni regola democratica, negando ai cittadini qualunque diritto di partecipazione, costringendoli a subire tali scelte e a pagarne, da soli, le conseguenze.
    Si può dunque essere a favore degli inceneritori, ma non si può essere a favore di Acerra, a meno di non essere in perfetta malafede.
    Questo e molto altro vi abbiamo raccontato, ma a voi non interessava.
    A voi non interessava sapere come stanno le cose.
    A voi, in verità, interessavano le mutande. Era tutta una squallida storia di mutande.
    E, forse, di campagna elettorale, ma chissà.
    E allora, miei cari, occupatevi di questo, di biancheria intima, ma fateci due o tre favori (se potete): primo smettete di lamentarvi di Berlusconi e del suo “sistema deviato”, perché, parafrasando, ogni “giornalista” ha il governo che si merita.
    Secondo, più importante, la prossima volta le informazioni cercatevele da soli. Non fateci perdere altro tempo, perché tempo da perdere non ne abbiamo, data la battaglia che stiamo combattendo. E se trattate così questi argomenti, e usate così le informazioni che vi diamo, ci fate solo danni. Noi comunque, non abbiamo più voglia di parlare, perché è come parlare ad un muro di gomma e voi, “libera informazione”, ne siete i mattoni.
    Soprattutto, smettete di lucrare e speculare sul nostro dolore e sulla nostra disperazione, viviamo nella paura, per noi e per il futuro dei nostri figli, ma in questa terra martoriata e senza futuro c’è ancora spazio per la nostra dignità, e non vi permetteremo mai più di metterla in gioco.
    Vi lascio pregandovi di girare il mio saluto ai vostri padroni, Bassolino in primis, a quanto pare.

    Elena Vellusi
    aderente al Coordinamento Regionale Rifiuti Campania (Co.Re.ri.)

    p.s. a Sandro Ruotolo: non preoccuparti, prima o poi la “risolveranno l’emergenza” con tutti e cinque gli inceneritori, ma non per questo ahimè, non illuderti, diminuiranno le megadiscariche….. siamo o non siamo la “pattumiera d’Italia”?

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