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Blog di Resistenza Ambientale

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RIFIUTI, ALTRE STAGIONI ALL’INFERNO

Posted by ambienti su maggio 16, 2009

I Regi Lagni che attraversano vaste zone della Campania furono un’efficace opera di canalizzazione e di bonifica, creata nientedimeno che dai Borboni. Sono stati ridotti a immondi sversatoi per ogni genere di rifiuti. E succede che chi è pagato per risanarli combini altre schifezze ^. Ora li ha scoperti Luca Abete di Striscia la Notizia, guidato da Nunzia Lombardi del Comitato Tutela Diritto alla Salute. Lo scempio ha avuto i suoi 5 minuti di sconvolgente celebrità. E poi?

Come dimostrato dal caso dei Regi Lagni e da alcuni infernali eventi di questi giorni tra Caserta e dintorni – l’incendio all’Interporto, la “scoperta” di Ferrandelle, gli sbuffi e le ulteriori minacce di cave e cementifici – in Campania siamo ancora in piena crisi dei rifiuti e dell’ambiente. La fallimentare organizzazione della raccolta e dello smaltimento della monnezza domestica è solo una parte del problema. Un’altra parte, ancora più oscura, consiste nel sistema produttivo “sommerso”, “nero” e variamente illegale, col quale in Campania molti, e non solo campani, continuano ad arricchirsi trascurando ogni norma della legge e della civiltà, spesso sfruttando lavoro sottopagato, spesso intrecciando affari con la camorra. E devastando l’ambiente senza alcuna preoccupazione per il domani e l’oggi stesso di chi quest’aria deve respirare, questi cibi deve mangiare.
È un versante sul quale gli interventi del governo – preoccupati innanzitutto di distribuire rendite ai gestori degli inceneritori – stanno incidendo pochissimo. Eppure basta fare un giro per certe campagne, soprattutto nel casertano, per vedere come stanno le cose.
Per quanto possa essere bravo e simpatico Luca Abete di Striscia la Notizia, quando spunta un suo nuovo servizio sui rifiuti viene da chiedersi: ma com’è che ci arriva lui e non ci arrivano le “autorità preposte” che dovrebbero essere efficienti strumenti del governo, di quello attualmente in carica e di qualche altro precedente?
Una prima risposta è che in questo territorio gli amministratori e i politici hanno perso, più che altrove in Italia, la capacità di ascoltare i cittadini. A Luca Abete basta fare una telefonata per farlo accorrere se c’è un fatto degno di notizia. Provate invece a segnalare un disastro dei rifiuti a un comando di vigili urbani, a un ufficio comunale, o anche alla struttura per l’Emergenza Rifiuti della Protezione Civile, ovvero al sottosegretario Guido Bertolaso. Nella maggior parte dei casi vi faranno schiattare ma non interverranno. Bisogna che certe scene arrivino prima sui giornali e in tv perché lorsignori facciano un po’ la finta di smuoversi. Ormai il potere vive solo nello spettacolo, della gente vera gli importa sempre meno. Ed’è probabilmente anche colpa della “gente vera” che continua a sorbirsi l’indecente spettacolo della distrazione di massa e della propaganda come se fosse realtà.
Una seconda risposta, di conseguenza, è che in realtà dei cittadini campani, di quelli che vorrebbero appena una vita normale, non assediata dai rifiuti e affumicata dalla diossina, a questi amministratori e governanti non importa proprio niente. Siamo “cittadini a perdere” del tutto inutili per i giochi di bugie mediatiche, di clientele, di affari equivoci, grazie ai quali il potere ritiene di potersi perpetuare. Almeno finché molti di noi non riusciranno a risvegliarsi dall’anestesia televisiva e a dare segni forti e chiari di essere persone vive, in carne ed ossa, non solo telespettatori-comparse del folle varietà di un potere imbroglione e inetto. Persone che non vogliono vivere in un inferno, che non si vogliono ammalare e non vogliono morire in questa terra devastata.

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