AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CRISI DIOSSINA NEL CASERTANO 1

Posted by ambienti su maggio 28, 2009

DOPO L’INCENDIO ALLA ECOREC DI MARCIANISE

UN APPELLO DEL SI.A.A.B
Sindacato Agricoltori Allevatori Bufalini e Bovini

IL SECONDO GIORNO DELL’INCENDIO DEI PNEUMATICI AVEVAMO LANCIATO IL GRIDO “VERGOGNA”. ADESSO SI STA OLTREPASSANDO LA MISURA. SIAAB E ALTRAGRICOLTURA CHIEDONO PER CASERTA L’IMMEDIATA COSTITUZIONE DI UNA UNITA’ DI CRISI.

NEW     la lettera inviata dalla ASL agli allevatori ^
una mappa del nuovo disastro ^

Non solo gli incomprensibili ritardi con cui si è provveduto a domare un incendio di pneumatici al centro dell’interporto Marcianise Maddaloni, costringendo per giorni, tutti gli agricoltori dell’area, non solo gli allevatori, a lavorare barrandosi la bocca con i fazzoletti quasi come i banditi del Far West; poi nessun aiuto, nessun incontro di orientamento, nessuna iniziativa, nessun impegno visibile per salvaguardare lavoro e risorse; solo il solito mezzo sbrigativo che può anche assumere l’ultimo impiegato di un qualsiasi ufficio pubblico: “vi diffidiamo a somministrare ai propri animali alimenti provenienti dalle zone che ricadono entro il raggio di 10 km dall’epicentro dell’incendio”
Dopo il massacro dei poveri nigeriani a Castelvolturno vi è stata la solita gara di big nazionali e rappresentanti di grandi istituzioni, tutti con la frase di rito: Lo Stato c’è.
Lo Stato c’è per chi, per le banche, le imprese in fallimento ad opera di eccellenti truffatori? Perché non c’è mai più per l’agricoltura, i coltivatori, le bufale? Anzi quando si è chiesto di andare fino in fondo per indagare sulla effettiva presenza della brucellosi, hanno fatto finta di non sentire trincerandosi dietro il procedimento amministrativo; alla data attuale solo il 12% degli indennizzi è stato erogato per la mattanza bufalina e quando abbiamo lanciato il pericolo usura magari hanno pensato a qualche trovata propagandistica-corporativa fino a quando non hanno dovuto prendere atto del primo caso eclatante di Francolise.
Da questa ultima vicenda sulla diossina emergono numerose domande e quesiti a cui pretendiamo avere una risposta:

1.Perché è stata individuata un’area entro un raggio di 10 Km?; è fondata su quale elemento tecnico scientifico?; fuori i dati, informate l’opinione pubblica;
2.Se parlate di alimenti prodotti nella zona perché allora diffidate solo gli allevatori? E tutto il resto? Vi siete resi conto che gli animali presenti non sono solo bovini e bufalini, ma ovini, equini, cani e gatti,polli,suini, uccelli?
3.Sapete che allevatori e agricoltori sono obbligati a rispettare regole precise circa le misure di sicurezza ambientali, sanitarie, sul lavoro, conosciute come “Condizionalità”, a pena di decadenza di ogni aiuto comunitario e nazionale? E gli obblighi delle Istituzioni,Comuni,Regione,governo,Sanità, quali sono? Quelli di sedersi a tavolino e scrivere una diffida agli agricoltori?
4.Sapete che tra queste condizionalità vi è l’obbligo degli allevatori di adempiere, per Direttiva Comunitaria, al benessere animale, a pena di reato e condanna penale? E’ un obbligo solo per gli allevatori o anche per lo Stato difronte all’evidente rischio di contaminazione da diossina? Dove stà la Protezione Civile?
5.Vi è chiaro che in conseguenza di questi obblighi, l’allevatore deve alimentare correttamente tutti i giorni l’animale posseduto, a parte la necessità di lavoro poiché senza alimenti non si produce ne carne ne latte? Non vi pare obbligatorio oltre che corretto far precedere la diffida sugli alimenti della zona dall’attivazione di misure straordinarie, protezione civile compresa, per dotare allevamenti e popolazioni di alimenti puliti?
6.Ma se sono a rischio animali e alimenti nel raggio di 10 Km perché non sarebbero a rischio anche le popolazioni interessate, ossia qualcosa come un milione di abitanti?
7.Qualcuno adesso si sente o meno obbligato a rispondere sul fallimento volgare e inquietante rappresentato dal cosiddetto Interporto Sud, dopo quello volgare dello smistamento ferroviario e della turbo gas di Maddaloni, dove sono stati sciupati milioni di € di assi viari a supporto del centro Campania che vende prodotti alimentari di altri Paesi; espropriati e ancora non pagati i contadini per centinaia di Ha? Dove l’unico risultato raggiunto è stato quello del disastro in questione per un deposito di pneumatici e più avanti il centro Alta Qualità di Marcianise è fallito clamorosamente? Chi paga? Chi va in galera? Facciamo solo diffide ai contadini?
8.Ancora, agli inizi del 2008, nonostante nel 2007 un’ATI di allevatori di Marcianise,promossa dal SIAAB, si rivolse con un esposto al giudice Ceglie per sapere per quale motivo continuava a registrarsi presenza di diossina negli animali e quale fine avessero fatto i 14 milioni di € stanziati dalla Legge 268 del 2003 per fare una indagine, gli stessi allevatori si videro recapitare a casa una comunicazione giudiziaria per possibile grave colpa di attentato alla salute pubblica e perquisire addirittura le loro stanze da letto; dove stanno queste indagini? Quale è la conclusione? Sono stati individuati i responsabili? In galera chi ci va nessuno?
9.Più che l’individuazione della diossina gli avvenimenti della primavera 2008 aggravarono solo la crisi della filiera bufalina; milioni di litri di latte congelati o marcito e per quello congelato nessuno conosce ancora quale impiego è stato fatto;nessuno aiuto ancora è venuto per gli agricoltori; famiglie intere ridotte sul lastrico; visto che la tragedia e l’emergenza continua possiamo sapere cosa intendono fare Governo e Regione?L’Opinione Pubblica ha il Diritto di sapere?
10.Quando qualche scorrettezza o reato vengono commesse dagli allevatori,si esasperano e si inventano volutamente i possibili rischi e si fanno clamorose conferenze stampa, nessuno adesso sente il bisogno di fare una conferenza stampa su quanto è accaduto? La magistratura in primo luogo intende aprire un procedimento, indagare sulle responsabilità pubbliche a amministrative?

Insomma, in conclusione, chi paga, non solo per responsabilità civili e penali, ma chi paga i danni devastanti procurati a tutta l’agricoltura casertana, o forse dobbiamo rassegnarci difronte alla delinquenziale e fallimentare decisione di destinare Terra di Lavoro e gran parte del Piano Campano a depositi di immondizia e area speculativa per opere inutili per il miraggio di “Caserta logistica”.
Può passare del tempo prezioso, anche anni probabilmente, ma chi ne ha le responsabilità deve ristorare tutti i danni provocati agli agricoltori e alle popolazioni; e le responsabilità in questo caso sono solo pubbliche, di Comuni,Provincia, Regione e Governo. Ci costituiremo in Associazione di scopo e azioneremo la Class Action. Già adesso, l’allevatore DORTA ANTONIO di Giugliano, tramite l’avvocato Maciariello Vinicio di Caserta si è costituito in giudizio contro il caseificio CORSO che pretenderebbe dall’allevatore il pagamento delle spese sostenute e il mancato reddito durante il periodo 2008 quando il latte fu congelato per ordine della Regione.
Il nostro allevatore chiamerà in causa la Regione spostando il procedimento direttamente al tribunale di Napoli e alla Regione, oltre ai danni morali e materiali, porrà una domanda precisa: i miei terreni sono coltivabili o meno? Se no allora decidete quale è la destinazione di questi territori poiché, per decisione specifica della Corte Costituzionale, non esiste diversità di valore tra terreni destinati all’edilizia nei PRG e quelli agricoli quando a insediarsi residenzialmente sono gli agricoltori proprietari. Se non sono nemmeno coltivabili allora chiarite anche come sia possibile lo svolgimento della vita collettiva e sociale nelle stesse aree.
Questo primo procedimento Giudiziario rappresenta nei fatti una iniziativa pilota dietro cui apriranno un’azione collettiva l’Associazione di scopo sia degli agricoltori che della popolazione civile.
Gli estremi di Diritto vi sono e sono tutti fondati. Primo perché lo Stato si è già assunto la responsabilità con la citata Legge 268/2003, con il placet europeo, quando furono stanziati ben 28 milioni di € ristorando gli allevatori dei danni subiti, impegnandosi poi, insieme alla Regione come ricordato, a predisporre un preciso piano d’indagine.
Secondo perché gli ultimi atti della Regione, con la delibera 1497 del 9/11/2007 viene revocata la precedente 1360 del 4/4/2003 asserendo che il fenomeno diossina non era strutturale nelle aree considerate, ma di tipo puntuale, pertanto veniva revocato il divieto a coltivare nelle aree a rischio decise con la precedente delibera. In sostanza i produttori agricoli non hanno alcuna responsabilità circa la presenza di diossina nel latte delle bufale o dei bovini, ne può essere annoverato questo rischio, conosciuto nel Diritto, come rischio di impresa.

Infine, certo, Con le precedenti puntualizzazioni nessuno può pensare che le prospettive della nostra agricoltura dovranno essere discusse nelle aule de Tribunali e debbano dipendere dalle conclusioni per Sentenza. Rimane una situazione grave e a forte rischio. Un rischio soprattutto sociale e di forte incrinatura della fiducia delle popolazioni rurali verso le Istituzioni e chi le rappresenta. Un monito forte ed evidente viene proprio dalla tornata elettorale amministrativa di Marcianise. Forse ancora pochi sanno che la lista civica “Le Mamme di Marcianise” è stata alimentata proprio dal forte risentimento verso tutti per il vergognoso disimpegno sulla questione diossina e pauroso degrado del territorio comunale; infatti nella lista è presente anche un giovane rappresentante delle famiglie di allevatori colpiti oramai dal 2003. Ai comizi della lista “Mamme” viene proiettato proprio un filmino che ha registrato le immagini raccapriccianti dell’incendio dei pneumatici in questione.
Un altro monito viene dall’affissione del manifesto a lutto affisso anonimamente dagli allevatori del Matese due notti or sono.
Rispetto a questo quadro ci sembra proprio fuori luogo, con tratti di stupidità, la lettera inviata agli allevatori bovini dal ministro Zaia qualche giorno fa. Un fatto puramente elettorale e ce ne dispiace. Come fa un ministro della Repubblica a esortare i contadini a resistere confermando al tempo stesso la consapevolezza che essi stanno producendo con ricavi al di sotto di quando spendono per produrre? Cosa altro ritiene di proporre oltre l’attesa di un ipotetico consiglio del ministri europei? Come fermare Equitalia, INPS,Banche e pagare subito quando dovuto, per esempio agli allevatori bufalini?

CASERTA E IL PIANO CAMPANO RAPPRESENTANO UN CASO SPECIALE ANCHE PERCHE’ HANNO RISORSE DI TIPO SPECIALE. NE PRESE ATTO PUBBLICAMENTE ANCHE IL SENATORE SARRO. RIBADIAMO LA RICHIESTA PER LA QUALE ABBIAMO PROMOSSO ANCHE UNA RACCOLTA DI FIRME: OCCORRE DA SUBITO ISTITUIRE UN TAVOLO DI CRISI PER CASERTA E IL PIANO CAMPANO NORD, SOSPENDENDO DA SUBITO TUTTI I PROVVEDIMENTI COATTIVI A CARICO DELLE IMPRESE AGRICOLE;SIA RIFINANZIATA RAPIDAMENTE LA LEGGE 268/2003.

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