AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for Maggio 2009

CASERTA, NUOVO FESTIVAL DELL’INQUINAMENTO

Posted by ambienti su Maggio 14, 2009

Non bastavano i fumi alla diossina in arrivo dall’incendio a Marcianise, al nuovo festival del disastro ambientale a Caserta ha deciso di partecipare anche il cementificio Moccia.
Dove sono gli amministratori locali (di centrosinistra)? Dove sono le autorità varie preposte ai controlli? Dove sono il capo del governo che ha “salvato” la Campania (di centrodestra) e il suo sottosegretario Bertolaso (multiuso)? State certi che continueremo a vederli tutti nelle prossime passerelle televisive ed elettorali, a raccontarci altre balle, finché ci resterà un minimo di respiro per mettere un segno su una scheda. Per il resto a Caserta possiamo anche crepare tutti. Se a quest’andazzo di veleni non ci ribelliamo.

il testo e le foto che seguono sono di Giovanna Maietta

Ieri le frazioni di San Clemente e Centurano hanno per l’ennesima volta subito la nube tossica rilasciata dallo stabilimento di cemento, non più in grado di rispettare la normativa vigente per abbattere l’inquinamento. E pensare che Gennaro Moccia dichiara di fare tutto nella legalità … nuova denuncia alla violazione della legge e danno alla salute pubblica…
Ecco fotografato alle 12.30 un nuovo metodo economico e veloce di svuotamento filtri delo stabilimento.
ATTENZIONE: le foto sono state scattate quasi alla fine della pulizia, la polvere uscita era enormemente superiore a quella delle foto. Il sindaco, dopo un attento monitoraggio delle polveri, potrebbe disporre la chiusura, ma l’inutilizzo della nuova centralina di monitoraggio installata circa 6 mesi fa e finanziata con fondi pubblici ci porta all’unica conclusione plausibile: non c’è alcun interesse a tutelare la salute pubblica, ma ancora più gravi tali omissioni favoriscono attività lesive che svolgono gli imprenditori del cemento nel nostro territorio impoverito da cave cementifici e discariche …

fotofiltri06

clicca qui per altre foto ^

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NUBE TOSSICA SU CASERTA

Posted by ambienti su Maggio 14, 2009

COMUNICATO COMER 13/05/2009

Da lunedì notte nell’area adiacente ad uno dei più grandi centri commerciali d’Italia, tra lo scalo ferroviario di Marcianise e l’abitato di Maddaloni, a una manciata di chilometri dall’inceneritore di Acerra, si sta consumando un nuovo, spaventoso disastro ambientale di enormi proporzioni. I soliti ignoti hanno dato fuoco all’ennesima industria dismessa , ex stabilimenti EcoRec e Cubex, colma di rifiuti e di copertoni.
Più volte i comitati campani in questi anni hanno denunciato, inascoltati, il metodo criminale di “bonificare” le aree ricolme di rifiuti con l’incendio. L’inquinamento del suolo provocato dallo stoccaggio di questi rifiuti, ora sta tutto nell’aria e si disperde tra case e coltivazioni dei dintorni. Martedì mattina chi ha alzato gli occhi al cielo a Caserta, si è reso conto che i venti provenienti dalla costa montagnosa di Cancello spirano in direzione di Caserta, ricoprendo il cielo fino a Pignataro Maggiore con i fumi tossici sprigionati dall’incendio e spargendo diossina sui campi. Con il caldo del giorno, invece, la risalita dei venti verso le valli interne ha spinto il fumo denso verso il cuneo di montagne che da Maddaloni va verso San Felice- Arienzo – Santa Maria a Vico.
Un’area vasta decine di chilometri quadrati, abitata da migliaia di persone, è interessata dalla ricaduta degli inquinanti al suolo. E oltre alle diossine, il cui effetto cancerogeno è ormai scientificamente accertato, ci sono anche gli idrocarburi policiclici aromatici, tra i quali particolarmente pericoloso è il benzopirene. E su quello stesso territorio, già ampiamente devastato, tra qualche mese si disperderanno anche le nanoparticelle cancerogene provenienti dai camini dell’inceneritore di Acerra. È urgente che le autorità competenti intervengano per controllare il territorio, monitorando la dispersione degli inquinanti nell’aria e sul terreno e predisponendo azioni a tutela della salute pubblica. Per questo il ComEr, sta predisponendo tutte le azioni di tutela giudiziaria dei cittadini, e la denuncia di tutte le inadempienze in materia di prevenzione e di controllo.

qui l’esposto alle autorità preparato dal COMER – Comitato Emergenza Rifiuti ^

qui la denuncia dell’Associazione Medici per l’Ambiente ^

da leggere e scaricare in formato pdf

incendiocubex02

nube su San Nicola

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I RIFIUTI SONO TRA NOI

Posted by ambienti su Maggio 14, 2009

bertolasozm7

 LINK AL VIDEO DI REPUBBLICA SU FERRANDELLE ^

C’è chi lo scopre adesso. Qui lo stiamo ripetendo da un pezzo che la brillante “soluzione” dell’emergenza rifiuti di B&B è una farsa che rischia di finire male. Che sta già finendo male se consideriamo ciò che quotidianamente  mangiamo, beviamo e respiriamo in questa terra. Ma ormai al territorio casertano, alla “terra di lavoro” che una volta era vanto dell’agricoltura del Mezzogiorno, Bertolaso ci si è affezionato: ne farà ilpiù grande e puzzolente immondezzaio del pianeta. Senza regole, di nascosto, come un ladro del nostro ambiente e della nostra salute.  

 

Legambiente denuncia: a Ferrandelle tonnellate di rifiuti campani ^
Dazebao l’informazione on line
Sorpresa delle sorprese: i rifiuti campani non sono stati bruciati nell’inceneritore di Acerra o portati chissà dove in qualche posto sperduto del pianeta …

I rifiuti di Napoli in un terreno a Ferrandelle ^
NotiziarioItaliano.IT
NAPOLI – Da qualche parte dovevano pure essere finiti: i rifiuti “spazzati via” dal capoluogo campano non potevano essere spariti nel nulla.

Legambiente: a Ferrandelle i rifiuti della Campania ^
éCostiera.it
Un milione di metri cubi di rifiuti, ammassati e tolti dalle strade. E finiti a Ferrandelle, in un’area confiscata alla camorra. Ecco dove sarebbe andata a …

Legambiente: a Ferrandelle discarica da un milione di metri cubi … ^
Il Mattino
ma come prima non si potevano fare altre discariche anzi quelle che c’erano venivano chiuse dalla magistratura e la munnezza rimaneva nelle strade, ora a …

Rifiuti, Legambiente: vogliamo entrare negli impianti campani ^
Adnkronos/IGN
 
Napoli, 13 mag. – (Adnkronos) – Un appello affinche’ vengano aperti gli impianti per la lavorazione dei rifiuti in Campania agli esperti e agli …

I rifiuti della Campania in una discarica a cielo aperto ^
RaiNews24
Circa un milione di metri cubi di rifuiti indifferenziati stoccati su un terreno confiscato a Francesco Schiavone, detto Sandokan, boss dei Casalesi.

Brucia discarica di pneumatici nube su Caserta, rischio diossina ^
L’Espresso
Sono finiti a Ferrandelle i rifiuti scomparsi dalle città della Campania. Una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa …

La monnezza scomparsa della Campania? E’ finita nella discarica di Ferrandelle ^
La Repubblica Napoli.it
Una squadra di attivisti di Legambiente è riuscita a compiere un sopralluogo a Ferrandelle, una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe …

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MARCIANISE/CASERTA. INCENDIO ALL’INTERPORTO

Posted by ambienti su Maggio 13, 2009

il primo  annuncio in rete :

È un disastro ecologico di enormi proporzioni. Già ampiamente sollecitati in tempi non sospetti i vari dirigenti, perchè il luogo non era sorvegliato, non messo sotto controllo.
È lo stesso sito che prese fuoco una decina di anni fa. Nonostante la gravità del fatto, ancora non sono state allertate le forze necessarie per fronteggiare la situazione che continua ad essere gravissima: c’è una sola autobotte dei vigili del fuoco ed una sola pala meccanica che sta mettendo terra sul fuoco. Durante la notte sono stati utilizzati schiumogeni, ma evidentemente non erano idonei per il caso.
Come mi spiegava Salvatore Terziario, un responsabile della Protezione Civile di Marcianise, se si fossero utilizzati schiumogeni adatti, il fuoco poteva essere chiuso molto prima. Quindi, non ci sono gli uomini, non ci sono i mezzi, non ci sono le attrezzature e dunque siamo abbandonati a noi stessi, sembra che non facciamo parte dell’Italia, sembra di trovarci in un paese dell’Africa sperduto nel deserto.
Ti viene una rabbia perchè ti vedi impotente di fronte a tutto ciò e ti trovi (e questa è la rabbia maggiore) a combattere contro le istituzioni, i carabinieri e … le guardie giurate dell’Interporto che ci hanno minacciato cacciandoci via in malo modo, dicendo che quella è proprietà privata e che volevano sequestrarci le macchine fotografiche e le telecamere. Loro (Interporto) che hanno rubato le nostre terre e ne stanno facendo quello che vogliono.
Un altro sito che corre pericolo simile è la Vanetta che è stata abbandonata con le sue enormi vasche di acido. Sono state fatte denunce, ma chi tiene le CARTE ferme?
Perchè la Procura non procede a sequestrare i luoghi e a metterli in sicurezza? Di chi le colpe? Sicuramente non di un unico responsabile ma molti concorrono a … non fare nulla.
Saluti, Rosa

l’articolo sul Mattino on line ^

l’articolo su BuongiornoCampania.it ^

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IL RICORSO PER ACERRA

Posted by ambienti su Maggio 9, 2009

Notificato oggi il ricorso straordinario al Capo dello Stato promosso dal CO.RE.Ri., il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, contro le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 marzo e del 18 marzo 2009, che autorizzano rispettivamente l’esercizio provvisorio, nelle more del collaudo, dell’inceneritore di Acerra e la combustione nello stesso impianto di praticamente qualsiasi rifiuto urbano presente nel territorio campano.
Il ricorso straordinario al massimo organo dello Stato è stato affidato all’avvocato Luigi Adinolfi di Caserta, che già in passato si è più volte occupato vittoriosamente di azioni giudiziarie in materia ambientale, come nel caso della discarica Lo Uttaro di Caserta, voluta nel 2007 dall’allora Commissario straordinario Bertolaso e successivamente chiusa per disastro ambientale con due provvedimenti emanati contemporaneamente dal Tribunale Civile di Napoli e dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Tra i firmatari del ricorso diversi cittadini acerrani che abitano o svolgono la propria attività nella zona in cui sorge l’impianto, il Comitato Donne del 29 agosto, per mezzo della sua legale rappresentante Virginia Petrellese e il Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta.
Due gli aspetti fondamentali su cui si è concentrata l’attenzione dei ricorrenti: la possibilità che l’impianto possa bruciare, in deroga al parere di compatibilità ambientale del 2005, ogni sorta di rifiuto, con le prevedibili conseguenze sulla salute dei cittadini campani, e l’assenza dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata ai sensi del D. Lgs 18.02.05 n. 59.

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LO STATO DELLA MONNEZZA

Posted by ambienti su Maggio 1, 2009

Ad Anno Zero di giovedì 30 aprile ^ Santoro & Ruotolo hanno confermato che l’inceneritore di Acerra non funziona. È stato inaugurato con un grande show, ma è per ora è solo i fase di collaudo, con problemi tecnici presumibilmente superiori ai previsti, senza la promessa produzione di energia elettrica, per giunta ancora in mano alla Fibe-Impregilo sotto processo per truffa al tribunale di Napoli, accusata di essere principale responsabile del disastro dei rifiuti in Campania.
Il sottosegretariato di Bertolaso sostiene in una nota – sempre di giovedì – che “il termovalorizzatore funziona”, benché “in rodaggio”. Che vuol dire “funziona”? In realtà l’impianto di Acerra non sta ancora facendo quel che hanno cercato di farci credere che stesse facendo: imprimere una svolta decisiva al problema dei rifiuti in Campania. Il funzionamento a regime sarà forse a fine anno. Forse. E i già temibili problemi di inquinamento – ricordati anche in un recente e documentato articolo di Patrizia Gentilini che linkiamo qui ^ – potrebbero moltiplicarsi, visto quest’avvio tortuoso e bugiardo.
Intanto i cosiddetti impianti per CDR continuano a produrre “tritovagliato”, una sorta di frullato di rifiuti – selezionati quando ci si riesce – e le distese di immonde ecoballe stanno tutte lì al loro posto. Insomma, fanfare a parte, siamo quasi al punto di partenza. Come tra l’altro dimostrano le immagini di cumuli di rifiuti, ora più e ora meno clandestini e tossici, intorno ad Acerra. Se ne possono osservare anche a Caserta – come ha denunciato Terra Nostra ^ – e in altri luoghi della Campania. Mentre sul fronte della differenziata e del riciclo – che potevano essere le vere soluzione senza danni per l’ambiente e la salute – gli esiti sono tormentati: controversi per i servizi e le percentuali di raccolta, del tutto negativi per la messa a punto di impianti per il trattamento dell’umido. Anche qui le notizie bugiarde inclinano alla triste farsa.
Si è imbellettata per l’ennesima volta la cartolina della Napoli turistica, ma i rimedi stutturali ancora non ci sono. Da un giorno all’altro siamo a rischio di un nuovo aggravamento della crisi e di discariche pazze con tanta puzza.

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