AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

UN DECRETO O UNA BARZELLETTA?

Posted by ambienti su gennaio 8, 2010

L’IMMEDIATA GESTIONE PROVINCIALE DEI RIFIUTI
E I SUOI EFFETTI SULLE TASCHE DEI CITTADINI.
DAL COMER DI CASERTA ECCO UN COMMENTO
ALLE STRANE TROVATE DEL DECRETO-LEGGE 195.
CI SAREBBE DA RIDERE SE LE NUOVE NORME
NON MINACCIASSERO ALTRI GUAI IN CAMPANIA.

Il commento evidenzia gli aspetti più incongrui e allarmanti del recente decreto-legge, in particolare riguardo alla gestione della Tarsu. L’autore è Francesco Silvestre del Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta.

Nel decreto legge 195 del 30 dicembre 2009 ^, pubblicato nello stesso giorno sulla Gazzetta Ufficiale, si sancisce la “fine” dell’emergenza ed il ritorno alla gestione ordinaria da parte delle articolazioni territoriali del servizio di gestione integrata del ciclo dei rifiuti. Non si vuole qui entrare nel merito dell’origine della crisi dei rifiuti, e dell’attuale situazione insoddisfacente nella Regione Campania, che, al di là di poche realtà virtuose, è ancora agli ultimi posti in Italia nelle percentuali di raccolta differenziata. Ma appare evidente che nessuno può veramente credere alla decretata fine dell’emergenza, che probabilmente nasconde, e neanche tanto bene, lo scopo di santificare la coppia Berlusconi-Bertolaso come le “divinità” in grado di superare i ritardi e le colpe degli amministratori locali, che pure ne hanno avute parecchie. Va ricordato che tutte le responsabilità sono ben condivise con la struttura commissariale, che in sedici anni non è stata in grado di dare una svolta all’intero sistema della produzione e dello smaltimento dei rifiuti, e con la legislazione nazionale, che ha dato contributi per incenerire i rifiuti senza badare alla necessità di diminuire la produzione dei rifiuti stessi.
Il decreto 195 prevede importanti novità per la gestione dei rifiuti e probabilmente per le tasche dei cittadini. Infatti con l’affidamento alle Province, o meglio ai presidenti delle Province, di ogni funzione e compito del servizio di gestione integrata dei rifiuti (art. 11 comma 1) viene rivoluzionato l’intero sistema delle autonomie locali, viene eliminata la capacità impositiva dei Comuni e vengono abrogati i poteri ordinatori dei sindaci in materia. Tutto quello che prima era attribuito ai sindaci, alle giunte comunali ed ai consigli comunali di tutte le province della Campania ora viene affidato direttamente nelle mani del presidente della Provincia. Come altre bizzarrie della recente legiferazione sui rifiuti campani, anche questo spostamento di poteri è effetto di una “deroga” alla legislazione vigente, in questo caso agli articoli 42,48 e 50 del T.U. 267/2000, che affidavano agli organi del Comune il potere di intervenire sia per la gestione ordinaria del servizio sia per eventi straordinari verificatisi nel proprio territorio.
Ciò significa, tanto per fare un esempio, che se si verifica un’emergenza o una anomalia nel servizio di igiene non interviene più il sindaco ma deve intervenire il presidente della Provincia, con tutte le conseguenze del caso, a cominciare da un prevedibile allungamento dei tempi di intervento. Fra le altre novità è prescritta la creazione delle “società provinciali” per il servizio rifiuti. Tali società, potrebbero anche essere a totale partecipazione pubblica, in base alla legge regionale n. 4/2007 come modificata dalla legge regionale 4/2008. Ciò a dispetto della conclamata privatizzazione dei servizi pubblici che all’art. 15 del D.L. 135/09 prevede invece l’impossibilità della gestione del servizio idrico e dei rifiuti da parte di soggetti totalmente pubblici, anzi prevede un limite di partecipazione del “pubblico” nelle società gestionali. Dunque una prima essenziale contraddizione emergerà dall’obbligo di rispettare la legge regionale, competente in materia, e di contemperarla con la legge nazionale, in contrasto con la legge regionale. Ci sarebbe da ridere se tutto questo non minacciasse di complicare ulteriormente la soluzione del problema rifiuti.

Tramite le nuove società provinciali verrà gestito il ciclo dei rifiuti dall’inizio alla fine. Spetterà quindi ad esse:
a) Programmare il servizio di gestione integrata dei rifiuti (art. 11 c. 1);
b) Subentrare ai contratti in corso con soggetti privati che svolgono la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti (art. 11 c. 2). Cioè potranno per esempio subentrare alla Saba a Caserta o alla Jacta a San Nicola La Strada;
c) Diventare soggetti esattori della Tarsu e della Tia al posto delle società attuali, come la Teleservizi a Caserta (obbligo previsto dall’art. 11 c. 3). Alle società provinciali viene addirittura assegnato il compito di procedere ad azioni di recupero dei tributi evasi dai cittadini. Come conseguenza si creeranno sicuramente contenziosi con i Comuni, che hanno provveduto a pagare il servizio di raccolta rifiuti e ora si vedono tolti gli introiti per qualsiasi ragione non ancora incassati. Vi è anche l’obbligo per gli stessi Comuni di trasmettere, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto, e cioè entro il 30 gennaio 2010, tutti gli archivi Tarsu e Tia, i dati afferenti la raccolta dei rifiuti, la banca dati dell’anagrafe della popolazione con residenza, nuclei familiari e successivi aggiornamenti. È’ stato previsto che in mancanza di trasmissione di detti dati il prefetto potrà inviare commissari ad acta e nel frattempo rimuovere (ancora una volta!) sindaco e amministratori inadempienti.
d) Gestire i siti inerenti il ciclo dei rifiuti (c. 6 e c. 7);
e) Gestire il personale proveniente dagli impianti di Santa Maria Capua Vetere, di Battipaglia, di Casalduni e di Pianodardine. Niente è detto del restante personale che opera nel settore, nei consorzi o nelle società incaricate del servizio di raccolta e trasporto rifiuti.

Come in ogni zona della Campania, anche nel territorio casertano la provincia diventerà il vero fulcro della gestione del servizio di igiene. E soprattutto ora, in piena fase preelettorale, sicuramente qui la prospettiva sarà al centro di molte aspettative dei politici e dei loro programmi elettorali.

Non è ancora possibile valutare con precisione tutti gli effetti dei provvedimenti previsti dal decreto governativo, giacché la conversione in legge potrà comportare notevoli modifiche se il partito dei sindaci e degli amministratori locali farà pressioni sulla politica. Ma è chiaro che non si prospetta niente di positivo, almeno nell’immediato, per gli interessi dei cittadini e per le loro tasche. Se infatti viene affidato anche il recupero di vecchie pendenze alle società provinciali, queste certamente, già a corto di liquidità per i compiti ordinari, non potranno fare altro che scaricare sui cittadini i loro deficit, cercando di recuperare nel più breve tempo possibile tutte le somme dovute. Senza più l’intervento delle autorità comunali, che avevano in qualche modo il polso della situazione nei territori, potevano agire sulla base dei regolamenti comunali e in qualche modo potevano garantire le fasce più deboli e le esigenze delle famiglie disagiate e bisognose.
In conclusione: la fine dell’emergenza comporterà, nell’immediato, nuove e più gravi emergenze.

Francesco Silvestre

5 Risposte to “UN DECRETO O UNA BARZELLETTA?”

  1. ambarabà said

    Il decreto è uno scherzetto. Per poi poter dire che è colpa dei sindaci e dei cittadini se non abbiamo il dolcetto della fine dell’emergenza.

  2. Liliana da Caserta said

    A me sembra che si sia acceso il fuoco sotto un enorme calderone dove bollirà di tutto. Sicuramente non ne uscirà un buon olezzo.

  3. Wolf said

    Che confusione! di ruoli, di funzioni, di norme, di luoghi, di tempi, di soldi, di cose e persone. Leggi e decreti fatte con i piedi, senza offesa per i piedi. Come al solito, come siamo abituati ormai ad avere in italia e con speciale gusto in Campania. Ma lo faranno davvero apposta? O non ci arrivano con le loro facoltà?

  4. minimoimpatto said

    vi ricordo che davanti ad un palcoscenico con in scena un dramma incomprensibile c’è sempre un regista e sempre qualcuno al botteghino ad incassare.

  5. Mario said

    Vuoi vedere che adesso si scopre anche che non ci volevano tutti quei soldi per gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti???Vuoi vedere che e’ finita la pacchia per molti???

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