AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for aprile 2010

UN BILANCIO TRA LUCI E OMBRE

Posted by ambienti su aprile 30, 2010

PER LA VISITA NELLA CAMPANIA DEI RIFIUTI
DELLA DELEGAZIONE EUROPEA PETIZIONI

Comunicato stampa
Coordinamento regionale Rifiuti della Campania ^ e Rete Campana Salute e Ambiente ^

Napoli, 30 aprile 2010 – Si è conclusa oggi la visita degli ispettori della Commissione Europea petizioni e si è conclusa con le stesse modalità che hanno caratterizzato questa tre giorni: la totale assenza di trasparenza. Infatti, la conferenza stampa, inizialmente annunciata come “democraticamente” aperta al pubblico, è stata annullata e solo la presenza dei giornalisti più caparbi e dei rappresentanti dei comitati in attesa all’ingresso Palazzo S.Lucia ha spinto la delegazione europea a rilasciare dichiarazioni sui risultati della visita. Una conferenza improvvisata nell’atrio del palazzo che, ancora una volta, ha tenuto fuori i cittadini.
La vista della Commissione Europea presenta a nostro avviso luci ed ombre.
Le autorità italiane, ed in primo luogo la struttura del Commissario ai Rifiuti ed alcuni dei parlamentari italiani, come temevamo, hanno fatto di tutto per “pilotare” l’itinerario di visite, tentando di impedire che durante la missione si percepisse in pieno lo scempio che ancora oggi violenta la nostra regione. Il ruolo assolto dai militari e lo schieramento delle forze dell’ordine in quasi tutti i siti delle discariche hanno fatto registrare il consueto, per noi, abuso verso gli amministratori locali e i cittadini, mostrando in maniera lampante come ai cittadini campani, a causa della brutale militarizzazione dei luoghi, imposta dalla Legge n.123 sulla gestione dell’emergenza rifiuti, sia negata la sovranità sui propri territori.
Di fronte a questa evidente assenza di trasparenza e democrazia, sin dal primo giorno, i parlamentari stranieri ed, in particolare il capo delegazione, la parlamentare olandese Judith Merkeis, non hanno potuto che censurare i fatti.
Nonostante questi miseri tentativi e nonostante l’opera di “pulizia” messa in atto nei giorni precedenti, sia a Chiaiano che a Terzigno, per “coprire” i misfatti e fornire una parvenza di ordine e di rispetto delle leggi europee, è emersa chiaramente, la devastante situazione che subiscono i territori campani. Gli stessi commissari, oggi hanno dovuto dichiarare di aver constatato la mancata applicazione del principio di gerarchia nello smaltimento rifiuti imposto dalle normative europee e di considerare inaccettabile la scelta di discariche come Cava Vitiello, nel cuore del parco del Vesuvio, o ancora Valle della Masseria, a Serre.
E’ stato, inoltre, affermato che le innumerevoli deroghe previste dai vari decreti legislativi in tema di smaltimento non sono più ammissibili nel momento in cui l’emergenza viene dichiarata conclusa.
Queste dichiarazioni pur dando ragione alle tante nostre denunce, non ci lasciano soddisfatti.
Ci auguravamo una presa di posizione più decisa. Ci lascia perplessi, infatti, l’altra parte delle dichiarazioni finali della Commissione fatte oggi alla presenza della stampa.
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UNA VISITA IMBARAZZANTE

Posted by ambienti su aprile 29, 2010

Comunicato stampa
Coordinamento regionale Rifiuti della Campania ^ e Rete Campana Salute e Ambiente ^

Napoli, 29 aprile 2010 – La visita degli ispettori della Commissione Europea petizioni del 28 e 29 aprile si è trasformata in una vera e propria farsa all’italiana.
Nella discarica di Chiaiano, il giorno 28, è stato vietato l’ingresso agli amministratori locali, addirittura bloccati nei gabinetti, e trattamenti analoghi sono stati riservati ai giornalisti e ai comitati presenti.
A questo proposito la parlamentare olandese Judith Merkeis ha testualmente affermato: «Avevamo chiesto la presenza della stampa, invece è stata una visita senza trasparenza e senza democrazia».
Il blocco delle forze dell’ordine al sito di Chiaiano ha evidenziato in maniera lampante come ai cittadini campani, a causa della brutale militarizzazione dei luoghi imposta dalla Legge n.123 sulla gestione dell’emergenza rifiuti, sia negata la sovranità sui propri territori; al punto addirittura di impedire ai cittadini stessi di interagire sui luoghi del degrado con i commissari europei, la cui visita è il risultato delle loro petizioni, e questo in netto contrasto con il diritto dei parlamentari di selezionare liberamente gli accompagnatori nelle ispezioni.
Le dilazioni temporali dovute all’increscioso episodio di Chiaiano hanno “costretto” la Commissione, sempre il 28, a visionare frettolosamente e solo di passaggio la disastrosa mega-discarica di Ferrandelle (senza poter neppure visitare quella di Maruzzella) e le altrettanto vergognose piramidi di ecoballe di Taverna del Re; in quest’ultimo caso si è anche addotta l’impossibilità d’ingresso trattandosi di sito sotto sequestro, sebbene sia noto che il provvedimento di sequestro è relativo solo al sito di Masseria-Lo Spesso. Lungo tempo è stato, invece, dedicato alla visita del termodistruttore di Acerra, che ha regalato ai commissari, nonostante le rassicurazioni dei gestori, l’ennesimo guasto, questa volta ad una delle tre caldaie.
In serata la commissione ha incontrato i comitati del Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania e della Rete Campana Salute e Ambiente i quali presidiavano la sede dell’Hotel Palazzo Caracciolo, in rappresentanza dei territori di Chiaiano, Acerra, Ferrandelle, Maruzzella, Taverna del Re, Terzigno e Sant’Arcangelo.
I Comitati presenti hanno consegnato ai commissari un plico di documentazione integrativa alle petizioni ed hanno spiegato con determinazione il fatto che, dopo 15 anni di emergenza rifiuti, nulla in Campania è cambiato e si continua ad insistere con scellerate soluzioni basate su mega-discariche di tal-quale (“spostando” le emergenze dalle città alle fertili campagne campane), inceneritori e finte bonifiche dei territori devastati dai rifiuti tossici, il tutto in aperta violazione delle normative europee in materia.
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LA SOLUZIONE BERLUSCASO

Posted by ambienti su aprile 29, 2010

Ma che è venuta a fare a Napoli questa delegazione europea per il controllo della gestione dei rifiuti? E pretenderebbe persino di fare sopralluoghi insieme a giornalisti, sindaci, rappresentanti di comitati dei cittadini. Possibile che nessuno abbia spiegato ai delegati come e perché la crisi dei rifiuti in Campania è risolta da un pezzo? Allora proviamo a farlo qui.
Voi commissari state a cianciare di verifiche, norme, diritti e cittadini, come se vi trovaste in mezzo a una normale e civile umanità. Quante complicazioni. Qui in Campania abbiamo di meglio: abbiamo Berluscaso, nuovo supereoe nato dall’incrocio di un Berlusconi e un Bertolaso. Berluscaso – più forte del terribile Hulk – è dotato di innumerevoli bocche impiantate in varie teste: due spuntate in Campania e a L’Aquila, le altre pronte ad affiorare ovunque un disastro ambientale ne fornisca l’occasione. Con simili potenti mezzi ogni problema si risolve in un baleno. A ogni bocca sono persino collegati efficienti canali televisivi che ci forniscono una pubblicità generosa, del tutto gratuita, volta a dissolvere le pubbliche preoccupazioni. In certi casi persino evocando altre preoccupazioni, purché siano, nella loro fantasiosa apparenza, più direttamente contrastabili. Per esempio è più facile odiare gli immigrati – spesso dei poveracci inermi – e i comunisti – che non esistono più da svariati decenni – anziché impigliarsi nella disamina di scelte politiche sbagliate e personalmente interessate che ci preparano un cupissimo futuro.
Sarebbe irriguardoso verso Berluscaso dubitare della fine della crisi, di una qualunque crisi seria: di quella campana dei rifiuti, di quella aquilana o di quella economica che continua a scaraventare disoccupati e sottoccupati nelle sempre più ampie discariche della nostra Forte Italia televisivo-consumistica in grado ancora di arricchire chi vende pubblicità commerciale e politica.
Dubitare, qui da noi, è evidentemente in contrasto con la volontà del Sovrano Popolo Elettore. Soprattutto del Sovrano, giacché per il Popolo Elettore si sta raggiungendo l’obiettivo di ridurlo a porzione sempre più esigua e malleabile. Sfruttando incoscientemente a vantaggio di chi è al potere l’enorme forza del NO dei cittadini che, delusi o schifati dalle giostre dei due maggiori schieramenti in gara, si sono astenuti in numero sempre maggiore dal voto.

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MISSIONE SEGRETA

Posted by ambienti su aprile 29, 2010

Giornalisti e rappresentanti dei comitati, bloccati dalla Protezione Civile, non hanno potuto partecipare ieri allo spazzatour della delegazione europea.
“Avevamo chiesto di visitare il sito (Chiaiano) con i comitati, le istituzioni locali e la stampa, ci è stato impedito e dunque sarà una visita senza trasparenza e democrazia”. Così ha commentato Judith Merkeis, eurodeputata olandese alla guida delle delegazione della Commissione Ambiente europea per la verifica della situazione rifiuti in Campania.
La Protezione Civile replica che non si è trattato di mancanza di trasparenza, “ma di rispetto delle procedure” perchè “non è stata presentata alcuna richiesta di accredito per la stampa in quanto la visita era limitata ai solo membri della Commissione”. Ai responsabili della protezione civile continuano a sfuggire sfuggono le regole di rispetto per la libera informazione, e di confronto con la popolazione, previste per le questioni ambientali in ambito europeo e in genere nei paesi civili.

su Il Mattino on line
l’articolo ^

la Lettera del Comitato di Chiaiano:
“Oggi l’ennesima farsa” ^

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L’EUROPA INVESTIGA

Posted by ambienti su aprile 28, 2010

Oggi 28 Aprile alle 19 i comitati dell’intera Campania (Coordinamento regionale Rifiuti della Campania e Rete Campana Salute e Ambiente) incontreranno la Commissione Europea Petizioni presso l’Hotel Palazzo Caracciolo, in Via Carbonara, 112 a Napoli. In tale occasione si terrà nei pressi dell’Hotel un presidio informativo.
Si invitano a partecipare tutti i cittadini delle province colpite dalla dissennata gestione dei rifiuti in Campania, i cui costi sono pagati dagli stessi cittadini con i vertiginosi aumenti della Tarsu, e tutti coloro sensibili ai temi della difesa dei diritti, della salute e dell’ambiente.

Comunicato stampa
Coordinamento regionale Rifiuti della Campania ^ e Rete Campana Salute e Ambiente ^

Dal 28 al 30 Aprile 2010 la Commissione Europea per le petizioni, a seguito di puntuali denunce sul tema rifiuti pervenute fin dal 2006 da parte di liberi cittadini delle zone di Acerra, Chiaiano, Serre, Basso dell’Olmo e Taverna del Re, effettua una missione investigativa in Campania per verificare dal vivo gli aspetti concreti della gestione rifiuti nella regione, con particolare riferimento alle questioni di impatto sulla salute umana, differenziazione dei rifiuti, stato delle discariche esistenti, esistenza ed utilizzazione di discariche abusive, smaltimento illegale di rifiuti tossici, elevata attenzione prestata all’incenerimento rifiuti e per ultimo finanziamento degli impianti progettati.
I comitati e le associazioni che da anni svolgono nella regione un’azione di contro-informazione e denuncia delle irregolarità ormai decennali nella gestione del “ciclo rifiuti” in Campania, hanno da tempo avanzato proposte concrete per la risoluzione dell’emergenza basate su raccolta differenziata porta a porta, costruzione di impianti di compostaggio e riconversione degli ex CDR in impianti di Trattamento Meccanico dei rifiuti.

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COME SI AVVELENA UN BAMBINO

Posted by ambienti su aprile 23, 2010

DISCARICHE E INCENERITORI
PERICOLI SOTTOVALUTATI

I pediatri del Mezzogiorno lanciano un allarme sui bambini che vivono in prossimità di discariche e inceneritori, bambini su cui si accumulano fattori di rischio per la salute ancora troppo spesso sottovalutati o ignorati. I pediatri sono quelli riuniti a Napoli per il congresso Gli Argonauti XI, organizzato dall’Associazione Culturale Pediatri (ACP ) ^ del centro-sud, in corso dal 22 al 24 aprile nel Complesso dei SS Marcellino e Festo. Centrale l’intervento di Anna Maria Moschetti, pediatra di famiglia a Palagiano (Taranto), e Raffaele Cioffi, del Dipartimento di ingegneria dei materiali dell’Università Parthenope di Napoli, con una relazione intitolata: È in gioco la salute dei bambini e delle famiglie. Lo smaltimento dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati.
“Il problema – spiegano Anna Maria Moschetti e Raffaele Cioffi – è che discariche e inceneritori, per le sostanze tossiche rilasciate nell’ambiente, sono le pratiche di trattamento dei rifiuti più rischiose per la salute delle popolazioni esposte. I rischi per la salute dovuti all’inquinamento ambientale sono maggiori per i soggetti più vulnerabili, primi tra tutti i bambini”.
Moschetti chiede che “le autorità politiche mettano in atto ogni sforzo possibile per favorire la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti”.
Impressionanti i dati richiamati dai due relatori. Moschetti e Cioffi ci ricordano che in Italia sono moltissimi i siti contaminati da sottoporre ad operazioni di bonifica, considerando l’enorme quantità di rifiuti speciali, pericolosi e non, smaltiti sul territorio legalmente o illegalmente.

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LA STORIA NON È FINITA

Posted by ambienti su aprile 22, 2010


LO UTTARO STORY AGGIORNATA AD APRILE 2010 ^

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SUD, LA GRANDE DISCARICA

Posted by ambienti su aprile 22, 2010

SUD, LA GRANDE DISCARICA di Antonio Massari – Il Fatto quotidiano 22/04/2010 ^
Un “mosaico criminale” che ha trasformato i Regi Lagni in una gigantesca fogna a cielo aperto. Il serpente d’acqua è lungo 56 chilometri. Striscia intorno a 104 comuni, per 1.095 chilometri e tocca l’intera provincia di Caserta, una parte del napoletano e dell’area di Benevento. Il serpente è talmente velenoso che ha causato un disastro ambientale.

clicca qui per leggere tutto l’articolo ^ 

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NON RIDATECI IL PUZZONE

Posted by ambienti su aprile 10, 2010

Si sono decisi? Lo schifo dentro la discarica lo Uttaro trasloca? Dopo l’approvazione della Regione, ieri l’annuncio ufficiale. E dove traslocano i veleni? E come? Suvvia, non esagerariamo con queste curiosità impertinenti e rivolgiamo un grato pensiero a Guido Bertolaso. Grato perché mai? Non è  sotto il suo imperio e grazie al suo “Protocollo” che si è realizzato il puzzolente disastro a Lo Uttaro? E dove è stato insabbiato il processo “rompiballe” che di striscio o di stralcio riguardava anche lui? Boh! Però c’è chi continua a ripetere che dobbiamo essere grati al sottosegretario ben massaggiato proponendocelo un giorno si e l’altro pure come il nuovo eroe dei due mondi: i rifiuti campani e il terremoto aquilano. Vabbe’ che la qualifica di eroe ormai è diventata flessibile: eroi sono stati proclamati quelli che hanno riempito di ecoballe la Campania e il più celebre stalliere italiano del 900.
Allora dobbiamo disperare? Ma no. Questi squilli di tromba un po’ in sordina – c’è chi della bonifica avrebbe fatto volentieri a meno – questi squilli ci devono riempire di speranza  senza farci smarrire l’attenzione. Perché di nuovo da un lusinghevole annuncio non scaturisca una peggiore devastazione. E per i motivi che illustra il professor Franco Ortolani nel post prima di questo.

RIFIUTI: DISSEQUESTRO DISCARICA, PARTE BONIFICA LO UTTARO

Napoli, 9 aprile – Parte, grazie al dissequesto dell’area, la bonifica della discarica nel casertano di Lo Uttaro. L’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini e l’assessore all’Ambiente del Comune di Caserta, Laura Mastellone, d’intesa con il generale Mario Morelli, hanno incontrato il generale Monaco, che sovrintende la gestione dei flussi di rifiuti campani, per concordare le modalita’ di asporto dal sito di 18mila tonnellate di rifiuti. “E’ questa la prima azione del percorso che porta alla bonifica della discarica, uno dei piu’ inquietanti casi di aggressione all’ambiente ed alla salute a livello regionale – spiega Ganapini – per la sensibilita’ del giudice competente, e’ stato infatti disposto il dissequestro del sito per un intervallo di sessanta giorni dall’avvio dei lavori, tempo piu’ che sufficiente per trasportare i rifiuti nelle discariche del territorio d’origine dei rifiuti stessi. L’agenzia di protezione dell’ambiente campana monitorera’ tutte le operazioni. Lascio al mio successore priorita’ di bonifica definite e un ammontare di risorse pari a circa 500 milioni di euro, faticosamente recuperati dal rischio di altre destinazioni. Non saranno sufficienti a ripulire tutta la Regione , ma certo basteranno per togliere i bubboni piu’ pericolosi che la camorra ha lasciato in eredita’ alle donne e agli uomini della Campania”. (AGI)

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BONIFICA E BONIFICI

Posted by ambienti su aprile 10, 2010

di Franco Ortolani
Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

Torna alla ribalta la “bonifica” della discarica di Lo Uttaro: che vuol ridire?
Lo scorso anno i mass media hanno reso noto che il 4 agosto 2009 è stato sottoscritto a Napoli l’accordo operativo tra Comune di Caserta e Ministero dell’Ambiente concernente gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree di discarica, stoccaggio e trasferenza esistenti in località Lo Uttaro che prevede l’erogazione di 10 milioni di euro in quattro anni. La stima delle opere sarà a cura del Ministero dell’Ambiente dopo l’intervento di caratterizzazione effettuato dall’Arpac.
Per il sindaco Petteruti si dà finalmente il via ad un’azione non più rinviabile di bonifica e di riqualificazione ambientale in un’area critica; dei 18 milioni di euro stanziati (sulla carta) per il Comune di Caserta da impegnarsi in opere pubbliche come compensazione per il danno ambientale rimangono solo i dieci milioni che probabilmente non basteranno neanche per la bonifica completa di Lo Uttaro e delle aree attigue, inizialmente prevista a carico del Ministero.
Da Il Mattino del 26 marzo si apprende che per la Bonifica del sito Lo Uttaro, c’è l’ok della giunta regionale. “Ieri mattina l’approvazione della delibera che stanzia le risorse economiche e a seguire la stipula del protocollo di intesa tra Regione e Comune per individuare le specifiche competenze (l’amministrazione comunale svolgerà principalmente un ruolo di supervisione e supporto) e fissare il cronoprogramma dei lavori. Si parte la seconda settimana di aprile con il piano di caratterizzazione dei suoli e delle acque in località Lo Uttaro, un’area di circa 220mila metri quadrati al confine tra i comuni di Caserta, San Nicola La Strada e San Marco Evangelista. Si procederà con la messa in sicurezza e la bonifica del sito di trasferenza e la rimozione dei rifiuti ammassati dal 2006 nel sito di stoccaggio denominato «panettone».
Gli interventi saranno finanziati con i fondi dell’Obiettivo operativo 1.2 dell’Asse 1 del Por Campania. Solo per la bonifica saranno necessari circa trenta milioni di euro ma il Comune potrà attingere, se necessario, fino a sessanta milioni di euro. Nel dettaglio il progetto prevede innanzitutto i carotaggi e le analisi dei campioni per valutare il grado di contaminazione, la natura del rifiuto e la profondità raggiunta. In base ai risultati forniti da queste operazioni si potrà procedere con la bonifica vera e propria che dovrà essere completata entro il 30 maggio del 2011. «Finalmente dopo anni di attesa -ha commentato a margine dell’incontro il sindaco Nicodemo Petteruti -siamo approdati alla fase esecutiva della bonifica del sito Lo Uttaro. Ci siamo riusciti, grazie al fondamentale supporto della Regione Campania, nonostante le promesse e gli impegni purtroppo a suo tempo disattesi dal Governo nazionale».”
Rientriamo nel merito riproponendo in parte quanto scritto il 9 agosto dello scorso anno. Che vuol dire bonificare la discarica di Lo Uttaro?
I cittadini sono interessati ad un reale risanamento e restauro ambientale; altri, i soliti ben noti che hanno finora lucrato sullo scandalo rifiuti sono sicuramente interessati a lucrare ancora sulla così detta “bonifica” del territorio che prima i rappresentanti delle Istituzioni competenti (civili e militari) hanno lasciato colpevolmente inquinare. I cittadini stanno per essere presi in giro un’altra volta? Ci si può giurare sopra! Prima questione: la bonifica di Lo Uttaro vuol dire che viene cancellato il sito di Cava Mastroianni? Bisogna avere una risposta formale con decreto di cancellazione del sito.
Due anni fa mi sono occupato della ricostruzione dell’assetto geoambientale dell’area compresa tra la discarica chiusa di Lo Uttaro e la confinante Cava Mastroianni individuata nel DL 90/08 come sito in cui realizzare una nuova discarica. La ricerca evidenziò il noto disastro ambientale provocato nella zona di Lo Uttaro mediante accumulo di rifiuti in cave a fossa e sulla superficie del suolo e dispersione di percolato sul suolo e nella falda, al di fuori del rispetto delle vigenti leggi che garantiscono il diritto alla salute di tutti i cittadini, non derogabili dal potere speciale. Le immagini allegate (sopra e di seguito) sintetizzano gli elementi più significativi.
Mentre è semplice rimuovere i rifiuti, allora accumulati sulla superficie del suolo, e portarli in una discarica che dia la sicurezza ambientale di non inquinamento, non è possibile “bonificare” la discarica di Lo Uttaro scavata a fossa con la base che sfiora la falda (si e no due tre metri) che era già inquinata dai rifiuti come accertato dalla Magistratura. La base dei rifiuti, dentro la profonda fossa, non garantisce l’isolamento e contenimento del percolato che scende verso la falda inquinandola. La superficie esposta all’aria dei rifiuti può essere impermeabilizzata, coperta con terreno e vegetazione che danno l’impressione di una superficie “sana” come se fosse stata dipinta di un verde rassicurante. Lateralmente e alla base i rifiuti non potranno mai essere isolati dall’ambiente circostante poiché il loro spessore è di circa 24 metri, vale a dire di altezza equivalente a quella di un edificio di 8 piani. Ammesso che l’impermeabilizzazione laterale e alla base dei rifiuti fosse stata realizzata alla perfezione come prevede la vigente legge, tale impermeabilizzazione non può durare integra, totalmente, più di 15-20 anni. E’ assolutamente impossibile isolare i rifiuti dello spessore sopra indicato in maniera efficace e duratura. Non si può intervenire alla base dei 24 metri di rifiuti per cui il percolato continuerà a disperdersi nel sottosuolo e nella falda che defluisce verso il confinante Comune di San Nicola La Strada. L’unico modo per bonificare l’ambiente, anche la parte che non si vede, è rimuovere le centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti.
Quindi, cosa si “bonifica”? Certamente saranno emessi bonifici sui conti bancari di chi realizzerà progetto, direzione lavori e opere! I vantaggi saranno tutti loro! Naturalmente a spese dei cittadini. Le voraci e blindate sanguisughe parassitarie che hanno realizzato discariche “illegali dal punto di vista delle leggi naturali” e legalizzate da leggi speciali (che non garantiscono la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente e delle risorse idriche) non sono state contestate, di fatto, da alcuna forza politica parlamentare, probabilmente perché tutti speravano, prima o poi, di giocare con il redditizio “giochetto dell’emergenza” e della connessa agevole spesa di denaro pubblico: sembra che ora si siano organizzate per lucrare agevolmente, sempre sulla pelle dei cittadini, sul reale bisogno di disinquinamento dell’ambiente.

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