AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

LA SOLUZIONE BERLUSCASO

Posted by ambienti su aprile 29, 2010

Ma che è venuta a fare a Napoli questa delegazione europea per il controllo della gestione dei rifiuti? E pretenderebbe persino di fare sopralluoghi insieme a giornalisti, sindaci, rappresentanti di comitati dei cittadini. Possibile che nessuno abbia spiegato ai delegati come e perché la crisi dei rifiuti in Campania è risolta da un pezzo? Allora proviamo a farlo qui.
Voi commissari state a cianciare di verifiche, norme, diritti e cittadini, come se vi trovaste in mezzo a una normale e civile umanità. Quante complicazioni. Qui in Campania abbiamo di meglio: abbiamo Berluscaso, nuovo supereoe nato dall’incrocio di un Berlusconi e un Bertolaso. Berluscaso – più forte del terribile Hulk – è dotato di innumerevoli bocche impiantate in varie teste: due spuntate in Campania e a L’Aquila, le altre pronte ad affiorare ovunque un disastro ambientale ne fornisca l’occasione. Con simili potenti mezzi ogni problema si risolve in un baleno. A ogni bocca sono persino collegati efficienti canali televisivi che ci forniscono una pubblicità generosa, del tutto gratuita, volta a dissolvere le pubbliche preoccupazioni. In certi casi persino evocando altre preoccupazioni, purché siano, nella loro fantasiosa apparenza, più direttamente contrastabili. Per esempio è più facile odiare gli immigrati – spesso dei poveracci inermi – e i comunisti – che non esistono più da svariati decenni – anziché impigliarsi nella disamina di scelte politiche sbagliate e personalmente interessate che ci preparano un cupissimo futuro.
Sarebbe irriguardoso verso Berluscaso dubitare della fine della crisi, di una qualunque crisi seria: di quella campana dei rifiuti, di quella aquilana o di quella economica che continua a scaraventare disoccupati e sottoccupati nelle sempre più ampie discariche della nostra Forte Italia televisivo-consumistica in grado ancora di arricchire chi vende pubblicità commerciale e politica.
Dubitare, qui da noi, è evidentemente in contrasto con la volontà del Sovrano Popolo Elettore. Soprattutto del Sovrano, giacché per il Popolo Elettore si sta raggiungendo l’obiettivo di ridurlo a porzione sempre più esigua e malleabile. Sfruttando incoscientemente a vantaggio di chi è al potere l’enorme forza del NO dei cittadini che, delusi o schifati dalle giostre dei due maggiori schieramenti in gara, si sono astenuti in numero sempre maggiore dal voto.

Ma qui dubitare appare irriguardoso e chissà, forse, con la riforma della giustizia in corso, potrebbe diventare reato. In linea con la tradizione totalitario-mafiosa – richiamata di recente in autorevole sede nazionale – secondo la quale un buon sistema per risolvere un problema serio, drammatico, è discuterne in pubblico il meno possibile, in modo che i cittadini possano marciare fessi e contenti verso nuovi disastri.
Così Berluscaso ha potuto finora farsi vanto, senza quasi contrasto, della gloria della monnezza. Chi vorrà mai sottilizzare su qualche dettaglio? Per esempio su dove vadano a finire i rifiuti nuovi e quelli vecchi, le famose ecoballe. Non è che i nuovi vengono soprattutto radunati e infossati alla meno peggio in discariche che avveleneranno la Campania anche per i prossimi decenni e secoli? E quali e quanti rifiuti vengono bruciati, e con quali effetti, nel grande inceneritore infine trionfalmente inaugurato? Quell’inceneritore i cui travagli sono imputabili – ormai è chiaro – a pericolosi errori di concezione e di gestione anziché a uno sgangheratello “partito del no” velocemente evaporato all’apparire di Berluscaso.
E quanto durerà l’incantesimo della cartolina di “Napoli pulita” – saluti e baci , votatemi – se basta un minimo inciampo (mannaggia, imprevedibile!) per far tornare subito fetenti interi quartieri della città? Altro discorso per le province e le periferie, in alcune delle quali la monnezza, anche tossica, resta abbondante. Ma avete mai sentito di qualcuno che manda cartoline con panorami della periferica e radioattiva Chiaiano a Napoli, dell’avvelenatissima zona Lo Uttaro a Caserta, di Ferrandelle o dei devastati Regi Lagni?
Meglio non sapere – almeno fino alla prossima analisi clinica e alla prossima cartella Tarsu – chi pagherà, in salute e in denaro sonante, il conto tuttora crescente del disastro dei rifiuti.
Suvvia delegati europei, giornalisti, comitati, cercate di non provocare certi dubbi. Altrimenti tutti quelli che credono alle panzane correranno il rischio di diventare un po’ meno fessi e un po’ meno contenti. Altro che intossicazione da rifiuti. L’intossicazione da rifiuti ti rovina la salute, ti ammazza, ma puoi sempre rivolgerti a medici e a becchini. Invece se cominci ad essere meno fesso e contento, a capire quel che ti succede intorno, a non credere a Berluscaso … Se succede questo chi ti aiuta?

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