AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for maggio 2010

FINESTRA SU LO UTTARO 25/05/2010

Posted by ambienti su maggio 27, 2010

Foto di martedì 25 maggio 2010
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A Caserta la bonifica dell’inquinatissima area Lo Uttaro, annunciata a suon di grancasse, resta un fantasma. La “bomba ambientale” (secondo la definizione del presidente di una commissione parlamentare) resta lì a diffondere i suoi velenosi effetti. Superfluo ogni commento.
Per la bonifica si muove intanto il ComER (Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta) che prepara una lettera da inviare al nuovo assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano (sindaco del comune virtuoso di Mercato Sanseverino) e al sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti. La lettera chiede che i tecnici del Comitato dei garanti della discarica Lo Uttaro, nominati a suo tempo a tutela dei diritti dei cittadini, su sollecitazione delle associazioni casertane per l’ambiente, possano assistere alle operazioni di messa in sicurezza e bonifica. Quando e se le operazioni verrano avviate. Vista la solerzia degli enti preposti a risolvere un problema così grave, se qualcuno di fiducia non darà un’occhiata ci sarà il rischio – o la certezza? – di altre beffe e disastri contro i cittadini.

         

         

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RIFIUTI, DIOSSINE E SOLDI

Posted by ambienti su maggio 27, 2010

LA LUCROSA ECONOMIA DEI RIFIUTI
L’avvelenamento da diossina e l’inganno dei termovalorizzatori,  il grande imbroglio dell’emergenza in Campania, i sistemi di smaltimento tra camorra e traffici internazionali. Ecco dove finiscono la nostra salute e i nostri soldi.

Il “buon” sistema che prevede termovalorizzatori, produzione di energia dai rifiuti, ecoballe e riciclo nasconde diossine rischiose per la salute, inquinamento del territorio, accaparramento di irregolari incentivi pubblici, affari tra imprese legali, criminalità organizzata e politica. Trasi munnezza, esce oro …

>> clicca qui per leggere l’inchiesta di Giovanna Baer su paginauno ^

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LA SCOPERTA DELL’AMERICA

Posted by ambienti su maggio 7, 2010

UNA TV AMERICANA SCOPRE CHE I RIFIUTI SONO ANCORA QUI
CON GRANDI MINACCE PER LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE
E FA PARLARE SAVIANO SUGLI INTRECCI CON LA CAMORRA
Più o meno sappiamo tutto quello che si vede in quest’inchiesta realizzata dalla tv indipendente statunitense VBS e ripresa in parte persino dalla CNN ^ , sull’onda della nuova attenzione internazionale per i problemi ambientali provocata dalla marea di petrolio nel Golfo del Messico. Fa comunque una certa impressione sapere che il tema “rifiuti campani” torna d’attualità persino negli USA mentre qui in Italia molti preferiscono illudersi che la questione sia “risolta”.
Nel documentario Toxic Napoli – audio quasi tutto italiano e sottotitoli inglesi – intervengono, oltre che cittadini indignati e terrorizzati, Roberto Saviano, per spiegare i rapporti tra il “sistema monnezza” e la camorra, e il deputato italiano Francesco Barbato (Idv), per dire che con le nuove leggi, volute da Berlusconi e Bertolaso, in molti casi si è legalizzato l’avvelenamento della regione. A uno come Barbato quando parla di certi rischi – gli stessi già variamente segnalati in Ambienti – in Italia non se lo fila nessuno. Per farsi notare dai media l’altro giorno ha provato a recitare in Parlamento Viva l’Italia di De Gregori. Una provocazione  per ricordare che al bene dell’Italia, cioè di noi cittadini, la politica non ci pensa tanto, a parte che nei talkshow televisivi. Forse Barbato si aspettava che qualcuno poi gli andasse a chiedere qual è la sua posizione sui rifiuti campani e su qualche altro problema “anestetizzato” a tempo indeterminato da parecchi politici di destra e di sinistra. Macché, sui problemi scomodi in Italia nessuno è andato a chiedergli niente.

TOXIC NAPOLI

PARTE 1                  PARTE 2      

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FINESTRA SU LO UTTARO 3/5/2010

Posted by ambienti su maggio 5, 2010

IL FANTASMA DELLA BONIFICA

PER LA MICIDIALE DISCARICA LO UTTARO A CASERTA
ANNUNCIATO DA OLTRE UN MESE L’IMMEDIATO AVVIO
DI SVUOTAMENTO E DI RECUPERO DELL’AREA
MA DEI LAVORI PREVISTI ANCORA NON C’È TRACCIA.
MENTRE I CITTADINI CONTINUANO AD AVVELENARSI
CHE VIA STANNO PRENDENDO I SOLDI STANZIATI? 

testo e fotografie di The Boss
cliccare sulle foto per ingrandirle

Poco più di un mese fa per la bonifica dell’area Lo Uttaro è stato firmato un Protocollo d’intesa dall’assessore all’Ambiente della Regione Campania Walter Ganapini e dal sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, quello famoso per aver già firmato il Protocollo del novembre 2006 che individuava la Cava Mastropietro a Lo Uttaro come discarica. L’area Lo Uttaro comprende l’ormai tristemente famosa discarica dei veleni utilizzata dal Commissariato di governo fino al sequestro giudiziario del 2007, la preesistente e altrettanto pericolosa discarica Ecologica Meridionale, il sito di trasferenza, anch’esso sequestrato, il sito di stoccaggio noto qui come il “Panettone”, dove sono depositate circa 20 mila tonnellate di rifiuti raccolti per le strade di Napoli nel 2005 dopo lo svolgimento della “notte bianca”. Paradossalmente l’area comprende anche la Cava Mastroianni, finora non utilizzata, ma ancora inserita nell’elenco dei siti di discarica da realizzare, secondo il decreto 90/2008 e la connessa legge 123/2008 ^ .
Firmato il Protocollo per la bonifica, il 25 marzo, l’Assessore Ganapini ha annunciato lo stanziamento di 30 milioni di euro per i lavori previsti, aumentabili fino a 60, e il Sindaco Petteruti ha sottolineato trionfante come stesse finalmente per avere inizio la “fase esecutiva” degli interventi.
Il 9 aprile il Giudice competente ha concesso il dissequestro dell’area per un periodo di 60 giorni, per consentire la rimozione dei rifiuti depositati sul suolo e il loro trasferimento in altre discariche. Si sarebbe dovuto cominciare con le 18 mila tonnellate del sito di trasferenza, poi sarebbe toccato al sito di stoccaggio e, una volta completate le operazioni di caratterizzazione dei rifiuti presenti in discarica, si sarebbe passato alla bonifica dell’invaso di Lo Uttaro, da completarsi entro il 30 maggio 2011.
Proprio in quei giorni pubblicava un articolo preoccupato e polemico sull’annunciata bonifica il professor Franco Ortolani ^ , ordinario di geologia all’Università Federico II di Napoli, che di Lo Uttaro si era già occupato in passato allorquando, su richiesta del ComEr prima e del Sindaco di San Nicola la strada poi, aveva redatto una relazione sull’inidoneità della Cava Mastroianni a diventare una discarica. Nel suo articolo Ortolani esprimeva fondati e motivati dubbi sulla fattibilità tecnica di un’operazione di bonifica della discarica Lo Uttaro che – è bene ricordarlo – a distanza di 2 anni e mezzo dalla sua chiusura non è stata ancora nemmeno messa in sicurezza. Ortolani paventava il rischio che gli stanziamenti di fondi potessero servire solo a rimpinguare i conti correnti dei soliti noti, che con il business delle bonifiche hanno più volte lucrato.
Per capire se Petteruti dice il vero o se invece dobbiamo purtroppo dare ragione, ancora una volta, al professor Ortolani siamo andati a vedere oggi con i nostri occhi a che punto stanno queste fantastiche operazioni di bonifica. Se davvero le colline di rifiuti che ormai da anni punteggiano la zona tra Caserta, San Nicola la strada, San Marco Evangelista e Maddaloni sono sparite. O se invece stanno ancora lì come monumenti a un’emergenza rifiuti che da queste parti non è mai finita, checché ne dica il nostro presidente del Consiglio o Guido Bertolaso.
Ecco, quindi, le foto scattate la mattina di lunedì 3 maggio 2010 al sito di trasferenza e a quello di stoccaggio. Come si può facilmente vedere, nessuna rimozione è avvenuta, né erano in corso attività di alcun genere. Sulla collina del sito di trasferenza è ormai cresciuta una fitta vegetazione, che in parte nasconde i rifiuti, mentre il sito di stoccaggio “Panettone” è sempre coperto dal suo ormai inconfondibile telone nero in polietilene.
Eppure la rimozione dei rifiuti dai due siti era già prevista nel ricordato Protocollo d’Intesa del novembre 2006 (quello che diede il via all’apertura della discarica) come compensazione al Comune di Caserta per aver “accettato” il “pozzo di veleni” di Lo Uttaro sul proprio territorio. Era previsto che la rimozione fosse completata entro tre mesi dall’apertura della discarica. Dopo due anni e mezzo sono ancora lì.
Monitorammo allora la situazione, pubblicando con cadenza quindicinale le foto dei siti di stoccaggio e trasferenza, convinti che fosse l’ennesima presa in giro per i cittadini casertani. Non ci sbagliavamo. Lo faremo anche stavolta, con la speranza di sbagliarci.

            

          

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A CHE PUNTO È IL DISASTRO?

Posted by ambienti su maggio 4, 2010

UN SERVIZIO TV SU LO UTTARO TRASMESSO IL 27 MARZO
E IL RIAVVIO DELLA NOSTRA “FINESTRA” SULLA DISCARICA
Il 27 marzo scorso la discarica Lo Uttaro (della quale qui si può ripercorrere la storia ^ ) era ancora nelle condizioni che si possono osservare in questo servizio del TG3, ora disponibile su Youtube, realizzato da Romolo Sticchi e messo in onda nello stesso giorno. Chi se lo fosse perso potrà verificare quanto sia immane il disastro che lì intorno avvelena aria, terra e acqua. Per i circa 200 mila cittadini della conurbazione casertana (Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista) al centro della quale, a pochi passi dalle case, si trova la discarica.
Dopo il sequestro giudiziario de Lo Uttaro – ottenuto nel 2007 da comitati e associazioni per l’ambiente locali – si è placata l’ossessiva e dannosa puzza che invadeva tutte le case della zona a livelli che segnalavano per giunta una delirante e criminosa gestione quotidiana dell’impianto. Ma il veleno ha continuato a lavorare silenzioso e incontrastato, nonostante le ufficiali e pubbliche ammissioni – fino alla Commissione parlamentare per i rifiuti – di un disastro persistentemente minaccioso per la salute dei cittadini.
Ora da oltre un mese è stato proclamato l’avvio della “fase esecutiva” della bonifica, da concludersi entro il 30 maggio 2011. A che punto sono i lavori? Siamo andati ieri, 3 maggio, a dare un’occhiata. Sembra che in area Lo Uttaro non si sia mosso molto, certo non quanto era stato annunciato come immediato. Pubblicheremo al più presto le foto scattate ieri e un commento. Per permettere di nuovo ai cittadini di confrontare proclami ufficiali e realtà.

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LE DUE VERITÀ

Posted by ambienti su maggio 3, 2010

Non molti nei giorni scorsi sembrano averci fatto caso, ma mentre la delegazione europea giunta a verificare la situazione dei rifiuti in Campania lasciava sfumare i propri percorsi di visita e le connesse dichiarazioni in una nebbia di equivoci, sui rifiuti campani emergeva una nuova verità “ufficiale”. Gaetano Pecorella, noto avvocato e deputato Pdl,  attuale presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, giovedì scorso ha affermato, secondo varie fonti in genere affidabili, tra le quali l’agenzia di stampa Adnkronos: “In Campania le cose non vanno molto bene, il problema di Napoli è risolto, ma basta sorvolare la regione in elicottero per vedere montagne di rifiuti speciali coperti da teli, le cosiddette ecoballe, che sprigionano sostanze pericolose”. Bella scoperta, potrà commentare ironicamente qualcuno. Tuttavia, per quanto drammaticamente concrete, le montagne campane di rifiuti ancora al loro posto, anzi crescenti, dall’annuncio berlusconiano della “fine dell’emergenza” non avevano trovato riscontri nei discorsi ufficiali di rappresentanti politici d’area governativa. Ora che è successo?
In un post precedente abbiamo sintetizzato la nota soluzione Berluscaso ^ per l’emergenza dei rifiuti campani: tutto è risolto, lasciateci un po’ di tempo e perfezioneremo i dettagli in sospeso. Tale soluzione è una verità di propaganda, nel senso che ha raggiunto l’effetto vero, attraverso i suoi molteplici annunci,  di raccogliere consenso tra una parte della popolazione locale e un’opinione pubblica nazionale finalmente “liberate” dalla questione dei rifiuti. Le verità di propaganda però hanno qualche inconveniente. Uno principale: alla lunga la gente può accorgersi che sono enormi e dannose bugie. A ciò si può provare a rimediare, quando se ne presenta la necessità, affiancando alla verità di propaganda una verità di fatto non troppo distante dalla realtà, purché in sedi mediatiche non eccessivamente clamorose, e sempre in salsa filogovernativa, in questo caso una salsa pro-inceneritori.
Si profila un contrasto tra Pecorella e Berluscaso? Per ora non si direbbe. Conformemente alla verità di propaganda, il sottosegretario Bertolaso sta ancora  trionfante sul suo piedistallo di eroe. Il gioco consiste, ancora una volta, nel sostenere contemporaneamente un certa tesi e il suo contrario. In modo da poter usare l’una o l’altra dichiarazione secondo bisogno. E il prossimo “bisogno” sembra che sia l’affare della moltiplicazione degli inceneritori in tutta Italia, isole comprese.
Il gioco delle due verità può oltretutto riuscire utile, di fronte a realtà spiacevoli non occultabili a tempo indeterminato, per affermare infine: “Ma questo noi l’avevamo detto!”. Si, ma quale “questo”?

di seguito la nota Adnkronos con le dichiarazioni dell’onorevole Pecorella diffusa venerdì scorso

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COMINCIAMO MALE

Posted by ambienti su maggio 3, 2010

IL NEOPRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI CASERTA ZINZI
VUOLE UN FINANZIAMENTO UE PER UN INCENERITORE

Dopo i clan di camorra e dopo il sindaco del capoluogo Nicodemo Petteruti anche il neopresidente della Provincia di Caserta onorevole (Udc) Domenico Zinzi invoca un inceneritore in territorio casertano. Addirittura con una richiesta di finanziamento europeo dalla correttezza molto dubbia, visto che le norme europee non incoraggiano certo la creazione di nuovi impianti per l’incenerimento dei rifiuti. E, tra l’altro, come se a Caserta non avessimo già un gigantesco inceneritore a due passi, ad Acerra, che sta provocando serie e crescenti preccupazioni. Non solo per  il fatto stesso di essere un impianto pericolosamente inquinante, ma anche per la sua incera affidabilità tecnologica, per la sua gestione, per la carenza di pubblicità sui necessari controlli.
Possibile che all’onorevole Zinzi siano sfuggite le notizie, le polemiche e le inchieste che negli ultimi anni si sono addensate intorno all’ipotesi di un inceneritore in provincia di Caserta? Sulla sua trovata non ritiene neanche di dover dare qualche spiegazione alla popolazione? O pensa, come il suo predecessore di segno opposto, l’ex presidente della Provincia Sandro De Franciscis, e come l’attuale sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, che il punto di vista dei cittadini diventi, una volta ottenuto il voto, elemento del tutto secondario per la gestione degli affari territoriali?
Sappiamo che nei giorni precedenti la sua richiesta alla UE Zinzi per i rifiuti aveva incontrato alcuni sindaci, tra i quali Petteruti. Speriamo che nell’amministrazione non voglia mettersi in società o in competizione con Petteruti in una gara a chi sa fare peggio ^. Per ora, tra l’uno e l’altro, sembra che sia probabile, a parità di disservizio, una bella stangata TARSU anche a Caserta ^.

Di seguito la notizia sull’inceneritore com’è stata trionfalmente diffusa dal sito della Provincia di Caserta ^

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