AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

LE DUE VERITÀ

Posted by ambienti su maggio 3, 2010

Non molti nei giorni scorsi sembrano averci fatto caso, ma mentre la delegazione europea giunta a verificare la situazione dei rifiuti in Campania lasciava sfumare i propri percorsi di visita e le connesse dichiarazioni in una nebbia di equivoci, sui rifiuti campani emergeva una nuova verità “ufficiale”. Gaetano Pecorella, noto avvocato e deputato Pdl,  attuale presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, giovedì scorso ha affermato, secondo varie fonti in genere affidabili, tra le quali l’agenzia di stampa Adnkronos: “In Campania le cose non vanno molto bene, il problema di Napoli è risolto, ma basta sorvolare la regione in elicottero per vedere montagne di rifiuti speciali coperti da teli, le cosiddette ecoballe, che sprigionano sostanze pericolose”. Bella scoperta, potrà commentare ironicamente qualcuno. Tuttavia, per quanto drammaticamente concrete, le montagne campane di rifiuti ancora al loro posto, anzi crescenti, dall’annuncio berlusconiano della “fine dell’emergenza” non avevano trovato riscontri nei discorsi ufficiali di rappresentanti politici d’area governativa. Ora che è successo?
In un post precedente abbiamo sintetizzato la nota soluzione Berluscaso ^ per l’emergenza dei rifiuti campani: tutto è risolto, lasciateci un po’ di tempo e perfezioneremo i dettagli in sospeso. Tale soluzione è una verità di propaganda, nel senso che ha raggiunto l’effetto vero, attraverso i suoi molteplici annunci,  di raccogliere consenso tra una parte della popolazione locale e un’opinione pubblica nazionale finalmente “liberate” dalla questione dei rifiuti. Le verità di propaganda però hanno qualche inconveniente. Uno principale: alla lunga la gente può accorgersi che sono enormi e dannose bugie. A ciò si può provare a rimediare, quando se ne presenta la necessità, affiancando alla verità di propaganda una verità di fatto non troppo distante dalla realtà, purché in sedi mediatiche non eccessivamente clamorose, e sempre in salsa filogovernativa, in questo caso una salsa pro-inceneritori.
Si profila un contrasto tra Pecorella e Berluscaso? Per ora non si direbbe. Conformemente alla verità di propaganda, il sottosegretario Bertolaso sta ancora  trionfante sul suo piedistallo di eroe. Il gioco consiste, ancora una volta, nel sostenere contemporaneamente un certa tesi e il suo contrario. In modo da poter usare l’una o l’altra dichiarazione secondo bisogno. E il prossimo “bisogno” sembra che sia l’affare della moltiplicazione degli inceneritori in tutta Italia, isole comprese.
Il gioco delle due verità può oltretutto riuscire utile, di fronte a realtà spiacevoli non occultabili a tempo indeterminato, per affermare infine: “Ma questo noi l’avevamo detto!”. Si, ma quale “questo”?

di seguito la nota Adnkronos con le dichiarazioni dell’onorevole Pecorella diffusa venerdì scorso

Bologna, 29 aprile – (Adnkronos) – “In Italia c’e’ una visione miope e non c’e’ sufficiente consapevolezza della gravita’ della situazione” legata al traffico illecito dei rifiuti e dello smaltimento illegale o abusivo. Parola del presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella che oggi a Bologna e’ intervenuto ad un convegno sul tema delle ecomafie.
“Ovunque ci sono strutture inadatte e insufficienti e costi elevati di smaltimento automaticamente entra in gioco la criminalita’ organizzata” avverte Pecorella che prima entro l’estate presentera’ la relazione della commissione. Intanto, a Bologna, Pecorella ha presentato un primo excursus che riguarda l’intero Paese. Premettendo che “non e’ vero che al Nord non c’e’ il problema dei rifiuti e della criminalita’ organizzata”, Pecorella ha sottolineato che il divario tra le Regioni e’ ancora troppo alto “in Lombardia ci sono 11 termovalorizzatori, in Campania 1, quello di Acerra, e in Sicilia nessuno, mentre in Lazio le discariche si stanno esaurendo”.
Di fronte a questo quadro “urge un piano nazionale di organizzazione dell’intero sistema di smaltimento e un sistema organico di tutela ambientale, con compiti di coordinamento maggiori affidati alla Dda”. Una situazione, insomma, che “non va piu’ affrontata con la logica dell’emergenza”. In particolare, ha puntualizzato il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta, “in Campania le cose non vanno molto bene, il problema di Napoli e’ risolto, ma basta sorvolare la regione in elicottero per vedere montagne di rifiuti speciali coperti da teli, le cosiddette ecoballe, che sprigionano sostanze pericolose”.

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