AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 4 giugno 2010

CASERTA CINERATOR SHOW 1

Posted by ambienti su giugno 4, 2010


Tutto quello che non avreste voluto sapere sugli inceneritori di rifiuti
e che quasi nessuno degli attuali politici italiani oserà mai dirvi

 

 

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ARENYSAURUS CINERATOR

Posted by ambienti su giugno 4, 2010

Creatura preistorica detta comunemente Arenisauro delle ceneri o anche, in talune località, professor Umberto Arena. Vive di preferenza in simbiosi con gli inceneritori di rifiuti, dei quali tende naturalmente a favorire l’installazione e le attività, molto lucrose per i privati se finanziate con forzosi prelievi di denaro dalle tasche dei cittadini. Nei paesi più civilizzati, dove si tiene conto della pericolosità degli inceneritori per la salute umana ^ e, in assenza di sovvenzioni pubbliche, della presumibile antieconomicità del fabbricare nuovi impianti per l’incenerimento di rifiuti ^, l’Arenysaurus Cinerator trova ormai in genere condizioni ambientali avverse. Ma in alcune zone arretrate, afflitte da problemi drammatici per lo smaltimento dei rifiuti, e variamente inquinate, l’Arenysaurus Cinerator può arrivare a ottenere incarichi amministrativi rilevanti come, per esempio a Caserta, quello di assessore provinciale all’Ambiente.

qui un breve curriculum dell’Arenysaurus Cinerator ^

qui l’Arenisauro nominato assessore della Provincia di Caserta ^

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AFFARI CRIMINALI

Posted by ambienti su giugno 4, 2010

ECOMAFIA 2010
PRESENTATO OGGI A ROMA IL DOSSIER ANNUALE DI LEGAMBIENTE
LA CAMPANIA SI CONFERMA AL PRIMO POSTO PER L’ILLEGALITÀ AMBIENTALE
LE ECOMAFIE DEVASTANO LA NOSTRA SALUTE E LA NOSTRA ECONOMIA

Il dossier Ecomafia 2010 presentato oggi a Roma è stato pubblicato dalle Edizioni Ambiente con un’introduzione del procuratore antimafia Pietro Grasso e una prefazione di Roberto Saviano. Contiene tutte le storie e i numeri della criminalità ambientale e si troverà nelle librerie dal 9 giugno. Nella prefazione Saviano ha scritto: “Quando metterete lo sguardo su questo dossier, nonostante tutto il chiasso che vi circonda, sentirete soprattutto silenzio. E tutto quello che leggerete vi arriverà direttamente allo stomaco. Si dirà che queste pagine danno una immagine terribile del Paese, in realtà danno le dimensioni esatte dell’emergenza, centimetro per centimetro, indignazione dopo indignazione”.
Nonostante la crisi economica, nel 2009 il fatturato delle ecomafie ha raggiunto livelli record, superando i 20,5 miliardi di euro. Sono cresciuti anche i reati contro l’ambiente: 28.586, quasi 80 al giorno, più di 3 ogni ora. È definitivamente mutata la geografia della criminalità ambientale che, oltre a essersi insediata stabilmente nelle regioni del Nord, il cuore produttivo dell’Italia, ha assunto un carattere globale e ha esteso i suoi tentacoli all’Africa e al Sud Est asiatico. Oltre alle ormai consuete attività criminali (rifiuti, cemento, racket degli animali, truffe alimentari, beni culturali, agromafia), Ecomafia 2010 racconta anche la grande truffa del calcestruzzo depotenziato, con cui sono stati costruiti ospedali, scuole, viadotti, gallerie e case, con enormi rischi per l’incolumità delle persone. L’edizione di quest’anno si concentra anche sulle attività illegali nei settori dei Raee, dell’eolico, dei mercati ortofrutticoli e dei centri commerciali. Un intero capitolo è poi riservato alla mafia dei colletti bianchi, professionisti insospettabili che con la loro opera rendono possibili le attività criminali. Ecomafia 2010 ci mostra l’altra faccia dell’Italia, quella peggiore e che si fa di tutto per tenere nascosta, quella che, senza uno scatto di orgoglio, rischia di rimanere l’unica faccia possibile. Il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha ammonito: “Il business dell’ecomafia minaccia gravemente il futuro del Paese sottraendo risorse preziose all’economia legale e condannandolo all’arretratezza”.
La Campania guida ancora la classifica della criminalità ambientale. Per il 2009 nella regione sono stati accertati 810 reati contro l’ambiente (15,5% del totale nazionale) e 4.874 infrazioni per il ciclo dei rifiuti (il 17% sul totale nazionale).

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