AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for the ‘Conversazioni’ Category

MA AVETE SCRITTO AL PRESIDENTE?

Posted by ambienti su settembre 9, 2007

Ieri ha scritto il lettore Rocco chiedendo:
Nessuno ancora ha scritto lettere aperte al presidente della Repubblica ?
Il sindaco e gli autori di questo continuo scempio, come fanno a dormire sonni tranquilli ?

A Rocco ha risposto subito Luigino:
Caro Rocco, non penso che Napolitano si muova per lo Uttaro, telefonò a quel sindaco a Serre perché lì c’era in piazza tutto il paese. I politicii?? Un po’ impegnati a qualche centinaia di metri da lo uttaro, in un albergo, per fondare il pd casertano.

Ora risponde Ambienti:
Le lettere le abbiamo scritte a tutti. Ai sindaci dei comuni interessati, ai consiglieri della giunta che amministra Caserta (tra loro ci sono alcuni medici), ai commissari governativi, prima Bertolaso e poi Pansa, al senatore Barbieri ^ – in quanto Presidente della Commissione di inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti – e al presidente Napolitano il 28 maggio ^. Se ne sono fregati, al massimo hanno cincischiato, hanno fatto finta di non capire e di non sapere bene. E la stampa, soprattutto quella di fuori Caserta, ha chiuso occhi e naso e li ha assecondati. D’altra parte, sai quante lettere ricevono ogni giorno le massime cariche del governo e dello stato?
Purtroppo le ingiustizie e le illegalità perpetrate dalle pubbliche amministrazioni sono sempre più diffuse in Italia. Lo stiamo verificando in Campania con la cosiddetta “emergenza rifiuti”, che in realtà – da poco lo ha finalmente cominciato a dire la magistratura – è stata un “sistema di affari” che ha riempito la regione di “ecoballe” ingestibili e di discariche velenose, che ci fa pagare una Tarsu sempre più salata, senza avere risolto seriamente alcun problema, senza aver organizzato – anzi ostacolando – i sistemi razionali di smaltimento dei rifiuti con la raccolta differenziata, il riciclo e il compostaggio. Sistemi che dove funzionano permettono di contenere i costi e di non distruggere l’ambiente e la vita delle persone.
Nel nostro caso, per Lo Uttaro, c’è una responsabilità fortissima degli amministratori locali, che dovrebbero anche essere i nostri rappresentanti e intermediari nei confronti del governo centrale. Parliamo in particolare del presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, e del sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti. Se protestassero ufficialmente loro, se avessero badato a compiere gli atti per la tutela della popolazione previsti tra i loro compiti, in particolare per il sindaco, nessuno potrebbe fare finta di non capire e di non sapere. Ma loro sono proprio quelli che ci hanno mandato la Grande Puzza in casa. Hanno “acconsentito” alla situazione attuale con la sottoscrizione di uno specifico Protocollo d’intesa ^ , peraltro poi del tutto trasgredito. Una decisione che fin dal primo momento le associazioni e i comitati per l’ambiente hanno denunciato come sconsiderata, prevedendo quello che sarebbe successo.
Perché De Franciscis e Petteruti hanno agito così? I motivi sono complicati, ce ne sono di economici e di carriera politica. La scusa principale è stata che con la discarica a Lo Uttaro avrebbero cominciato a risolvere davvero il problema dei rifiuti in Provincia. Ma a distanza di quasi un anno (il Protocollo è stato deciso a ottobre 2006 e firmato a novembre) stiamo peggio di prima e intanto la situazione è evidentemente sfuggita a ogni loro controllo. Com’era prevedibile e com’era stato detto loro dalle associazioni per l’ambiente e dai primi comitati di cittadini. Ma sembra chiaro che a loro dei cittadini importa poco o niente fuori dalle campagne elettorali. Tanto siamo così fessi che andremo anche a votare il nuovo partito che stanno preparando. O almeno così sperano ^.
Abbiamo tentato la via giudiziaria e la magistratura aveva deciso a luglio la chiusura della discarica ^. Ma si è opposto il governo italiano tramite il prefetto-commissario Pansa che in Tribunale ha opposto un “reclamo”, usando la legge per obbligare i giudici a nominare un consulente tecnico. La perizia è prevista entro il 17 ottobre. Ma poi chissà che cos’altro inventeranno. Come se fosse difficile capire che accanto a questa puzzolente discarica non si può vivere e che diventerà più facile ammalarsi e morire ^ .
Solo una vera mobilitazione generale potrebbe sbloccare in fretta la situazione. Una manifestazione non con poche centinaia o migliaia di persone, come ne abbiamo fatte. Dovrebbe partecipare tutta la città. Costringendo i giornali e le tv nazionali a venire a vedere cosa succede, coprendo pubblicamente di vergogna tutti i responsabili di questa situazione e chiedendo inchieste giudiziarie per chi ha responsabilità specifiche per atti compiuti o omessi. L’alibi dell’emergenza rifiuti non dovrebbe funzionare. Anche in guerra c’è un emergenza, ma le nazioni civili hanno posto alle operazioni belliche limiti di diritto, oltre i quali ci sono i crimini di guerra.
Oggi in Italia purtroppo funziona così. I signori a cui abbiamo dato i voti fanno finta che i nostri problemi non esistono, che noi non esistiamo, se non riusciamo a fare un po’ di “spettacolo”. Ce l’hanno questa intenzione i casertani? O preferiscono avere la vita distrutta dalla Grande Puzza?

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SIAMO I PIÙ FESSI?

Posted by ambienti su settembre 6, 2007

Gaetano scrive:
È encomiabile l’impegno che avete sino ad ora profuso alla causa, a mio giudizio è però necessario scendere in strada, incontrare la gente nei propri quartieri ed invitarla a manifestare. Il blog non riesce a raggiungere tutti, molti non sono a conoscenza delle “azioni” fatte e di quelle che si intendono fare.
Vi siete assunti un impegno e a questo punto dovete scegliere: o vi limitate solo all’informazione o assumete un ruolo dirigente.
Chiaritemi un’ulteriore dubbio. Perché a Serre, paese con poco più di 3.500 abitanti non sono riusciti a realizzare la discarica di Valle della Masseria? Ad Ariano Irpino, che ne conta 25.000 di abitanti, è stata riaperta e dopo 20 gg. chiusa definitivamente la discarica di Difesa Grande e noi non riusciamo ad impedire che il disastro si perpetui? È pur vero che dallo loro parte ci sono le istituzioni, ma noi insieme potremmo essere più di 50.000.
Ambienti risponde:
Il blog ha una funzione di supporto e di informazione per le attività dei comitati. Quello che trovi qui è soprattutto per comunicare a più persone, per discutere, per documentare ciò che è stato pensato e fatto nelle riunioni, nei sopralluoghi, nei volantinaggi, nei contatti diretti agli stand varie volte allestiti per le vie della città, nelle manifestazioni. Dai un’occhiata alla categoria Fotoambienti ^ , dove trovi le principali manifestazioni da maggio in poi. E prima c’era stata la resistenza alla riapertura della discarica documentata dai servizi anche in video di Giulio Finotti ^.
Per il tuo dubbio, stai chiedendo in pratica se siamo i più fessi? Direi di no, per ora. Probabilmente hanno la loro colpa un certo fatalismo e una certa apatia dei casertani. Ma il principale motivo dell’anomalia della protesta contro Lo Uttaro l’hai capito da solo. Siamo stati particolarmente sfortunati con i nostri amministratori. È vero che ce li siamo scelti noi, ma, con tutte le loro chiacchiere sull’ambiente in campagna elettorale, chi poteva immaginare che avrebbero acconsentito a trasformare la città nel contorno di un puzzolente e pericoloso immondezzaio?
Considera inoltre che l’atteggiamento delle istituzioni ha creato una barriera di informazione distorta: pensa solo alla truffa del TGR Campania che ultimamente ha “dato ragione” al reclamo del commissario Pansa contro la chiusura della discarica, mentre giudiziariamente è ancora tutto in sospeso.
Complice l’informazione distorta, molti cittadini si sono convinti che Lo Uttaro potesse provocare solo qualche “fastidio” momentaneo a fronte di una soluzione definitiva del problema dei rifiuti. I cittadini nei comitati avevano approfondito la questione, anche grazie a consulenze di esperti, e invece avevano capito che la discarica sarebbe stata solo un disastro per la città intera. Ora speriamo che lo abbiano capito in molti, in modo che il disastro si possa definitivamente bloccare e si possano cominciare a mettere in pratica le soluzioni vere, che sarebbero possibili.
Con le attività in diretta tra la gente siamo rimasti un po’ fermi in agosto. Ma presto ripartiremo con nuove iniziative.
DOMENICA 9 SETTEMBRE ALLE 19 CI SARÀ A SAN NICOLA LA STRADA UN INCONTRO PUBBLICO DEL COMITATO EMERGENZA RIFIUTI DI CASERTA E PROVINCIA, NELLA VILLA ALLA ROTONDA, NEI PRESSI DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PIETÀ.

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UN CONCRETO DISASTRO

Posted by ambienti su settembre 6, 2007

Luigino chiede:
Caro Ambienti, dimmi tu se è veritiera la mia sensazione. È la sensazione di un’ accelerazione. Da un lato aumentano finalmente le persone convinte che così non si può più andare avanti. Dall’ altro lato come se stesse per accadere qualcosa di grosso e di nuovo.
Ambienti risponde:
Era ora. Sembra che la gente abbia capito e che non funzioneranno più le bugie e gli alibi di chi ha preso la decisione sciagurata di riaprire la discarica a Lo Uttaro. Speriamo che alla prossima manifestazione i casertani non pensino di nuovo che tanto a manifestare ci andrà qualcun altro.
Altre novità potrebbero arrivare dal fronte politico ufficiale locale. Ormai il presidente della Provincia De Franciscis e il sindaco Petteruti dovrebbero essersi resi conto, anche loro, che vantaggi e contropartite del famigerato “Protocollo” sono aria fritta. Soprattutto da quando il commissario-vetrinista Pansa appare determinato a curare solo l’immagine di Napoli, senza mostrare né l’intenzione né la capacità di risolvere i problemi e di evitare i gravi “effetti collaterali” in altre parti della regione, in particolare a Caserta.
Per De Franciscis e Petteruti tentare di continuare a cantare le loro canzoncine su Lo Uttaro dei mesi passati sarebbe puro masochismo. Qualcosa dovranno decidersi a fare, o a far finta di fare.
Gia martedì scorso De Franciscis è partito con la discussione sull’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) dei rifiuti provinciali e l’assessore provinciale verde Maria Carmela Caiola “ha ricevuto mandato dall’assemblea di procedere alla convocazione di un nuovo incontro avente ad oggetto le questioni legate all’impiantistica per la raccolta differenziata”. L’assessore Caiola per l’occasione ha anche commentato: “Così dimostriamo in concreto la volontà dell’Amministrazione provinciale di incrementare le occasioni di confronto con il territorio, come richiesto anche dai sindaci”.(fonte del virgolettato un comunicato della Provincia). Notare quel “dimostriamo in concreto”. Che vuol dire? Che si riuniranno chissà quando per cominciare a decidere di cosa parlare? Dopo dieci mesi di nulla? E quando le prime soluzioni servirebbero entro un paio di mesi?
Per ora di concreto c’è solo un disastro. Speriamo che questa volta non abbiano in mente un remake di Capricorn One adattato alla “missione rifiuti”.

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