AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for the ‘Ma che dice!?’ Category

PORCI CON PIGLIO DECISO

Posted by ambienti su luglio 24, 2008

– Perché ridi?
– Leggo il discorso del presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis …
– Che c’è da ridere? A me sembra un tortuoso esercizio di ipocrisia. Quelle chiacchiere sulla questione ambientale, sull’emergenza rifiuti, sulla necessità di ascoltare i cittadini per far recuperare loro la fiducia nelle istituzioni. Come se non sapessimo che lui è stato tra i fautori della discarica maledetta a Lo Uttaro e che ha lavorato parecchio per demolire la fiducia nelle istituzioni. A leggerlo tutto non ce l’ho fatta.
– Si , vabbe’, ma non rido per questo. La cattiva coscienza può fare brutti scherzi e gliene è scappata una … Senti che dice, ora, secondo lui, con il suo PD dovremmo recuperare non solo la fiducia nelle istituzioni e le incertezze ma anche  i … porci con piglio deciso.

Sui temi dell’ambiente in Campania dobbiamo recuperare le incertezze e porci con piglio deciso sulla strada della soluzione delle tante vertenze aperte su emergenza rifiuti e mancato avvio delle bonifiche. Lungi dall’attardarci ancora sulle responsabilità del passato, è la Campania che deve riappropriarsi del ruolo di pianificazione degli interventi, che devono essere di natura strutturale. Sui rifiuti della Campania Berlusconi ha costruito tutta la sua campagna elettorale e adesso, con la favola dell’emergenza finita e con il favore delle sue imprese editoriali, continua a buttare fumo negli occhi. In realtà, la polvere è stata solo infilata sotto il tappeto.

dall’ intervento di Sandro de Franciscis su Il PD casa dei cattolici campani 
clicca qui per andare al testo integrale ^

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RIFIUTI ALLA PERIFERIA DEL CENTROSINISTRA

Posted by ambienti su aprile 8, 2008

CLICCA QUIA NAPOLI BASSOLINO HA PROMESSO CHE SI DIMETTERÀ
A CASERTA DE FRANCISCIS PROMETTE SOLO ALTRI GUAI

La cambiale di dimissioni firmata lunedì scorso pubblicamente da Bassolino ^ (“tra un anno mi dimetterò”) e il parziale sollievo con cui l’annuncio è stato accolto ai vertici del PD, da Veltroni a Follini, dimostrano che nel nuovo partito è chiara la consapevolezza che la questione dei rifiuti campani peserà sull’esito elettorale più fortemente di quanto non si voglia ammettere. Il disastro dei rifiuti, le tortuose dinamiche che sono state infine svelate nei suoi retroscena ^, hanno segnato una delle più clamorose serie di autogoal realizzati da una dirigenza politica in una moderna democrazia. Eventuali responsabilità penali a parte, si tratta di una perfetta dimostrazione di ottusità e di arroganza. Questa classe dirigente ha tradito senza ritegno i propri elettori, in particolare quelli che esprimono un voto di opinione, ovvero di ragionamento sulla società e sulla civiltà, non determinato da interessi corporativi o clientelari.
Verso questi elettori la chiamata al voto “contro” Berlusconi potrà servire a poco. Berlusconi non è rientrato in campo per caso, ma perché gli è stata spianata la strada dall’incongruenza infine fallimentare di un governo che era stato eletto sull’onda di una speranza. Nell’attuale situazione italiana, e meridionale in particolare, questa speranza è stata resa vana dalle evidenti analogie che caratterizzano spesso la gestione del potere per il potere, e per gli “affari”, da parte di forze politiche nominalmente contrapposte e anche da parte di chi era stato delegato ad esprimere una concezione diversa del bene pubblico, per il quale appaiono sempre più decisive le questioni ambientali.
Prima o poi certi errori si pagano. Ma se a livello nazionale alcuni rappresentanti illustri del centrosinistra e della sinistra hanno una chiara percezione del prezzo che ora si rischia di pagare, negli ambiti del potere periferico locale, nel Sud e nella Campania in particolare, i piccoli satrapi della politica si arroccano nelle loro bugie e nella loro arroganza contro i cittadini più consapevoli e contro i loro stessi elettori, che vengono così ulteriormente spinti a trasformarsi in ex elettori. Un buon esempio è il comportamento del presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis, uno dei maggiori responsabili della tormentata vicenda dei rifiuti in un territorio ripetutamente condannato a subire i danni peggiori della crisi tuttora in corso.

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DIFFERENZIATA IMMAGINARIA

Posted by ambienti su febbraio 20, 2008

differenziata2.jpgOops! Nei ringraziamenti per la copertina di Newsweek dedicata a Caserta ^ abbiamo trascurato l’assessore provinciale verde all’Ambiente Maria Carmela Caiola ^ . Pressoché imperdonabile. Per fortuna lei ieri ha diramato un comunicato che ci offre l’occasione di rimediare. Grazie!
Anche se, dopotutto, non è che il comunicato sia chiarissimo. Annuncia che oggi e domani in Provincia si affronterà la questione della raccolta differenziata. Ma, per cominciare, non si capisce perché, se in Provincia sono così bravi a convocare esperti e a diffondere istruzioni in materia, la raccolta differenziata dei rifiuti a Caserta è ancora – parrocchie a parte ^ – quasi completamente un libro dei sogni. E poi, ci spiegherà l’assessore a che punto è il piano provinciale per i rifiuti di cui sono state divulgate finora solo vaghissime linee ^ ? Ovvero più o meno ciò che in questo momento potrebbe venire in mente anche a un bambino di scuola elementare ^ ?
Ormai per molti governanti e amministratori italiani vale la regola, soprattutto qui a Caserta, che la realtà è ciò che dichiarano loro, cioè pura e illusionistica propaganda. Peccato che noi non siamo riusciti ancora a trovare il modo per abitare questo magico mondo di chiacchiere in cui loro sono bravi e scrupolosi, tutti ligi all’interesse dei cittadini nel nome delle loro nobili insegne azzurre, rosse, verdi e persino arcobaleno. Noi purtroppo abitiamo in un mondo di spazzatura dove ci sono strade in cui la monnezza sta lì ancora da Natale, altre in cui i cumuli stanno ricominciando a crescere. E dove la differenziata regolare, possibilmente porta a porta, a Caserta è per ora solo una burletta con prospettive nolto nebulose.
Il comunicato ci dice anche che in provincia mancano gli impianti di compostaggio. Ma no! Che tali impianti fossero necessari i “fondamentalisti dell’ambiente” – di cui evidentemente questo blog è un covo – lo stavano sostenendo quasi tutti i giorni da un anno e passa. E in cambio hanno ricevuto insulti da Petteluttaro e da De Fracìdis. Ora se ne sono accorti anche in Provincia che è importante fare il compostaggio? E quanti altri anni ci vorranno per passare dalla teoria a un piano operativo e ai fatti?
Un chiarimento l’assessore Caiola comincia a fornircelo, promettendo di incentivare “l’avvio di progetti di compostaggio domestico, molto semplici da realizzare per i cittadini”. In pratica: arrangiatevi. Perché se è vero che il compostaggio domestico può essere una buona pratica per contribuire materialmente e culturalmente al riciclo dei rifiuti, indicarlo tra i rimedi risolutivi in una situazione come la nostra è abbastanza ridicolo. E con il resto della monnezza che ne facciamo? La stipiamo dentro l’immondo capannone ex Ucar ^ trasformato in un Crowne Plaza per grandi comitive di topi ^ che da lì possono visitare con comodo i quartieri ad appena due passi e allungarsi senza troppa fatica per tutta la città? O aspettiamo di bruciarla nel termodistruttore di Petteluttaro ^ ?

Per il testo completo del comunicato

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MA MI FACCIA IL PIACERE

Posted by ambienti su novembre 23, 2007

*

A dire la verità su Lo Uttaro Sandro De Franciscis, il nostro presidente della Provincia, proprio non ci riesce, neanche una volta, neanche quando tutto sommato non gli costerebbe tanto, visto che ormai in molti abbiamo capito quante ce ne ha raccontate di bugie sulla discarica. Oggi De Franciscis è stato in Commissione Ambiente regionale e poi ha fatto diffondere, anche attraverso il sito ufficiale della Provincia, il seguente comunicato:

Rifiuti, audizione in Commissione Ambiente regionale
De Franciscis: “Le istituzioni sono state lasciate sole”
Il presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, ha ribadito la contrarietà a ogni ipotesi di delocalizzazione di ulteriori quantitativi di ecoballe sul territorio di Terra di Lavoro, nel corso dell’audizione di oggi pomeriggio alla Commissione Ambiente della Regione Campania, presieduta da Michele Ragosta. Alla presenza dei consiglieri regionali casertani, dell’assessore provinciale all’Ambiente, Maria Carmela Caiola, e di alcuni sindaci, tra cui quello di Carinola (Di Biasio), De Franciscis ha denunciato la solitudine istituzionale: “Siamo stati lasciati soli – ha detto – privi di poteri, senza alcuna possibilità di incidere nei processi. Una solitudine che ci rende incapaci di dare la benché minima risposta alle nostre comunità e che mi porta oggi a solidarizzare con i sedici sindaci del mio territorio, i quali, di fronte alla nuova ondata di emergenza, hanno rimesso il mandato nelle mani del prefetto”.
De Franciscis aveva esordito ricordando ai componenti della Commissione di essere “il presidente della Provincia in cui la metà dei Comuni sono inseriti nel Sito d’interesse nazionale per le bonifiche, ma dove nessuna bonifica è partita concretamente; il presidente della Provincia in cui è stato scelto un sito per le ecoballe senza alcuna concertazione con il territorio. Un territorio che ospita il numero più alto di ecoballe stoccate attualmente in regione, circa 3milioni e mezzo, sul cui destino non si sa nulla. Di fronte a tutto questo, affermare che chi ha già collaborato non può essere ulteriormente gravato non è un segnale di mancata solidarietà. Io non posso fare mediazioni, devo dare risposte”.
Il presidente De Franciscis è tornato ad esprimere un giudizio negativo sulla lunga gestione commissariale del ciclo dei rifiuti in Campania, “che non solo non ha dato frutti, ma ha lasciato sul campo solo macerie: inchieste giudiziarie, milioni di debiti, assenza di impianti, nessuna prospettiva di programmazione. Chiedo da mesi che il Parlamento torni ad assumersi la responsabilità di dare risposte vere a questo dramma, modificando la legge del luglio scorso , che non ha sciolto i veri nodi dell’emergenza”. De Franciscis ha poi aggiunto: “Vi sono oggi procedimenti giudiziari incrociati che hanno alzato un forte sospetto anche sulla realizzazione della discarica provinciale di Lo Uttaro, un sito indicato dal Commissariato di Governo di fronte a cinque diverse alternative; realizzato da un’impresa individuata dallo stesso Commissariato, che lo ha fatto pertanto allestire e infine collaudare”. Al termine dei lavori, il presidente della Commissione, Ragosta, ha annunciato che la stessa Commissione comunicherà al commissario per l’emergenza rifiuti Pansa, il dissenso del territorio casertano ad ospitare un nuovo sito per le ecoballe sia a Carinola sia altrove.

Naturalmente qui sappiamo tutti che pensare delle affermazioni di De Franciscis. È chiarissimo che una discarica a Lo Uttaro non avrebbe dovuto neanche essere presa in considerazione nella “rosa” da proporre a Bertolaso. Ammettiamo pure che De Franciscis di rose non se ne intenda molto, visto che lo specialista in materia è il sindaco Petteruti ^. Ma perché di fronte alle forti contestazioni dei cittadini, già supportate da molti dei documenti che poi hanno esaminato i magistrati, De Franciscis ha sempre fatto finta di non capire? Gli sarebbe bastato annusare l’aria in certi giorni d’estate, o seguire il tour suggeritoci dalle sue rassicurazioni ^, per farsi venire qualche dubbio serio su quel che era successo e stava succedendo a Lo Uttaro. Senza contare che fino al 10 luglio di quest’anno De Franciscis è stato commissario del consorzio pubblico ACSA CE3, che ha gestito la discarica, perciò è stato ancor più diretto responsabile, con pieni poteri per ogni tipo di verifica. Verificando avrebbe potuto cominciare a rimediare approntando il piano dei rifiuti regionali che gli competeva e che adesso è drammaticamente a zero.
A De Franciscis piace fare l’anima candida, sempre trombonegggiando almeno un po’, perciò ci ha fatto venire in mente l’onorevole Trombetta, che però al cospetto del nostro presidente della Provincia, e di molti politici attuali, abituati a ben altri tipi di viaggi, fa ormai tenerezza. E ha almeno il merito storico di aver ispirato un celebre sberleffo di Totò che potete ritrovare qui ^.

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UN VUOTO DI PAROLE

Posted by ambienti su novembre 17, 2007

Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse
Parlamento, 13 novembre 2007

Audizione del commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Campania, dottor Alessandro Pansa

Ascolta o scarica il file audio mp3 da Radio Radicale 

Nella registrazione c’è qualcosa di strano. Si interrompe per qualche minuto l’audio – mentre il lettore continua a girare – proprio quando si parla di discariche. Così Pansa passa da Macchia Soprana a una “grande discarica”, non meglio identificata, da realizzarsi non si sa dove, e a Terzigno. Non si sente quello che dice della discarica a Lo Uttaro, Caserta, che, secondo alcune fonti, è stata citata.
Riascolteremo con attenzione. Se qualcuno ne viene a capo lo faccia sapere. Sarebbe interessante individuare, verso la fine, il parlamentare che commenta: “Sono qui perché la situazione in Campania è peggio di quella dell’Afghanistan”.
Pansa entra in contraddizione con se stesso. Sembra non capire che la logica del “grande inceneritore” va in senso contrario a quello della differenziata che pure auspica. E i soldi? Se bisogna fare subito gli investimenti sulla differenziata perché continuare a puntare al sempre più problematico megainceneritore? Per non far perdere definitivamente l’affare o la faccia a qualcuno? Il piano è evidentemente tutto rattoppato per rispondere ad esigenze divergenti. È confermato che la faccenda delle ecobale cementificate – su cui è nata una polemica ^ – Pansa la dava per scontata davanti alla Commissione. A parte i giudizi sulle specifiche scelte, Pansa annaspa e sembra avere una visione superficiale, o elusiva, dei problemi. Non appare assolutamente all’altezza della situazione. Stiamo inguaiati.

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QUANTE BALLE SULLE ECOBALLE

Posted by ambienti su novembre 16, 2007

Certo non è facile il compito del commissario-prefetto Pansa, incaricato dallo scorso luglio di affrontare il disastro in cui culminano i quasi 14 anni della cosiddetta emergenza rifiuti in Campania. Però non lo aiuterà a risolvere il problema il metodo di proporre finte soluzioni magiche, prima con presuntuoso tono sorridente – durante una lunga estate che a Caserta e dintorni è stata un tormento di puzza da lui approvato e difeso – ora con toni stizziti e minacciosi contro questi incoscienti di cittadini campani che non vogliono essere avvelenati da finte ecoballe e da discariche sballate, in molti casi con la sola prospettiva di essere in futuro ulteriormente avvelenati dai fumi di un inceneritore. Ciò che Pansa ha proposto finora è in realtà uno slittamento di luoghi e di tempi del problema. Solo ipoteticamente poi risolto dalla scommessa sull’inceneritore di Acerra, che non si sa da chi, come e quando sarà completato, che è ferocemente avversato da molti, innanzitutto, e con buone ragioni, dai cittadini che dovrebbero vivere alla sua ombra.
È un ragionamento ben strano quello di Pansa secondo il quale gli abitanti di Carinola o di Morcone dovrebbero accettare di buon grado ciò che ha portato a una giustificata rivolta i cittadini intorno a Taverna del Re. Ma Pansa non sembra rendersene conto e in una serie di dichiarazioni rilasciate ieri ai TG e all’ANSA, oggi riprese un po’ da tutti i giornali, afferma: «io andrò avanti anche con la forza». Per quanto riguarda il suo proposito di accettare le proteste a condizione che siano fondate, sappiamo già cosa pensarne qui a Caserta dove fino allo stremo Pansa ha contestato – ricorrendo contro una sentenza di tribunale – una marea di documenti che segnalavano l’avvelenamento dell’ambiente e gli effetti immediati evidentissimi della puzza schifosa e pericolosa che proviene da Lo Uttaro e che per mesi ci ha torturati.
Cliccando qui si possono leggere due articoli: un resoconto delle dichiarazioni di Pansa subito messo in rete da La nuova ecologia (il quotidiano di Legambiente) e un’intervista in cui il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia e direttore del dipartimento Pianificazione e Scienze del territorio alla Federico II, dice quel che pensa dell’idea di cementificare le ecoballe e collocarle nelle cave ^ . L’intervista, firmata da Franco Mancusi, è apparsa sul Mattino di ieri, ma non nell’edizione casertana dove ce n’erano solo alcuni brani incorporati in un diverso articolo. A Pansa l’intervista non deve essere piaciuta per niente. Ora è costretto ad ammettere che sulla bizzarra idea della cementificazione, lasciata circolare per qualche giorno come brillante “soluzione”, gli esperti non gli hanno ancora dato una risposta. Strano, perché l’esperto Ortolani una risposta persuasiva è stato in grado di darla in fretta. Ma Pansa che esperti usa?
Pansa, nelle dichiarazioni di ieri, ha tenuto a distinguere tra valore tecnico e politico delle proteste. Anche qui dimostra di non essersi reso conto di aspetti essenziali della questione rifiuti in Campania. In realtà ci vorrebbe un grande coraggio politico a dire chiaro – come sarebbe necessario per passare ad altre possibili soluzioni – che 14 anni di emergenza rifiuti sono l’effetto di scelte tecnologiche interessate e sconsiderate avallate colpevolmente dalla politica. E che finora si è a lungo andato avanti alla cieca cercando solo le soluzioni “tecniche” che potessero in qualche modo confermare quanto era stato già deciso per motivi certamente non tecnici: dagli affari della FIBE per il termovalorizzatore agli affari spesso ancora più intricati e oscuri per l’uso delle cave dismesse. Quel che è successo con Lo Uttaro a Caserta ne è una prova.
Il coraggio politico necessario per una vera svolta Pansa può non averlo, il suo incarico di superfunzionario non lo prevede. Però se il suo compito è sostanzialmente quello di riempirci di altre ecoballe e di altri sversatoi a due passi da dove abita la gente, almeno non venga a raccontarci altre balle.

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IL BUON CONTRATTO

Posted by ambienti su ottobre 17, 2007

I casertani che per mesi sono stati torturati dalla Grande Puzza ^ in arrivo da Lo Uttaro e ora sanno per certo che le loro peggiori preoccupazioni erano ben fondate non ci crederanno, ma il loro sindaco Nicodemo Petteruti si dice ancora convinto che quando l’11 novembre scorso sotto il famigerato Protocollo d’intesa ^ , che fece aprire la discarica killer a Lo Uttaro, apposero le firme il commissario governativo Guido Bertolaso, il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Fanciscis e lo stesso Petteruti , «Fu chiuso un buon contratto». Il sindaco lo afferma in un’intervista ^ apparsa oggi sulle pagine napoletane del quotidiano la Repubblica che, finalmente, sotto lo stimolo di un documento ufficiale quale la relazione di De Rosa ^, sembra essersi scosso dalla lunga distrazione dal caso Lo Uttaro.
Come possa essere buono un contratto che ha danneggiato la vita quotidiana dei cittadini e minaccia tuttora la loro salute, che non ha ottenuto nessuno degli effetti concordati – né eliminare la spazzatura dalle strade, né ancora le bonifiche ^ per un’area tutta avvelenata, né i previsti benefici economici per le casse comunali – e che molto probabilmente è basato anche su moventi oscuri e penalmente rilevanti, Petteruti non lo spiega chiaramente. Anzi entra in evidenti contraddizioni quando approfitta della conversazione sulla discarica per arrabbattarsi in una prova di scaricabarile e di scaricaballe.
Petteruti non dice che di fronte alle immediate e ben argomentate denunce di quelli che contestavano la discarica lui fino a poco tempo fa ha fatto muro e ha usato argomenti beceri come l’accusa di avere scatenato una “jihad” e di essere volti “a radicalismi aprioristici, a presuntuose supponenze e speculazioni politiche” ^ . Non ci dedicheremo qui all’ormai facile esercizio di ribaltare ognuna di queste accuse sull’operato del sindaco. È il caso solo di ricordare che da prima della riapertura della discarica a Lo Uttaro Nicodemo Petteruti era perfettamente informato, attraverso fonti qualificate, di tutti i rischi del disastro ambientale e sanitario che si stava preparando, nonché al corrente dell’esistenza di aspetti torbidi nell’intera operazione.
Petteruti, come aveva già fatto finalmente a fine settembre, sospinto da un’estate puzzolentissima e dal crescere della protesta, dice nell’intervista che si opporrà a ogni tentativo di ampliamento della discarica. Ci mancherebbe. Accertata la situazione, insistere con la discarica significherebbe insistere deliberatamente in vari crimini. In un rigurgito di demagogia il sindaco conclude minacciando: «Sto valutando serie azioni legali per i danni che Caserta subisce». Chiederà danni a se stesso?

Qui l’intera intervista di Petteruti a la Repubblica ^
Da notare per l’altra questione sollevata dall’articolista, il relativo “progresso” di Caserta nella classifica per l’ambiente di Ecosistema Urbano 2008 ^ , che i dati di base per la detta classifica si riferiscono al 2006, perciò a prima che venisse riaperta e ampliata la discarica killer a Lo Uttaro, e che comunque sono stati forniti dai Comuni, perciò, nel nostro caso, da Petteruti …

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BANANE MARCE

Posted by ambienti su agosto 5, 2007

A poco più di 24 ore della chiusura della discarica a Lo Uttaro, causa sentenza del Tribunale di Napoli in difesa della salute dei cittadini ^ , il prefetto-commissario Pansa ottiene d’urgenza, e in assenza del legale della controparte, la sospensione del provvedimento, dopo aver presentato un fulmineo ricorso che elenca i rischi igienico-sanitari in caso di prolungata sosta dell’impianto avvelenatore. Ciò significa che in regione non esistono alternative e che i rifiuti di Napoli, nonostante la proclamata “provincializzazione”, vengono sversati a Caserta. Anche per questo Lo Uttaro si riempie a gran velocità mentre in provincia di Caserta ci sono montagne d’immondizia nelle strade.
Che nella giornata di sabato la notizia della riapertura sia stata diffusa solo in forme sfuggenti, che sia stata data tra un servizio sul turismo e uno sul teatro lirico da qualche telegiornale – per esempio il TGR Campania – e che Pansa non abbia sentito il bisogno di spiegare gli eventi con due parole alla popolazione vittima del fetore, dei danni e delle minacce alla salute derivanti dalla discarica, la dice lunga sul personaggio e su ciò che sta rischiando di diventare questo paese. Con Berlusconi eravamo arrivati alla repubblica delle banane, ora, a giudicare dalla Grande Puzza ^ che tormenta una conurbazione di circa 200 mila abitanti – tra Caserta e i confinanti comuni di San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista – stiamo procedendo verso una repubblica delle banane marce.
A commento, straparla il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti ^ (o Petteluttaro come ormai lo chiamano i suoi fan) che sembra sempre più lo strampalato personaggio di una Twin Peaks – qualcuno ricorderà la serie tv del geniale David Lynch – riambientata nel nostro profondo Sud.
Con la rude ascia della sua lingua da boscaiolo di Roccamonfina, Petteruti fa a pezzi secoli di cultura politica definendo una “jihad” l’impegno dei cittadini che stanno tentando di difendere la loro vita e la loro terra dal pericoloso colpo di follia, ormai accertata, della riapertura de Lo Uttaro.
Petteruti ci ricorda ancora che siamo al limite del collasso per la cosiddetta emergenza rifiuti, in provincia e in regione, e insinua che la colpa sia del fermo di un giorno e poche ore ottenuto da qualcuno che nella difesa dell’ambiente dovrebbe decidersi a rinunziare “a radicalismi aprioristici, a presuntuose supponenze e speculazioni politiche”. Si riferisce ai cittadini che secondo lui dovrebbero tenersi montagne d’immondizie sparse per la città e ingoiare la Grande Puzza de Lo Uttaro senza arrischiarsi a sollecitare gli amministratori a trovare soluzioni meno irragionevoli. Non dice una parola sulle bonifiche fantasma per le altre schifezze intorno alla discarica.
Si permette invece di aggiungere: “Bisogna tenere sempre presente che non c’è tempo, che occorre fare presto, che i tempi biblici finora impiegati a decidere ed operare non possono più essere tollerati e che chi ne provoca ingiustamente il protrarsi assume gravi responsabilità morali”. Sta parlando di se stesso e della cerchia dei suoi compari?
Comitati e associazioni per l’ambiente ormai da oltre nove mesi stanno sollecitando a Caserta, anche con concrete proposte operative, l’avvio celere di soluzioni razionali per la questione rifiuti, a lui sindaco e al presidente della Provincia De Franciscis ^ . Ma quando si è parlato di questo loro, se c’erano, hanno continuato a dormire: non hanno offerto una parola di risposta, tanto meno di piano, per superare la prevedibilissima situazione critica e per interrompere il vero e proprio dramma in corso per molti cittadini intorno a Lo Uttaro. Di questa provincia delle banane marce, questo sindaco e questo presidente sono ormai tra i più ridicoli e ripugnanti campioni.

Per continuare a chiarire il contesto della cosiddetta emergenza abiamo immesso nella sezione VIDEOLINK un’intervista al geologo professor de’ Medici che chiarisce i rapporti tra Rifiuti, cave e camorre ^ . Perché i responsabili non hanno preso in considerazione le proposte di de’ Medici invece di riaprire Lo Uttaro?
Anche chi ha un collegamento lento per il video può leggere qui un testo sintetico di de’ Medici sulle discariche ^ .

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UN RICAMBIO PER L’ACSA NELLA BUFERA

Posted by ambienti su luglio 11, 2007

Ieri il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis ha lasciato il suo incarico di commissario del consorzio pubblico per lo smaltimento dei rifiuti ACSA CE3 «per la sopravvenuta incompatibilità» con «il nuovo ruolo di subcommissario provinciale per la stessa materia dopo la recente conversione in legge del Decreto del Consiglio dei ministri 11 maggio 2007». Così recita un comunicato ufficiale della Provincia. Il comando per far navigare lo sgangherato barcone del consorzio ACSA CE3 nel gran mare della spazzatura, e sperabilmente per rimetterlo in sesto, passa a un nuovo commissario, il vice prefetto Luigi Palmieri, assistito da un subcommissario, il vice prefetto aggiunto Savina Macchiarella.
Dopo la rivelazione dei suoi catastrofici dati di bilancio – che vanno ad aggiungersi alle gravi contestazioni sulla gestione organizzativa e tecnica e allo stato di semiagitazione dei dipendenti che non ricevono regolarmente lo stipendio – l’ACSA CE3 rischia di trovarsi al centro di nuove incresciose burrasche. A questo punto a De Franciscis – che vuole persuaderci di avere sempre merito di tutto e mai colpa di niente – non sarà dispiaciuto troppo togliersi dal pasticcio, mettendo le mani avanti con l’avvertimento che lui stava lì «dietro richiesta dell’ex commissario per l’emergenza, Guido Bertolaso».

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COMINCIAMO MALE

Posted by ambienti su luglio 8, 2007

L’AVVIO DEL NUOVO COMMISSARIO PANSA È PREOCCUPANTE,
CHE
«LO UTTARO FUNZIONA BENE» È PROPRIO UNA BUGIA 

Una bugia che già cominciava per fortuna a vacillare nei media ufficiali la ripete, purtroppo, il prefetto Alessandro Pansa appena nominato nuovo commissario per l’emergenza rifiuti in Campania: «Lo Uttaro funziona bene», asserisce Pansa in un articolo apparso sul Mattino di oggi a firma Corrado Castiglione ^ . No signor prefetto-commissario, a lo Uttaro funziona tutto male. Noi che abitiamo a pochi passi ci stiamo avvelenando di puzza e abbiamo ottimi motivi per temere infezioni e altre malattie, tutta l’area era già variamente compromessa ed era stata dichiarata per legge solo da bonificare e mettere in sicurezza, il funzionamento della discarica, dopo la recente riapertura, è un modello di inefficienza e incoscienza che diffonde marcio e veleni per aria, terra e acqua.
Signor prefetto-commissario, non ha ancora visto la documentazione e le perizie che abbiamo mandato a Bertolaso e ora anche a lei? Stanno sul suo tavolo. È allarme rosso. Abbiamo denunciato ad autorità e magistratura. Ci sono rischi gravi per la salute e anche parecchi imbrogli. Faccia in fretta. Qui abbiamo paura di ammalarci. O è già in programma che per far fare bella figura a un commissario e a un governo non importa se un po’ di gente ci dovrà rimettere prima o poi la pelle?
Nel’intervista lei ha anche detto: «Dirò sempre la verità, d’altro canto quando dico le bugie subito mi sgamano». Ecco, per lo Uttaro l’abbiamo già sgamata. La bugia che «lo Uttaro funziona bene» da lei non la vorremmo proprio più sentire.

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DEMOCRAZIA CONFUSIONALE

Posted by ambienti su giugno 27, 2007


Per le discariche, e in particolare per lo Uttaro di Caserta, continua e si aggrava lo stato confusionale dei politici responsabili delle amministrazioni locali. Spesso è difficile capire se ci sono o ci fanno. Ieri è stata a Caserta Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale, per promuovere le attività della Regione. È subito venuto fuori il tema dei rifiuti e qualcuno deve avere accennato al problema lo Uttaro. Anche in assenza dei cittadini dei comitati No Uttaro, che al “confronto pubblico” non erano stati invitati.
La Lonardo ha colto l’occasione per sentenziare – lo scrive Claudio Coluzzi sul Mattino Caserta – «Anche io a Benevento ho una discarica sotto casa, sono stata in piazza per protestare, ci hanno allontanato le forze dell’ordine. Poi è arrivato Bertolaso e abbiamo capito che non ci sono alternative al momento. Abbiamo accettato la discarica. E anche voi dovete accettarla».
A parte la mistica raffigurazione di Bertolaso come Uomo della Provvidenza, le poche frasi tendono a convalidare una marea di equivoci e di bugie. Proviamo a indicarne tre.
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QUALCOSA CHE PUZZA

Posted by ambienti su giugno 25, 2007


CONTESTATO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DE FRANCISCIS
OGGI AL CONVEGNO SUI RIFIUTI ORGANIZZATO DA LE CALORIE
A TUTTI I CONVENUTI IN OMAGGIO L’AROMA DE LO UTTARO

Lui parlava e nell’uditorio c’era chi perplesso tirava su col naso, chiedendosi da dove arrivasse quella puzza. Dalla “discarica modello” e “a basso impatto ambientale”, della quale il presidente della Provincia di Caserta, di tanto in tanto, ma per fortuna sempre meno, si fa vanto? Dal “sito di trasferenza” illegale, posto ora sotto sequestro perché pericoloso per la salute pubblica e per il quale il presidente continuava imperterrito ad invocare la riapertura contro il parere dei carabinieri del NOE? O l’aroma emanava direttamente dalle parole del presidente, che aveva fatto partire, contro i contestatori in sala, un disco di chiacchiere sconclusionate ed arroganti senza permettere contraddittorio? Lo spettacolo a epilogo del convegno a Le Calorie sarebbe stato comico. Se ai contestatori non fosse poi toccato tornare nelle loro case poste sotto la cappa della Grande Puzza. Dopo essersi educatamente sorbiti un paio d’ore di discorsi su tecnologie e strategie futuribili de “lo Uttaro il giorno dopo” ed aver chiarito, un’altra volta, con striscione, volantini e discorso – ha parlato il cittadino di San Nicola Antonio Rossi – che per loro è impossibile vivere intorno a lo Uttaro fetidi e avvelenati “giorni prima” dei quali non si intravede il termine.
De Franciscis ha detto di aver previsto la contestazione di stamattina andando a frugare, chissà come, tra messaggi elettronici privati, con contenuti del tutto leciti, che certo non erano destinati a lui. Come fanno i governanti in Cina e in Iran, tanto per precisare che cosa lui intende per “decisionismo democratico”. E nonostante questa previsione, nonostante i toni di voce sempre più alti, è apparso impreparato e goffo non solo ai “prevenuti” contestatori ma a molti altri in sala. C’era chi continuava ad annusare la puzza, che stamattina a Le Calorie penetrava oltre le barriere dell’aria condizionata, e chi annusando ridacchiava.
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LUGLIO, LA PUZZA CHE NON VOGLIO

Posted by ambienti su giugno 23, 2007


IL SENATORE BARBIERI, PRESIDENTE DELLA “COMMISSIONE RIFIUTI”, È STATO A CASERTA. HA INCONTRATO AUTORITÀ LOCALI E NON È CHIARO QUELLO CHE SI SONO DETTI. C’È LA PROSPETTIVA DI ALTRI DISASTRI PER “L’ISOLA FELICE” DE LO UTTARO?
SAREBBE STATO BENE SE IL SENATORE BARBIERI AVESSE ASCOLTATO ANCHE I COMITATI PER L’AMBIENTE, CHI TRA LA GRANDE PUZZA E I VELENI DELLA DISCARICA È COSTRETTO A VIVERCI.

Il senatore Robero BarbieriGiovedì scorso è stato a Caserta il senatore Roberto Barbieri (nella foto), presidente della “Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse”. Ha tenuto una riunione con amministratori e autorità locali: il presidente della Provincia Sandro De Franciscis e il suo vicepresidente Adolfo Villani, il sindaco Nicodemo Petteruti, il prefetto Maria Elena Stasi e il vice prefetto Franco Provolo, gli assessori all’ambiente della Provincia, Maria Carmela Caiola, e del Comune, Luigi Del Rosso. C’era anche il deputato Pdci Giacomo De Angelis, componente della citata Commissione.
Secondo quanto riferito ieri dal quotidiano Il Mattino, edizione locale, Barbieri avrebbe espresso la sua soddisfazione per l’apertura di “una discarica provinciale che funziona regolarmente” e per il “senso di responsabilità” dimostrato dagli amministratori politici presenti. Al di là di queste notizie in chiave propagandistica – fornite palesemente da fonti interessate – non sappiamo come siano effettivamente andate le cose. Chi abbia letto anche sommariamente la Relazione territoriale stralcio sulla Campania, documento appena pubblicato dalla Commissione presieduta da Barbieri, può ragionevolmente dubitare che l’incontro sia stato tutto un idillio.
Per l’occasione nessuno dei presenti ha sentito il bisogno di ascoltare i rappresentanti delle migliaia di cittadini e delle numerose associazioni che da mesi denunciano documentatamente che lo Uttaro con i suoi annessi è una catastrofe per l’aspetto sanitario e per quello della legalità. E che l’unica soluzione sensata per tutelare salute e interessi dei cittadini sarebbe chiudere la discarica e procedere immediatamente alla bonifica e alla messa in sicurezza dell’intera area.
Speriamo che il vertice con Barbieri non preluda ad altri “sacrifici” per i casertani. L’articolo sul Mattino, intitolato “Un fantasma chiamato Lo Uttaro” e firmato Lorenzo Calò (sigla lor. ca.), è preoccupante per quello che potrebbe avvenire dopo il 9 luglio, «immaginaria linea la di là della quale il rischio di collasso è più che concreto», visto che l’8 luglio verrebbe chiusa la discarica regionale di Difesa Grande ad Ariano Irpino, contestata per motivi che dovrebbero valere ancora di più per lo Uttaro.

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TRITOVAGLIATO DI PROPAGANDA

Posted by ambienti su giugno 18, 2007

La forzitalica Tv della libertà avrebbe potuto parlare dei rifiuti in Campania in modo intelligente e tagliente. Sarebbe bastato mettere in fila i fatti e spiegarli un po’ per lasciare segni atroci sugli odiati amministratori di sinistra, a partire naturalmente da Bassolino. E invece no: l’intelligenza è al di là di ogni proposito dei responsabili della nuova tv. Anche solo a provare a usarla ci sarebbe il rischio di fare abituare il loro seguito. Hanno imbandito una trasmissione di pura propaganda. Con i fatti rimescolati da una conduttrice in studio che dava chiari segni di non capire di che si stesse parlando, turbata quando ha sentito dire topi ma apatica di fronte al rischio tumori. Con la parola “camorra” pronunciata solo mezza volta da un telespettatore chissà come in collegamento. Con continue lodi degli inceneritori – definiti naturalmente “termovalorizzatori” – che non hanno spiegato, tra l’altro, quanto sarà gigantesco e antiquato, già all’inaugurazione, quello di Acerra. Con un rappresentante dei berlusconiani “ambientalisti liberal” che inveiva contro l’”ecomarxismo”, dimostrando idee sulla storia estremamente confuse e facendoci chiedere – ahinoi! – se infine, quando dovesse spuntare uno così a governare il nostro ambiente, non saremmo costretti a rimpiangere Bassolino e, a Caserta, De Franciscis e Petteruti. Ma no. Il discorso è un altro: tra le responsabilità di chi sta gestendo in maniera così catastrofica il problema dei rifiuti in Campania, creando una frattura con i cittadini sempre meno sanabile, ci sarà anche quella di avere spalancato le porte a tutto quest’altro tritovagliato politico.

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LA MARGHERITA INSULTA CITTADINI E CARABINIERI

Posted by ambienti su giugno 15, 2007

IERI SERA NEL CONSIGLIO COMUNALE DI CASERTA
DOVE SI DISCUTEVA DELLA DISCARICA LO UTTARO

Il consiglio approva con voto bipartisan solo un documento minimo che dovrebbe impegnare sindaco e giunta a garantire la trasparenza sulla discarica, ad assicurare i tempi per lo smaltimento degli annessi e per i ritorni economici promessi al Comune, a istituire un tavolo tecnico comunale sul Piano provinciale dei rifiuti. Ignorate le proposte del Comitato Emergenza Rifiuti.

I cittadini che protestano contro la Grande Puzza e gli altri tossici effetti della discarica sono irresponsabili. I politici che li ascoltano e condividono le loro preoccupazioni sono demagoghi. E – sorpresa! – sono da biasimare anche i carabinieri del NOE che l’altro giorno hanno commesso l’”errore” di mettere sotto sequestro parte del deposito di automezzi della SACE, sulla via Appia, che era stato trasformato in sito abusivo e incontrollato per lo stoccaggio di rifiuti, con immediati rischi sanitari per la popolazione. Questo ha esternato ieri dai banchi della maggioranza il capogruppo della Margherita Alessandro Barbieri nel corso delle discussioni in consiglio comunale sul “Protocollo d’intesa” con il quale il sindaco Nicodemo Petteruti ha permesso che venisse riaperta la discarica lo Uttaro.
Le parole di Barbieri hanno confermato che chi si trincera in difesa della sciagurata scelta ha perso davvero il senso della responsabilità politica e istituzionale. Per non parlare del senso del ridicolo. Chi pensava di dover convincere Barbieri? I suoi compagni di maggioranza? Tra i quali c’è chi non ha voluto capire niente del problema e chi più o meno ha capito e in privato sottilizza, quasi a scusarsi, sulle “ragioni politiche” per cui si allinea? O era una provocazione per i cittadini più vicini a lo Uttaro, e perciò più vittime degli altri, che affollavano la zona riservata al pubblico dell’aula?
Non è che dal consiglio comunale quei cittadini si aspettassero prese di posizione risolutive. Troppo l’amministrazione di centrosinistra casertana si è inoltrata per lo Uttaro in un autoillusionismo olfattivo e in un accecamento politico che non le fanno comprendere come la grave questione abbia rimescolato e stia rimescolando la base del consenso elettorale a suo tempo ottenuto, provocando un serio problema di legittimità.
Si sperava, però, che fosse almeno l’occasione per far cominciare a valutare ai responsabili dell’amministrazione la fondatezza delle ragioni per cui i cittadini protestano contro la discarica. Ragioni che riguardano la vita quotidiana, la salute, la legalità. E le preoccupazione per il futuro di un territorio condannato a divenire un megaimmondezzaio al servizio del delirio operativo, e dei lucidissimi interessi economici, di chi in 13 anni di “emergenza” non ha risolto un problema che altrove, in altre regioni, è una faccenda normale e viene gestita senza pericolosi soprusi contro la popolazione.
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È IL CNR CHE VANEGGIA?

Posted by ambienti su giugno 5, 2007

IL NUOVO “DECISIONISMO DEMOCRATICO” DI DE FRANCISCIS
NON AMMETTE I DISSENSI DEI CITTADINI E DELLA SCIENZA

Chi ha dovuto sorbirsi, in aggiunta alla Grande Puzza proveniente da Lo Uttaro, l’ultima uscita sulla questione rifiuti e ambiente del presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, avrà notato, dentro il fumo del suo linguaggio neopolitichese, il maldestro tentativo di argomentare che dire no a Lo Uttaro “non può che essere posizione di retroguardia” rispetto alla quale dovrebbe imporsi un nuovo “decisionismo democratico”. Decisionismo di che? Di vantarsi d’essere il primo della classe quando sul fronte commissariale-governativo si delira de Lo Uttaro come di una soluzione “virtuosa” e “a basso impatto ambientale”? E senza perdere alcuna occasione per dire invece su altro fronte, a chi vive avvolto dalla Grande Puzza velenosa, che a lui presidente la scelta di quel “sacrificio” è stata quasi imposta dal Commissariato?
Ma lo scandalo maggiore è che un medico, com’è questo presidente, si ostini a parlare per Lo Uttaro di “presunti rischi per la salute delle persone” che sarebbero agitati a scopo allarmistico, per assecondare chissà quali arcani interessi.
È il caso di chiarire di nuovo che le legittime preoccupazioni dei cittadini di Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista, non provengono dalla consultazione di maghi e cartomanti, ma dalla lettura di un rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dai dati di indagini scientifiche in campo epidemiologico che stanno sempre più articolatamente segnalando quali rischi gravissimi comporti per la salute l’inquinamento ambientale derivante dalle discariche. In particolare da quelle fuori controllo com’è, storicamente e attualmente, Lo Uttaro con i suoi annessi.
Proprio stamattina il CNR presenta a Roma – dalle 10 alle 12,  nella Sala Stampa della Camera dei Deputati – una sintesi delle attività realizzate dai suoi Istituti nelle aree a rischio italiane.

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PRESIDENTE FUORI TEMA

Posted by ambienti su giugno 4, 2007

La cultura del sospetto non aiuta Caserta” proclama oggi il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis. Peccato che qui non si tratti di sospetto ma di puzza e di veleni che molti cittadini stanno già sperimentando pesantemente.
Quali sarebbero i “determinati ambienti” di cui parla De Franciscis? Quale sarebbe il particolarismo che schiaccia l’interesse generale? Quelli di chi vive nella Grande Puzza e non vuole starci a questo gioco monnezzaro?
Qui è molto peggio che nella favola del re nudo. Lì almeno si concludeva tutto con una risata. Per chi vive a due passi da Lo Uttaro è sempre più difficile aver voglia di ridere.

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SE SON ROSE DEL SINDACO PUZZERANNO

Posted by ambienti su maggio 28, 2007

Per il sindaco di Caserta Petteluttaro va tutto bene. La città è pulita, i cittadini possono festosamente passeggiare per le vie in una bella domenica di maggio. Come dice lui con affabili parole raccolte e trascritte da una riverente giornalista su Il Mattino – Caserta di ieri. Naturalmente se qualche cosuccia non funziona, se la bonifica del sito di trasferenza accanto alla discarica Lo Uttaro non è stata ancora avviata, non dipende dalla volontà di Petteluttaro, ma da “i presìdi, le proteste le celebrazioni liturgiche che hanno inciso sulla messa a regime del sito che inizialmente ha funzionato a singhiozzo”. Insomma, se non lo avesse un po’ intralciato persino il Padreterno, lui sarebbe in regola.
In verità le proteste sono state sempre estremamente pacifiche, finora appena simboliche per quanto riguarda l’interruzione delle attività della discarica. E basta conoscere un po’ la topografia dei luoghi per capire che non possono aver interferito con un eventuale avvio della bonifica dell’immondo sito di trasferenza della monnezza. La messa di monsignor Nogaro, poi, è stata celebrata una domenica pomeriggio dalle 15. È in quel giorno e a quell’ora che Petteluttaro aveva programmato i lavori di bonifica che sono stati ostacolati? Via, non cavilliamo troppo sulle affermazioni di un così simpatico signore che ci regala una città così ridente e amena.
Ma di quale Caserta sta parlando? Forse di quella in cui non arriva sempre la Grande Puzza de Lo Uttaro e annessi. E nemmeno, visto che un particolare lustro non si nota da nessuna parte. Invece ci sono quartieri dove di notte non si dorme per la Grande Puzza e di giorno si consultano scritti medici, a cominciare dal recente rapporto OMS, giustamente preoccupandosi per salute propria, di familiari, di amici, della collettività. Ma che importa a Petteluttaro e alla sua festosa combriccola? Tanto soffrono quelli del vicino comune di San Nicola, al massimo quelli del quartiere Acquaviva, che anche questa amministrazione – si è capito – considera cittadini di serie B. Chissà perché poi.
Eppure in campagna elettorale Petteluttaro – che allora si faceva chiamare Petteruti – era arrivato fin qui promettente, facendo distribuire rose alle signore nel Teatro Izzo, accanto alla parocchia di Nostra Signora di Lourdes. Chi l’avrebbe mai detto cosa avrebbe fatto arrivare dopo il profumo di quelle rose.
Ieri era domenica, oggi è lunedì. Peccato che stamattina la Grande Puzza abbia attraversato tutta Caserta e sia arrivata fino al Parco Gabriella. Anche lì qualcuno comincia ad aprire naso ed occhi. Ad accorgersi che quelle di Petteluttaro sono bugie scritte sull’acqua. O sul percolato.

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