AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

ANCHE A CASERTA PIÙ TARSU PER TUTTI

Posted by ambienti su giugno 7, 2010

Squilli di tromba alla Provincia di Caserta. La giunta del presidente Zinzi è al lavoro a corso Trieste e sono state ufficialmente distribuite le deleghe, tra cui quella di assessore ad Ambiente, ecologia e gestione rifiuti assegnata, come previsto, all’Arenisauro ^ . Primo dibattito dedicato al nuovo prospetto degli aumenti Tarsu approntato da Zinzi per i comuni. Lo sapevamo che le casse pubbliche languono per i soldi sprecati, o peggio, durante i lunghi anni della cosiddetta “emergenza rifiuti”. La struttura commissariale è costata oltre due miliardi di euro, oltre il 20% solo per stipendi e sedi. E la Commissione Parlamentare per il ciclo dei rifiuti della scorsa legislatura ha calcolato che nel complesso per l’emergenza sono stati spesi mediamente fino a 780 milioni per anno, per 15 anni. Gli aumenti li avevamo previsti, benché la questione fosse stata ufficialmente elusa durante una campagna elettorale in cui il governo dichiarava l’emergenza “risolta”. E adesso Zinzi impone gli aumenti persino a una città che come Caserta già pagava la Tarsu più alta d’Italia ^ . Senza neanche sentire il bisogno di dare una spiegazione ai cittadini, senza dirci come intende rimediare ai disastri che la già salatissima gestione dei rifiuti ha provocato all’ambiente dell’intera provincia, senza neanche provare a contestare al governo e all’eroico Bertolaso che buona parte del buco finanziario per i rifiuti deriva dal progetto delirante e forse fraudolento (come stanno cercando di accertare i magistrati con il processo Impregilo & C  ^ ) di cui per oltre 15 anni si è reso complice il Commissariato governativo, con ciò partecipando massicciamente alla trasformazione della Campania felix, tra distese di ecoballe e velenosissime discariche oltre ogni norma, in uno dei territori più inquinati della Terra. Chi sentiva il bisogno di un simile esattore alla Provincia di Caserta?
Ed è difficile lasciarsi commuovere dagli attacchi del PD contro il provvedimento. Nel corso dell’emergenza il centrosinistra non ha brillato certo per rispetto dei cittadini. Come Bertolaso ha tante volte strillato, lui ha agito per governi di segno diverso. Gli sprechi e i disastri della gestione commissariale sono stati bipartisan, le fregature per i cittadini pure.

Attraverso il link che segue, il dibattito sulla Tarsu alla Provincia di Caserta come riferito ieri dal Mattino:

La Politica Rifiuti e deleghe, la minoranza attacca
Aumenti Tarsu, dal PD affondo su corso Trieste ^

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SAN TAMMARO HORROR FLASH

Posted by ambienti su giugno 5, 2010

Discarica di San Tammaro, provincia di Caserta. Ecco il disastro di uno dei nove siti aperti durante l’emergenza rifiuti in Campania da Guido Bertolaso. La discarica versi in condizioni pietose. Norme della sicurazza pari a zero, percolato che finisce nel terreno, balle di rifiuti scoperte e sistema antincendio inesistente. Come si può notare è anche possibile accedervi senza nessun controllo.

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CASERTA CINERATOR SHOW 1

Posted by ambienti su giugno 4, 2010


Tutto quello che non avreste voluto sapere sugli inceneritori di rifiuti
e che quasi nessuno degli attuali politici italiani oserà mai dirvi

 

 

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ARENYSAURUS CINERATOR

Posted by ambienti su giugno 4, 2010

Creatura preistorica detta comunemente Arenisauro delle ceneri o anche, in talune località, professor Umberto Arena. Vive di preferenza in simbiosi con gli inceneritori di rifiuti, dei quali tende naturalmente a favorire l’installazione e le attività, molto lucrose per i privati se finanziate con forzosi prelievi di denaro dalle tasche dei cittadini. Nei paesi più civilizzati, dove si tiene conto della pericolosità degli inceneritori per la salute umana ^ e, in assenza di sovvenzioni pubbliche, della presumibile antieconomicità del fabbricare nuovi impianti per l’incenerimento di rifiuti ^, l’Arenysaurus Cinerator trova ormai in genere condizioni ambientali avverse. Ma in alcune zone arretrate, afflitte da problemi drammatici per lo smaltimento dei rifiuti, e variamente inquinate, l’Arenysaurus Cinerator può arrivare a ottenere incarichi amministrativi rilevanti come, per esempio a Caserta, quello di assessore provinciale all’Ambiente.

qui un breve curriculum dell’Arenysaurus Cinerator ^

qui l’Arenisauro nominato assessore della Provincia di Caserta ^

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AFFARI CRIMINALI

Posted by ambienti su giugno 4, 2010

ECOMAFIA 2010
PRESENTATO OGGI A ROMA IL DOSSIER ANNUALE DI LEGAMBIENTE
LA CAMPANIA SI CONFERMA AL PRIMO POSTO PER L’ILLEGALITÀ AMBIENTALE
LE ECOMAFIE DEVASTANO LA NOSTRA SALUTE E LA NOSTRA ECONOMIA

Il dossier Ecomafia 2010 presentato oggi a Roma è stato pubblicato dalle Edizioni Ambiente con un’introduzione del procuratore antimafia Pietro Grasso e una prefazione di Roberto Saviano. Contiene tutte le storie e i numeri della criminalità ambientale e si troverà nelle librerie dal 9 giugno. Nella prefazione Saviano ha scritto: “Quando metterete lo sguardo su questo dossier, nonostante tutto il chiasso che vi circonda, sentirete soprattutto silenzio. E tutto quello che leggerete vi arriverà direttamente allo stomaco. Si dirà che queste pagine danno una immagine terribile del Paese, in realtà danno le dimensioni esatte dell’emergenza, centimetro per centimetro, indignazione dopo indignazione”.
Nonostante la crisi economica, nel 2009 il fatturato delle ecomafie ha raggiunto livelli record, superando i 20,5 miliardi di euro. Sono cresciuti anche i reati contro l’ambiente: 28.586, quasi 80 al giorno, più di 3 ogni ora. È definitivamente mutata la geografia della criminalità ambientale che, oltre a essersi insediata stabilmente nelle regioni del Nord, il cuore produttivo dell’Italia, ha assunto un carattere globale e ha esteso i suoi tentacoli all’Africa e al Sud Est asiatico. Oltre alle ormai consuete attività criminali (rifiuti, cemento, racket degli animali, truffe alimentari, beni culturali, agromafia), Ecomafia 2010 racconta anche la grande truffa del calcestruzzo depotenziato, con cui sono stati costruiti ospedali, scuole, viadotti, gallerie e case, con enormi rischi per l’incolumità delle persone. L’edizione di quest’anno si concentra anche sulle attività illegali nei settori dei Raee, dell’eolico, dei mercati ortofrutticoli e dei centri commerciali. Un intero capitolo è poi riservato alla mafia dei colletti bianchi, professionisti insospettabili che con la loro opera rendono possibili le attività criminali. Ecomafia 2010 ci mostra l’altra faccia dell’Italia, quella peggiore e che si fa di tutto per tenere nascosta, quella che, senza uno scatto di orgoglio, rischia di rimanere l’unica faccia possibile. Il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha ammonito: “Il business dell’ecomafia minaccia gravemente il futuro del Paese sottraendo risorse preziose all’economia legale e condannandolo all’arretratezza”.
La Campania guida ancora la classifica della criminalità ambientale. Per il 2009 nella regione sono stati accertati 810 reati contro l’ambiente (15,5% del totale nazionale) e 4.874 infrazioni per il ciclo dei rifiuti (il 17% sul totale nazionale).

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IN MANO A CHI SIAMO

Posted by ambienti su giugno 3, 2010

da Il fatto quotidiano ^ del 3 giugno 2010

 

P.S. di AMBIENTI
DALLA CAMPANIA UN DUBBIO SU GUIDO BERTOLASO

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I POTERI CHE CI AVVELENANO

Posted by ambienti su giugno 1, 2010

EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA E FALDE ACQUIFERE INQUINATE
IL DISASTRO PREVEDIBILE DELLE DISCARICHE NELLE CAVE A FOSSA

di Franco Ortolani
Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

Da alcuni anni ci siamo dati da fare per avvisare amministratori e cittadini che le cave a fossa della Campania (come quelle che si trovano tra i Campi Flegrei, Giugliano, Villaricca, Chiaiano, la zona vesuviana, il nolano e il casertano come Lo Uttaro) non possono essere trasformate in discariche: sotto ci sono le falde idriche! Abbiamo più volte segnalato, come ad esempio il 26 luglio 2007 nell’audizione avuta presso la Commissione Bicamerale d’indagine sul ciclo dei rifiuti, che la quasi totalità delle cave della Campania sono ubicate in ammassi rocciosi permeabili (calcare, tufo, ghiaia) che nel sottosuolo ospitano le falde idriche che alimentano vari usi (potabile, industriale, agricolo). Anche applicando alla perfezione gli interventi prescritti dalla vigente legge non è possibile garantire l’impermeabilizzazione alla base dei rifiuti per un periodo superiore a 20 anni: dopo è garantito l’inquinamento delle falde che transitano al di sotto della Pianura Campana, valutabili in circa 600 milioni di mc l’anno, equivalenti al volume idrico contenuto in circa 6 grandi bacini artificiali.
Da alcuni giorni vari mass media hanno reso noto che le falde in parte della zona a nord di Napoli sono inquinate e si temono ripercussioni per le attività economiche connesse all’uso agricolo del suolo. Il contorno? Cittadini distratti e ambientalmente ignoranti, mass media non interessati a diffondere le verità che contrastino gli interessi delle lobbies parassitarie, amministratori in gran parte senza radici, saccheggiatori “barbari e cafoni” che usano la Campania come spietati neocolonizzatori per scaricare rifiuti illegalmente o legalmente rispetto alle leggi fatte dall’Uomo ma sicuramente illegalmente in relazione alle leggi della natura. Volontà e conseguente capacità di controllo del territorio da parte delle istituzioni preposte: quasi zero. Ieri e oggi, e domani pure? Sembra che per i mass media “che contano e fanno opinione” sia più redditizio annunciare gli inquinamenti ambientali dopo che sono avvenuti. Fare opinione con continuità circa la difesa ambientale e la tutela delle risorse primarie è più rischioso? Sembra proprio di si. Si tratterebbe di mettersi contro i “poteri assoluti”. Ad esempio, in relazione all’operazione deviata “plurigovernativa” chiamata emergenza rifiuti in Campania si sarebbe dovuto approfondire le varie problematiche ambientali sollevate motivatamente dai cittadini e dagli “esperti indipendenti” (come li chiama la UE) che evidenziavano i ripetuti reati ambientali commessi nel realizzare discariche blindate e militarizzate in siti non idonei ambientalmente e per di più commettendo reati testimoniati da prove fotografiche. Evidentemente per molti amministratori senza radici è stato molto più facile e probabilmente fruttuoso fare quadrato con i mass media “che contano” per non fare capire l’inganno perpetrato ai danni dei cittadini campani sistematicamente dipinti come sporchi, cattivi e manovrati dalla malavita organizzata.
Ora che vari mass media hanno reso noto che le falde in parte della zona a nord di Napoli sono inquinate e si temono ripercussioni per le attività economiche connesse all’uso agricolo del suolo, si deve ricordare che l’esempio più drammatico di attentato alla salute dei cittadini, oltre a quelli commessi dalla malavita organizzata e non contrastata, è certamente rappresentato dalle discariche realizzate dai commissari di Governo, che agivano in nome del Governo Italiano, in cave a fossa (profonde decine di metri rispetto alla superficie del suolo) ubicate tra le province di Caserta e Napoli (Lo Uttaro, Villaricca, Giugliano ecc.).
La discarica di Chiaiano, ancora attiva in una cava a fossa profonda circa 70 m ubicata nel Parco Naturale Regionale, rappresenta il tragico risultato derivante dalla sinergia tra un potere assoluto “barbaro” (che si è avvalso di “mercenari” progettisti che disinvoltamente hanno dichiarato il falso e di imprese che, protette dai “poteri assoluti” e dall’inconsapevole Esercito Italiano, hanno realizzato l’impianto commettendo reati ambientali mai perseguiti) e rappresentanti delle istituzioni locali che hanno tradito lo statuto della Regione Campania che prevede “…la valorizzazione dell’ambiente, del territorio, delle risorse naturali e del patrimonio rurale; la tutela degli ecosistemi e della biodiversità..”. La discarica è ubicata nella zona di ricarica delle falde idriche che defluiscono nel sottosuolo disperdendo acqua e inquinanti a 360 gradi per vari chilometri; falde alle quali attingono decine di pozzi irrigui. Mass media e personaggi dequalificati moralmente e professionalmente hanno nascosto la pericolosità ambientale della discarica (simile per problematiche ambientali a quella della ex Cava Sari di Terzigno ancora in esercizio).
I previsti danni ambientali conseguenti alle barbare attività di discarica effettuate nelle ultime decine di anni da tutti i “poteri assoluti”, purtroppo, cominciano ad evidenziarsi. E non finirà qui, purtroppo! E chi pagherà? Chi sarà punito per la progressiva distruzione dei beni comuni primari (acqua, suolo, aria) che intaccheranno la salute dei cittadini di oggi e di domani?
Tra i cittadini sta dilagando sempre di più una nuova sindrome provocata dal dannoso governo di “personaggi alieni”: la “Sindrome di BISB” (Basta con gli Incapaci, le Sanguisughe e i Bugiardi).
Le pubbliche istituzioni devono riappropriarsi del controllo del territorio. Se gli amministratori attuali hanno radici sane nel territorio devono governare “come cittadini della Campania” osservando lo Statuto Regionale, le leggi nazionali ed europee in modo da contrastare una possibile prossima crisi ambientale, sanitaria e socio-economica “seminata” dai “barbari poteri assoluti” il cui dominio può solo causare un “degrado assoluto”.

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DILETTANTE ALLO SBARAGLIO

Posted by ambienti su giugno 1, 2010

Bertolaso dice che vuole sgombrare il campo dagli equivoci sulla situazione dei rifiuti in Campania. Quali potranno essere gli equivoci? Essenzialmente quelli  provocati dal suo lungo e fallimentare operato come commissario straordinario e dalle sue dichiarazioni congiunte con Berlusconi, alla vigilia delle elezioni, sulla “liberazione” dall’emergenza. In realtà le cose vanno male e potrebbero da un momento all’altro andare peggio. Come abbiamo scritto spesso, qui non  ci sono state in realtà nuove soluzioni strutturali per lo smaltimento dei rifiuti, ma solo un pasticciato riavvio di lucrosi affari intorno alle discariche e all’incenerimento. La differenziata è rimasta una finzione propagandistica, per adeguare illusionisticamente le chiacchiere alle drammatiche e incontestabili esigenze di tutela del territorio regionale. Visto che è rimasta campata in aria la filiera del riciclo necessaria per trarre decisivi vantaggi dalla differenziazione. Eppure il tempo ci sarebbe stato.
Intanto il celebratissimo inceneritore di Acerra, oltre ad avvelenare l’aria, fa cilecca un giorno si e uno no. È stato di nuovo necessario  bloccare la seconda linea e i rifiuti verranno probabilmete dirottati verso Sant’Arcangelo Trimonte nel beneventano. Anche se niente è sicuro sotto il regno di Berlusconi e Bertolaso e da un momento all’altro potrebbero spuntare nuove destinazioni. Mentre Bertolaso,  ormai squalificato e sbugiardato su vari fronti, vuole fare la guerra alla UE e alla capodelegazione della missione per i rifiuti in Campania Judith Merkeis. Ora che il suo compito alla Protezione civile si sta infelicemente concludendo, Bertolaso forse aspira a diventare ministro della guerra, essendo per il momento accantonata, a causa della crisi e dei tagli in finanziaria, l’ipotesi di creare apposta per lui un Ministero delle Clientele e dei Massaggi.

Guido Bertolaso a Napoli avverte: “L’emergenza rifiuti non è risolta”

Incubo rifiuti, allarme del capo della Protezione civile
«Servono più discariche e nuovi termovalorizzatori»

leggi tutto l’articolo sul Il Mattino on line ^

Bertolaso rilancia: “Apriamo Terzigno”

Polemica con l’eurodeputata Merkeis: non conosce la realtà. Ma il sindaco del Comune napoletano replica a muso duro: la faccia a casa sua la seconda discarica. Un braccio di ferro destinato a non terminare qui

leggi tutto l’articolo su la Repubblica Napoli on line ^

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FINESTRA SU LO UTTARO 25/05/2010

Posted by ambienti su maggio 27, 2010

Foto di martedì 25 maggio 2010
Cliccare su ogni foto per ingrandirla

A Caserta la bonifica dell’inquinatissima area Lo Uttaro, annunciata a suon di grancasse, resta un fantasma. La “bomba ambientale” (secondo la definizione del presidente di una commissione parlamentare) resta lì a diffondere i suoi velenosi effetti. Superfluo ogni commento.
Per la bonifica si muove intanto il ComER (Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta) che prepara una lettera da inviare al nuovo assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano (sindaco del comune virtuoso di Mercato Sanseverino) e al sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti. La lettera chiede che i tecnici del Comitato dei garanti della discarica Lo Uttaro, nominati a suo tempo a tutela dei diritti dei cittadini, su sollecitazione delle associazioni casertane per l’ambiente, possano assistere alle operazioni di messa in sicurezza e bonifica. Quando e se le operazioni verrano avviate. Vista la solerzia degli enti preposti a risolvere un problema così grave, se qualcuno di fiducia non darà un’occhiata ci sarà il rischio – o la certezza? – di altre beffe e disastri contro i cittadini.

         

         

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RIFIUTI, DIOSSINE E SOLDI

Posted by ambienti su maggio 27, 2010

LA LUCROSA ECONOMIA DEI RIFIUTI
L’avvelenamento da diossina e l’inganno dei termovalorizzatori,  il grande imbroglio dell’emergenza in Campania, i sistemi di smaltimento tra camorra e traffici internazionali. Ecco dove finiscono la nostra salute e i nostri soldi.

Il “buon” sistema che prevede termovalorizzatori, produzione di energia dai rifiuti, ecoballe e riciclo nasconde diossine rischiose per la salute, inquinamento del territorio, accaparramento di irregolari incentivi pubblici, affari tra imprese legali, criminalità organizzata e politica. Trasi munnezza, esce oro …

>> clicca qui per leggere l’inchiesta di Giovanna Baer su paginauno ^

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LA SCOPERTA DELL’AMERICA

Posted by ambienti su maggio 7, 2010

UNA TV AMERICANA SCOPRE CHE I RIFIUTI SONO ANCORA QUI
CON GRANDI MINACCE PER LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE
E FA PARLARE SAVIANO SUGLI INTRECCI CON LA CAMORRA
Più o meno sappiamo tutto quello che si vede in quest’inchiesta realizzata dalla tv indipendente statunitense VBS e ripresa in parte persino dalla CNN ^ , sull’onda della nuova attenzione internazionale per i problemi ambientali provocata dalla marea di petrolio nel Golfo del Messico. Fa comunque una certa impressione sapere che il tema “rifiuti campani” torna d’attualità persino negli USA mentre qui in Italia molti preferiscono illudersi che la questione sia “risolta”.
Nel documentario Toxic Napoli – audio quasi tutto italiano e sottotitoli inglesi – intervengono, oltre che cittadini indignati e terrorizzati, Roberto Saviano, per spiegare i rapporti tra il “sistema monnezza” e la camorra, e il deputato italiano Francesco Barbato (Idv), per dire che con le nuove leggi, volute da Berlusconi e Bertolaso, in molti casi si è legalizzato l’avvelenamento della regione. A uno come Barbato quando parla di certi rischi – gli stessi già variamente segnalati in Ambienti – in Italia non se lo fila nessuno. Per farsi notare dai media l’altro giorno ha provato a recitare in Parlamento Viva l’Italia di De Gregori. Una provocazione  per ricordare che al bene dell’Italia, cioè di noi cittadini, la politica non ci pensa tanto, a parte che nei talkshow televisivi. Forse Barbato si aspettava che qualcuno poi gli andasse a chiedere qual è la sua posizione sui rifiuti campani e su qualche altro problema “anestetizzato” a tempo indeterminato da parecchi politici di destra e di sinistra. Macché, sui problemi scomodi in Italia nessuno è andato a chiedergli niente.

TOXIC NAPOLI

PARTE 1                  PARTE 2      

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FINESTRA SU LO UTTARO 3/5/2010

Posted by ambienti su maggio 5, 2010

IL FANTASMA DELLA BONIFICA

PER LA MICIDIALE DISCARICA LO UTTARO A CASERTA
ANNUNCIATO DA OLTRE UN MESE L’IMMEDIATO AVVIO
DI SVUOTAMENTO E DI RECUPERO DELL’AREA
MA DEI LAVORI PREVISTI ANCORA NON C’È TRACCIA.
MENTRE I CITTADINI CONTINUANO AD AVVELENARSI
CHE VIA STANNO PRENDENDO I SOLDI STANZIATI? 

testo e fotografie di The Boss
cliccare sulle foto per ingrandirle

Poco più di un mese fa per la bonifica dell’area Lo Uttaro è stato firmato un Protocollo d’intesa dall’assessore all’Ambiente della Regione Campania Walter Ganapini e dal sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, quello famoso per aver già firmato il Protocollo del novembre 2006 che individuava la Cava Mastropietro a Lo Uttaro come discarica. L’area Lo Uttaro comprende l’ormai tristemente famosa discarica dei veleni utilizzata dal Commissariato di governo fino al sequestro giudiziario del 2007, la preesistente e altrettanto pericolosa discarica Ecologica Meridionale, il sito di trasferenza, anch’esso sequestrato, il sito di stoccaggio noto qui come il “Panettone”, dove sono depositate circa 20 mila tonnellate di rifiuti raccolti per le strade di Napoli nel 2005 dopo lo svolgimento della “notte bianca”. Paradossalmente l’area comprende anche la Cava Mastroianni, finora non utilizzata, ma ancora inserita nell’elenco dei siti di discarica da realizzare, secondo il decreto 90/2008 e la connessa legge 123/2008 ^ .
Firmato il Protocollo per la bonifica, il 25 marzo, l’Assessore Ganapini ha annunciato lo stanziamento di 30 milioni di euro per i lavori previsti, aumentabili fino a 60, e il Sindaco Petteruti ha sottolineato trionfante come stesse finalmente per avere inizio la “fase esecutiva” degli interventi.
Il 9 aprile il Giudice competente ha concesso il dissequestro dell’area per un periodo di 60 giorni, per consentire la rimozione dei rifiuti depositati sul suolo e il loro trasferimento in altre discariche. Si sarebbe dovuto cominciare con le 18 mila tonnellate del sito di trasferenza, poi sarebbe toccato al sito di stoccaggio e, una volta completate le operazioni di caratterizzazione dei rifiuti presenti in discarica, si sarebbe passato alla bonifica dell’invaso di Lo Uttaro, da completarsi entro il 30 maggio 2011.
Proprio in quei giorni pubblicava un articolo preoccupato e polemico sull’annunciata bonifica il professor Franco Ortolani ^ , ordinario di geologia all’Università Federico II di Napoli, che di Lo Uttaro si era già occupato in passato allorquando, su richiesta del ComEr prima e del Sindaco di San Nicola la strada poi, aveva redatto una relazione sull’inidoneità della Cava Mastroianni a diventare una discarica. Nel suo articolo Ortolani esprimeva fondati e motivati dubbi sulla fattibilità tecnica di un’operazione di bonifica della discarica Lo Uttaro che – è bene ricordarlo – a distanza di 2 anni e mezzo dalla sua chiusura non è stata ancora nemmeno messa in sicurezza. Ortolani paventava il rischio che gli stanziamenti di fondi potessero servire solo a rimpinguare i conti correnti dei soliti noti, che con il business delle bonifiche hanno più volte lucrato.
Per capire se Petteruti dice il vero o se invece dobbiamo purtroppo dare ragione, ancora una volta, al professor Ortolani siamo andati a vedere oggi con i nostri occhi a che punto stanno queste fantastiche operazioni di bonifica. Se davvero le colline di rifiuti che ormai da anni punteggiano la zona tra Caserta, San Nicola la strada, San Marco Evangelista e Maddaloni sono sparite. O se invece stanno ancora lì come monumenti a un’emergenza rifiuti che da queste parti non è mai finita, checché ne dica il nostro presidente del Consiglio o Guido Bertolaso.
Ecco, quindi, le foto scattate la mattina di lunedì 3 maggio 2010 al sito di trasferenza e a quello di stoccaggio. Come si può facilmente vedere, nessuna rimozione è avvenuta, né erano in corso attività di alcun genere. Sulla collina del sito di trasferenza è ormai cresciuta una fitta vegetazione, che in parte nasconde i rifiuti, mentre il sito di stoccaggio “Panettone” è sempre coperto dal suo ormai inconfondibile telone nero in polietilene.
Eppure la rimozione dei rifiuti dai due siti era già prevista nel ricordato Protocollo d’Intesa del novembre 2006 (quello che diede il via all’apertura della discarica) come compensazione al Comune di Caserta per aver “accettato” il “pozzo di veleni” di Lo Uttaro sul proprio territorio. Era previsto che la rimozione fosse completata entro tre mesi dall’apertura della discarica. Dopo due anni e mezzo sono ancora lì.
Monitorammo allora la situazione, pubblicando con cadenza quindicinale le foto dei siti di stoccaggio e trasferenza, convinti che fosse l’ennesima presa in giro per i cittadini casertani. Non ci sbagliavamo. Lo faremo anche stavolta, con la speranza di sbagliarci.

            

          

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A CHE PUNTO È IL DISASTRO?

Posted by ambienti su maggio 4, 2010

UN SERVIZIO TV SU LO UTTARO TRASMESSO IL 27 MARZO
E IL RIAVVIO DELLA NOSTRA “FINESTRA” SULLA DISCARICA
Il 27 marzo scorso la discarica Lo Uttaro (della quale qui si può ripercorrere la storia ^ ) era ancora nelle condizioni che si possono osservare in questo servizio del TG3, ora disponibile su Youtube, realizzato da Romolo Sticchi e messo in onda nello stesso giorno. Chi se lo fosse perso potrà verificare quanto sia immane il disastro che lì intorno avvelena aria, terra e acqua. Per i circa 200 mila cittadini della conurbazione casertana (Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista) al centro della quale, a pochi passi dalle case, si trova la discarica.
Dopo il sequestro giudiziario de Lo Uttaro – ottenuto nel 2007 da comitati e associazioni per l’ambiente locali – si è placata l’ossessiva e dannosa puzza che invadeva tutte le case della zona a livelli che segnalavano per giunta una delirante e criminosa gestione quotidiana dell’impianto. Ma il veleno ha continuato a lavorare silenzioso e incontrastato, nonostante le ufficiali e pubbliche ammissioni – fino alla Commissione parlamentare per i rifiuti – di un disastro persistentemente minaccioso per la salute dei cittadini.
Ora da oltre un mese è stato proclamato l’avvio della “fase esecutiva” della bonifica, da concludersi entro il 30 maggio 2011. A che punto sono i lavori? Siamo andati ieri, 3 maggio, a dare un’occhiata. Sembra che in area Lo Uttaro non si sia mosso molto, certo non quanto era stato annunciato come immediato. Pubblicheremo al più presto le foto scattate ieri e un commento. Per permettere di nuovo ai cittadini di confrontare proclami ufficiali e realtà.

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LE DUE VERITÀ

Posted by ambienti su maggio 3, 2010

Non molti nei giorni scorsi sembrano averci fatto caso, ma mentre la delegazione europea giunta a verificare la situazione dei rifiuti in Campania lasciava sfumare i propri percorsi di visita e le connesse dichiarazioni in una nebbia di equivoci, sui rifiuti campani emergeva una nuova verità “ufficiale”. Gaetano Pecorella, noto avvocato e deputato Pdl,  attuale presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, giovedì scorso ha affermato, secondo varie fonti in genere affidabili, tra le quali l’agenzia di stampa Adnkronos: “In Campania le cose non vanno molto bene, il problema di Napoli è risolto, ma basta sorvolare la regione in elicottero per vedere montagne di rifiuti speciali coperti da teli, le cosiddette ecoballe, che sprigionano sostanze pericolose”. Bella scoperta, potrà commentare ironicamente qualcuno. Tuttavia, per quanto drammaticamente concrete, le montagne campane di rifiuti ancora al loro posto, anzi crescenti, dall’annuncio berlusconiano della “fine dell’emergenza” non avevano trovato riscontri nei discorsi ufficiali di rappresentanti politici d’area governativa. Ora che è successo?
In un post precedente abbiamo sintetizzato la nota soluzione Berluscaso ^ per l’emergenza dei rifiuti campani: tutto è risolto, lasciateci un po’ di tempo e perfezioneremo i dettagli in sospeso. Tale soluzione è una verità di propaganda, nel senso che ha raggiunto l’effetto vero, attraverso i suoi molteplici annunci,  di raccogliere consenso tra una parte della popolazione locale e un’opinione pubblica nazionale finalmente “liberate” dalla questione dei rifiuti. Le verità di propaganda però hanno qualche inconveniente. Uno principale: alla lunga la gente può accorgersi che sono enormi e dannose bugie. A ciò si può provare a rimediare, quando se ne presenta la necessità, affiancando alla verità di propaganda una verità di fatto non troppo distante dalla realtà, purché in sedi mediatiche non eccessivamente clamorose, e sempre in salsa filogovernativa, in questo caso una salsa pro-inceneritori.
Si profila un contrasto tra Pecorella e Berluscaso? Per ora non si direbbe. Conformemente alla verità di propaganda, il sottosegretario Bertolaso sta ancora  trionfante sul suo piedistallo di eroe. Il gioco consiste, ancora una volta, nel sostenere contemporaneamente un certa tesi e il suo contrario. In modo da poter usare l’una o l’altra dichiarazione secondo bisogno. E il prossimo “bisogno” sembra che sia l’affare della moltiplicazione degli inceneritori in tutta Italia, isole comprese.
Il gioco delle due verità può oltretutto riuscire utile, di fronte a realtà spiacevoli non occultabili a tempo indeterminato, per affermare infine: “Ma questo noi l’avevamo detto!”. Si, ma quale “questo”?

di seguito la nota Adnkronos con le dichiarazioni dell’onorevole Pecorella diffusa venerdì scorso

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COMINCIAMO MALE

Posted by ambienti su maggio 3, 2010

IL NEOPRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI CASERTA ZINZI
VUOLE UN FINANZIAMENTO UE PER UN INCENERITORE

Dopo i clan di camorra e dopo il sindaco del capoluogo Nicodemo Petteruti anche il neopresidente della Provincia di Caserta onorevole (Udc) Domenico Zinzi invoca un inceneritore in territorio casertano. Addirittura con una richiesta di finanziamento europeo dalla correttezza molto dubbia, visto che le norme europee non incoraggiano certo la creazione di nuovi impianti per l’incenerimento dei rifiuti. E, tra l’altro, come se a Caserta non avessimo già un gigantesco inceneritore a due passi, ad Acerra, che sta provocando serie e crescenti preccupazioni. Non solo per  il fatto stesso di essere un impianto pericolosamente inquinante, ma anche per la sua incera affidabilità tecnologica, per la sua gestione, per la carenza di pubblicità sui necessari controlli.
Possibile che all’onorevole Zinzi siano sfuggite le notizie, le polemiche e le inchieste che negli ultimi anni si sono addensate intorno all’ipotesi di un inceneritore in provincia di Caserta? Sulla sua trovata non ritiene neanche di dover dare qualche spiegazione alla popolazione? O pensa, come il suo predecessore di segno opposto, l’ex presidente della Provincia Sandro De Franciscis, e come l’attuale sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, che il punto di vista dei cittadini diventi, una volta ottenuto il voto, elemento del tutto secondario per la gestione degli affari territoriali?
Sappiamo che nei giorni precedenti la sua richiesta alla UE Zinzi per i rifiuti aveva incontrato alcuni sindaci, tra i quali Petteruti. Speriamo che nell’amministrazione non voglia mettersi in società o in competizione con Petteruti in una gara a chi sa fare peggio ^. Per ora, tra l’uno e l’altro, sembra che sia probabile, a parità di disservizio, una bella stangata TARSU anche a Caserta ^.

Di seguito la notizia sull’inceneritore com’è stata trionfalmente diffusa dal sito della Provincia di Caserta ^

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UN BILANCIO TRA LUCI E OMBRE

Posted by ambienti su aprile 30, 2010

PER LA VISITA NELLA CAMPANIA DEI RIFIUTI
DELLA DELEGAZIONE EUROPEA PETIZIONI

Comunicato stampa
Coordinamento regionale Rifiuti della Campania ^ e Rete Campana Salute e Ambiente ^

Napoli, 30 aprile 2010 – Si è conclusa oggi la visita degli ispettori della Commissione Europea petizioni e si è conclusa con le stesse modalità che hanno caratterizzato questa tre giorni: la totale assenza di trasparenza. Infatti, la conferenza stampa, inizialmente annunciata come “democraticamente” aperta al pubblico, è stata annullata e solo la presenza dei giornalisti più caparbi e dei rappresentanti dei comitati in attesa all’ingresso Palazzo S.Lucia ha spinto la delegazione europea a rilasciare dichiarazioni sui risultati della visita. Una conferenza improvvisata nell’atrio del palazzo che, ancora una volta, ha tenuto fuori i cittadini.
La vista della Commissione Europea presenta a nostro avviso luci ed ombre.
Le autorità italiane, ed in primo luogo la struttura del Commissario ai Rifiuti ed alcuni dei parlamentari italiani, come temevamo, hanno fatto di tutto per “pilotare” l’itinerario di visite, tentando di impedire che durante la missione si percepisse in pieno lo scempio che ancora oggi violenta la nostra regione. Il ruolo assolto dai militari e lo schieramento delle forze dell’ordine in quasi tutti i siti delle discariche hanno fatto registrare il consueto, per noi, abuso verso gli amministratori locali e i cittadini, mostrando in maniera lampante come ai cittadini campani, a causa della brutale militarizzazione dei luoghi, imposta dalla Legge n.123 sulla gestione dell’emergenza rifiuti, sia negata la sovranità sui propri territori.
Di fronte a questa evidente assenza di trasparenza e democrazia, sin dal primo giorno, i parlamentari stranieri ed, in particolare il capo delegazione, la parlamentare olandese Judith Merkeis, non hanno potuto che censurare i fatti.
Nonostante questi miseri tentativi e nonostante l’opera di “pulizia” messa in atto nei giorni precedenti, sia a Chiaiano che a Terzigno, per “coprire” i misfatti e fornire una parvenza di ordine e di rispetto delle leggi europee, è emersa chiaramente, la devastante situazione che subiscono i territori campani. Gli stessi commissari, oggi hanno dovuto dichiarare di aver constatato la mancata applicazione del principio di gerarchia nello smaltimento rifiuti imposto dalle normative europee e di considerare inaccettabile la scelta di discariche come Cava Vitiello, nel cuore del parco del Vesuvio, o ancora Valle della Masseria, a Serre.
E’ stato, inoltre, affermato che le innumerevoli deroghe previste dai vari decreti legislativi in tema di smaltimento non sono più ammissibili nel momento in cui l’emergenza viene dichiarata conclusa.
Queste dichiarazioni pur dando ragione alle tante nostre denunce, non ci lasciano soddisfatti.
Ci auguravamo una presa di posizione più decisa. Ci lascia perplessi, infatti, l’altra parte delle dichiarazioni finali della Commissione fatte oggi alla presenza della stampa.
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UNA VISITA IMBARAZZANTE

Posted by ambienti su aprile 29, 2010

Comunicato stampa
Coordinamento regionale Rifiuti della Campania ^ e Rete Campana Salute e Ambiente ^

Napoli, 29 aprile 2010 – La visita degli ispettori della Commissione Europea petizioni del 28 e 29 aprile si è trasformata in una vera e propria farsa all’italiana.
Nella discarica di Chiaiano, il giorno 28, è stato vietato l’ingresso agli amministratori locali, addirittura bloccati nei gabinetti, e trattamenti analoghi sono stati riservati ai giornalisti e ai comitati presenti.
A questo proposito la parlamentare olandese Judith Merkeis ha testualmente affermato: «Avevamo chiesto la presenza della stampa, invece è stata una visita senza trasparenza e senza democrazia».
Il blocco delle forze dell’ordine al sito di Chiaiano ha evidenziato in maniera lampante come ai cittadini campani, a causa della brutale militarizzazione dei luoghi imposta dalla Legge n.123 sulla gestione dell’emergenza rifiuti, sia negata la sovranità sui propri territori; al punto addirittura di impedire ai cittadini stessi di interagire sui luoghi del degrado con i commissari europei, la cui visita è il risultato delle loro petizioni, e questo in netto contrasto con il diritto dei parlamentari di selezionare liberamente gli accompagnatori nelle ispezioni.
Le dilazioni temporali dovute all’increscioso episodio di Chiaiano hanno “costretto” la Commissione, sempre il 28, a visionare frettolosamente e solo di passaggio la disastrosa mega-discarica di Ferrandelle (senza poter neppure visitare quella di Maruzzella) e le altrettanto vergognose piramidi di ecoballe di Taverna del Re; in quest’ultimo caso si è anche addotta l’impossibilità d’ingresso trattandosi di sito sotto sequestro, sebbene sia noto che il provvedimento di sequestro è relativo solo al sito di Masseria-Lo Spesso. Lungo tempo è stato, invece, dedicato alla visita del termodistruttore di Acerra, che ha regalato ai commissari, nonostante le rassicurazioni dei gestori, l’ennesimo guasto, questa volta ad una delle tre caldaie.
In serata la commissione ha incontrato i comitati del Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania e della Rete Campana Salute e Ambiente i quali presidiavano la sede dell’Hotel Palazzo Caracciolo, in rappresentanza dei territori di Chiaiano, Acerra, Ferrandelle, Maruzzella, Taverna del Re, Terzigno e Sant’Arcangelo.
I Comitati presenti hanno consegnato ai commissari un plico di documentazione integrativa alle petizioni ed hanno spiegato con determinazione il fatto che, dopo 15 anni di emergenza rifiuti, nulla in Campania è cambiato e si continua ad insistere con scellerate soluzioni basate su mega-discariche di tal-quale (“spostando” le emergenze dalle città alle fertili campagne campane), inceneritori e finte bonifiche dei territori devastati dai rifiuti tossici, il tutto in aperta violazione delle normative europee in materia.
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LA SOLUZIONE BERLUSCASO

Posted by ambienti su aprile 29, 2010

Ma che è venuta a fare a Napoli questa delegazione europea per il controllo della gestione dei rifiuti? E pretenderebbe persino di fare sopralluoghi insieme a giornalisti, sindaci, rappresentanti di comitati dei cittadini. Possibile che nessuno abbia spiegato ai delegati come e perché la crisi dei rifiuti in Campania è risolta da un pezzo? Allora proviamo a farlo qui.
Voi commissari state a cianciare di verifiche, norme, diritti e cittadini, come se vi trovaste in mezzo a una normale e civile umanità. Quante complicazioni. Qui in Campania abbiamo di meglio: abbiamo Berluscaso, nuovo supereoe nato dall’incrocio di un Berlusconi e un Bertolaso. Berluscaso – più forte del terribile Hulk – è dotato di innumerevoli bocche impiantate in varie teste: due spuntate in Campania e a L’Aquila, le altre pronte ad affiorare ovunque un disastro ambientale ne fornisca l’occasione. Con simili potenti mezzi ogni problema si risolve in un baleno. A ogni bocca sono persino collegati efficienti canali televisivi che ci forniscono una pubblicità generosa, del tutto gratuita, volta a dissolvere le pubbliche preoccupazioni. In certi casi persino evocando altre preoccupazioni, purché siano, nella loro fantasiosa apparenza, più direttamente contrastabili. Per esempio è più facile odiare gli immigrati – spesso dei poveracci inermi – e i comunisti – che non esistono più da svariati decenni – anziché impigliarsi nella disamina di scelte politiche sbagliate e personalmente interessate che ci preparano un cupissimo futuro.
Sarebbe irriguardoso verso Berluscaso dubitare della fine della crisi, di una qualunque crisi seria: di quella campana dei rifiuti, di quella aquilana o di quella economica che continua a scaraventare disoccupati e sottoccupati nelle sempre più ampie discariche della nostra Forte Italia televisivo-consumistica in grado ancora di arricchire chi vende pubblicità commerciale e politica.
Dubitare, qui da noi, è evidentemente in contrasto con la volontà del Sovrano Popolo Elettore. Soprattutto del Sovrano, giacché per il Popolo Elettore si sta raggiungendo l’obiettivo di ridurlo a porzione sempre più esigua e malleabile. Sfruttando incoscientemente a vantaggio di chi è al potere l’enorme forza del NO dei cittadini che, delusi o schifati dalle giostre dei due maggiori schieramenti in gara, si sono astenuti in numero sempre maggiore dal voto.

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