AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

ARTICOLI MATTINO 11/04/2008

Terremoto all’Acsa, sospeso il direttore

Il provvedimento dei commissari: è venuto meno il rapporto di fiducia. Ora cinque giorni per replicare
di Antonio Pisani
I commissari prefettizi del Consorzio Acsa Caserta 3 Luigi Palmieri e Savina Macchiarella hanno sospeso dalla carica il direttore generale Antonio Limatola. Il provvedimento cautelativo, firmato ieri mattina, è solo il primo passo del procedimento disciplinare che potrebbe portare al licenziamento di Limatola per giusta causa. Il funzionario, ieri irreperibile, avrà ora cinque giorni di tempo per rispondere alle contestazioni. Alla base della decisione presa dai commissari il venir meno del rapporto fiduciario con il direttore generale, messo all’angolo ormai da tempo sulla maggior parte delle questioni cruciali relative al consorzio (Ferrandella, stipendi) e criticato da tutte le sigle sindacali che più volte ne hanno chiesto le dimissioni. La sospensione non è un fulmine a ciel sereno insomma, ma, riletta alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi, appare la logica conseguenza del progressivo logoramento del rapporto tra i due vertici dell’ente. Appena il 27 marzo scorso, Limatola denunciò per mobbing i commissari cui ha chiesto un maxi-risarcimento di un milione di euro per presunti «atteggiamenti vessatori» di cui sarebbe stato vittima. La prefettura ribattè affermando che «il direttore generale non è stato privato di nessuno dei poteri previsti dallo statuto dell’ente». Ma tant’è, la battaglia tutta interna all’Acsa, ente già di suo sull’orlo del baratro per un’esposizione debitoria di quasi 45 milioni di euro, è continuata crescendo anzi di intensità. Di fondo, c’è la diversa provenienza dei due vertici che nel tempo ha condizionato le modalità di gestione: i commissari sono emanazione della prefettura e, da quando nel luglio scorso sono entrati in carica, hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con il commissariato di Governo, prima rappresentato da Pansa, poi da De Gennaro. Limatola invece fu chiamato all’Acsa alla fine del 2006 dal presidente della Provincia Sandro De Franciscis, che allora era commissario del consorzio; è insomma un tecnico prestato dalla politica ma che dalla politica non ha mai potuto allontanarsi del tutto. Quando De Franciscis lasciò l’incarico, Limatola è rimasto all’Acsa come in trincea mantenendo la sua posizione critica nei confronti del commissariato di Governo, accusato più volte di ritardare il pagamento delle somme dovute all’ente. Nei prossimi giorni si vedrà se il direttore, come più volte annunciato, continuerà a combattere o mollerà definitivamente la presa. Sul fronte dello sversamento rifiuti intanto, c’è da registrare la riapertura del sito di stoccaggio provvisorio di Ferrandella: per tutta la giornata di ieri però, i camion dei quattro consorzi casertani sono riusciti a conferire circa la metà delle 900 tonnellate previste per la provincia casertana. Il sito insomma ha funzionato a rilento mentre il vicino Cdr di Santa Maria Capua Vetere, dove pure nelle settimane scorse sversavano le città più popolose, Caserta compresa, è rimasto fermo perché la Fibe non sapeva dove portare il fos, ossia la frazione organica. Il ciclo quindi fatica ad andare a regime e in città come il capoluogo iniziano di nuovo a vedersi i sacchetti fuori dai cassoni.
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Differenziata, la gara a rischio annullamento

Appena tre righe contenute nella nuova legge regionale sul ciclo integrato approvata il 28 marzo scorso potrebbero mandare all’aria la gara indetta dal Comune di Caserta per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti, riguardante la differenziata porta a porta. Recita l’articolo 32bis: «Alla data di entrata in vigore delle presente legge (non ancora pubblicata sul Burc, ndr) i consorzi obbligatori per lo smaltimento dei rifiuti cessano di svolgere le proprie funzioni, trasferite alle Province, che subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi». In pratica, le Province dovranno organizzare l’intero ciclo, creare cioè una società mista pubblico-privata con capitale a maggioranza pubblica cui passeranno i lavoratori dei Consorzi e a cui verrà affidata la raccolta. Una rivoluzione che si porrebbe in contrasto con la gara indetta dal Comune di Caserta, anche se il bando è precedente all’entrata in vigore della legge. Ne sono consapevoli sia da palazzo Castropignano che dalla Provincia dove hanno attivati i propri esperti per valutare la legittimità della gara alla luce della legge regionale. «Noi andiamo avanti fino all’aggiudicazione – dice il dirigente del settore ecologia del Comune Carmine Sorbo – ma siamo pronti a ritirare la delibera con cui abbiamo indetto la gara». Intanto, sempre il Comune, fa sapere che sono ventuno le aziende in lizza per l’aggiudicazione dell’appalto per la pulizia delle strutture comunali. Un bando triennale, del valore di 1 milione e 450mila euro, che ha attirato l’attenzione di tutta Italia. Accanto alle dieci contendenti campane (tre casertane, una di Avellino e sei ditte napoletane) figurano infatti anche società di Piacenza, Roma, Bari e Caltanisetta. Alla vincitrice (l’appalto sarà assegnato il primo maggio contestualmente a quello per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti) toccherà occuparsi della pulizia degli ambienti di lavoro del Comune, tra questi Palazzo Castropignano, il comando della Polizia Municipale, il Belvedere di San Leucio, il cimitero, le delegazioni, le aree mercatali e naturalmente le sedi decentrate. Le attività di pulizia e spazzamento strade e soprattutto di raccolta «porta a porta» saranno invece appannaggio della ditta che si aggiudicherà il bando di igiene urbana in scadenza il prossimo 21 aprile. Un tema, quello della differenziata, al centro di una serrata riunione tenuta ieri mattina tra Sace e Comune. L’amministrazione Petteruti infatti rimprovera alla ditta di Pagano (che gestisce la raccolta in città in regime di proroga) di non aver raggiunto risultati utili nella fase sperimentale (appena 48 tonnellate rispetto alle 200 preventivate dall’Ente) e ha posto l’out out sulla necessità di incrementare, nel più breve tempo possibile, le quantità da conferire all’Ilside di Bellona per il riciclo. Tra le proposte avanzate ieri mattina quella di compattare i rifiuti all’interno dei cassoni per aumentare il carico. E intanto a partire da questa mattina sarà avviata in città l’installazione di 6 nuovi container rispettivamente in piazza Vetrano a Falciano e in via dei Vecchi Pini e viale delle Querce al Parco degli Aranci. Seguiranno nell’arco di una settimana altre 15 postazioni. Preso d’assalto invece il numero verde per il ritiro dei rifiuti ingombranti (elettrodomestici, mobili e non solo). Al centralino spiegano infatti che ci sono prenotazioni per almeno due settimane. ant.pis. e da.vo.

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L’Arpac controlla Marcianise

Mozzarella alla diossina, arriva l’altolà per un altro allevamento della provincia di Caserta, a confine con l’area nord di Napoli, mentre per oggi è previsto il completamento dei prelievi di latte in tutti i caseifici campani e in mattinata è fissato un vertice a Bruxelles. Alla commissione europea verrà presentato il piano dei controlli a tappeto avviato il 3 aprile scorso dal ministero della Salute. L’allarme diossina viene così circoscritto. Al lavoro da ieri anche l’Agenzia regionale per l’ambiente. «I nostri tecnici – spiega il direttore generale Luciano Capobianco – stanno esaminando le zone a potenziale rischio per la contaminazione dei foraggi. La prima area sotto monitoraggio è quella di Marcianise». Intanto 25 allevamenti delle province di Caserta, Avellino e Napoli possono riprendere le vendite del latte, si aggiungono alle 146 aziende che avevano già avuto il via libera. I laboratori di Teramo e Bologna infatti hanno cominciato a trasmettere i risultati delle analisi, soltanto per uno dei 18 campioni (nel territorio dell’Asl Ce2) sono stati riscontrati valori di diossina oltre i limiti. «Stiamo facendo il possibile – spiega il commissario straordinario dell’istituto zooprofilattico del Mezzogiorno, Antonio Limone – per consentire una rapida ripresa del mercato che certamente ci sarà, dopo aver dimostrato che la mozzarella campana, oltre a essere gustosa, è anche sicura». E questa sera nella discoteca «L’Accademia» del Vomero si terrà il primo «mozzarella night»: danze scatenate e degustazione di prodotti dei caseifici di Castelvolturno.
Maria Pirro

 
 
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