AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

DE GENNARO A BENEVENTO 26/01/2008

26 gennaio 2008 – 19:31:19
Il Prefetto Giovanni De Gennaro ha incontrato il Presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone

Comunicato Stampa n. 2637 del 26 gennaio 2008
Il prefetto Giovanni De Gennaro, Commissario di governo per l’emergenza rifiuti in Campania, ha incontrato stamani il presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone presso la Rocca dei Rettori.
Nel corso della visita alla sede della Provincia il prefetto ha avuto tre distinti incontri attorno al tavolo della Sala Giunta: al primo hanno partecipato il vice prefetto di Benevento, il Questore, il comandante dei Carabinieri, il comandante della Polizia provinciale il sindaco del capoluogo, l’assessore provinciale all’ambiente, gli esperti del Commissariato, della Provincia, dell’ASIA. Al secondo incontro, si sono aggiunti anche il sindaco di Montesarchio e i rappresentativi del Comitati civici della cittadina caudina che protestavano, intanto davanti alla Rocca, unitamente ai sindaci della Valle, contro la riapertura della discarica in località Tre Ponti. Al terzo appuntamento hanno partecipato anche il senatore Cosimo Izzo e il deputato Erminia Mazzoni. Infine il prefetto De Genmnaro ha presieduto una Conferenza Stampa nella Sala Consiliare, con la partecipazioene del presidente Nardone, del sindaco del capoluogo Pepe, del vice prefetto di Benevento Circelli.
Aprendo i lavori, Nardone ha affermato: “Oggi è stata una giornata di lavoro molto proficua. Al prefetto De Gennaro va tutta la nostra solidarietà anche umana per il suo difficile compito. Confermiamo la solidarietà istituzionale dell’ente Provincia e dei sindaci del Sannio. Abbiamo messo a disposizione la raccolta dei dati della stazione satellitare del MARSEC e della Polizia provinciale circa le discariche abusive sul nostro territorio. Noi siamo disponibili come istituzione a sostenere al massimo lo sforzo per suparare l’attuale drammatica situazione. Abbiamo chiesto, quali primi passi per superare l’emergenza, di mettere a norma il sito di compostaggio di Molinara e richiesto il sito di trasferenza di Benevento”.
Il sindaco di Benevento Fausto Pepe ha detto: “Noi viviamo come città di Benevento e come Sannio una crisi riflessa sul problema dei rifiuti. I problemi ci vengono da un’altra parte della Regione: se non fossimo in Campania, non saremmo in emergenza rifiuti. Noto con soddisfazione che nei prossimi giorni saranno indette delle riunione tecniche con il Commissariato ed il Comune per affriontare la situazione e metterla a norma. Sianmo pronti a dare la nostra solidarietà per superare l’attuale fase, ma mi pongo il problema di quanto può accadere dopo i cento giorni di lavoro assegnati al Commissario De Gennaro”.
Dal canto suo il prefetto De Gennaro ha dichiarato: “Intendo parlare ai cittadini del Sannio con lealtà e franchezza: non sono stato felice di lasciare “gli ozi di Capua” per occuparmi di un problema così grave sotto gli occhi di tutti. Però, quando vedo che i bambini devono andare a scuola passando attraverso montagne di rifiuti, mi sono posto l’imperativo etico di superare questa drammatica situazione. Capisco che i cittadini del Sannio potrebbero non considerarsi in emergenza, ma tutti noi dobbiamo raggiungere insieme gli obiettivi di superare questa fase mostrando solidarietà. Il mio compito non è quello di organizzare il ciclo dei rifiuti: il mio compito è raccogliere i rifiuti solidi urbani che sono ammassati in strada e ogni minuto che passa se ne producono cinque tonnellate. Ci sono in questo momento 250.000 tonnellate (stima prudenziale) accatastate nelle strade, ma arriveremo ad un milione di tonnellate il giorno 11 di maggio quando cesserà il mio mandato. Chi verrà dopo di me, dovrà avere la possibilità di evitare che in un prossimo futuro si verifichino le medesime situazioni che hanno portato alla situazione attuale. Dunque, io dico che nessuno deve guardare solo verso la strada in cui si affaccia; ma tutti dobbiamo immedesimarci in chi vive un problema drammatico ed ha diritto di chiedere aiuto. Cominciamo a dimostrare solidarietà. Accanto a me ci sono le Istituzioni del Ministero dell’ambiente, della Protezione Civile e dell’ARPAC per collaborare alla verifica se i rifiuti accatastati nelle discariche creano danni alla salute della cittadinanza. Ciò deve avvenire con chiarezza, trasparenza e lealtà: se la verifica dà un esito positivo noi dobbiamo dimostrare solidarietà per togliere i rifiuti solidi dalle strade.
Io non cambio il mio piano di una virgola perché perderei tempo ed il tempo si traduce in una ulteriore produzione di rifiuti. Il sistema attuale della gestione rifiuti è fatto in modo tale che una minima zeppa nella filiera blocca il processo. Dobbiamo dunque fermare il sistema precedente e riconvertirlo. Io sto andando oltre i miei doveri: potrei limitarmi a stoccare da qualche parte i rifiuti e lasciarli lì, ma non avrei risolto nulla nella sostanza. Io voglio gestire l’emergenza e pormi il problema del dopo. Voglio prendere atto delle progettualità locali e metterle al servizio dei miei poteri. Tra cento giorni io non ci sarò più al Commissariato, ma dovrò lasciare con un sistema nuovo. Se riapro una discarica, io fisso anche una data della chiusura della stessa. Sarò io stesso a mettere il lucchetto per chiuderla il 30 aprile.
Farò degli accertamenti sulla discarica di Tre Ponti con i Ministeri dell’ambiente e della protezione civile e l’ARPAC: se accertano che ci sono problemi in quella discarica entro i prossimi sette giorni è chiaro che modificherò la mia ordinanza. Con alto senso di responsabilità intendo muovermi per mettere tutti nella certezza di non fare danni alle popolazioni. Non credo che a Tre Ponti saranno conferite più di 21.000 tonnellate, io credo che il quantitativo sarà inferiore, anche perché spero di trovare una nuova soluzione che non avrà bisogno di tutta questa disponibilità. Comunque entro il 30 aprile Tre Ponti sarà chiusa. Entro sette giorni saranno effettuate verifiche per la messa in sicurezza della discarica. Io mi assumo ogni responsabilità, prima civile verso i cittadini, quindi penale ed amministrativo delle mie decisioni. Lavoreremo con l’unità di crisi della Provincia con assoluta trasparenza. Io sono pronto a lavorare con i sindaci, ma non posso fare i dibattiti in Consiglio comunale perché non ne ho il tempo”.

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