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Blog di Resistenza Ambientale

GIALLO SUL DISSEQUESTRO – 20/04/2008

Corriere del Mezzogiorno 20/04/2008

Rifiuti I tecnici di De Gennaro assicurano che «il sito di conferimento non sarà riaperto»
Lo Uttaro, giallo sul dissequestro

L’Avvocatura riapre la discarica. Il Commissariato: mai fatto istanza
Lo scorso 6 marzo l’Avvocatura dello Stato, su mandato della struttura commissariale, ha depositato al Tribunale civile di Napoli un’istanza di revoca dell’ordinanza di sequestro

CASERTA — Per dirla con un eufemismo, potrebbe trattarsi dell’ennesimo caso di ‘‘mancato coordinamento” tra apparati dello Stato. Perché oggi il Commissariato per l’emergenza rifiuti assicura di non avere intenzione di riutilizzare Lo Uttaro come discarica. Ma lo scorso 6 marzo l’Avvocatura dello Stato, su mandato della struttura commissariale, ha depositato al Tribunale civile di Napoli un’istanza di revoca dell’ordinanza di sequestro cautelare del sito ex articolo 700, richiesta dai comitati civici sin dal luglio del 2007 ed eseguita il 20 novembre: e proprio in prospettiva di un riutilizzo. La notifica alle parti è avvenuta pochi giorni fa, il 14 aprile; mentre l’udienza è fissata per il prossimo 5 maggio.
«Posso garantire che attualmente non esiste alcun interesse da parte nostra nei riguardi del sito di Lo Uttaro— chiarisce il prefetto Angelo Malandrino, stretto collaboratore del supercommissario De Gennaro —. Non nascondo che nella prima fase avevamo immaginato un utilizzo per breve periodo, per far fronte all’emergenza. E per questo, ai primi di febbraio, avevamo chiesto alla Procura di autorizzare il dissequestro dell’area per 30 giorni, per compiere delle verifiche. Poi, però, ci siamo resi conto che i tempi non sarebbero stati compatibili con le nostre esigenze ». Ed allora, perché la richiesta di revoca depositata il successivo 6 marzo? «Il contenzioso — risponde Malandrino — non rientra nella sfera di competenza di De Gennaro, ma in quella del commissario liquidatore, Goffredo Sottile. Posso solo immaginare che abbiano ritenuto di dover difendere un’iniziativa già avviata dalla precedente gestione». Tuttavia, nel frattempo erano emersi i risultati dell’inchiesta del pm Silvio Marco Guarriello, che dimostravano l’esistenza di una grave forma di inquinamento nell’area (con sostanze cancerogene), che avrebbe già coinvolto la falda acquifera: non sarebbe stato il caso di soprassedere, alla luce delle circostanze? «A noi — obietta il prefetto — non era pervenuta alcuna comunicazione ufficiale, in proposito: abbiamo voluto renderci conto direttamente dello stato dei luoghi, fornendo poi al pm le risultanze delle nostre indagini. In ogni caso, nel piano di discariche e siti provvisori che abbiamo approntato per uscire dall’emergenza, Lo Uttaro non c’è».
Dal canto suo, l’avvocato dei comitati civici, Luigi Adinolfi ribadisce che si costituirà nel giudizio previsto per il 5 maggio: «E’ evidente — dice — che le nostre preoccupazioni restano intatte, e le esigenze cautelari più che mai giustificate ». Ieri, intanto, i militari del genio guastatori hanno provveduto a rimuovere i rifiuti che da tre giorni impedivano l’ingresso a scuola agli allievi del Lener di Marcianise.
Pietro Falco

 
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