AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

I RIFIUTI DI UNA CLASSE DIRIGENTE 23/02/2008

Il Manifesto 23/02/08

I rifiuti di una classe dirigente
di Norma Rangeri

Idealmente collegato con “la maratona del rifiuto” organizzata a Napoli da Beppe Grillo, Michele Santoro ha riportato in prima serata i rifiuti della Campania. Del problema i telespettatori ormai sanno tutto (o quasi). Sanno che la responsabilità è della società Impregilo, sanno che gli amministratori locali (comune, provincia e regione) hanno fatto del loro peggio, sanno che i governi nazionali degli ultimi quattordici anni, hanno dato una mano per aggravare la situazione. Cosa c’era di nuovo ancora da dire? In realtà moltissimo.
Ad Annozero (giovedì, Raidue) l’elenco degli errori e delle complicità è stato compilato da due senatori della sinistra: il presidente della commissione ambiente del senato, Tommaso Sodano (di rifondazione comunista) e il presidente della commissione d’inchiesta sui rifiuti, il socialista Roberto Barbieri. Il governo di centrosinistra, ha spiegato bene Barbieri, avrebbe dovuto togliere di mezzo la famelica burocrazia del Commissariato per i rifiuti e la catena dei consorzi (7-8 livelli di intermediazione). Non lo ha fatto, perché quel sistema garantiva una sorta di «politica sociale», buona per il lavoratore socialmente utile e per la camorra.
In studio c’era anche il ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio. Santoro lo ha fatto parlare a lungo, e dopo averlo ascoltato difendere la sua azione di denuncia pluriennale dei drammatici misfatti campani, gli ha rivolto una domanda molto semplice: se le cose stavano così perché avete lasciato che a fare la crisi fosse Mastella e invece non l’avete aperta voi? «forse avremmo dovuto», la sconsolata risposta.
Naturalmente era tutta da vedere l’inchiesta di Sandro Ruotolo, con le riprese della manovalanza criminale che va a buttare rifiuti tossici tra i sacchetti, con l’intervista al proprietario della discarica che raccoglieva rifiuti industriali da tutta Italia, con la testimonianza del costruttore abusivo (di 200 alloggi, ma la domanda cresce). Da restare stupefatti di fronte al racconto della ragazza impiegata nella fabbrica che ricicla bottiglie di plastica: lavora poco, manca la materia prima e nessuno può andarla a raccogliere tra i cumuli che seppelliscono la regione perché una clausola del contratto con Impregilo, lo vieta.
La storia dei rifiuti in Campania è lo specchio del malgoverno nazionale, la radiografia più impietosa di una classe dirigente (di destra e di sinistra) attenta alle clientele almeno tanto quanto incapace di amministrare.
Morale: tutti a casa, almeno in Campania.

 
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