AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

IL BUIO OLTRE IL 23 LUGLIO

Repubblica – Napoli 11 luglio 2008

Il buio oltre il 23 luglio
di Ugo Leone

La schizofrenia, leggo su wikipedia, «è una forma di malattia psichiatrica caratterizzata, secondo le convenzioni scientifiche, da un decorso superiore ai sei mesi (tendenzialmente cronica o recidivante), dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell´emozione, con una gravità tale da limitare le normali attività della persona». Leggo pure che secondo Ronald David Laing «non si può capire la schizofrenia se non si capisce la disperazione». Leggo e penso al problema dei rifiuti in Campania, ma più opportuno sarebbe dire a Napoli (e Caserta), e alla schizofrenia che ne accompagna da sei mesi le proposte di soluzione. Sei mesi fa il problema sembrava essere uno: uscire dall´emergenza ed entrare nella gestione ordinaria del problema. Perciò fu nominata una commissione che “a titolo grazioso” lavorasse presso la Regione per realizzare questo passaggio mentre il commissario De Gennaro lavorava per risolvere l´emergenza. Il tutto secondo un percorso linearmente identificato da realizzare, appunto, in sei mesi. Si trascurava un importante particolare e che, cioè, il problema rifiuti in Campania è come quello delle previsioni climatiche: i modelli matematici ci dicono con esattezza quale sarà l´evoluzione del tempo meteorologico, ma basta l´imprevedibile battito d´ali di una farfalla a Tokyo per provocare un ciclone a New York.
Allo stesso modo il sequestro di una discarica da parte della magistratura, una protesta popolare contro uno sversamento, il guasto di un impianto e via immaginando, sono l´equivalente dei battiti d´ala e intervengono, sono intervenuti, a mandare all´aria la linearità del progetto e il crono programma a esso collegato. Questo per quanto riguarda l´emergenza con i cui guai si è scontrato De Gennaro. Intanto la commissione lavorava per l´accompagnamento all´ingresso nella gestione ordinaria. Quella commissione non aveva un compito precostituito circa la realizzazione di questo obiettivo, ma se si pensa che, tra gli altri, ne fanno parte Paul Brunner (uno dei maggiori esperti di incenerimento rifiuti), Giovanni Romano (vicesindaco di Mercato Sanseverino, Comune portato ad esempio di differenziazione virtuosa dei rifiuti), Paolo Gasparini (geofisico presidente del Centro analisi e monitoraggio del rischio ambientale), si capisce che il ciclo dei rifiuti veniva analizzato nelle due essenziali conclusioni: incenerimento e riciclaggio. Della commissione faceva parte anche Walter Ganapini, che ne è uscito una volta diventato assessore all´Ambiente e chiamato qui a indirizzare anche la politica dei rifiuti. Un indirizzo che ha cominciato a diventare oscillante: talora verso la differenziazione spinta, talaltra verso il possibile incenerimento.
Poi la campagna elettorale, le elezioni di aprile, la formazione del governo e il passaggio della gestione nelle mani di Berlusconi (la cui santificazione molti manifesti cittadini collegavano alla risoluzione del problema) e, più direttamente, nelle mani del responsabile della Protezione civile, Bertolaso, nominato sottosegretario. Quest´ultimo, appena nominato, non si è fatto scrupolo di dire di aver trovato una situazione peggiore a quella che aveva lasciato mesi prima. Il 23 maggio il governo ha emanato un decreto il quale, praticamente, fa giustizia (se posso usare questo termine senza provocare il risentimento del presidente del Consiglio) di tutto quanto realizzato e proposto sino a quel momento e, in deroga a tutto il derogabile (e no), stabilisce l´apertura di nuove discariche e la costruzione di quattro impianti di incenerimento dei rifiuti.
A questo punto uno come me, un cittadino medio, comincia a capire più niente. A chi tocca dare indicazioni? Al sottosegretario? All´assessore Ganapini? Alla commissione che ricordavo? Ciascuno di questi ha proposte diverse, talora colludenti. Quale prevale? Comprendo che «non si può capire la schizofrenia se non si capisce la disperazione», ma la disperazione degli amministratori non deve mai sfociare nella schizofrenia delle indicazioni agli amministrati. Voglio dire che occorre che una, una sola, voce abilitata a decidere le sorti e, cioè il governo, la Regione, il Comune, dica con inequivocabile precisione che cosa si è deciso di fare per risolvere definitivamente il problema e in quanto tempo. Garantire che dal 23 di luglio le strade di Napoli saranno ripulite significa molto poco e non garantisce che restino tali per sempre. Significa solo che si ritiene di aver trovato un posto in cui sversare spazzatura “tal quale”. In aggiunta bisogna dire come si pensa di proseguire perché non si può pretendere che chi da tempo, autonomamente, si ingegna ad avere comportamenti virtuosi riducendo la produzione di rifiuti, differenziandone il più possibile, lamentandosi di non avere come separare l´umido dal secco abbia, poi, indicazioni che sembrano andare in altro senso. Bisogna dire a chiare lettere se la scelta della soluzione va verso la differenziazione spinta della frazione secca (come prescrive la legge) supportata dall´incenerimento del resto oppure si pensa alla soluzione opposta di massimo incenerimento col supporto di un po´ di differenziata. Come si dice, tertium non datur. E se, come prevede il decreto del 23 maggio, si decide di costruire 4 inceneritori la scelta è evidentemente quella di ridurre il peso della differenziazione dal momento che costruire inceneritori ha senso solo se gli si manda rifiuti da bruciare in quantità tali da giustificarne il numero.
C´è anche un problema di produzione e smaltimento dei rifiuti nelle aree naturali protette. In Campania coprono il 30 per cento del territorio e vi risiedono circa due milioni di persone che producono anche rifiuti. Per affrontare anche questo problema il 4 luglio i rappresentanti di queste aree sono stati invitati dallo staff del sottosegretario Bertolaso a una riunione che aveva all´ordine del giorno “eventuali iniziative di raccolta differenziata da porre in essere”. È stato un incontro molto interessante e costruttivo concluso con l´impegno a una stretta collaborazione tra enti parco e Protezione civile. Poi, ecco l´ennesima schizofrenia, si apprende che il sottosegretario starebbe attrezzandosi per realizzare lo sversamento di rifiuti “tal quale” in una discarica a Terzigno la quale, appunto, sta in un´area naturale protetta che è il già massacrato Parco nazionale del Vesuvio.
Comprendo la disperazione che aiuta a capire la schizofrenia, ma se poi si finisce col mandare al manicomio non gli schizofrenici, ma le loro vittime i conti non tornano più.

 
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