AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

IL CANTIERE DELLA DISCORDIA

da Il Mattino 04/07/2008

La Saba: costi troppo alti, così salta tutto
di Antonio Pisani
«Siamo disposti ad assumere i 175 lavoratori della Sace, secondo quanto previsto dal prospetto che il Comune aveva allegato al bando di gara. Ma non ad accollarci costi di lavoro più alti perché nel frattempo qualcuno, alla Sace, ha provveduto ad aumentare i livelli e le retribuzioni di molti dipendenti». Beniamino Sabatino, amministratore unico della Ecologia Saba srl, azienda di Ercolano che si è aggiudicata il nuovo servizio di raccolta nel capoluogo, ribadisce la posizione più volte comunicata ai sindacati: il costo del lavoro, così come emerso dagli ultimi documenti presentati dalla Sace, ha subito un’impennata che si aggira, spiega Sabatino, «tra i settanta e gli ottanta mila euro mensili rispetto a quanto comunicato dal Comune quando ci presentammo alla gara. Un incremento inaccettabile; il problema deve essere risolto dalla Sace». Ieri mattina, Sabatino ha incontrato nella sede napoletana della sua società i rappresentanti di cinque dei sette sindacati rappresentati alla Sace: c’erano la Uil-Trasporti con Gianfranco Spanò, la Fp-Cgil con Rosario Sorrentino, la Filas con Francesco Napolitano, la Cisas con Mario De Florio e la Confail con Mario Nardelli; mancavano però le due sigle che da sole rappresentano quasi il 60% dei lavoratori Sace, la Fit-Cisl e l’Usae. Un chiaro segnale della spaccatura sindacale che sta caratterizzando, rallentandola, la delicata fase del passaggio di cantiere. Se le sigle che ieri hanno partecipato all’incontro, con un comunicato stampa molto generico, hanno così espresso la volontà di procedere con il passaggio dei 175 lavoratori dalla Sace alla Saba, salvo poi richiedere al Comune di «affrontare e risolvere la questione di ulteriori lavoratori che rivendicano il diritto al passaggio di cantiere» (sei unità), la Fit-Cisl, per bocca del segretario provinciale Giuseppe Gravino, ancora ieri sera, ribadiva con ostinazione la sua linea che è quella «di far salvi i diritti acquisiti procedendo alle assunzioni; sulle eventuali distorsioni effettuate si potrà intervenire in un secondo momento». Una linea contraria a quella illustrata dalla Saba. «Preferiremmo partire con il piede giusto – dice Sabatino – evitando poi di trovarci sommersi da vertenze». E mentre l’azienda napoletana e i sindacati continuano le trattative – già oggi potrebbe esserci la convocazione alla Direzione Provinciale del Lavoro – l’amministrazione Petteruti osserva alla finestra. Il dirigente del settore ecologia Sorbo, mercoledì, aveva dato un vero e proprio ultimatum alla Saba. «O effettua il passaggio di cantiere o revochiamo l’affidamento del servizio» aveva tuonato il funzionario. «Il Comune vuole fare presto? Anche noi – afferma l’amministratore della Saba – ma deve capire che ci siamo trovati di fronte a una situazione diversa rispetto a quello preventivata qualche mese fa. Se dovesse comunque revocare l’incarico ci tuteleremmo nelle sedi competenti».

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