AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

L’AVVOCATO DEI COMITATI DI ACERRA

da il manifesto 10/03/2009

Dopo il sequestro e gli arresti per Colleferro parla Tommaso Esposito,
l’avvocato alla guida dei comitati civici contro l’inceneritore di Acerra.

L’AVVOCATO DEI COMITATI
Le analogie con Acerra «Anche qui vorrebbero bruciare tutto»

intervista di Francesca Pilla

Napoli – Ieri Berlusconi ha dato l’autorizzazione all’avviamento e all’esercizio provvisorio del termovalorizzatore di Acerra in attesa dell’inaugurazione del 26 marzo. Una tempistica perfetta per un via libera che avviene nello stesso giorno in cui 13 persone finiscono in manette per l’inceneritore di Colleferro. Arresti fioccati perché in quell’impianto ci avevano bruciato di tutto, compreso i rifiuti pericolosi campani, in barba a qualsiasi normativa o rispetto per la salute dei cittadini e dell’ambiente.
Le analogie con l’inchiesta napoletana dei pm Noviello e Sirleo sull’Impregilo, che vede indagate 28 persone, tra cui i fratelli Romiti e lo stesso governatore Antonio Bassolino, si sprecano. Ad Acerra infatti la Fibe, la controllata che aveva in gestione l’appalto sull’intero ciclo rifiuti campani, aveva creato a Taverna del Re, Giugliano, una cittadella della monnezza e infilato nelle ecoballe, non a norma, qualsiasi tipo di scarto, compreso appunto i pneumatici. Tutti i materiali che rappresentano ancora ora una miniera d’oro per l’A2A che prenderà in gestione Acerra a fine mese.
Tommaso Esposito, è l’avvocato a capo dei comitati civici contro l’inceneritore e che in questi anni le ha provate tutte, dalla proteste in piazza alle vie legali, fino all’appello all’Ue per evitare che l’impianto nasca in un territorio già vessato dai veleni delle industrie, dalle discariche delle ecomafie, dove il tasso di tumori è il più alto del paese.
Avvocato, oggi Colleferro domani Acerra?
E’ chiaro che Colleferro è la prova di quello che abbiamo sempre detto: anche ad Acerra si vuole bruciare di tutto. Ricordo che già Romano Prodi, proprio prima di lasciare la presidenza, con le agevolazioni sui Cip6 consentì, solo in Campania, di incenerire il tal quale, e che in seguito Berlusconi con il decreto 90, ormai diventato legge, ha legalizzato definitivamente la possibilità di far finire nei forni e nel nostro territorio qualsiasi cosa. Infatti ci devono spiegare se hanno intenzione di bruciare nell’impianto le ecoballe non a norma visto che l’immondizia nelle strade non c’è più, mentre stanno accelerando l’inaugurazione di un ecomostro senza nessuna garanzia per i cittadini.
Perché i collaudi non bastano a fornire le dovute garanzia alla cittadinanza?
Assolutamente no, ci sono 27 prescrizioni della commissione ambiente contro il termovalorizzatore di Acerra che sono state disattese. Una di queste riguarda proprio l’impossibilità di incenerire materiali non a norma. Oggi abbiamo solo un aggiornamento di compatibilità ambientale ma nessuna valutazione, cioè nessuna Via che ci garantisce.
Ma l’inaugurazione ormai è dietro l’angolo…
Noi stiamo aspettando ancora una risposta da parte dell’Ue a cui ci siamo appellati per la violazione sulla normativa comunitaria in materia di salute e per la trasparenza in atti amministrativi. Quello che si vuole fare ad Acerra è solo una grande operazione mediatica sulla pelle dei cittadini. In ogni caso il 26 marzo sarà il giorno della nostra protesta, e non si tratterà del no di una popolazione con la sindrome di Nimby, ma di una manifestazione contro l’intera normativa sui Cip6, le agevolazioni per la lobby dei petrolieri e degli inceneritori.

 
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