AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

L’INCENERITORE DELLA MARCEGAGLIA

da Megachip – Democrazia nella comunicazione ^ – 26/09/2008

L’inceneritore della Marcegaglia
di Davide Pelanda

Una gatta da pelare per Emma Marcegaglia, neo-presidente di Confindustria: uno dei tre impianti di incenerimento dei rifiuti in fase di realizzazione a Modugno (Bari) per conto del committente Eco Energia del gruppo Marcegaglia appunto, è stato sequestrato dalla Procura della Repubblica barese perché i lavori in questione sono stati realizzati in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico. Inoltre si era anche in assenza della prescritta autorizzazione edilizia e della valutazione di impatto ambientale: quelle rilasciate dal Comune di Modugno e dalla Regione Puglia sono risultate essere illegittime.
Tra le varie motivazioni dello stop alla costruzione mancherebbe anche il parere dell’autorità di bacino, visto che l’area è sottoposta a vincolo idrogeologico e il nulla osta paesaggistico.
Infine manca il nulla osta dell’Enac (ente aeroportuale) in quanto le opere supererebbero in altezza il limite consentito nel raggio di 3 km dal locale aeroporto di Bari – Palese.
Il pm Francesco Bretone ha iscritto ben quattro persone nel registro degli indagati.
Le indagini hanno inoltre permesso di accertare vizi formali e sostanziali rilasciati dal settore ecologia della Regione Puglia: è stato accertato in particolare che l’impianto in corso di realizzazione non utilizza le migliori tecnologie possibili.
Il provvedimento di sequestro è stato notificato al responsabile della società esecutrice dei lavori, ai progettisti e ad un funzionario regionale, ritenuto responsabile di aver rilasciato parere favorevole nella valutazione impatto ambientale del costruendo termovalorizzatore, senza che ne ricorressero i presupposti.
Tutti ricorderanno che nel discorso di insediamento all’assise di Confindustria Emma Marcegaglia affermò che «i sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi. Paghiamo i costi più alti d’Europa per l’energia». Ora alla signora Marcegaglia ed il suo gruppo si dovranno accontentare (si fa per dire) degli altri due impianti di incenerimento dei rifiuti (precisamente per “combustibile da rifiuti” cioè CDR) in fase di realizzazione a Massafra e Manfredonia, oltreché all’aggiudicazione dell’ «affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce1, 2 e 3 » (Decreto Commissario Delegato Emergenza Ambientale 26 novembre 2004 n. 275; B. U. della Regione Puglia n. 147 del 9-12-2004), nonché della gestione anche della «Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da Regione Sicilia e Comune di Augusta ( www.comune.augusta.sr.it/comunicati/2008/maggio/07.05.08.doc ), ed inoltre, in altra “colonia” meridionale, a Cutro, in Calabria, ha già in attività una Centrale elettrica “a biomasse” ( www.marcegaglia.com/energy/it/centrali_energetiche.html ).

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