AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

RIFIUTI, L’UE BOCCIA LA CAMPANIA

Repubblica Napoli, 15-02-2008

La delegazione europea visita il termovalorizzatore di Acerra, il Cdr di Giugliano e la discarica di Macchia Soprana
Rifiuti, l´Ue boccia la Campania
Gli ispettori: “Manca un´idea su come organizzare il ciclo”
di Cristina Zagaria

«Siamo nel 2008 e in Campania non esiste ancora un´idea concreta su come organizzare il ciclo dei rifiuti. Sono molto preoccupata». Una visita lampo al termovalorizzatore di Acerra, al cdr di Giugliano e alla discarica di Macchia Soprana. Poche ore, ma sono bastate: la delegazione della Commissione europea “boccia” la Campania. La lady dei rifiuti, Pia Bucella, responsabile della direzione ambiente dell´esecutivo Ue, al termine della prima giornata di ispezione, è durissima. La Campania così è a un passo dal trascinare l´Italia davanti al banco degli imputati della Corte di giustizia del Lussemburgo.
L´ispezione, infatti, arriva dopo che, il 31 gennaio scorso, Bruxelles ha dato un mese di tempo al nostro paese per risolvere l´emergenza rifiuti in Campania. Mancano 15 giorni.
«La direttiva europea sui rifiuti esiste da 33 anni. E non è troppo ambizioso chiedere alla Campania di rispettarla», afferma netta Pia Bucella, con l´elmetto bianco ancora in testa e la mascherina sul volto, all´uscita dell´impianto di Acerra. Di origini padovane è una donna minuta, voce sottile, capelli bianchi, a caschetto, fermati da un ferrettino sul lato, tailleur nero e scarpe comode. Una piccola donna, ma molto decisa. È venuta in Italia proprio per rendersi conto. «Volevo vedere con i miei occhi», dice. La prima impressione non è stata positiva. «La situazione è davvero preoccupante. Non esiste nessuna cultura che punti alla riduzione dei rifiuti; per le strade abbiamo visto innumerevoli cumuli di immondizia. La raccolta differenziata è insufficiente: da quel che ho capito, addirittura, per Napoli e Caserta i rifiuti vengono ancora raccolti tal quali. E anche per il terzo punto della normativa europea, che chiede di “valorizzare” i rifiuti, la Campania non è in regola: ha scelto la strada del termovalorizzatore, cioè di trasformare i rifiuti in energia, ma a tutt´oggi non c´è nessun impianto». Accanto a lei, Helmut Maurer, che per anni si è occupato dell´applicazione della direttiva discariche, e Lorenzo Pazzagli, che lavora nell´unità legale della commissione, che non smettono mai di prendere appunti, registrare, annotare, tutto quello che vedono e ascoltano. Con loro c´è anche Roberto Adam, del governo italiano.
«Non spetta alla Commissione dell´Ue indicare quale sia la soluzione per uscire dalla emergenza – dice la Bucella – ma certo non possiamo pensare di continuare nella produzione di rifiuti e poi di farli smaltire a qualcun altro». Nonostante la situazione non facile, però, ci sono «ancora i margini per evitare le conseguenze della procedura di infrazione Ue all´Italia. La Campania però – avverte la Bucella – deve mettersi in regola con tutta una serie di direttive comunitarie; la prima delle quali è la direttiva rifiuti del 2006, che stabilisce che i rifiuti vengano smaltiti in maniera sicura per la salute delle persone e per l´ambiente. In questo senso, per esempio, ho visto che c´è molta attenzione e buona volontà». Oggi la delegazione Ue incontrerà il prefetto Gianni De Gennaro e le autorità regionali. Intanto è stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale l´ordinanza di Romano Prodi, che garantisce le tariffe agevolate (Cip6) per la vendita di energia elettrica dai termovalorizzatori che saranno realizzati ad Acerra, Santa Maria La Fossa e Salerno, in modo da incoraggiare i futuri affidatari del servizio. Ma l´emergenza continua: chiuso ieri l´impianto di cdr di Casalduni (con un´ordinanza del sindaco) e oggi rischiano di rimanere chiuse le scuole di Pozzuoli alta e del Rione Toiano, per le montagne di sacchetti che ostruiscono gli accessi agli edifici scolastici.

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